{"id":156099,"date":"2020-08-19T15:44:39","date_gmt":"2020-08-19T13:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=156099"},"modified":"2020-08-19T15:44:39","modified_gmt":"2020-08-19T13:44:39","slug":"ripartenza-difficile-tre-quarti-delle-imprese-provano-a-sopravvivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/ripartenza-difficile-tre-quarti-delle-imprese-provano-a-sopravvivere\/","title":{"rendered":"RIPARTENZA DIFFICILE, TRE QUARTI DELLE IMPRESE PROVANO A SOPRAVVIVERE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em> \u00abServono prospettive reali di rilancio, che vadano oltre l\u2019assistenzialismo del momento\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/confartigianato-imprese-belluno.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"170\" data-large_image_height=\"79\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-28523 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/confartigianato-imprese-belluno.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"124\" \/><\/a>BELLUNO<\/strong> Le imprese artigiane bellunesi si rivelano fortissime nonostante il duro colpo subito con il lockdown. Dovranno pazientare fino al 2021 per tornare ai livelli pre-Covid. Ma in questo momento stanno dimostrando di saper resistere e sopravvivere, puntando alla continuit\u00e0 e senza ricorrere ai licenziamenti. \u00c8 quanto rivela il \u201cReport micro-piccole imprese\u201d elaborato dall\u2019Ufficio Studi di Confartigianato Veneto. La fotografia scattata sulla recessione a due mesi e mezzo dall\u2019uscita dal lockdown ha preso in considerazione 1.500 aziende a livello regionale, di cui oltre 150 bellunesi. <strong>I dati <\/strong>La situazione bellunese durante il lockdown \u00e8 stata in linea con il resto del Veneto, anche se spiccano due tendenze interessanti: un quarto degli intervistati ha detto di non aver mai fermato l\u2019attivit\u00e0 (contro il 23,3% del Veneto); e il 26% ha detto di aver chiuso nonostante potesse continuare a lavorare (contro il 17,4% del Veneto). Un duplice dato indispensabile per comprendere come mai il ricorso ad ammortizzatori sociali e riduzione dell\u2019orario di lavoro sia stato ridotto rispetto al resto del Veneto. E anche come mai le prospettive da qui ai prossimi mesi confermino questo andamento: se la cassa dovesse essere prorogata per altre 18 settimane, solo il 49% delle imprese bellunesi pensa di far ricorso agli ammortizzatori (contro il 59% del Veneto), mentre il 46,9% ricorrer\u00e0 alla riduzione oraria (contro il 57,3% del Veneto). <em>\u00abSi tratta di un dato estremamente importante, che conferma la tenacia delle nostre imprese artigiane &#8211; commenta la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella -. L\u2019artigianato ha subito un durissimo colpo, specialmente quelle categorie che sono state costrette a fermare l\u2019attivit\u00e0 per lunghi mesi e che adesso stentano ad agganciare la ripartenza. Ma la volont\u00e0 di andare avanti prevale. Ecco perch\u00e9 abbiamo bisogno che oltre agli aiuti arrivati finora si vada oltre, con reali prospettive di rilancio del mercato, in modo da non fermarsi all\u2019assistenzialismo\u00bb. <\/em>Un bisogno confermato dai dati relativi alla possibilit\u00e0 di sgravi fiscali al 100% sulla contribuzione per i neoassunti che dovrebbe essere introdotta dal \u201cDecreto agosto\u201d. Solo il 9,1% degli intervistati bellunesi prevede di assumere certamente se ci saranno gli sgravi (contro l\u20188,4% del Veneto), mentre il 29,1% dichiara che forse assumer\u00e0 qualcuno (contro il 28,4% del Veneto); la maggior parte delle imprese per\u00f2 \u00e8 attendista e non prevede novit\u00e0 nell\u2019organico, per paura che la mancata ripresa renda impossibile, anche al netto degli sgravi, tenere un dipendente in pi\u00f9.\u00a0 <em>\u00abIn questo momento prevale la necessit\u00e0 di sopravvivenza &#8211; sottolinea la presidente Scarzanella -. Qualsiasi altro obiettivo \u00e8 rinviato a momenti migliori\u00bb.<\/em> In effetti, il 74,5% degli intervistati sostiene che al momento l\u2019obiettivo \u00e8 quello di dare continuit\u00e0 all\u2019impresa (solo il 9,2% ritiene di cercare nuovi spazi e canali per commercializzare i prodotti; e un esiguo 3% sta sviluppando nuovi prodotti o servizi). Quanto al fatturato nei mesi immediatamente successivi la fine del lockdown, oltre il 60% degli intervistati registra una perdita (il 10% addirittura forte, superiore al -50%; il 15,7% significativa, tra il -25 e -50%). La fine della crisi pare lontana. Oltre la met\u00e0 degli intervistati la pone non prima del 2021. Ma l\u201811,7% dice addirittura nel 2022 o oltre, e per il 10,8% delle imprese gli affari non torneranno mai ai livelli pre-Covid. <strong>Le prospettive <\/strong><em>\u00abDalla fotografia scattata nel report emerge un dato molto chiaro: incentivare l\u2019occupazione in questo momento \u00e8 condizione necessaria, ma sicuramente non sufficiente &#8211; commenta il direttore di Confartigianato Belluno, Michele Basso -. \u00c8 necessario sostenere gli investimenti, in modo da garantire la ripresa anche oltre gli aiuti del momento. Per questo chiediamo che le risorse messe in campo dal Governo siano dedicate alle leve per favorire gli investimenti. Ne va del futuro delle prossime generazioni, e della tenuta del sistema artigianale in montagna. Le nostre imprese gi\u00e0 pagano a caro prezzo le difficolt\u00e0 logistiche e territoriali: dopo il Covid, rischiano pi\u00f9 di altre, nonostante la grande tenacia degli imprenditori. \u00c8 doveroso per\u00f2 che non siano loro a dover sopportare tutto il peso della pandemia e delle sue conseguenze\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abServono prospettive reali di rilancio, che vadano oltre l\u2019assistenzialismo del momento\u00bb BELLUNO Le imprese artigiane bellunesi si rivelano fortissime nonostante il duro colpo subito con il lockdown. Dovranno pazientare fino al 2021 per tornare ai livelli pre-Covid. 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