{"id":165447,"date":"2020-10-10T10:11:54","date_gmt":"2020-10-10T08:11:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=165447"},"modified":"2020-10-10T10:11:54","modified_gmt":"2020-10-10T08:11:54","slug":"pagamenti-11-ministeri-su-12-non-hanno-rispettato-la-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/pagamenti-11-ministeri-su-12-non-hanno-rispettato-la-legge\/","title":{"rendered":"PAGAMENTI: 11 MINISTERI SU 12 NON HANNO RISPETTATO LA LEGGE"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-10-alle-10.10.44.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"982\" data-large_image_height=\"550\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-165448\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-10-alle-10.10.44-300x168.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-10-alle-10.10.44-300x168.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-10-alle-10.10.44-768x430.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-10-alle-10.10.44.png 982w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2020, 8 DICASTERI HANNO PAGATO I FORNITORI IN RITARDO E GLI ALTRI 3 SI SONO \u201cSCORDATI\u201d DI PUBBLICARE I DATI.<br \/>\nL\u2019UNICO MINISTERO CHE NON HA VIOLATO LA LEGGE E\u2019 STATO LA FARNESINA<\/p>\n<p>\u201c\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d\u201d<\/p>\n<p>Tra tutti i 12 ministeri che hanno un budget e una capacit\u00e0 di spesa, nel secondo trimestre di quest\u2019anno solo quello degli Esteri (-17 giorni) ha pagato in anticipo i propri fornitori rispetto alle scadenze previste dalla legge 1. Gli altri 11, invece, hanno onorato le proprie spettanze in ritardo o non hanno ancora aggiornato i dati. Inadempienza, quest\u2019ultima, altrettanto grave quanto lo \u201csforamento\u201d dei tempi di pagamento: perch\u00e9 anche in questo caso ci troviamo di fronte a una violazione della legge per la mancata pubblicazione dei dati 2, non consentendo a soggetti terzi di verificare l\u2019efficienza o meno di queste Pubbliche Amministrazioni (PA). La denuncia \u00e8 sollevata dall\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p>Il quadro generale, pertanto, si sta aggravando: se nel primo trimestre di quest\u2019anno solo tre ministeri erano riusciti a rispettare i tempi di pagamento, nel trimestre successivo, come dicevamo, solo uno ha liquidato i fornitori in anticipo.<\/p>\n<p>Maglia \u201cnera\u201d al Viminale<br \/>\nDove si sono verificate le situazioni pi\u00f9 critiche ? Il dicastero dei Beni Culturali, ad esempio, tra aprile e giugno di quest\u2019anno ha saldato i propri fornitori con un ritardo medio di 30 giorni, le Infrastrutture dopo 49 giorni, l\u2019Ambiente dopo 53, le Politiche Agricole dopo 61 e l\u2019Interno, a cui spetta la maglia \u201cnera\u201d, dopo 62. Altri, invece, non hanno ancora aggiornato i dati sul proprio sito internet. Ci riferiamo al ministero dell\u2019Istruzione\/Universit\u00e0, della Salute e della Giustizia: gli ultimi due, addirittura, non hanno nemmeno pubblicato il dato riferito al primo trimestre, sempre di quest\u2019anno (vedi Tab. 1). Si ricorda che i ministeri sono obbligati per legge, come del resto tutti gli altri enti pubblici, a inserire trimestralmente nel loro sito anche l\u2019 \u201cIndicatore di Tempestivit\u00e0 dei Pagamenti\u201d (ITP). Questo indice stabilisce il ritardo medio (o l\u2019anticipo medio quando preceduto dal segno meno) dei pagamenti rispetto alle scadenze di legge.<\/p>\n<p>Bisogna compensare debiti\/crediti, altrimenti a rimetterci sono le Pmi. La PA, infatti, paga i grandi ma non i piccoli<br \/>\n\u201cSe anche i ministeri cominciano a ritardare il saldo delle fatture \u2013 sottolinea il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo &#8211; abbiamo il sospetto che in linea generale tutta la PA, anche a causa del Covid, stia dilatando i tempi di pagamento, in particolar modo a livello locale. Per risolvere questa annosa questione che sta lasciando senza liquidit\u00e0 tantissime imprese, c\u2019\u00e8 solo una cosa da fare: nel caso di mancato pagamento, bisogna prevedere per legge la compensazione secca, diretta e universale tra i debiti della PA verso le imprese e le passivit\u00e0 fiscali e contributive in capo a queste ultime. Grazie a questo automatismo risolveremmo un problema che ci trasciniamo appresso da almeno 15 anni\u201d.<\/p>\n<p>Purtroppo, a pagare il prezzo pi\u00f9 elevato di questa anomalia tutta italiana sono, in particolar modo, le piccole imprese.<br \/>\n\u201cA seguito della denuncia sollevata recentemente dalla Corte dei Conti 3 &#8211; afferma il segretario Renato Mason \u2013 negli ultimi tempi gli enti pubblici stanno pagando con puntualit\u00e0 le fatture di importo maggiore e ritardano intenzionalmente il saldo di quelle di dimensione meno elevate. Una modalit\u00e0 operativa che, ovviamente, sta penalizzando le piccole e piccolissime imprese che, generalmente, lavorano in appalti o forniture con importi molto contenuti rispetto a quelli \u201criservati\u201d alle attivit\u00e0 produttive di dimensione superiore. Senza liquidit\u00e0 a disposizione, tanti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori si trovano in grave difficolt\u00e0 e, paradossalmente, rischiano di dover chiudere definitivamente l\u2019attivit\u00e0, non per debiti, ma per troppi crediti non ancora incassati\u201d.<\/p>\n<p>Le commesse pubbliche valgono 140 miliardi. Nel 2020 ASL ed enti locali non hanno pagato i vecchi debiti<br \/>\nQuest\u2019anno, anche a causa del Covid che sicuramente ha rallentato l\u2019operativit\u00e0 di molte amministrazioni, tantissimi fornitori avranno grosse difficolt\u00e0 a incassare le proprie spettanze; una situazione che si sovrappone ad un ritardo storico, visto che la nostra PA, da almeno un decennio, \u00e8 indicata tra le peggiori pagatrici d\u2019Europa. Ricordiamo che in Italia le commesse pubbliche ammontano a circa 140 miliardi di euro all\u2019anno e il numero delle imprese fornitrici sono circa un milione. Nei mesi scorsi sono emersi alcuni segnali molto preoccupanti sulla difficolt\u00e0 da parte di molti enti locali di onorare gli impegni economici presi con i propri fornitori. Con il decreto Rilancio, infatti, il Governo ha messo a disposizione di Regioni, ASL e Comuni 12 miliardi di euro per liquidare almeno una parte dei debiti commerciali accumulati entro la fine del 2019. Alla scadenza del 7 luglio scorso &#8211; data entro la quale gli enti territoriali dovevano chiedere alla Cassa Depositi e Prestiti le anticipazioni di liquidit\u00e0 per pagare i vecchi debiti &#8211; solo il 10 per cento circa delle risorse messe a disposizione era stato richiesto. A seguito di questo flop, con il decreto Agosto il Governo ha riaperto i termini: dal 21 settembre fino a ieri (9 ottobre), infatti, gli enti territoriali hanno avuto una nuova possibilit\u00e0 per accedere a questi fondi. Una seconda opportunit\u00e0 che speriamo sia stata finalmente colta da molti enti.<\/p>\n<p>Anche con la fatturazione elettronica, nessuno conosce l\u2019ammontare del debito commerciale della PA<br \/>\nL\u2019aspetto pi\u00f9 paradossale di questa vicenda \u00e8 che non si conosce con precisione a quanto ammonta il debito commerciale della nostra PA: una cosa inverosimile, sebbene le imprese che lavorano per il pubblico siano obbligate da qualche anno a emettere la fattura elettronica. Come funzionano i pagamenti in queste transazioni commerciali ? Una volta che il fornitore emette la fattura elettronica, questa transita attraverso una piattaforma controllata dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze detta SdI (Sistema di Interscambio) che la smista all\u2019ente o alla struttura pubblica a cui \u00e8 indirizzata. I dati della fattura elettronica vengono acquisiti dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) che dovrebbe registrare tutti i pagamenti riconducibili alle transazioni commerciali della PA. Per cercare di intercettare la totalit\u00e0 delle transazioni \u00e8 stato istituito il Siope+, un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti degli enti pubblici. Per alimentare il Siope+ tutte le amministrazioni pubbliche devono ordinare gli incassi e i pagamenti esclusivamente con modalit\u00e0 informatica. Sebbene questa modalit\u00e0 sia iniziata gradualmente e diventata poi operativa a tutti gli effetti a partire dal luglio del 2017, il MEF non conosce ancora adesso a quanto ammonta complessivamente il debito commerciale in capo a tutte le Amministrazioni pubbliche con i propri fornitori, molto probabilmente perch\u00e8 una buona parte dei committenti pubblici, in particolar modo gli enti periferici, continuano a effettuare i pagamenti senza transitare per la piattaforma e con scadenze ben superiori a quelle fissate dalla legge.<\/p>\n<p>Via Nazionale stima in 53 miliardi i debiti della PA<br \/>\nSebbene negli ultimi anni lo stock sia in calo, secondo i dati presentati il 31 maggio 2019 dalla Banca d\u2019Italia nella \u201cRelazione annuale 2018\u201d, l\u2019ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra PA ammonterebbe a circa 53 miliardi di euro 4, met\u00e0 dei quali ascrivibili ai ritardi di pagamento (vedi Graf. 1). L\u2019utilizzo del condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, visto che il regolare monitoraggio realizzato dai ricercatori di via Nazionale si basa su indagini campionarie condotte sulle imprese e dalle segnalazioni di vigilanza da cui emergono dei risultati che, secondo gli stessi estensori delle stime, sono caratterizzati da un elevato grado di incertezza 5. Si segnala che a causa del Covid nel 2020 la periodica indagine campionaria richiamata pi\u00f9 sopra non \u00e8 stata realizzata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2020, 8 DICASTERI HANNO PAGATO I FORNITORI IN RITARDO E GLI ALTRI 3 SI SONO \u201cSCORDATI\u201d DI PUBBLICARE I DATI. 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