{"id":143536,"date":"2020-06-10T13:23:13","date_gmt":"2020-06-10T11:23:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=143536"},"modified":"2020-06-10T13:23:47","modified_gmt":"2020-06-10T11:23:47","slug":"la-deontologia-non-e-un-optional","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-deontologia-non-e-un-optional\/","title":{"rendered":"LA DEONTOLOGIA NON E&#8217; UN OPTIONAL"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em>La redazione di RADIO PIU&#8217;, da tempo, da sempre, ha aderito alla proposta di \u201cGiornalisti d\u2019Azione\u201d affinch\u00e8 non vengano pubblicate notizie inerenti a suicidio. Concordiamo pertanto con le riflessioni deontologiche e civili poste alla base della proposta e che sono riportate integralmente nella nota firmata da Mario Tursi Prato che pubblichiamo integralmente per una profonda riflessione anche sul senso etico della professione di giornalista.<\/em><br \/>\n<em>mirko mezzacasa<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cIl suicidio \u00e8 un gesto estremo. \u00c8 un atto di profonda disperazione. Ed \u00e8 un dramma lacerante anche per chi sopravvive al suicida e non riesce a darsi una spiegazione per un atto cos\u00ec conclusivo. \u201cCi appare come l\u2019azione pi\u00f9 personale che un individuo possa compiere, e che viene a configurarsi come una dura sfida al mondo che lo circonda\u201d, spiegano gli psicologi. Sarebbe presuntuoso pretendere di conoscere veramente i sentimenti di chi compie un gesto cos\u00ec estremo che va contro ogni istinto di sopravvivenza. Cosa pensa una persona quando decide di darsi la morte? E quando a suicidarsi \u00e8 un figlio, come vivono i genitori che, contravvenendo all\u2019ordine naturale delle cose, si ritrovano a sopravvivergli? Questo dolore, questa sofferenza hanno diritto al rispetto della Stampa? Hanno diritto all\u2019oblio, ad essere dimenticate? Quella del giornalista \u00e8 una professione di grande responsabilit\u00e0. E i giornalisti lo sanno talmente bene da essere l\u2019unica categoria professionale ad avere avvertito, negli anni, l\u2019esigenza di dotarsi di un grande numero di \u201cCarte dei doveri\u201d: c\u2019\u00e8 quella di Perugia, quella di Roma, quella di Firenze, quella di Treviso; c\u2019\u00e8 il Codice deontologico, c\u2019\u00e8 quello in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie, c\u2019\u00e8 perfino il decalogo del giornalismo sportivo. Tante \u201cCarte\u201d che hanno un comune denominatore: il rispetto della persona. E qui torna la domanda gi\u00e0 posta qualche riga fa: \u00e8 giusto pubblicare la notizia di un suicidio? La risposta \u00e8 \u201cno, non \u00e8 giusto\u201d. Non \u00e8 giusto perch\u00e9 lo vietano chiaramente le norme deontologiche, secondo le quali pubblicare tali notizie favorisce anche lo spirito d\u2019emulazione (e lo dimostrerebbero I dati dell\u2019Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0); non \u00e8 giusto pubblicarle perch\u00e9 \u00e8 profondamente \u201cinutile e crudele cagionare altra sofferenza ai famigliari e a chiunque sia gi\u00e0 fortemente provato dal dolore\u201d. Anche per questo motivo \u201cnon devono essere divulgate neppure le generalit\u00e0 di chi ha deciso di togliersi la vita e gli altri particolari che rendano il suicida identificabile\u201d, perch\u00e9 il giornalista \u00e8 tenuto al rispetto della persona, \u201cche \u00e8 uno dei cardini della professione\u201d, come ricordano i principi della \u201cCarta dei doveri del giornalista\u201d. C\u2019\u00e8 una sola eccezione alla regola: \u201c\u2026pochi, straordinari casi nei quali il diritto ed il dovere di cronaca prevalgano sul rispetto della privacy\u2026\u201d, intendendo per tali i casi in cui l\u2019atto, ad esempio, venga commesso da un personaggio pubblico. Regole, parole, scritti sempre pi\u00f9 spesso inascoltati dai tanti, troppi giornalisti che, in nome di chiss\u00e0 quale ragione di un malinteso senso del commercio, non esitano a profanare il dolore di una famiglia, considerando quella di un suicidio alla stregua di una qualunque notizia commerciabile e spendibile sul mercato delle copie in pi\u00f9 da vendere o, nel caso di siti web, di qualche visualizzazione in pi\u00f9, serva di una macabra curiosit\u00e0. E tutto questo con buona pace delle regole deontologiche e con ulteriori aggravi nel processo di decadimento di una professione, quella giornalistica, sempre meno ancorata al rispetto di quei valori e di quelle regole da cui discende l\u2019autorevolezza, unico riconoscimento a cui un giornalista deve ambire. per (ri)trovare questa autorevolezza \u00e8 necessario ristabilire il giusto metro di valutazione della \u201cnotizia\u201d. E l\u2019Ordine dei giornalisti\u00a0 ha il dovere di garantire al pubblico la seriet\u00e0 e la professionalit\u00e0 dei propri iscritti anche, se necessario, comminando sanzioni a chi continua a derogare ai dettami del codice deontologico. Perch\u00e9 l\u2019 \u201cerrore\u201d di un giornalista non si trasformi in un\u2019arma per delegittimare un\u2019intera categoria gi\u00e0 fortemente minata dai virus di pressappochismo, improvvisazione e abusivismo. \u00c8 necessario che alcuni giornalisti vengano recuperati al rispetto della persona. Il primo passo per (ri)trovare quella dignit\u00e0 e, quindi, quella autorevolezza che il giornalismo rischia di perdere. Anche da noi \u201d.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">FONTE: Calabria news<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Sul tema dei suicidi l&#8217;Ordine dei giornalisti del Veneto raccomanda da sempre una particolare cautela nel trattare le notizie e invita giornali ed emittenti radio-televisive ad occuparsi delle sole vicende di rilevante interesse pubblico, avendo l&#8217;accortezza di limitarsi all&#8217;essenzialit\u00e0 dell&#8217;informazione per evitare di alimentare un pericoloso fenomeno di emulazione. Nel corso del seminario di formazione tenutosi a Padova, lo psichiatra Diego De Leo, esperto a livello internazionale, ha citato l&#8217;esperienza ormai consolidata all&#8217;estero, suggerendo ai giornalisti italiani la necessit\u00e0 di affiancare ai servizi che si riferiscono ai casi di suicidio, un articolo che, anche attraverso l&#8217;intervento di un esperto, possa offrire un contraltare di speranza, una possibile via di uscita.\u00a0 A tal fine \u00e8 stata ribadita l&#8217;opportunit\u00e0 di indicare, all&#8217;interno dei servizi giornalistici, anche i numeri telefonici dei servizi ai quali \u00e8 possibile rivolgersi per aiuto e supporto psicologico. I principali sono i seguenti:\u00a0 &#8211; Telefono Amico: 199.284.284 &#8211; Telefono Azzurro: 1.96.96 &#8211; Servizio regionale per la salute degli imprenditori (Progetto InOltre): 800.334.343 &#8211; De Leo Fund: 800.168.678<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"td-a-rec td-a-rec-id-content_inline tdi_8_055 td_block_template_1\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La redazione di RADIO PIU&#8217;, da tempo, da sempre, ha aderito alla proposta di \u201cGiornalisti d\u2019Azione\u201d affinch\u00e8 non vengano pubblicate notizie inerenti a suicidio. 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