{"id":145455,"date":"2020-06-21T09:05:18","date_gmt":"2020-06-21T07:05:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=145455"},"modified":"2020-06-21T09:04:56","modified_gmt":"2020-06-21T07:04:56","slug":"i-debiti-della-pa-sono-in-aumento-nel-1-trimestre-2020-anche-una-parte-del-fisco-ha-pagato-in-ritardo-le-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-debiti-della-pa-sono-in-aumento-nel-1-trimestre-2020-anche-una-parte-del-fisco-ha-pagato-in-ritardo-le-imprese\/","title":{"rendered":"I DEBITI DELLA PA SONO IN AUMENTO. NEL 1\u00b0 TRIMESTRE 2020 ANCHE UNA PARTE DEL FISCO HA PAGATO IN RITARDO LE IMPRESE"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.15.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1128\" data-large_image_height=\"1160\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-145456 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.15-292x300.png\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.15-292x300.png 292w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.15-996x1024.png 996w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.15-768x790.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.15.png 1128w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/a>Secondo l\u2019Eurostat, fa sapere l\u2019Ufficio studi della CGIA, i debiti commerciali della nostra Pubblica Amministrazioni (PA) sono in aumento. Sebbene questi dati non contengono la componente in conto capitale, che secondo alcune stime ammonterebbe tra i 7-8 miliardi di euro all\u2019anno, i mancati pagamenti di parte corrente hanno toccato, il 31 dicembre scorso, i 49,4 miliardi di euro.<\/p>\n<p>\u201cIn attesa che il ministero dell\u2019Economia certifichi ufficialmente a quanto ammonta il debito commerciale della nostra PA \u2013 dichiara il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo \u2013 la situazione \u00e8 destinata a peggiorare. Se le difficolt\u00e0 degli enti locali sono sotto gli occhi di tutti, nulla lasciava presagire che avessero problemi perfino le amministrazioni centrali. Oltre ai ministeri, in questo primo trimestre dell\u2019anno anche una parte dell\u2019Amministrazione finanziaria non ha rispettato i tempi di pagamento. Ancorch\u00e9 la Giustizia tributaria e tre Agenzie fiscali abbiano saldato i propri fornitori in anticipo, il Demanio, invece, ha liquidato le imprese dopo 7 giorni dalla scadenza prevista per legge, il ministero delle Finanze dopo 8 e la Guardia di Finanza addirittura dopo 136\u201d (vedi Graf. 1).<br \/>\nLe cifre riportate dall\u2019Eurostat evidenziano, inoltre, che negli ultimi 4 anni lo stock complessivo \u00e8 in costante crescita. Se nel 2016 i debiti di parte corrente erano 44,3, nel 2017 sono saliti a 45,6, nel 2018 hanno toccato i 47,8 per arrivare, come abbiamo appena riportato pi\u00f9 sopra, a 49,4 miliardi nel 2019 (vedi Graf. 2). L\u2019anno scorso, il dato assoluto era pari al 2,8 per cento del Pil: tra i 27 paesi Ue monitorati, solo la Croazia, con il 2,9 per cento, ha registrato una incidenza pi\u00f9 elevata della nostra.<\/p>\n<p>\u201cSebbene la nostra PA sia tra le peggiori pagatrici d\u2019Europa \u2013 segnala il Segretario Renato Mason &#8211; molti si erano convinti che i tempi di pagamento si sarebbero drasticamente ridotti grazie all\u2019introduzione, avviata nel luglio del 2017, dell\u2019obbligo da parte di tutti gli enti pubblici di trasmettere le informazioni relative ai singoli pagamenti attraverso il sistema Siope+. Questa modalit\u00e0 doveva consentire a regime la quantificazione dell\u2019ammontare delle passivit\u00e0\u00a0 commerciali e il monitoraggio continuo dei tempi di pagamento delle Amministrazioni pubbliche. Purtroppo, tutto ci\u00f2 non \u00e8 ancora avvenuto per l\u2019avversione di moltissimi enti a rispettare le disposizioni di legge, con il risultato che lo stock del debito rimane ancora spaventosamente elevato. Non solo. Il mancato saldo delle fatture sta innescando degli effetti negativi su intere filiere produttive, diffondendo questa anomalia tutta italiana anche nel settore privato\u201d.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.34.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1128\" data-large_image_height=\"986\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-145457 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.34-300x262.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.34-300x262.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.34-1024x895.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.34-768x671.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-20-alle-10.29.34.png 1128w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019aspetto paradossale di questa vicenda \u00e8 che nessuno \u00e8 in grado di affermare a quanto ammonta esattamente il debito commerciale della nostra PA, nonostante le imprese che lavorano per quest\u2019ultima abbiano da parecchi anni l\u2019obbligo, per essere liquidate, di emettere la fattura elettronica.<\/p>\n<p>Come funzionano i pagamenti in queste transazioni commerciali ? Una volta che il fornitore emette la fattura elettronica, questa transita attraverso una piattaforma controllata dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze detta SdI (Sistema di Interscambio) che la smista all\u2019ente o alla struttura pubblica a cui \u00e8 indirizzata. I dati della fattura elettronica vengono acquisiti dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) che dovrebbe registrare tutti i pagamenti riconducibili alle transazioni commerciali della PA. Per cercare di intercettare la totalit\u00e0 delle transazioni \u00e8 stato istituito il Siope+, un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti degli enti pubblici. Per alimentare il Siope+ tutte le amministrazioni pubbliche devono ordinare gli incassi e i pagamenti esclusivamente con modalit\u00e0 informatica.<\/p>\n<p>Sebbene questa prassi sia partita gradualmente dal luglio del 2017, lo Stato non \u00e8 ancora in grado di dimensionare il debito complessivo contratto da tutte le Amministrazioni pubbliche con i propri fornitori, per il semplice fatto che una parte importante delle Amministrazioni pubbliche non hanno ancora aderito alla piattaforma Siope+. Pertanto, possono saldare i propri fornitori con scadenze ben oltre quelle stabilite dalla legge .<\/p>\n<p>Con il decreto Rilancio, l\u2019Esecutivo ha messo a disposizione di Regioni, Asl ed enti locali 12 miliardi di euro per liquidare i debiti commerciali maturati entro della fine del 2019. Una somma che dovrebbe contribuire ad abbassare lo stock, anche se la soluzione pi\u00f9 efficace per azzerare o quasi i mancati pagamenti potrebbe essere quella di ricorrere al cosiddetto Fondo salva Stati (MES).<\/p>\n<p>Considerando che circa la met\u00e0 dei debiti commerciali della nostra PA sono ad appannaggio della sanit\u00e0, il ricorso al fondo per 36-37 miliardi di euro potrebbe consentire all\u2019Amministrazione pubblica di erogare una buona parte di queste risorse ai fornitori delle aziende sanitarie che da sempre subiscono i ritardi di pagamento pi\u00f9 pesanti.<\/p>\n<p>Con la sentenza n\u00b0 4, depositata il 28 gennaio 2020, lo stesso giorno in cui la Corte di Giustizia Europea ha bocciato l\u2019Italia per i ritardi dei pagamenti della nostra PA, la Corte Costituzionale ha stabilito che le anticipazioni di liquidit\u00e0 ottenute dagli enti locali per onorare le passivit\u00e0 pregresse sono prestiti di carattere eccezionale che devono essere utilizzati per la finalit\u00e0 per cui sono stati erogati e non per migliorare i risultati di bilancio.<\/p>\n<p>I giudici della Consulta, quindi, hanno chiuso definitivamente una controversia sollevata dalla Corte dei Conti nei confronti del Comune di Napoli. Nel recente passato, infatti, non sono stati pochi i Sindaci e anche i Governatori che hanno utilizzato i prestiti statali sblocca-debiti erogati dal 2013 per assestare i bilanci di Comuni\/Regioni, anzich\u00e9 per liquidare le vecchie fatture dei propri fornitori.<\/p>\n<p>Una condotta che la Corte Costituzionale ha finalmente chiarito che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere praticata. Un principio, ovviamente, che dovr\u00e0 valere anche per questa tranche da 12 miliardi che il Governo Conte, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, sta mettendo a disposizione di Regioni, aziende sanitarie ed enti locali che, finalmente, potranno saldare i propri creditori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019Eurostat, fa sapere l\u2019Ufficio studi della CGIA, i debiti commerciali della nostra Pubblica Amministrazioni (PA) sono in aumento. 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