{"id":144977,"date":"2020-06-17T23:58:01","date_gmt":"2020-06-17T21:58:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=144977"},"modified":"2020-06-17T18:29:07","modified_gmt":"2020-06-17T16:29:07","slug":"splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"SPLENDIDE PAGINE DI STORIA DEI COMUNI di Renato Bona"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"855\" data-large_image_height=\"569\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94594 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg 855w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Renato Bona<\/strong><\/p>\n<p>Manca poco alla conclusione del nostro \u201cviaggio\u201d fra i Comuni bellunesi, \u201caccompagnati\u201d dalla sintetica storia che, per ciascuno e in rigoroso ordine alfabetico, \u00e8 stata tracciata dallo scomparso giornalista de Il Gazzettino Fiorello Zangrando, e dagli stemmi (originali realizzati dal prof. Massimo Facchin, anch\u2019egli mancato), riprodotti sulla circonferenza interna della fontana di Piazza dei Martiri del capoluogo. Oggi ci soffermiamo su San Tomaso Agordino, Santo Stefano di Cadore, San Vito di Cadore, Sappada (ricordiamo che previa consultazione referendaria della cittadinanza, il Comune \u00e8 da poco \u201cemigrato\u201d nella Provincia di Udine), Sedico e Selva di Cadore. SAN TOMASO AGORDINO. Scrive Zangrando: \u201cUna presenza romana nel territorio pu\u00f2 essere documentata dal toponimo Avoscan, derivante da Augustus. Il castello \u00e8 probabilmente costruito in tarda et\u00e0 barbarica. Situato sulla strada Cencenighe-Alleghe, \u00e8 poi della famiglia che, pi\u00f9 di ogni altra, nella storia agordina, riempie con la fama delle sue imprese la valle del Cordevole, oltrepassando i confini del Bellunese. E\u2019 Cangrande della Scala che conquista il maniero. I bellunesi tentano invano di riprenderlo ma la vittoria del primo d\u00e0 le ali ai sogni espansionistici di Guadagnino Avoscano che nel 1327 aggiunge ai suoi possessi anche Colle Santa Lucia e poi il castello di Andr\u00e0z. Si aggiungono poi Agordo e Zoldo fin quando nel 1350 la signoria cade. Attorno al castello sorgono i paesi, compreso San Tomaso, la cui chiesa esiste gi\u00e0 nel secolo tredicesimo. Il resto \u00e8 storia di fatiche e di emigrazione\u201d. SANTO STEFANO DI CADORE. Cos\u00ec il giornalista bellunese nativo di Perarolo di Cadore: \u201cIl territorio \u00e8 occupato stabilmente intorno al Mille, Ma il centenaro di Comelico Inferiore con sede a Santo Stefano \u00e8 pi\u00f9 vecchio perch\u00e9 di origine longobarda e comprende anche Trasaga, parte di Danta, Casada, Costalissoio, Ronco, Campolongo, San Pietro, Savello, Costalta, Valle e Presenaio. Uno dei primi documenti in cui compare il nome del paese \u00e8 l\u2019atto del 1213 sullo scambio di alcuni monti con Lorenzago. Nel parlamento friulano radunato a Udine il 17 gennaio 1333 figura, per la prima volta nella storia del Cadore, il notaio Delavancio di Trasaga. Nel 1444 Santo Stefano e Casada hanno Laudi. Le Regole elaborano un nuovo progetto il 15 aprile 1795, travolto dalla buriana napoleonica. Nel diciassettesimo secolo mezzo abitato di Casada \u00e8 precipitato da una valanga nel torrente Padola. Nel 1853 \u00e8 quasi distrutta da un incendio Villa di l\u00e0 di Costalissoio, nel 1884 bruciano quaranta case e la chiesa di Villa di qua. La strada della Valle \u00e8 costruita nel 1839. Nel 1986 entra in funzione il nuovo tracciato. SAN VITO DI CADORE. Ecco cosa ha scritto il giornalista: \u201cValidi sono i motivi per ritenere che il paese sia stato colonizzato intorno al Mille col sistema delle Regole ad opera di pastori provenienti dal centro del Cadore. Il primo documento che certifica l\u2019esistenza del paese \u00e8 un Atto1208 che riconosce l\u2019indipendenza della chiesa dalla matrice di Pieve. Per San Vito ha inizio, nel 1348, un triste periodo, conseguente alla peste nera, e continue e abbondanti piogge e un terribile terremoto: scompaiono i villaggi di Senes, Arcogologna, Androne, Sofestil, Ricca e Tunodico. I quasi quattro secoli del dominio veneto sono turbati soltanto dalla calata delle truppe di Massimiliano d\u2019Asburgo nel 1508-1511. Nel 1516 a nord si stabilisce il confine con lo stato austriaco e con Cortina ad esso passata. Ai disagi del periodo napoleonico si aggiunge la carestia del 1817. Nel maggio 1848 memorabile \u00e8 il duello dei volontari cadorini con le truppe austriache. Il turismo, originato dalle ascensioni alpinistiche + gi\u00e0 una realt\u00e0 alla fine dell\u2019800\u201d. SAPPADA. \u201cIl paese \u00e8 fondato attorno al Mille da venticinque famiglie di Villgraten, sopra Sillian, fuggite per sottrarsi alle vessazioni dei signori di Heimfels. I primi abitanti si dedicano alla coltivazione della terra e all\u2019estrazione del ferro ricavato vicino al paese, da loro chiamato Bladen. Il primo documento \u00e8 l\u2019atto di Enrico patriarca di Aquileia del 1078 con cui concede agli abitanti il terreno e l\u2019esenzione da imposte, allargata nel 1295 dal patriarca Raimondo Della Torre. I privilegi favoriscono l\u2019immigrazione di \u2018fogolisti\u2019 accanto agli originari \u2018masisti\u2019 e discordie delle quali profittano i comelic\u00e0ni. Per aiutare i sappadini il patriarca Bertrando concede il suo Bosco Negro. Durante i moti risorgimentali del 1848, impediti di unirsi ai corpi franchi di Pietro Fortunato Calvi i sappadini attuano una loro sommossa, duramente pagata. Nel 1852 il paese \u00e8 aggregato alla provincia di Belluno. Durante la Grande guerra la popolazione \u00e8 impegnata contro gli austriaci. Il turismo comincia alla grande in questi anni Venti. SEDICO. \u201cI ritrovamenti romani documentano l\u2019esistenza di una colonia. Ricchi di resti sono Landris, Bolago, le case Pasa, la strada di Triva e Bribano. Quest\u2019ultimo paese deriva il nome dal personale Barbius con suffisso prediale latino \u2018anum\u2019 mentre Sedico lo trae dal personale Sedius pi\u00f9 un suffisso prediale celto-venetico \u2018icus\u2019. Una derivazione della Claudia augusta passa per Cugnach. Numerosa \u00e8 la popolazione attorno al Mille. Lo prova la presenza del sacerdote Vicaramo, che nel 1184 ha gi\u00e0 il titolo di parroco. A Landr\u00ecs sorge un castello che svolge funzioni militari fino al 1500. Al secolo decimo sesto rimonta la venuta della famiglia Buzzatti, magiari provenienti da Buda, cio\u00e8 \u2018Budati\u2019. Nel \u2018700 e \u2018800 il territorio ospita ville e villeggianti signorili. Durante la guerra di liberazione la ferrovia di Bribano \u00e8 distrutta da 29 incursioni aeree. Industria e artigianato d\u2019avanguardia datano dalla met\u00e0 degli anni \u201860\u201d. SELVA DI CADORE. Fiorello Zangrando ha scritto: \u201cIn quota, a Mondeval, i pastori vivono con un minimo di organizzazione e di stabilit\u00e0 gi\u00e0 seimila anni prima di Cristo. Lo prova una tomba da poco scoperta. Ma l\u2019incolato stabile nel fondovalle data al Millecento dell\u2019era volgare e va posto in relazione alla scoperta di giacimenti di ferro nella vicina Colle Santa Lucia. Il primo documento \u00e8 relativo alla divisione del pascolo di Mondeval con San Vito e porta la data dell\u201911 febbraio 1257. E\u2019 redatto \u2018in furno Silvae Cadubrii\u2019 che nel Quattrocento \u00e8 concesso ai Della Torre. Selva fa parte del centenaro di Pescul. Siccome i paesi sono fuori mano, il consiglio della Magnifica Comunit\u00e0 vi manda un gastaldo per governare. Ottengono l\u2019esenzione dai dazi sugli animali fin dal 1399. Nel 1716 un incendio quasi incenerisce il paese. Il 5 novembre 1851 una frana seppellisce Piai con sedici persone, nel 1913 arde un bel pezzo di Pescul. Nel sesto corpo franco gli abitanti combattono nel 1948 con Pietro Fortunato Calvi. Dal 1970 il turismo si afferma definitivamente!\u201d.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-144977 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona\/104288550_203586800869229_1203846930954855397_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104288550_203586800869229_1203846930954855397_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona\/104204518_284716189398967_5335943878123431732_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104204518_284716189398967_5335943878123431732_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona\/104445827_719900778776520_7781436514690115203_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104445827_719900778776520_7781436514690115203_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona\/104229823_3171344296314508_3652398456004879430_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104229823_3171344296314508_3652398456004879430_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona\/104885765_733188420586120_5428616107114236516_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104885765_733188420586120_5428616107114236516_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/splendide-pagine-di-storia-dei-comuni-di-renato-bona\/104298068_713012962844555_6103535095169948515_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104298068_713012962844555_6103535095169948515_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Renato Bona Manca poco alla conclusione del nostro \u201cviaggio\u201d fra i Comuni bellunesi, \u201caccompagnati\u201d dalla sintetica storia che, per ciascuno e in rigoroso ordine alfabetico, \u00e8 stata tracciata dallo scomparso giornalista de Il Gazzettino Fiorello Zangrando, e dagli stemmi (originali realizzati dal prof. 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