{"id":154815,"date":"2020-08-12T10:19:52","date_gmt":"2020-08-12T08:19:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=154815"},"modified":"2020-08-12T10:20:08","modified_gmt":"2020-08-12T08:20:08","slug":"i-colori-della-neve-sui-ghiacciai-delle-dolomiti-arpav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-colori-della-neve-sui-ghiacciai-delle-dolomiti-arpav\/","title":{"rendered":"I colori della neve sui ghiacciai delle Dolomiti &#8211; ARPAV &#8211;"},"content":{"rendered":"<div id=\"parent-fieldname-text\" class=\"\">\n<p>A met\u00e0 luglio i ghiacciai delle Dolomiti si presentano ricoperti ancora in gran parte dalla neve invernale, alimentata anche dalle nevicate del 12 e 15 luglio. La neve del mese di luglio si presenta color bianco latte e nasconde in parte la vecchia neve, ricca di deposizioni di sabbia del deserto delle nevicate di fine inverno, che la danno un colore rosato, e di depositi di pollini, principalmente degli abeti rossi, caduti in grandi quantit\u00e0 a maggio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"image-inline\" src=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/a%20Marmolada%2021%20Luglio.JPG\/image_large\" alt=\"Marmolada 21 luglio 2020\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"internal-link\" href=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/A%20Neve%20alga%20Rossa.JPG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img decoding=\"async\" class=\"image-left alignleft\" src=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/A%20Neve%20alga%20Rossa.JPG\/image_preview\" alt=\"neve rosa\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quest&#8217;anno sulla superficie del manto nevoso \u00e8 abbondante e diffusa la presenza di una alga verde, la Chlamydomonas nivalis, che assume un colore rosso dovuto al brillante pigmento carotenoide rosso, che protegge il cloroplasto, parte della cellula in cui avviene la sintesi clorofilliana, dalle intense radiazioni visibili e ultraviolette quando l\u2019alga si trova vicino alla superficie del manto nevoso (5-25 di cm di profondit\u00e0).L\u2019effetto della neve colorata ha accelerato la fusione dello strato superficiale del manto nevoso invernale anche lungo i ghiacciai delle Dolomiti. Questo processo \u00e8 stato rallentato dalle precipitazioni nevose di luglio. Il manto nevoso bianco latte, che riflette una grande quantit\u00e0 di radiazione solare (90% nel caso di neve fresca), ha cos\u00ec rallentato la fusione superficiale della neve e del ghiaccio sottostante.<strong><span class=\"color_current_theme\"><a class=\"internal-link\" href=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/a%20Ghiacciaio%20ricoperto%20di%20teli.JPG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img decoding=\"async\" class=\"image-right alignright\" src=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/a%20Ghiacciaio%20ricoperto%20di%20teli.JPG\/image_preview\" alt=\"teli protettivi\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span class=\"color_current_theme\">Proteggere la neve<\/span><\/strong><br \/>\nAnche il ghiacciaio della Marmolada, come il ghiacciaio del Presena (TN), ha delle superfici di neve ricoperte da teli bianchi in geotessile. I teli sono costruiti in materiali che riflettono oltre il 60% della energia solare che arriva, rispetto al 40% riflesso da una neve vecchia senza protezione. Quindi, oltre alla protezione fisica della neve, viene accumulata minor energia e la fusione del manto nevoso \u00e8 pi\u00f9 lenta. Questo metodo, utilizzato gi\u00e0 dal 2008, ha dato ottimi risultati nel mantenimento da una stagione all\u2019altra della neve invernale.<\/p>\n<p><span class=\"color_current_theme\"><strong>Alcuni numeri<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Negli ultimi 30 anni, si contano 22-27 giornate nel mese di luglio con precipitazioni nevose che hanno ricoperto i ghiacciai delle Dolomiti, favorendo questo processo.<br \/>\nLa seconda decade del mese di luglio 2020 \u00e8 stata la terza pi\u00f9 fresca in quota dal 1990, preceduta solo da quella del 1999 e del 1992. Anche il mese di giugno 2020 \u00e8 stato il pi\u00f9 fresco dal 2000. Questo andamento delle temperature ha ulteriormente favorito, rispetto agli anni scorsi, una fusione pi\u00f9 lenta della neve invernale.<br \/>\nLe prime elaborazioni delle precipitazioni nevose in quota relative a dicembre, gennaio e febbraio dell\u2019ultimo decennio, evidenziano una quantit\u00e0 di neve nella norma rispetto al periodo di riferimento 1961-90. Lo stesso non avviene alle basse quote e nei mesi di marzo e aprile, carenti di precipitazioni nevose. A questa \u201cnormalit\u00e0\u201d di precipitazioni nevose dell\u2019ultimo decennio per il trimestre dicembre-febbraio, si sono contrapposte temperature particolarmente miti nei periodi primaverili o di inizio estate che hanno sempre accelerato lo scioglimento della neve.<\/p>\n<p><strong><span class=\"color_current_theme\"><img decoding=\"async\" class=\"image-right alignleft\" src=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/a%20Stazione%20Piz%20Boe%20.jpg\/image_preview\" alt=\"Piz Bo\u00e8 stazione\" \/>Lo studio del permafrost a Piz Bo\u00e8<\/span><\/strong><br \/>\nIl permafrost \u00e8 la parte di territorio dove il suolo \u00e8 perennemente ghiacciato, a partire da quote di 2600 metri. Il Centro Valanghe Arpav di Arabba ha una stazione meteorologica permanente sul gruppo montuoso del Sella al Piz Bo\u00e8 (2900 m) per lo studio di questo territorio. Attraverso un foro di circa 30 metri praticato sul terreno si segue l&#8217;andamento della temperatura del suolo a diverse profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno si osserva un aumento delle temperature nel mese di aprile e un riscaldamento rallentato nel periodo successivo e nel mese di luglio. Lo strato attivo del Piz Bo\u00e8, ovvero la parte superiore di roccia che gela durante l\u2019inverno e che si scioglie durante l\u2019estate, \u00e8 a circa 4 metri di profondit\u00e0 ma con temperature meno calde dei 5 anni precedenti. Tendenzialmente e prudentemente si potrebbe indicare che i possibili crolli delle pareti rocciose dovuti alla diminuzione del permafrost, in quest&#8217;anno, potrebbero essere pi\u00f9 frequenti verso la fine dell\u2019estate, quando i valori di temperatura della roccia saranno maggiori a causa del caldo estivo.<\/p>\n<p><a class=\"internal-link\" href=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/a%20Piz%20Boe%20dati%20pozzo.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img decoding=\"async\" class=\"image-left alignleft\" src=\"https:\/\/www.arpa.veneto.it\/temi-ambientali\/neve\/immagini\/colori-della-neve\/a%20Piz%20Boe%20dati%20pozzo.jpg\/image_mini\" alt=\"grafico pozzo permafrost\" \/><\/a><span class=\"color_current_theme\"><strong>Studio della temperatura del suolo attraverso il foro di circa 30 metri a Piz Bo\u00e8. Anni 2012 &#8211; 2020<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La differenza tra le diverse annate in termini di temperature rilevate a diverse altezze \u00e8 ben visibile in prossimit\u00e0 della superficie, per poi unificarsi verso i 15 metri di profondit\u00e0.<br \/>\nQuesto studio delle temperature serve per comprendere l\u2019evoluzione del permafrost alpino nel breve periodo e dello strato attivo superficiale.<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio Valanghe del Centro Arpav di Arabba continuer\u00e0 a monitorare le nevicate a bassa quota, l\u2019andamento delle temperature del Permafrost e l\u2019evoluzione della neve\/ghiaccio del piccolo lago sottostante la stazione di monitoraggio del Permafrost (Lech Dlac\u00e9) che attualmente si presenta ancora ricoperto di neve.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"relatedItems\"><\/div>\n<div class=\"visualClear\"><\/div>\n<div class=\"documentActions\">\n<h5 class=\"hiddenStructure\">Azioni<\/h5>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A met\u00e0 luglio i ghiacciai delle Dolomiti si presentano ricoperti ancora in gran parte dalla neve invernale, alimentata anche dalle nevicate del 12 e 15 luglio. 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