{"id":165255,"date":"2020-10-10T05:24:21","date_gmt":"2020-10-10T03:24:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=165255"},"modified":"2020-10-10T05:45:53","modified_gmt":"2020-10-10T03:45:53","slug":"vajont-il-giorno-del-ricordo-lintervento-del-sindaco-di-longarone-roberto-padrin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/vajont-il-giorno-del-ricordo-lintervento-del-sindaco-di-longarone-roberto-padrin\/","title":{"rendered":"VAJONT, IL GIORNO DEL RICORDO. L&#8217;INTERVENTO DEL SINDACO DI LONGARONE ROBERTO PADRIN"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>9 OTTOBRE 2020<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>57\u00b0 ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DEL VAJONT<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>INTERVENTO DI COMMEMORAZIONE DEL SINDACO DI LONGARONE, ROBERTO PADRIN<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\">\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/roberto-padrin-2.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"201\" data-large_image_height=\"237\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11554 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/roberto-padrin-2.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"237\" \/><\/a>LONGARONE<\/strong> cari superstiti, cari sopravvissuti, carissimi concittadini, colleghi Sindaci di Erto e Casso, Vajont, Ponte Nelle Alpi, Sig. Ministro, Sig. Sottosegretario, Sig. Capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Assessore regionale, Autorit\u00e0 Civili, Militari e religiose, rappresentanti delle forze economiche e sociali, vogliate, anzitutto, accogliere il cenno di saluto e di ringraziamento che, per mia voce, le comunit\u00e0 colpite nel 1963 vi indirizzano per la commossa partecipazione a questa annuale, mesta commemorazione con la quale ricordiamo le Vittime innocenti di uno dei pi\u00f9 gravi disastri della storia moderna, causati da mano umana. Introducendo questo intervento commemorativo desidero anche ringraziare tutti i presenti, gli amici arrivati da Barberino Tavarnelle Val di Pesa, Caerano San Marco e Tesero, paesi con i quali abbiamo stretto dei Patti di amicizia, nel segno di comuni destini, ma anche coloro che non hanno potuto esserci perch\u00e9 impossibilitati, che idealmente qui noi oggi abbracciamo. Un saluto particolare, per\u00f2, e il nostro \u201cgrazie\u201d va, anzitutto, al Capo della Protezione Civile Nazionale, il dott. Angelo Borrelli. A lui \u00e8 stato dato l\u2019ingrato compito durante le lunghe settimane di lockdown di fornirci le informazioni sul contagio e a lui va la nostra pi\u00f9 profonda riconoscenza per esserci stato vicino nei giorni successivi alla tempesta Vaia, quando questa Provincia \u00e8 stata colpita duramente da un evento calamitoso senza precedenti, e l\u2019ha aiutata a rialzarsi. Il nostro apprezzamento va poi al Ministro per i Rapporti col Parlamento, l&#8217;On. Federico D&#8217;Inc\u00e0, nostro conterraneo che anche quest\u2019anno \u00e8 qui con noi e al quale chiediamo l\u2019impegno a continuare sulla strada orientata ad una visione pi\u00f9 attenta verso quei territori che manifestano pi\u00f9 di altri fragilit\u00e0 e croniche criticit\u00e0. Con loro anche il Sottosegretario al Ministero dell\u2019Interno, on. Carlo Sibilia che con il caro amico Fabio Dattilo, capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha, qualche ora fa, inaugurato la nuova caserma dei Vigili del Fuoco di Belluno, che sar\u00e0 in grado di rendere ancor pi\u00f9 funzionale l\u2019attivit\u00e0 dei nostri \u201cangeli\u201d bellunesi. Da ormai 12 anni mi trovo ad introdurre le motivazioni che inducono ancora e sempre con maggior commozione, a 57 anni di distanza, a ritrovarsi in questo Sacrario che raccoglie 1.464 salme, oltre ad una trentina collocate dopo la ristrutturazione del 2003, delle 1.910 Vittime, di cui oltre 400 mai pi\u00f9 trovate, dovute ad un eccidio senza precedenti, verso il quale, lo Stato, attraverso le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riconosciuto le colpe, anche proprie, nel corso della sua visita il 12 marzo dello scorso anno, scusandosi nei confronti di quanti hanno subito tanta violenza.\u00a0 Il 2020 rester\u00e0 nella nostra memoria per aver palesato la fragilit\u00e0 umana di fronte alla potenza della natura, ancora sconosciuta, cos\u00ec come accadde il 9 ottobre 1963 nelle nostre comunit\u00e0.\u00a0 Tanta, per noi, \u00e8 stata la solidariet\u00e0 ricevuta. Ricambiamo, allora, verso le famiglie delle vittime della pandemia, dedicando loro questo nostro triste 57\u00b0 anniversario, la nostra solidariet\u00e0 e l&#8217;elogio al personale sanitario del nostro Paese per l&#8217;abnegazione dimostrata nella lotta al \u201cnemico invisibile\u201d e alle migliaia di volontari che ci hanno aiutato. Sono stati momenti difficili e lo saranno ancora, per quanto tempo nessuno pu\u00f2 dire di sapere ma, citando Rita Levi di Montalcini \u201cnon dobbiamo temere i momenti difficili. Il meglio viene da l\u00ec\u201d. Abbandoniamo atteggiamenti leggeri e superficiali per unirci compatti nella lotta al \u201cCoronavirus\u201d che rischia di segnare una linea di demarcazione tra sviluppo e sottosviluppo, tra benessere e disagio, sfociando nella disubbidienza. Sarebbe il peggior atteggiamento da tenere in questa che \u00e8 una vera battaglia. Le nostre popolazioni, nel Vajont, hanno saputo rialzare la testa; il nostro Paese, l&#8217;Italia, \u00e8 riuscito a superare momenti anche peggiori, ma non si respirava, allora, l&#8217;aria della disobbedienza, del menefreghismo, tanta era la volont\u00e0 di sopravvivere e di andare avanti con determinazione. I nostri nonni non disponevano delle opportunit\u00e0 offerte dal mondo moderno, eppure hanno tirato fuori grinta e resistenza, tramandandoci un&#8217;Italia ancora pi\u00f9 forte, dove l&#8217;orgoglio italiano s&#8217;\u00e8 intriso di fierezza. Quei nonni che oggi non possiamo andare ad incontrare nelle Case di Riposo, che ci guardano da un vetro, che non possiamo pi\u00f9 abbracciare gonfiando i nostri cuori di tanta tristezza. Dobbiamo essere fieri di quanto hanno saputo fare chi ci ha preceduto. Non deludiamo i nostri vecchi, n\u00e8, ora, possiamo pregiudicare le aspettative dei nostri figli, delle generazioni che verranno, che dovranno essere altrettanto fieri di noi, che stiamo vivendo un momento incredibilmente delicato. Cerchiamo di non ferirci. Traiamo esempio dalla nostra storia, dove anche il Vajont ha occupato uno spazio importante, diventando una lezione per le generazioni future, simbolo di solidariet\u00e0 ricevuta da tutto il mondo e che rappresenta un monito foriero di virtuosit\u00e0, da attivarsi attraverso la prevenzione, osservando con profondo rispetto i segnali della natura. Il nove ottobre per queste nostre comunit\u00e0 \u00e8 una giornata di silenzio e riflessione. E\u2019 il giorno in cui ripercorriamo la nostra storia, guardiamo agli errori commessi e ci impegniamo a rapportarci col mondo e col prossimo con un&#8217;ottica diversa, con l\u2019occhio di chi vuole rispettare la natura e intervenire prima del \u201cnon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo\u201d, senza guardare a quel profitto, che \u00e8 stata la causa del nostro immenso dolore. Un disastro ambientale annunciato, provocato dall&#8217;incompetenza e dall&#8217;incoscienza dell\u2019uomo. Responsabilit\u00e0 che impongono l&#8217;urgenza di non sottovalutare i segnali di allarme provenienti dai cambiamenti climatici in atto, dai sempre pi\u00f9 frequenti casi di rischio idrogeologico e dai tanti altri pericoli innescati da uno sfruttamento irresponsabile dell&#8217;ambiente e delle sue risorse. Due anni fa la comunit\u00e0 bellunese ha dovuto far fronte alla tempesta Vaia, quest\u2019anno, appunto, al Covid-19. E lo ha fatto sempre con grande dignit\u00e0 dimostrando coesione e unit\u00e0 straordinarie, esempio di come si affrontino, insieme, le difficolt\u00e0, con, ancora una volta, l\u2019aiuto determinante dei tanti volontari che hanno messo a rischio la loro vita per soccorrere chi si trovava in difficolt\u00e0. A tutte queste persone va il nostro \u201cgrazie\u201d, cos\u00ec come il nostro grazie va rinnovato, non mi stancher\u00f2 mai di dirlo, a tutte quelle persone, militari e personale civile, che sono giunte qui in soccorso dopo il disastro del Vajont, senza sapere cosa si sarebbero trovate davanti, elaborando immagini che per sempre sono rimaste nei loro cuori. Quelle sono state le persone che ci aiutarono e permesso di ricominciare. Molti di loro, sono qui oggi, come ogni anno, a condividere con la nostra comunit\u00e0 questo momento dedicato alla Memoria. A tutti loro, vera straordinaria ricchezza del nostro Paese, e a quanti si prodigano quotidianamente nella solidariet\u00e0, non finiremo mai di dire GRAZIE!!! Andando verso la conclusione mi preme segnalare che al Centro Culturale di Longarone, domani mattina, affronteremo il tema della gestione delle emergenze con particolare attenzione proprio al tema del Covid-19. Parteciperanno autorevoli relatori, medici, studiosi, ricercatori, tra i quali ho voluto venisse a trovarci, per testimoniare la sua esperienza diretta, anche Mattia Maestri, il \u201cpaziente 1\u201d di Codogno, che ho avuto la fortuna di conoscere. Un ragazzo che \u00e8 riuscito a superare la malattia con determinazione e coraggio. Lui potr\u00e0 insegnarci che il nemico che in questo momento ci aggredisce \u00e8 perlopi\u00f9 sconosciuto e molto temibile, ma tutto sommato battibile, se solo rispettiamo le regole che ci vengono date dalla Presidenza del Consiglio e a cascata da tutti i soggetti istituzionali preposti con competenze, in prima battuta sulla sanit\u00e0 pubblica e quindi sull&#8217;economia, sul lavoro, sulla scuola, sulla vita sociale. Domani, invece, avremmo dovuto accogliere il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, che per la prima volta avrebbe dovuto visitare i luoghi della memoria del Vajont, con un momento di omaggio solenne, dal coronamento della Diga. Da quel manufatto dal quale \u00e8 \u201csgorgata\u201d la pagina pi\u00f9 tetra dei nostri paesi di Longarone, Erto e Casso e Castellavazzo. Da quel manufatto sul quale decine di migliaia di persone vengono accompagnate nel \u201cpellegrinaggio\u201d dai nostri \u201cInformatori della Memoria\u201d preparati e coordinati dalla Fondazione Vajont: sempre pi\u00f9, giovani impegnati a perpetuare la Memoria di una tragedia che ha generato un messaggio universale: rispettare la natura, osservarla e \u201ccurarla\u201d, quando occorre, come fosse un nostro congiunto. Purtroppo nella giornata idi eri pomeriggio ha dovuto porsi in quarantena a seguito della positivit\u00e0 al Coronavirus di un suo stretto collaboratore. Avremo certamente il modo di accoglierlo in un\u2019altra occasione a pandemia finita. Apriamo, cos\u00ec, ora, il nostro sorriso, in questo triste pomeriggio, perch\u00e9 la \u201clezione del Vajont\u201d comincia sul serio ad essere capita e sta diventando un \u201ccaposaldo\u201d sul quale poter radicare un nuovo approccio, \u201csistemico\u201d, positivo nel rapporto tra uomo e natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9 OTTOBRE 2020 57\u00b0 ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DEL VAJONT INTERVENTO DI COMMEMORAZIONE DEL SINDACO DI LONGARONE, ROBERTO PADRIN LONGARONE cari superstiti, cari sopravvissuti, carissimi concittadini, colleghi Sindaci di Erto e Casso, Vajont, Ponte Nelle Alpi, Sig. Ministro, Sig. Sottosegretario, Sig. 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