{"id":139981,"date":"2020-05-24T11:52:05","date_gmt":"2020-05-24T09:52:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=139981"},"modified":"2020-05-24T11:52:05","modified_gmt":"2020-05-24T09:52:05","slug":"crisi-post-coronavirus-serve-un-patto-per-la-ripartenza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/crisi-post-coronavirus-serve-un-patto-per-la-ripartenza-2\/","title":{"rendered":"CRISI POST CORONAVIRUS: SERVE UN PATTO PER LA RIPARTENZA"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"2048\" data-large_image_height=\"2048\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-139982 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/CGIL-E-CISL.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>BELLUNO<\/strong> Con un comunicato congiunto, CGIL e CISL parlano di ripartenza e di crisi post Coronavirus.<\/p>\n<blockquote><p><strong>IL COMUNICATO<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di dirlo: dopo il Coronavirus, \u201cnulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u201d, n\u00e9 economicamente n\u00e9 socialmente;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ma abbiamo mai pensato a come le situazioni e l\u2019esperienza avuta<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nelle fasi dell\u2019emergenza potrebbero modificare la nostra quotidianita\u2019 futura, la nostra economia e lo stesso sistema sociale? E\u2019 quindi possibile<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che ci siano elementi che da questa emergenza possano generare delle opportunit\u00e0, nuovi modelli di crescita che mettano al centro la persona, un nuovo modo di lavorare e di relazionarci. Siamo in grado di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>rilanciare il valore della comunit\u00e0, ricostruendolo attorno ai principi della solidariet\u00e0 e con intenti comuni per risolvere nuove e vecchie problematiche?\u00a0Ripartire si pu\u00f2, ma per farlo servono una visione chiara, idee concrete e una strategia per attuarla: un patto per la ripartenza che preveda una condivisione di obiettivi e iniziative con le parti sociali e le istituzioni a livello nazionale e provinciale, in cui il sistema possa trovare elementi di resilienza e occasioni da sviluppare. Una scommessa che vinceremo solo se sapremo individuare che cosa serve davvero per ripartire.\u00a0Prima di tutto dobbiamo mettere tutti nelle condizioni di lavorare e vivere in sicurezza, perch\u00e9 l\u2019emergenza non \u00e8 finita. Ci\u00f2 significa l\u2019applicazione seria<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dei protocolli di sicurezza, ma anche consistenti investimenti pubblici nel sistema socio-sanitario, partendo dalla formazione e dall\u2019assunzione di medici e infermieri per rafforzare la medicina sul territorio e l\u2019assistenza domiciliare integrata, fondamentale per la provincia di Belluno, data la sua particolare morfologia. Una sanit\u00e0 efficace, con posti letto e medici, che potra\u2019<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>limitare futuri <i>lockdown<\/i>, a beneficio di tutta la comunit\u00e0 e dell\u2019intera economia, una vera ed efficacie continuit\u00e0 di attenzione ed intervento tra il sanitario e il sociale, che risolva le frammentazioni che abbiamo visto, in particolare tra le<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>strutture per anziani o nell\u2019assistenza dei piu\u2019 fragili nell\u2019intero territorio.\u00a0Ripartire in sicurezza significa anche, da una parte, rivedere i meccanismi organizzativi delle aziende, dall\u2019altra ripensare una politica industriale nazionale seria, strutturata e ragionata, da declinare successivamente a livello regionale e territoriale. Ormai risulta chiaro che senza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>un intervento in investimenti e direzione pubblica, dello Stato, questo non avverra\u2019 in modo spontaneo.\u00a0La prima cosa da fare \u00e8 sbloccare i cantieri gi\u00e0 finanziati o in parte progettati. Per quanto riguarda la provincia di Belluno significa accelerare i cantieri di Cortina 2021, della ferrovia e della infrastruttura della banda ultra larga. In secondo luogo, le aziende vanno accompagnate nella transizione energetica dal petrolio alle fonti rinnovabili e all\u2019industria 4.0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Pensiamo alle realt\u00e0 industriali che forniscono servizi per l\u2019utilizzo della tecnologia, a quelle della cura del territorio e dell\u2019economia circolare (boschi, legno, filiere corte, artigianato e turismo), ma anche alle aziende del settore moda, chimico e metalmeccanico, che gi\u00e0 in parte hanno saputo convertire le loro produzioni. Vanno per\u00f2 costruiti modelli che siano attrattivi per gli investimenti e utilizzare ancora di pi\u00f9 i bandi europei, in particolare quelli per la ricerca. \u00c8 altres\u00ec fondamentale che le imprese, a partire dalle occhialerie e dalle aziende metalmeccaniche, si costituiscano in reti, altrimenti rischiano di essere estromesse dalla competizione internazionale. Vale per la ricerca, serve un collegamento certo con l\u2019Innovation Hub di Padova, per le politiche di export, linfa vitale per l\u2019economia bellunese. Non \u00e8 anacronistico parlare di <i>made in Italy<\/i> e, anzi, vanno rilanciati i concetti di bellezza, di qualit\u00e0 e di ingegnosit\u00e0 dei prodotti delle nostre fabbriche.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Sul turismo vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di offrire un ambiente favorevole, meno affollato e idoneo in tempi di Coronavirus, dove l\u2019accoglienza diffusa pu\u00f2 diventare una importante entrata economica per le famiglie e valorizzare cos\u00ec le vallate. Vanno per\u00f2 sostenuti questi progetti attraverso un coordinamento locale che, nei fatti, \u00e8 lasciato a sporadiche iniziative individuali, e purtroppo al rischio di essere predati dai gruppi d\u2019affari che si innestano senza controllo nel mix tra grandi eventi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e arretratezza strutturale del sistema dell\u2019accoglienza.\u00a0Da tempo attendiamo il riconvocarsi del tavolo provinciale delle politiche del lavoro che in questi anni ha lavorato per tentare di incrociare domanda e offerta, finora l\u2019abbiamo sempre sollecitato noi e nonostante i proclami delle categorie economiche, che ci invitano a traguardare il futuro, nessuno si \u00e8 mosso. Eppure sembra chiaro che a breve<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>si dovrebbero presentare le avvisaglie del cambiamento del modo di produrre, anzi dello stare in fabbrica. Volendo giustamente salvaguardare anche i vecchi schemi di lavoro, la domanda che poniamo a tutti \u00e8 \u201cquali<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>competenze servono per la provincia, dove le troviamo, come le formiamo, come diventiamo appetibili per farle arrivare da fuori?\u201d. Le stesse domande di ieri.\u00a0La transizione economica al digitale e al green new deal modificher\u00e0 radicalmente le mansioni di lavoro, per le quali servir\u00e0 molta formazione costante nel tempo. Priorit\u00e0 sar\u00e0 dunque anche quella di non lasciare indietro nessuno e per questo occorre motivare e formare chi perder\u00e0 il posto di lavoro per la crisi economica. Servono dunque politiche attive vere e programmi seri di formazione permanente dei lavoratori. La scommessa formativa non vale solo per le singole persone, ma anche per le aziende, in quanto la competizione non passa soltanto attraverso l\u2019aumento della produttivit\u00e0, che anzi, andrebbe eventualmente riversato su una riduzione dell\u2019orario di lavoro a parit\u00e0 di salario da definire a livello aziendale, ma sulla capacit\u00e0 di ricerca e innovazione di prodotto e di servizio che l\u2019azienda propone sul mercato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Gli investimenti devono tornare al centro dell\u2019attenzione anche sul sistema dell\u2019istruzione, a partire dalle scuole dell\u2019infanzia, in quanto servono insegnanti motivati, strumenti informatici e una scuola al passo con l\u2019Europa. \u00c8 opportuno consolidare e ampliare una proposta universitaria per contribuire, insieme al nuovo polo di alta formazione della Luiss Business School aperto recentemente nel capoluogo, alla permanenza dei giovani a Belluno, attraendone anche da fuori provincia. Rendere il territorio dinamico con offerte formative \u00e8 una risposta anche allo spopolamento della montagna.\u00a0Da piu\u2019 parti si invoca un\u2019azione comune per gestire i prossimi periodi, abbiamo iniziato dal tavolo dei trasporti, da sbloccare<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e ripensare sia nella fase di ripartenza dell\u2019economia che in quella piu\u2019 complessa della ripartenza della scuola; serve pero\u2019 avere relazioni sindacali forti e costanti nel tempo, con la capacit\u00e0 di reciproco ascolto e di proposta con gruppi dirigenti che, pur esprimendo legittime posizioni anche contrapposte, si confrontino sugli obiettivi condivisi.\u00a0Da tempo chiediamo un patto per la Provincia, per salvarla dallo spopolamento, per farlo crediamo sia necessario ridare centralit\u00e0 al lavoro, sostenibilit\u00e0 e innovazione nel mondo dell\u2019impresa, relazioni industriali o sindacali in rapporto con la politica e le istituzioni. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Rudy Roffar\u00e8 &#8211; Segretario generale aggiunto Cisl Belluno Treviso<\/b><\/p>\n<p><b>Mauro De Carli \u2013 Segretario generale CGIL Belluno<\/b><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BELLUNO Con un comunicato congiunto, CGIL e CISL parlano di ripartenza e di crisi post Coronavirus. 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