{"id":132761,"date":"2020-04-24T23:59:16","date_gmt":"2020-04-24T21:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=132761"},"modified":"2020-04-24T17:19:44","modified_gmt":"2020-04-24T15:19:44","slug":"episodi-della-resistenza-bellunese-in-otto-litografie-di-vico-calabro-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/episodi-della-resistenza-bellunese-in-otto-litografie-di-vico-calabro-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"EPISODI DELLA RESISTENZA BELLUNESE IN OTTO  LITOGRAFIE DI VICO CALABRO\u2019 di Renato Bona"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"855\" data-large_image_height=\"569\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94594 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"156\" height=\"104\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg 855w\" sizes=\"auto, (max-width: 156px) 100vw, 156px\" \/><\/a>di Renato Bona<\/strong><\/p>\n<p>Conservo gelosamente tra i ricordi pi\u00f9 cari una cartella contenente otto litografie di Vico Calabr\u00f2 personaggio dell\u2019arte che mi ha onorato della sua amicizia; mi era stata donata dallo scomparso titolare della \u201cGalleria d\u2019arte Campedel\u201d l\u2019amico Giuseppe Da Rold, \u201cBepo profugo\u201d, che, sotto gli auspici dell\u2019Istituto storico bellunese della Resistenza (all\u2019epoca non era ancora stato aggiornato in Istituto storico bellunese della Resistenza e dell\u2019et\u00e0 contemporanea\u201d) l\u2019aveva stampata, in soli 200 esemplari, a Vicenza da Giuliano Busato, nel settembre 1975 in occasione del trentennale della Liberazione. Raccoglie, oltre ai lavori di Calabr\u00f2, una nota storica del terzo mio personale amico: Gilberto Zuliani con il quale avevano collaborato alla realizzazione dell\u2019opera: Giusto Branchet, Luigi Dall\u2019Armi, Vincenzo Dal Farra, Eliseo Dal Pont, Luigi Dal Pont, Bepi Da Rold, Quinto Malatrasi, Bruno Milano, Toni Pacifici, Albertina Padrin. In apertura \u00e8 riportata la motivazione della medaglia d\u2019oro al valor militare alla Citt\u00e0 di Belluno (leggibile anche in una grande lapide sul lato destro di \u201cPalazzo Rosso\u201d sede del Municipio) che sintetizza il tributo pagato dall\u2019intera provincia e dalle sue genti, alla lotta vittoriosa contro il nazifascismo dal settembre 1943 all\u2019aprile 1945. Ed ecco il contributo di Zuliani, intitolato \u201cEpisodi della Resistenza nel Bellunese\u201d: \u201cFigure di uomini e di donne, figure di giovani e di vecchi, figure scure e rosse di vita intensa, di stragi e lotte. Figure allucinate, ma forti e tremende. Figure fiere, composte ed eterne, ferme in un momento di storia. Da tutte un urlo s\u2019alza e rintrona: basta! Sale dal muro della casa dell\u2019uomo distrutta, dai volti di madri, dal pianto di figli e di spose, dalla rabbia dei dispersi, dal dolore cieco dei \u2018lager\u2019. Libert\u00e0, progresso, pace, giustizia: quanto siete costate! Per voi il popolo muove le montagne, sacrifica se stesso, brucia le sue cose, per consegnarvi, pulite, a quanti verranno. Al popolo dunque eleveremo marmi e ricordi. Diremo delle donne,dei villaggi arsi, dei bimbi maciullati, dei preti patrioti. Diremo del sangue partigiano, delle torture a morte, delle battaglie senza piet\u00e0 per battere bestialit\u00e0 e superbia. Diremo dell\u2019orrore di Germania, dove l\u2019odio consumava corpi e anime che \u2018non volevano\u2019. Questo consegneremo ai figli perch\u00e9 si sappia, perch\u00e9 si eterni il bene di tutti. Perch\u00e9 amore costruisca, sulla Resistenza, l\u2019Italia degli uomini liberi\u201d. Seguono gli episodi e figure della Resistenza che hanno ispirato Vico Calabr\u00f2 e che in sintesi qui propongo, alla vigilia del 75. anniversario della Liberazione: il primo ricorda l\u2019\u201cAgguato al Ponte San Felice\u201d del 14 luglio 1944, il tragico appuntamento della delazione che decimer\u00e0 una pattuglia della brigata \u201cTollot\u201d: dieci vittime e tre superstiti. Il secondo, del 20 agosto 1944, la \u201cDistruzione di Caviola\u201c con ingenti forze del 3, Reich che infieriscono su Caviola, Gar\u00e8s, Tabiadon, Feder, Fregona e Tegosa nella Valle del Biois:106 case e 74 fienili distrutti, 645 senza tetto, 27 i caduti. Poi: \u201cLe donne nella Resistenza\u201d con la sottolineatura che \u201cla fierezza e la tenacia delle donne alimentano i combattenti della libert\u00e0, maturano l\u2019atteggiamento della popolazione, determinano un nuovo modo di pensare e di vivere. E\u2019 bellunese l\u2019unica donna paracadutata dal sud, che con gli arti fracassati raggiunge il suo comando; \u00e8 bellunese mamma Schiocchet, morta di crepacuore poco dopo l\u2019impiccagione in Sant\u2019Antonio (Trichiana) dei 4 figli. Quindi il \u201cRastrellamento del Cansiglio\u201d del settembre 1944: Il piano Kesselring prevedeva contro le zone liberate o fortemente controllate, una serie di offensive e rastrellamenti da concludere con una grande operazione campale di annientamento in Cansiglio\u2026 Le forze partigiane eludono la manovra, escono dall\u2019accerchiamento e si ricostituiscono definitivamente nelle zone che le vedranno alla fine vittoriose\u201d. Ora, la \u201cStoria di Anto, 25 febbraio 1945\u201d: Anto e un compagno scendono a Feltre ed affiggono manifesti contro i tedeschi; al ritorno sono affrontati da una spia armata che intima l\u2019alt: Anto \u00e8 pronto a far fuoco, la spia \u00e8 abbattuta ma egli riceve un colpo al ventre. Un automezzo lo riporta in montagna: non un lamento ma solo la fretta di guarire per riprendere il posto di responsabilit\u00e0 di comando alla \u201cGramsci\u201d. La sofferenza \u00e8 atroce ma torna alla lotta ed i compagni traggono dal suo esempio nuovi motivi di stima. Poi gli ultimi combattimenti, la liberazione. I partigiani tornano a casa ma non Anto: all\u2019ospedale conduce l\u2019ultima battaglia e un anno dopo muore. Infine \u201cI Martiri del Bosco delle Castagne e di Piazza Campitello del marzo 1945\u201d: \u201cSiamo quasi alla fine. La grossa belva nazista \u00e8 come impazzita e la sua vigliaccheria le fa preferire alla lotta la rappresaglia. Dieci partigiani vengono impiccati al Bosco delle castagne, quattro nella Piazza principale di Belluno, per un ultimo, tremendo monito. Ma \u00e8 la sorte di ogni rappresaglia: da quegli alberi rinsecchiti , da quei lampioni di morte, il nuovo sacrificio di uomini semplici e liberi costituisce l\u2019impegno irrinunciabile per una nuova dignit\u00e0. E\u2019 una lezione morale che isola definitivamente gli invasori e i loro servi\u201d. La cartella si chiude con l\u2019episodio e l\u2019illustrazione della \u201cBeffa di Baldenich del 15 giugno 1944\u201d: \u201cSette soldati ed un maresciallo tedeschi armati di \u201cmauser\u201d e \u201cmaschinenpistolen\u201d sospingono quattro riottosi borghesi\u2026 il portone si apre, il drappello entra, il portone si chiude. All\u2019interno i \u201ctedeschi\u201d ed i partigiani immobilizzano le guardie, tagliano i fili del telefono, aprono le celle dei \u201cpolitici\u201d. Il portone si riapre pi\u00f9 tardi per far uscire con gli 8 militari poco teutonicamente euforici, i 4 rastrellati e 73 detenuti, membri dell\u2019organizzazione militare e politica, personalit\u00e0 della cultura ed antifascisti; avviati su camion veloci verso zone controllate dalla Resistenza\u201d. E con l\u2019omaggio ai trucidati in cui si legge: \u201cImpiccati, trucidati, arsi vivi, morti per sevizie: sono i martiri della libert\u00e0. Con loro i morti in combattimento, i caduti nelle formazioni nel resto d\u2019Italia e all\u2019estero, a Cefalonia, a Lero, nel Corpo di liberazione, nei \u2018lager\u2019 di Germania. Cerchiamo di esserne degni\u201d.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 25%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-132761 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/episodi-della-resistenza-bellunese-in-otto-litografie-di-vico-calabro-di-renato-bona\/94123001_939468516486059_1692267696453844992_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" 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