{"id":146747,"date":"2020-06-29T05:58:48","date_gmt":"2020-06-29T03:58:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=146747"},"modified":"2020-06-29T06:04:59","modified_gmt":"2020-06-29T04:04:59","slug":"eustachio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/","title":{"rendered":"EUSTACHIO RUDIO, STUDIOSO E MEDICO  POCO NOTO MA DI NOTEVOLE LEVATURA di Renato Bona"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"855\" data-large_image_height=\"569\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-94594 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg 855w\" sizes=\"auto, (max-width: 167px) 100vw, 167px\" \/><\/a>di Renato Bona\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ci occupiamo oggi di un bellunese illustre, anche se poco noto e talvolta confuso con un quasi omonimo che era in tutt\u2019altre faccende occupato. Parliamo di Eustachio Rudio che nacque a Belluno intorno al 1548 \u2013 lo scrive Massimo Rinaldi nel volume 89 dell\u2019anno 2017 del Dizionario biografico degli italiani \u2013 dal giureconsulto Giovanni Battista (gi\u00e0 governatore dell\u2019abbazia di Moggio) e da Elisabetta Bazzi. Conseguito il dottorato in arti e medicina nel 1574, nello studio di Padova, si trasfer\u00ec in Friuli dove esercit\u00f2 la professione medica per un decennio prima di accogliere l\u2019invito del patrizio Pietro Zani e trasferirsi a Venezia. Il soggiorno nella citt\u00e0 lagunare dur\u00f2 4 anni e consent\u00ec al nostro di integrare la formazione personale sotto la guida di Alessandro Massaria, e di perfezionare i rapporti di clientela con le famiglie di maggior peso nelle istituzioni culturali della Repubblica ottenendo, grazie all\u2019appoggio del procuratore di San Marco, Giovanni Micheli, una lettura di medicina pratica nella pubblica Libreria per un biennio, periodo nel quale \u2013 sempre secondo Rinaldi \u2013 si fa risalire l\u2019avvio di un serrato impegno editoriale che nel 1587 port\u00f2 alla pubblicazione appunto a Venezia, dei tre libri di cardiopatologia \u2018De virtutibus et vicii cordis\u2019, con dedica ai rettori dello Studio patavino, in cui si tratta principalmente di palpitazioni, infiammazioni e sincopi, seguiti nel 1588 dal breve compendio di fisiologia galenica \u2018De usu totius humani corporis\u2019 dedicato a Lorenzo Massa. C\u2019\u00e8 da aggiungere che &#8211; come scrive il sito dizionariobiograficodeifriulani.it &#8211; anche con lo pseudonimo di Ioannes Donatellus Castilionensis pubblic\u00f2 varie opere che gli dettero una discreta notoriet\u00e0. Ancora: \u201cAll\u2019inizio del nuovo decennio divenne titolare di una condotta a Montagnana nel Padovano, dove accett\u00f2 di spostarsi per attendere con pi\u00f9 tranquillit\u00e0 alla sistemazione di alcuni scritti \u2018de arte medica\u2019 che da tempo aveva in animo di rendere pubblici\u201d. Quattro dei cinque libri previsti videro la luce: i primi due dedicati alle affezioni delle singole parti, il terzo alle febbri e ai morbi non specifici, il quarto alle malattie esterne, il quinto alle infermit\u00e0 curate per via empirica. I primi tre furono pubblicati a Venezia con il titolo \u201cDe humani corporis affectibus dignoscendis, praedicendis, curandis et conservandis\u201d nel 1590, 1595 e 1952 con dedica al Senato veneto, al granduca di Toscana Ferdinando de\u2019 Medici e ai settemviri della citt\u00e0 di Udine; il quarto usc\u00ec ancora a Venezia nel 1606 con dedica a Leonardo Dona; il quinto non venne mai stampato. Il frutto di tali fatiche fu l\u2019incarico di supplente del vecchio Bernardini Paterno, forse tra il 1591 e il 1592, mentre \u00e8 del 1595 l\u2019offerta di una condotta nella comunit\u00e0 di Udine: ringraziando per la fiducia accordata, afferma di considerare Udine sua novella patria tanto che nei frontespizi delle opere successive si sarebbe sempre dichiarato \u2018Utinensis\u2019 al posto del precedente \u201cBellunensis\u2019. Venuto a morte Massaria il 15 ottobre 1599, il Senato lo chiam\u00f2 alla cattedra di pratica medica ordinaria con lo stipendio di 600 fiorini, saliti a mille nel 1603 con la promozione e commutati in mille scudi nel 1609. Pubblic\u00f2 quindi il \u201cDe tumoribus praeter naturam\u201d e il \u201cDe naturali atque morbosa cordis constitutiones\u201d a Venezia il 1610. Nominato cavaliere di San Marco nel 1607, Rudio fu ascritto alla nobilt\u00e0 udinese il 31 luglio 1609 ed il 26 aprile di due anni dopo investito della giurisdizione comitale dei feudi di Goricisso, Virco e Gradiscutta. Arricch\u00ec la personale produzione con due opere rilevanti: \u201cDe morbis occulti set venerati\u201d (Venezia 1610), dedicata al papa Paolo V, e \u201cDe anima\u201d (Padova 1611), dedicata all\u2019amico Ottavio Amalteo. Nell\u2019estate del 1612, durante un soggiorno udinese, Rudio cadde gravemente malato; dettato il testamento il 28 agosto successivo, mor\u00ec il 1. settembre 1612 e venne sepolto nella chiesa di San Pietro martire di Udine, Lasci\u00f2 la moglie, Lionetta Doglioni e i figli Nicol\u00f2 (eredit\u00f2 il titolo comitale), Ercole, frate cappuccino, una figlia sposata col nobile udinese Pietro Brazzacco mentre l\u2019altro figlio, Giacomo, era mancato l\u2019anno precedente. In chiusura \u2013 detto che il Comune di Belluno gli ha intitolato la via che a Cavarzano \u00e8 tra la Urbano Pagani Cesa e la A. Alpago; che lo storico bellunese Giuseppe Fontana lo ha inserito tra le figure storiche nel suo libro del 1960 \u201cLa Provincia di Belluno\u201d ricordando che: \u201c\u2026compil\u00f2 un trattato sulla circolazione del sangue nel corpo umano e questo per molto tempo costitu\u00ec testo indiscusso\u201d; che nel Notiziario del Rotary club Belluno dell\u2019aprile 2010, a cura di Gianni Bertiato venne pubblicato un esaustivo servizio per \u201cStorie di medicina bellunese\u201d in cui si diceva di Rudio: \u201cE\u2019 una figura poco nota ma di sicuro interesse come medico e studioso affermatosi a livello nazionale sul finire del XVI secolo; egli, purtroppo, deve essere annoverato in quella schiera quasi anonima di letterati, filosofi ed eruditi di cui abbondarono le nostre Universit\u00e0, e in particolare quella padovana agli inizi del \u2018600\u2026\u201d &#8211; citiamo il sito ilmedicodifamiglia.altervista perch\u00e9 nella biografia di Rudio scrive che il medico bellunesee \u201cnoto anche come Eustachius Rudius Bellunensis o con lo pseudonimo di Ioannes Donatellus Castilionensis, fu principalmente uno studioso della struttura e delle funzioni del cuore e delle arterie\u201d. NELLE FOTO (Renato Bona, Wikipedia, sito ilmedicodifamiglia.altervista): la tabella e due scorci della via col nome di Eustachio Rudio a Belluno; il frontespizio dell\u2019opera \u201cArs medica\u201d, Venezia 1608 con Rudio-Utinensis; la circolazione sanguigna secondo il medico bellunese; copertina di una delle pubblicazioni di Rudio-Bellunensis; scrive all\u2019amico Nicolao Donato.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 25%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-146747 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/106423626_2658057671118364_5555518277204144013_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/106423626_2658057671118364_5555518277204144013_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/106506571_267437074330836_7487577043700846621_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/106506571_267437074330836_7487577043700846621_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/106001841_268464097574233_810102118790244197_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/106001841_268464097574233_810102118790244197_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/106271984_718132345671268_8129065056681487799_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/106271984_718132345671268_8129065056681487799_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/106244174_612922939627448_1286288854827223210_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/106244174_612922939627448_1286288854827223210_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/106295245_304332904078432_1374493369629327564_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/106295245_304332904078432_1374493369629327564_n-150x150.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/eustachio\/106029106_300843381096147_8796672729677215298_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/106029106_300843381096147_8796672729677215298_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Renato Bona\u00a0 Ci occupiamo oggi di un bellunese illustre, anche se poco noto e talvolta confuso con un quasi omonimo che era in tutt\u2019altre faccende occupato. 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