{"id":150073,"date":"2020-07-18T13:21:11","date_gmt":"2020-07-18T11:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=150073"},"modified":"2020-07-18T13:21:11","modified_gmt":"2020-07-18T11:21:11","slug":"nel-veneto-15-mila-pmi-sono-a-rischio-usura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/nel-veneto-15-mila-pmi-sono-a-rischio-usura\/","title":{"rendered":"NEL VENETO 15 MILA PMI SONO A RISCHIO USURA"},"content":{"rendered":"<p><strong>LA SCADENZA FISCALE DI LUNEDI\u2019 POTREBBE ESSERE UN \u201cINNESCO\u201d PERICOLOSO<\/strong><br \/>\n=============<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1304\" data-large_image_height=\"618\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-150076\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-300x142.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-300x142.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-1024x485.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-768x364.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23.png 1304w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sono poco pi\u00f9 di 15 mila le imprese del Veneto che, secondo la definizione della normativa europea, presentano delle esposizioni bancarie deteriorate . In altre parole stiamo parlando delle aziende e delle partite Iva che risultano essere \u201cschedate\u201d presso la Centrale dei Rischi della Banca d\u2019Italia come insolventi.<\/p>\n<p>Una classificazione che, di fatto, pregiudica, per legge, a questi soggetti economici di accedere ad alcun prestito erogato dalle banche e dalle societ\u00e0 finanziarie. Una condizione che, ovviamente, non consente di avvalersi nemmeno delle misure agevolate messe in campo recentemente dal Governo con il cosiddetto \u201cdecreto Liquidit\u00e0\u201d .<\/p>\n<p><strong>Bisogna pubblicizzare e rifinanziare il Fondo di Prevenzione<\/strong><br \/>\n\u201cNon potendo ricorrere a nessun intermediario finanziario \u2013 dichiara il coordinatore dell\u2019Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo \u2013 queste Pmi, strutturalmente a corto di liquidit\u00e0 e in grosse difficolt\u00e0 finanziarie, in questo periodo di carenza di credito rischiano molto pi\u00f9 delle altre di scivolare tra le braccia degli strozzini. Riteniamo che per evitare tutto questo sia necessario incentivare il ricorso al \u201cFondo per la prevenzione\u201d dell\u2019usura. Uno strumento, quest\u2019ultimo, presente da decenni, ma poco utilizzato, anche perch\u00e9 sconosciuto ai pi\u00f9 e, conseguentemente, con scarse risorse economiche a disposizione\u201d.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.37.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"830\" data-large_image_height=\"1350\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-150075\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.37-184x300.png\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.37-184x300.png 184w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.37-630x1024.png 630w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.37-768x1249.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.37.png 830w\" sizes=\"auto, (max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a>Il \u201cFondo di prevenzione\u201d dell\u2019usura, ricorda l\u2019Ufficio studi della CGIA, \u00e8 stato introdotto con la legge n\u00b0 108\/1996 e ha cominciato ad operare nel 1998. Questa misura consente agli operatori economici a \u201crischio\u201d finanziario di accedere a canali di finanziamento legali e dall\u2019altro aiuta le vittime dell\u2019usura che, non svolgendo un\u2019attivit\u00e0 di impresa, non hanno diritto ad alcun prestito da parte del \u201cFondo di solidariet\u00e0\u201d. Il \u201cFondo di prevenzione\u201d prevede due tipi di contribuzione. La prima \u00e8 destinata ai Confidi a garanzia dei finanziamenti concessi dalle banche alle attivit\u00e0 economiche. La seconda \u00e8 riconosciuta alle fondazioni o alle associazioni contro l\u2019usura che sono riconosciute dal MEF. Queste realt\u00e0 consentono alle persone in grave difficolt\u00e0 economica (lavoratori dipendenti e pensionati) di accedere al credito in sicurezza. Dal 1998 al 2018, ai Confidi e alle Fondazioni di tutta Italia lo Stato ha erogato 620 milioni di euro, di cui 430 ai primi e 190 ai secondi. Tali risorse hanno garantito finanziamenti per un importo complessivo pari a circa 2 miliardi di euro. Nel 2018 ai due enti erogatori (Confidi e Fondazioni) sono stati assegnati 19,8 milioni di euro (contro i 26,8 erogati l\u2019anno prima). A imprese e cittadini, invece, grazie a queste garanzie sono stati erogati 67,7 milioni di euro di prestiti. Nel 2017, infine, il numero dei beneficiari che ha ottenuto un prestito con l\u2019ausilio del \u201cFondo di prevenzione\u201d \u00e8 stato di soli 2.260 soggetti (1.027 attraverso i Confidi e 1.233 per mezzo delle Fondazioni) .<\/p>\n<p><strong>Sebbene il fenomeno sia in espansione, i numeri ufficiali dell\u2019usura sono in calo<\/strong><br \/>\nNumeri, quelli del \u201cFondo di prevenzione\u201d, risibili rispetto alla preoccupante dimensione che ha raggiunto l\u2019usura nel nostro Paese. Un fenomeno, quest\u2019ultimo, che negli ultimi anni ha visto diminuire anche il numero delle segnalazioni alle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>\u201cCon le sole denunce effettuate all\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria \u2013 afferma il segretario Renato Mason \u2013 non \u00e8 possibile dimensionare il fenomeno dell\u2019usura. Le segnalazioni, purtroppo, continuano ad essere molto poche. Con la depressione economica in corso, anche le forze dell\u2019ordine hanno denunciato in pi\u00f9 di una occasione molti segnali di avvicinamento delle organizzazioni criminali al mondo dell\u2019imprenditoria. Questo dimostra che lo Stato deve intervenire con massicce dosi di liquidit\u00e0, altrimenti molte imprese cadranno prigioniere di questi fuorilegge. Altres\u00ec, bisogna cambiare le regole di accesso al credito; se non lo faremo salveremo quest\u2019ultime, ma perderemo per strada tantissime imprese\u201d.<\/p>\n<p>Negli ultimi 10 anni, infatti, il numero delle denunce per usura registrato nel Veneto ha toccato il suo picco massimo nel 2016 (39). Il dato, poi, \u00e8 progressivamente sceso toccando il valore minimo nel 2018 (10). Rispetto al 2010, il numero delle denunce registrato nel 2018 (ultimo aggiornamento disponibile) \u00e8 crollato di due\/terzi (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1304\" data-large_image_height=\"618\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-150076\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-300x142.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-300x142.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-1024x485.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23-768x364.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Schermata-2020-07-18-alle-13.16.23.png 1304w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le scadenze fiscali sono un \u201cinnesco\u201d pericoloso<\/strong><br \/>\nLe scadenze fiscali, dicevamo, spesso sono l\u2019 \u201cinnesco\u201d che attiva molte aziende a corto di liquidit\u00e0 a \u201ccontattare\u201d o a essere \u201ccontattate\u201d dalle organizzazioni criminali, che da sempre possono contare su importanti disponibilit\u00e0 di denaro proveniente da attivit\u00e0 illegali. E da gioved\u00ec scorso (16 luglio) fino al prossimo 31 luglio ci troveremo di fronte ad un vero e proprio ingorgo fiscale. A seguito dello slittamento delle scadenze avvenuto nei mesi scorsi a causa del Covid, salvo cambiamenti dell\u2019ultima ora, saranno ben 246 le scadenze fiscali (Irpef, Irap, Ires, Iva, ritenute e contributi Inps) che le aziende saranno chiamate a rispettare. Di queste, il 93,5 per cento riguarda versamenti. Giornate a forte rischio che, speriamo, non vadano ad alimentare il mercato del credito irregolare.<\/p>\n<p><strong>La situazione pi\u00f9 critica \u00e8 al Sud<\/strong><br \/>\nAl 31 marzo di quest\u2019anno, il maggior numero di imprese affidate con sofferenze era localizzato al Sud. In totale erano 80.500, contro le 59.659 del Centro, le 57.325 del Nordovest e le 39.369 del Nordest. A livello regionale \u00e8 la Lombardia a guidare la graduatoria con 36.024 imprese in sofferenza. Seguono il Lazio con 24.328 e la Campania con 21.762. Il Veneto registra 15.270 imprese in sofferenza e si colloca all\u2019ottavo posto nella graduatoria nazionale (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p>A livello provinciale, invece, la situazione pi\u00f9 problemetica si presenta a Roma con 18.041 imprese in difficolt\u00e0 a restituire i prestiti contratti, seguono Milano con 13.240, Napoli con 11.004 e Torino con 8.328. Nel nostro territorio, invece, Padova (3.207), Vicenza (3.037) e Verona (2.649) sono le realt\u00e0 territoriali con il pi\u00f9 alto numero di aziende in difficolt\u00e0 (vedi Tab. 3).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SCADENZA FISCALE DI LUNEDI\u2019 POTREBBE ESSERE UN \u201cINNESCO\u201d PERICOLOSO ============= Sono poco pi\u00f9 di 15 mila le imprese del Veneto che, secondo la definizione della normativa europea, presentano delle esposizioni bancarie deteriorate . 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