{"id":167781,"date":"2020-10-21T23:59:05","date_gmt":"2020-10-21T21:59:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=167781"},"modified":"2020-10-21T20:18:27","modified_gmt":"2020-10-21T18:18:27","slug":"dillo-a-radio-piu-infrastrutture-fisiche-e-digitali-per-la-mobilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/dillo-a-radio-piu-infrastrutture-fisiche-e-digitali-per-la-mobilita\/","title":{"rendered":"DILLO A RADIO PI\u00d9&#8230;INFRASTRUTTURE FISICHE E DIGITALI PER LA MOBILIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/logo-radiopic3b9.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"483\" data-large_image_height=\"374\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-15787 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/logo-radiopic3b9-300x232.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" \/><\/a>RADIO PI\u00d9<\/strong> Riceviamo e pubblichiamo<\/p>\n<blockquote><p>La Consultazione pubblica come parte del \u201cpercorso partecipativo\u201d\u00a0prevista per l\u2019adozione dello strumento urbanistico P.A.T. del 19\u00a0ottobre c. m., ha messo in luce una volont\u00e0, direi quasi, di stanca\u00a0continuit\u00e0. Una logica di sviluppo, che non contempla appropriati\u00a0elementi di novit\u00e0 al passo coi tempi.\u00a0Le aspirazioni degli amministratori del territorio bellunese, emerse dalla\u00a0consultazione, semplificando, hanno dato l\u2019impressione di confermare un\u00a0preconcetto bisogno, orientato verso un\u2018espansione di infrastrutture\u00a0trasportistiche su gomma, come previsione predominante per il prossimo\u00a0futuro. Rotatorie, raccordi, tangenziale, parcheggi e autostrada A27 e\u00a0quant\u2019altro, a beneficio dell\u2019auto come totem, non sono sembrate\u00a0\u201csconvolgenti\u201d alle persone che partecipando all\u2019incontro, hanno aderito a\u00a0questa nuova forma di audizione pubblica, rivolta per teleconferenza agli\u00a0stockholder del territorio. Qualcuno a proposito della mobilit\u00e0, che da qui\u00a0al 2050 continuer\u00e0 ad essere inquinante, ha rivendicato un\u2019attenzione,\u00a0anche, verso i velocipedi o mezzi di trasporto individuale con velocit\u00e0\u00a0massima 30 km\/h, reclamata in tutta Europa. Non sembra essersi\u00a0evidenziata negli interventi alcuna volont\u00e0 di scoraggiamento per il\u00a0traffico su gomma, a favore di spostamenti della popolazione circolante in\u00a0area montana su mezzi ferroviari.\u00a0I nuovi paradigmi della mobilit\u00e0, che con il progetto green europeo\u00a0rivoluzioneranno anche il trasporto, non hanno sfiorato minimamente, nel\u00a0dibattito in teleconferenza, l\u2019idea dei partecipanti, amministratori pubblici\u00a0compresi. La politica dei trasporti in Unione Europea, mira a soluzioni di\u00a0mobilit\u00e0 e logistica efficienti, sicure e rispettose dell\u2019ambiente.\u00a0Concretamente si fa promotrice di azioni per creare condizioni idonee per\u00a0un\u2019industria competitiva e capace di generare crescita e occupazione.\u00a0Nel territorio di Belluno, sappiamo, che di tanto in tanto a seguito di\u00a0qualche piovasco, negli ultimi tempi, il suolo mostra sempre pi\u00f9 la sua\u00a0vulnerabilit\u00e0. L&#8217;addebito per questi, a volte disastri, viene attribuito alla\u00a0crisi climatica. Ma ad amplificare il danno invece, non di rado, concorre il<br \/>\nritardo della manutenzione o la sua totale assenza.\u00a0L\u2019infrastruttura stradale, per l\u2019alta diffusione della sua rete, e a causa della<br \/>\nsua impermeabilizzazione di suolo diffusa, ne paga sovente le\u00a0conseguenze. Segno, che una spinta antropizzazione non si concilia con gli\u00a0ambienti naturali delle valli, che solcano il territorio.\u00a0Frazioni e Comuni, per questo, rincorrono sempre pi\u00f9 gli eventi calamitosi\u00a0ma non sempre praticando una prevenzione manutentiva puntuale. Forse,\u00a0per questioni economiche, mancano di una cultura della manutenzione\u00a0programmata.\u00a0A cominciare dalle novit\u00e0 come smart working, industria 0.4, banda larga,\u00a0etc. ci si dovr\u00e0 muovere molto meno e fare viaggiare di pi\u00f9 le\u00a0informazioni. L\u2019industria dovr\u00e0 anche rivedere il tempo di lavoro nelle\u00a0fabbriche. Insomma possiamo dire che, per gli eventi che si preparano per\u00a0il territorio bellunese, il futuro \u00e8 gi\u00e0 cominciato. La mobilit\u00e0 a scopo di\u00a0lavoro e per altre esigenze, ha gi\u00e0 fatto diminuire i suoi spostamenti. Si\u00a0pronostica anche una revisione del tempo di non lavoro, in aumento. Tutto\u00a0questo per la montagna pu\u00f2 avere un significato, che non pu\u00f2 essere<br \/>\ntrascurato.\u00a0Il dibattito, non ha evidenziato alcun accenno, alle risposte da dare nel\u00a0merito degli spostamenti, ma neanche alla ricucitura da dare alla\u00a0dispersione della popolazione nel territorio, e ai suoi raccordi con tutta la\u00a0provincia bellunese. Un enorme numero di frazioni (33) formano la citt\u00e0 e\u00a0ben 61 Comuni caratterizzano il territorio provinciale, con una<br \/>\npopolazione residente la cui et\u00e0 media avanza, mantenendo una sua\u00a0stanzialit\u00e0.\u00a0Un ulteriore allungamento dell\u2019autostrada fin oltre il territorio di Belluno\u00a0non fa bene n\u00e9 alla natura n\u00e9 al territorio.\u00a0Gli abitanti della montagna da tempo sono abituati a condividere con chi\u00a0frequenta i luoghi o transita, quella \u201clentezza\u201d e contemplazione della\u00a0natura che chi vive o frequenta la montagna apprezza, sapendo anche che\u00a0ritempra l\u2019uomo.\u00a0Un transito su gomma che bypassa il territorio bellunese velocizzando\u00a0l\u2019attraversamento, non \u00e8 un beneficio ma un danno alle Comunit\u00e0 locali\u00a0oltre che all\u2019ambiente. Sarebbe auspicabile un potenziamento del trasporto\u00a0pubblico, prevalentemente su rotaia, che permette di servire meglio le\u00a0Comunit\u00e0 locali, favorendo anche la distribuzione degli occasionali\u00a0visitatori della montagna.\u00a0Una situazione vantaggiosa anche per i valligiani, per preservare il loro\u00a0buon livello di autonomia personale, e non indebolire quel tessuto sociale\u00a0che vive in centro e in periferia.\u00a0Si vuole significare con i precedenti accenni alla popolazione e ai luoghi &#8211;\u00a0riferimenti assai importanti &#8211; che il Piano di Assetto del Territorio, deve\u00a0potersi sintonizzare con il vissuto dei luoghi, prima di essere coniugato con\u00a0la mobilit\u00e0 e i trasporti.\u00a0Si eviti di cristallizzare lo strumento urbanistico, a puro e staccato\u00a0riferimento teorico della realt\u00e0 esistente. In buona sostanza, si dia al P.A.T.\u00a0il compito di cogliere l\u2019essenza dei nuovi bisogni in tempi di transizione,\u00a0per una realt\u00e0 territoriale che pu\u00f2 collocarsi tra le citt\u00e0 territorio intese come \u201cSmart city\u201d.<\/p>\n<p>Giuseppe Cancemi<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RADIO PI\u00d9 Riceviamo e pubblichiamo La Consultazione pubblica come parte del \u201cpercorso partecipativo\u201d\u00a0prevista per l\u2019adozione dello strumento urbanistico P.A.T. del 19\u00a0ottobre c. m., ha messo in luce una volont\u00e0, direi quasi, di stanca\u00a0continuit\u00e0. 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