{"id":162643,"date":"2020-09-26T12:23:35","date_gmt":"2020-09-26T10:23:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=162643"},"modified":"2020-09-26T12:23:35","modified_gmt":"2020-09-26T10:23:35","slug":"causa-covid-rischiamo-un-boom-di-lavoratori-in-nero-nel-veneto-gli-invisibili-attualmente-superano-le-206-mila-unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/causa-covid-rischiamo-un-boom-di-lavoratori-in-nero-nel-veneto-gli-invisibili-attualmente-superano-le-206-mila-unita\/","title":{"rendered":"CAUSA COVID, RISCHIAMO UN BOOM DI LAVORATORI IN NERO.  NEL VENETO GLI \u201cINVISIBILI\u201d ATTUALMENTE SUPERANO LE 206 MILA UNITA\u2019"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"900\" data-large_image_height=\"1604\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-162644\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27-168x300.png\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27-168x300.png 168w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27-575x1024.png 575w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27-768x1369.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27-862x1536.png 862w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27-269x480.png 269w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Schermata-2020-09-26-alle-12.16.27.png 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>La crisi determinata dall\u2019emergenza sanitaria potrebbe far \u201cesplodere\u201d l\u2019esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia. Stando alle previsioni dell\u2019Istat, infatti, entro la fine di quest\u2019anno circa 3,6 milioni di addetti rischiano di perdere il posto di lavoro .<\/p>\n<p>Sebbene sia difficile prevedere quante persone perderanno il posto di lavoro nel Veneto, non \u00e8 da escludere che nella nostra regione altri 200-250 mila lavoratori saranno espulsi dal mercato del lavoro entro la fine di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Auspicando che la dimensione del numero degli esuberi sia decisamente inferiore a quella a rischio, l\u2019Ufficio studi della CGIA ipotizza che una parte di questi nuovi disoccupati verr\u00e0 sicuramente \u201cassorbita\u201d dall\u2019economia sommersa. Non saranno pochi, infatti, coloro che, dopo aver perso il posto in fabbrica o in ufficio, si rimboccheranno le maniche in qualsiasi modo, anche ricorrendo al lavoro in nero.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di quelle persone che non riuscendo a trovare una nuova occupazione accetteranno un posto di lavoro irregolare o si improvviseranno come abusivi. Grazie a questa scelta riusciranno a percepire qualche centinaia di euro alla settimana; pagati poco e in contanti, tutto ci\u00f2 avverr\u00e0 in nero e senza alcun versamento di imposte, contributi previdenziali e assicurativi.<\/p>\n<p>Oltre alla probabilissima espansione del lavoro irregolare, la situazione di difficolt\u00e0 economica in cui versa il Paese sembra non essere avvertita dalle forze politiche e in generale dall\u2019opinione pubblica. Anche in Veneto, il confronto tra le statistiche non lascia presagire nulla di buono. Afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo:<\/p>\n<p>\u201cNel 2009, che viene ricordato come l\u2019annus horribilis anche dell\u2019economia veneta degli ultimi 75 anni, il Pil della nostra regione scese del 5 per cento e la disoccupazione nel nostro territorio nel giro di qualche anno pass\u00f2 dal 3,5 al 7 per cento. Quest\u2019anno, invece, se le cose andranno bene la contrazione del Pil veneto sar\u00e0 di oltre il 10 per cento: una riduzione doppia rispetto a quella registrata 11 anni fa. Alla luce di ci\u00f2, \u00e8 molto probabile, dal momento in cui verranno meno la Cig introdotta nel periodo Covid e il blocco dei licenziamenti, che il tasso di disoccupazione assumer\u00e0 dimensioni molto preoccupanti. Secondo le previsioni di Prometeia, ad esempio, nel 2021 potrebbe salire all\u20198 per cento\u201d.<\/p>\n<p>Come dicevamo, ad \u201cammortizzare\u201d una parte dei posti di lavoro persi a causa dell\u2019emergenza sanitaria ci penser\u00e0 l\u2019economia sommersa. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che in Italia ci sono oltre 3,3 milioni di occupati, il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 del 13,1 per cento e tutte queste persone producono un valore aggiunto in nero di 78,7 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Nel Veneto, fortunatamente, questa piaga sociale ed economica ha dimensioni molto contenute. A fronte di una stima di 206.400 lavoratori in nero, il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 del 9,1 per cento e il valore aggiunto generato dall\u2019economia sommersa ammonta a 5,6 miliardi di euro all\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>Tasse, burocrazia e disoccupazione creano le condizioni per la diffusione del lavoro nero<\/strong><br \/>\n\u201cCon troppe tasse, un sistema burocratico e normativo eccessivamente oppressivo e tanta disoccupazione \u2013 segnala il segretario della CGIA Renato Mason &#8211;\u00a0 l\u2019economia irregolare ha trovato un habitat ideale per diffondersi, soprattutto in alcune aree del Paese. Inoltre, chi opera completamente o parzialmente in nero fa concorrenza sleale, altera i pi\u00f9 elementari princ\u00ecpi di democrazia economica nei confronti di chi lavora alla luce del sole ed \u00e8 costretto a pagare le imposte e i contributi fino all\u2019ultimo centesimo.\u00a0 Anche per questo \u00e8 necessario che l\u2019esercizio abusivo delle professioni artigianali vada contrastato e perseguito\u201d.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 detto, a rimetterci non sono solo le casse dell\u2019erario e dell\u2019Inps, ma anche le tantissime attivit\u00e0 produttive e dei servizi, le imprese artigianali\u00a0 e quelle commerciali che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti.<\/p>\n<p>I lavoratori in nero, infatti, non essendo sottoposti ai contributi previdenziali, a quelli assicurativi e a quelli fiscali consentono alle imprese dove prestano servizio \u2013 o a loro stessi, se operano sul mercato come falsi lavoratori autonomi \u2013 di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore e, conseguentemente, di praticare un prezzo finale del prodotto\/servizio\u00a0 molto contenuto. Condizioni, ovviamente, che chi rispetta le disposizioni previste dalla legge non \u00e8 in grado di offrire. Altres\u00ec, non vanno nemmeno sottovalutate le condizioni lavorative a cui sono sottoposti gli irregolari: spesso a queste persone vengono negate le pi\u00f9 elementari tutele previste dalla legge e in queste condizioni lavorative, gli incidenti e le malattie professionali rischiano di essere molto frequenti.<br \/>\nRicordiamo che questo esercito di \u201cinvisibili\u201d ogni giorno si reca nei campi, nei cantieri edili, nelle fabbriche o nelle abitazioni per prestare la propria attivit\u00e0 lavorativa. Pur essendo sconosciuti all\u2019Inps, all\u2019Inail e al fisco, gli effetti economici negativi che originano questi soggetti sono importanti. Nel Veneto, come dicevamo, sono 206.400 le persone &#8211; costituite prevalentemente da lavoratori dipendenti che fanno il secondo\/terzo lavoro, da cassaintegrati o pensionati che arrotondano le magre entrate o da disoccupati che in attesa di rientrare nel mercato del lavoro \u2013 che sopravvivono grazie ai proventi riconducibili a un\u2019attivit\u00e0 irregolare.<\/p>\n<p><strong>Campania, Calabria e Sicilia sono le realt\u00e0 dove il lavoro nero \u00e8 pi\u00f9 diffuso; oasi felici Aosta, Veneto e Bolzano<\/strong><br \/>\nA livello territoriale sono le regioni del Mezzogiorno ad essere maggiormente interessate dall\u2019abusivismo e dal lavoro nero. Secondo l\u2019 ultima stima redatta dell\u2019Istat e relativa al 1\u00b0 gennaio 2018, in Calabria il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 pari al 21,6 per cento (136.400 irregolari), in Campania al 19,8 per cento (370.900 lavoratori in nero), in Sicilia al 19,4 per cento (296.300), in Puglia al 16,6 per cento (229.200) e nel Lazio al 15,9 per cento (428.200). La media nazionale \u00e8 pari al 13,1 per cento.<\/p>\n<p>Le situazioni pi\u00f9 virtuose, come sottolineavamo pi\u00f9 sopra, si registrano nel Nordest. Se in Emilia Romagna il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 al 10,1 per cento (216.200 irregolari), in Valle d\u2019Aosta \u00e8 al 9,3 per cento (5.700), in Veneto al 9,1 per cento (206.400) e nella Provincia autonoma di Bolzano si attesta al 9 per cento (26.400) (vedi Tab. 1).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi determinata dall\u2019emergenza sanitaria potrebbe far \u201cesplodere\u201d l\u2019esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia. Stando alle previsioni dell\u2019Istat, infatti, entro la fine di quest\u2019anno circa 3,6 milioni di addetti rischiano di perdere il posto di lavoro . 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