{"id":145625,"date":"2020-06-22T14:30:59","date_gmt":"2020-06-22T12:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=145625"},"modified":"2020-06-21T18:33:35","modified_gmt":"2020-06-21T16:33:35","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-ventottesima-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-ventottesima-puntata\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA VENTOTTESIMA PUNTATA"},"content":{"rendered":"<p><strong>PRIMA VOLTA A CELAT<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>AUDIO<\/strong><\/em><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-145625-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SOPPELSA-PRIMA-VOLTA-CELAT.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SOPPELSA-PRIMA-VOLTA-CELAT.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SOPPELSA-PRIMA-VOLTA-CELAT.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1faffe1c-7cfe-4493-b27c-16aa23e0a4a3.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1080\" data-large_image_height=\"810\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-145633 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1faffe1c-7cfe-4493-b27c-16aa23e0a4a3-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1faffe1c-7cfe-4493-b27c-16aa23e0a4a3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1faffe1c-7cfe-4493-b27c-16aa23e0a4a3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1faffe1c-7cfe-4493-b27c-16aa23e0a4a3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1faffe1c-7cfe-4493-b27c-16aa23e0a4a3.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sicuramente c\u2019ero gi\u00e0 stato in piazza a San Tomaso. Ma ero troppo piccolo per ricordare. Il primo ricordo nitido risale a quando avevo cinque o sei anni. Era giugno inoltrato e sulle banche del Pelsa c\u2019era ancora un po\u2019 di neve. Quel giorno era caldo ed il cielo era quello classico di inizio estate. Appena dopo pranzo la nonna mi disse \u201c\u2026fra poc don fin via a Zelat\u2026\u201d La guardai con stupore. Fino a Cencenighe ci eravamo gi\u00e0 avventurati qualche volta a piedi a fare la spesa. Ma era tutta discesa e poi eravamo rientrati in corriera. Per andare a Celat, invece, era tutta salita. Mi preparai come ci si prepara per una grande escursione. La nonna indoss\u00f2 un vestito nero e mi disse che \u201c\u2026dovon d\u00ec an funeral\u2026\u201d Per\u00f2 non si mise il velo in testa perch\u00e9 era una nonna piuttosto moderna per i tempi. A me francamente del funerale interessava poco, mi interessava di pi\u00f9 il paesaggio che avrei ammirato durante la camminata. Salimmo in strada e partimmo lentamente. Pochi passi e salutammo la \u201cbrenta\u201d che cantava gioiosa mentre noi andavamo al funerale. Appena superato il gran curvone dove pap\u00e0 parcheggiava la macchina mi accorsi subito di una cosa particolare: dietro il Pelsa esisteva un\u2019altra montagna che ad ogni passo spuntava sempre di pi\u00f9 da sopra le creste del Pelsa. Era grigia e senza alberi ed erba. La nonna acceler\u00f2 il passo leggero che aveva ed in breve arrivammo a Tocol. A questo punto la montagna misteriosa si era svelata quasi del tutto. La nonna si accorse che guardavo e mi disse \u201c\u2026chel l\u00e0 le el Zoita\u2026\u201d. Era il Civetta. La mitica montagna che avevo gi\u00e0 sentito nominare con riverenza. Ora ce l\u2019avevo davvero davanti e potevo finalmente ammirarla questa montagna. Perso in quelle visioni mi ritrovai dopo la curva \u201cdela siega\u201d sul rettilineo che porta a Celat. Ora sentivo un po\u2019 la fatica perch\u00e9 la nonna, abituata a camminare parecchio, aveva un\u2019andatura piuttosto veloce. Giungemmo in piazza quando la campana andava sfumando i rintocchi a morto. Il paesaggio era un sogno. Con la bella chiesa con il campanile un po\u2019 simile a quello di Cencenighe ed il Civetta che adesso era veramente un qualcosa di maestoso. Sulla scalinata della chiesa c\u2019erano parecchi anziani che la nonna salut\u00f2. Ricambiarono il saluto e qualcuno mi diede una carezza sulla testa. Entrammo e prendemmo posto su un banco a met\u00e0 chiesa. Entrava un gran luce dalle finestre e la bara di legno scuro era posta davanti all\u2019altare. Il prete diede inizio alla cerimonia e c\u2019era silenzio. Si respirava un\u2019aria di composta serenit\u00e0. Non c\u2019erano pianti, solo qualche sospiro che proveniva dai banchi vicini all&#8217;altare. Non ricordo chi fosse il defunto, ma doveva essere molto anziano perch\u00e9 il parroco parlava di una lunga vita di lavoro e fatiche. E che da l\u00ec in poi avrebbe vissuto serenamente in Paradiso. E chiss\u00e0 come doveva essere quel Paradiso. A me sembrava che fuori dalla chiesa, in fondo, fossimo gi\u00e0 in Paradiso. La cerimonia fin\u00ec e quattro persone si caricarono la bara in spalla e la portarono nel cimitero sotto la chiesa. La depositarono nella cella mortuaria e la gente inizi\u00f2 pian piano a diradarsi. Qualcuno tornava a casa, altri approfittavano per visitare qualche congiunto sepolto l\u00ec. Anche la nonna volle farsi un giro veloce fra quelle tombe. Fece tre o quattro segni della Croce e poi risalimmo in piazza, che a lei i cimiteri non piacevano poi molto. Prima di riprendere la strada di casa ci fermammo un attimo al bar. La nonna mi compr\u00f2 un ghiacciolo perch\u00e9 ero stato bravo ad arrivare a Celat e mi ero comportato bene durante il funerale. All\u2019interno del bar rividi alcuni uomini che poco prima erano in chiesa. Bevevano \u201cun\u2019ombra\u201d e parlavano piano, forse del funerale e del defunto. Ripartimmo mentre scartavo il ghiacciolo e stavolta era tutta discesa. Si camminava pi\u00f9 veloci che all\u2019andata ed in poco tempo il Civetta era ritornato a nascondersi dietro il Pelsa. Arrivati a casa la nonna decise che aveva ancora tempo di fare qualcosa di utile e si sedette sugli scalini davanti al tabi\u00e0 a battere la \u201cfaoz\u201d. Le sue mani battevano veloci e sicure su quella lama che avrebbe tagliato il primo fieno di l\u00ec a pochi giorni. I larici erano verdi e nei prati c\u2019erano i fiori. Ed io, quel pomeriggio, avevo visto per la prima volta il Civetta. Sapendo che quel pomeriggio non l\u2019avrei scordato mai pi\u00f9\u2026Magiche Dolomiti!!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRIMA VOLTA A CELAT AUDIO &nbsp; Sicuramente c\u2019ero gi\u00e0 stato in piazza a San Tomaso. 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