{"id":134230,"date":"2020-04-30T23:56:04","date_gmt":"2020-04-30T21:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=134230"},"modified":"2020-04-30T16:34:50","modified_gmt":"2020-04-30T14:34:50","slug":"gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"GLI STEMMI E LE STORIE DEI COMUNI di Renato Bona"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Renato Bona\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Agordino a fare la parte del leone nella sesta tappa del viaggio tra i comuni della provincia di Belluno per illustrarne la storia, con gli stringaati testi (raccolti nelle ottanta pagine della pubblicazione \u201cI Comuni della Provincia di Belluno. Storia e simboli\u201d edita nel luglio di trent\u2019anni fa a cura dall\u2019assessorato bellunese all\u2019urbanistica) dello scomparso giornalista Fiorello Zangrando, e con le riproduzioni degli stemmi realizzati dallo scultore Massimo Facchin (anch\u2019egli scomparso), le cui copie adornano la circonferenza interna della fontana di Piazza dei Martiri. GOSALDO. \u201cDi insediamento stabile nell\u2019area di Gosaldo (il suo nome deriva forse da personali longobardi del tipo \u2018Gast\u2019 e \u2018Aldius\u2019) si pu\u00f2 parlare attorno al mille. Tiser \u00e8 ricordato la prima volta in un documento del 1148. Durante la Repubblica Veneta forma una Regola che per\u00f2 per molti aspetti dell\u2019amministrazione resta unita a quella di Rivamonte. E\u2019 aggregato a Gosaldo soltanto con la riforma napoleonica. Importante \u00e8 la miniera di Vallalta. I primi giacimenti sono scoperti nel 1723. Primi proprietari sono i veneziani Nani e Pisani. Passano poi nelle mani di Zanche, Schena, Fusina e Nogarolo di Agordo, di Bosio di Primiero. Compera la Societ\u00e0 montanistica veneta che nel 1854 scopre mercurio ma nel 1860 una fiumana distrugge gli impianti. Nell\u2019inverno 1943-44 svernano nei boschi del paese forti nuclei di soldati inglesi, paracadutati a combattere in appoggio alle formazioni partigiane. Disastrosa l\u2019alluvione del 1966\u201d. LAMON. \u201cL\u2019esistenza di tracce etrusche sembra documentata da qualche toponimo, come Lamon stesso derivante da \u2018lama\u2019 nel significato di solco, quello scavato dal Cismon. Sul Colle di San Pietro c\u2019\u00e8 una stazione romana (reperti archeologici). Poi un castello. Importante \u00e8 un cimelio del primo cristianesimo trovato nelle grotte di San Donato: il calice del diacono Orso, capace di un litro e mezzo. Assegnato al quinto secolo, lo abbandonano i barbari durante le loro scorribande o cristiani fuggiti da Altino ed Eraclea o diretti al Norico. La chiesa dei santi Pietro e Paolo risale forse a prima del mille. La Regola di Lamon, durata dal secolo undicesimo fino a Napoleone, nel 1330 trascrive da uno pi\u00f9 antico il suo registro di delibere. Nel secolo sedicesimo Lamon ha questioni per confini col vicino Castel Tesino, Nel 1926 i lamonesi Bortolo Da Rugna e Cesare Cengia esplorano per la prima volta le grotte di San Donato. LA VALLE AGORDINA. San Michele in Valle, pi\u00f9 comunemente La Valle, prima del 1424 costituisce civilmente un consorzio detto parentela o rotolo, i cui componenti entrano a far parte del consigli odi Agordo, La famiglia della Valle ha un castello dietro il villaggio di Conaggia. Un ramo si trasferisce a Belluno dopo la dominazione di Ezzelino e nel 1332 \u00e8 iscritto nella parentela dei Nossadani che militano nei ghibellini. Il parroco risiede ad Agordo e a date fisse si reca a La Valle per celebrare le Messe e altre funzioni. Nel 1679 gli abitanti ottengono il diritto di eleggere un cappellano che \u00e8 tramutato in parroco stabile nel 1775. Il 28 aprile 1701 una frana distrugge la chiesa. Quella nuova \u00e8 consacrata nel 1708. Ai piani di Noach nel 1824 viene piantato un ospedale per curare gli ammorbati dalla \u2018falcadina\u2019, peste affine alla lue, ed affidato alla direzione del medico Giusepp\u00f2e Vallenzasca. Dura dodici anni. LENTIAI. Fino al 1866 il Comune si chiama Cesana, ora frazione, per secoli feudo degli omonimi potenti signori il cui nome deriva dal latino Caesius. Il loro castello \u00e8 forse d\u2019epoca longobarda. Nell\u2019ottobre 1159 l\u2019imperatore investe del territorio il vescovo di Feltre, Adamo. Il primo documento in cui appaiono i nomi del castello e dei Cesana \u00e8 del 1174. Nella guerra tra bellunesi e trevigiani per il Castello di Zumelle, nella battaglia di Cesana del 1197 muore il vescovo di Belluno Gerardo de Taccoli. Controllato da Ezzelino, il fortilizio cambia padrone varie volte e torna ai conti di Cesana che il 20 novembre 1392 pubblicano sulla piazza del villaggio gli statuti dei villici, Alla fine del \u2018500 Cesare Vecellio dipinge i cassettoni del soffitto dell\u2019arcipretale. Il feudo dura fino a Napoleone, che costituisce il Comune. Molti abitanti partecipano alle guerre nazionali. Sui monti di Lentiai si costituiscono nel novembre 1943 le prime formazioni partigiane\u201d. LIMANA. Il territorio del Comune di Limana fa parte fino alla riforma amministrativa napoleonica, della giurisdizione di Belluno. Il paese \u00e8 forse abitato anche prima dei romani. Il nome che al Comune deriva dal torrente ed \u00e8 ricordato in un documento del 794 dell\u2019era volgare, \u00e8 di origine latina. Deriva da \u2018limen\u2019 che vuol dire confine, quello che passa tra le circoscrizioni di Belluno e di Oderso. Sul confine civile si sovrappone quello religioso e il torrente divide ancora oggi le diocesi di Belluno e Ceneda. Ai tempi del dominio su Belluno dei vescovi conti e del bellicoso Giovanni II, secolo X e XI, a San Pietro in Tuba si erige un maniero che fronteggia Casteldardo di Trichiana. Viene demolito col passaggio allo stato Veneto. Cesa \u00e8 importante porto fluviale. Del 1896 sono i tumulti provocati dalle condizioni di povert\u00e0 della gente. Negli anni Settanta di questo secolo decolla l\u2019industria di frigoriferi Costan, che esporta anche nella Cina di Mao\u201d. LIVINALLONGO DEL COL DI LANA. \u201cL\u2019incolato stabile si presenta intorno al Mille. Il nome (il predicato \u00e8 attribuito dopo la Grande guerra) deriva dalla radice latina \u2018lab\u2019, scorrere, nel significato di \u2018terreno delle lunghe lavine\u2019. Ad Andr\u00e0z sorge un castello, edificato nel secolo nono. Verso il 1200 \u00e8 acquisito dal Vescovo di Bressanone. Nel 1331 i fratelli di Schoeneck lo vendono a Guadagnino Avoscano, signore dell\u2019Agordino. A questi succede il vescovo di Bressanone assieme al vicario imperiale di Belluno e Feltre. Tra il 1416 e il 1803,45 capitani reggono la fortezza. Nel 1457 per 15 mesi si ritira nel castello il vescovo Nicol\u00f2 da Cusa, eminente pensatore. Nel 1541 Livinallongo codifica le tradizioni e si d\u00e0 uno statuto della Bacchetta, nel 1687 un incendio lo distrugge. Con la pace di Presburgo passa alla Baviera, entra a far parte dell\u2019Italia dopo la Grande guerra che ne devasta il territorio\u201d.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-134230 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona\/95191501_2610860899150247_3571498342959546368_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/95191501_2610860899150247_3571498342959546368_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona\/95340383_2491380104445894_5489346187179851776_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/95340383_2491380104445894_5489346187179851776_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona\/95327836_1116093392089441_8751394636133564416_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/95327836_1116093392089441_8751394636133564416_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona\/95097822_2642723789338349_9189775183462793216_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/95097822_2642723789338349_9189775183462793216_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona\/95108461_684504042363446_381495603869253632_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/95108461_684504042363446_381495603869253632_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/gli-stemmi-e-le-storie-dei-comuni-di-renato-bona\/95186499_235403937795272_1640981096835317760_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/95186499_235403937795272_1640981096835317760_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Renato Bona\u00a0 Agordino a fare la parte del leone nella sesta tappa del viaggio tra i comuni della provincia di Belluno per illustrarne la storia, con gli stringaati testi (raccolti nelle ottanta pagine della pubblicazione \u201cI Comuni della Provincia di Belluno. 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