{"id":171224,"date":"2020-11-07T10:48:35","date_gmt":"2020-11-07T09:48:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=171224"},"modified":"2020-11-07T12:12:34","modified_gmt":"2020-11-07T11:12:34","slug":"causa-covid-questanno-ogni-veneto-perdera-quasi-3-000-euro-il-pil-torna-indietro-di-21-anni-al-1999","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/causa-covid-questanno-ogni-veneto-perdera-quasi-3-000-euro-il-pil-torna-indietro-di-21-anni-al-1999\/","title":{"rendered":"CAUSA COVID, QUEST\u2019ANNO OGNI VENETO  PERDERA\u2019 QUASI 3.000 EURO. IL PIL TORNA INDIETRO DI 21 ANNI (AL 1999)"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.20.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1232\" data-large_image_height=\"732\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-171225\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.20-300x178.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.20-300x178.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.20-1024x608.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.20-768x456.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.20.png 1232w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A causa del Covid, quest\u2019anno ogni residente in Veneto perder\u00e0 mediamente 3.000 euro (precisamente 2.982), con punte di 3.192 a Vicenza e di 3.275 euro a Padova. A calcolare la contrazione del valore aggiunto per abitante a livello provinciale ci ha pensato l\u2019Ufficio studi della CGIA che, inoltre, ha denunciato un altro dato particolarmente allarmante: a fronte di una riduzione del Pil veneto del 10,2 per cento, lo stesso scivoler\u00e0 al livello del 1999. In termini di ricchezza, pertanto, \u201cretroceder\u00e0\u201d di ben 21 anni. Le province che in termini percentuali subiranno la contrazione del valore aggiunto pi\u00f9 importante saranno Treviso e Venezia (entrambe con -10,3 per cento), Vicenza (-10,5 per cento) e Padova (-10,9 per cento). Gli artigiani mestrini tengono a precisare che i dati emersi in questa elaborazione sono sicuramente sottostimati. Aggiornati al 13 ottobre scorso, non tengono conto degli effetti economici negativi che deriveranno dagli ultimi DPCM che sono stati introdotti in queste ultime due settimane. Altres\u00ec, precisano che in questa elaborazione la previsione della caduta del Pil nazionale sfiorer\u00e0 quest\u2019anno il 10 per cento, quasi un punto in pi\u00f9 rispetto alle previsioni comunicate il mese scorso dal Governo attraverso la NADEF (Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza). <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.41.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1018\" data-large_image_height=\"1488\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-171226\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.41-205x300.png\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.41-205x300.png 205w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.41-701x1024.png 701w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.41-768x1123.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-07-alle-10.42.41.png 1018w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a>\u201cCon meno soldi in tasca, pi\u00f9 disoccupati e tante attivit\u00e0 che entro la fine dell\u2019anno chiuderanno definitivamente i battenti \u2013 dichiara il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo &#8211; rischiamo che la gravissima difficolt\u00e0 economica che stiamo vivendo in questo momento sfoci in una pericolosa crisi sociale. In questa fase di emergenza, pertanto, tutto ci\u00f2 va assolutamente evitato, sostenendo con contributi a fondo perduto non solo le attivit\u00e0 che saranno costrette a chiudere per decreto, ma anche una buona parte delle altre, in particolar modo quelle artigianali e commerciali, che, sebbene abbiano la possibilit\u00e0 di tenere aperto, gi\u00e0 da una settimana denunciano che non entra quasi pi\u00f9 nessuno nel proprio negozio. Infatti, solo se riusciremo a mantenere in vita le aziende potremo difendere i posti di lavoro, altrimenti saremo chiamati ad affrontare mesi molto difficili\u201d. Se nel breve periodo alle imprese sono ancora indispensabili massicce dosi di indennizzi, nel medio-lungo periodo, invece, bisogna assolutamente rilanciare la domanda interna, attraverso una drastica riduzione delle tasse alle famiglie e alle imprese per far ripartire sia i consumi che gli investimenti. Purtroppo, la tanto agognata riforma fiscale verr\u00e0 introdotta solo a partire dal 2022 e gli investimenti nelle grandi infrastrutture sono legati ai finanziamenti del Next Generation EU che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nella seconda met\u00e0 del 2021, espletando il loro effetto solo a partire dall\u2019anno successivo. Dichiara il segretario Renato Mason: \u201cCon una pressione tributaria insopportabile, una burocrazia opprimente che ingiustificatamente continua a penalizzare chi fa impresa e un calo degli investimenti molto preoccupante che colpisce soprattutto quelli di natura pubblica, c\u2019\u00e8 un\u2019altra grossa criticit\u00e0 che rischia di penalizzare tante piccole e medie imprese. Ci riferiamo alla nuova misura introdotta dall\u2019Unione Europea in materia di credito. Per evitare gli effetti negativi delle esposizioni scadute, dal primo gennaio 2021 Bruxelles ha imposto alle banche di azzerare in 3 anni i crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni quelli con garanzie reali. Ovviamente, l\u2019applicazione di questo provvedimento indurr\u00e0 gli istituti di credito ad erogare con estrema cautela i prestiti alle imprese, per evitare di dover sostenere delle forti perdite di bilancio nel giro di pochi anni\u201d.La preoccupazione, conclude la CGIA, riguarda la tenuta occupazionale. Se nei prossimi mesi il numero dei disoccupati fosse destinato ad aumentare a vista d\u2019occhio, la tenuta sociale del Paese sarebbe a forte rischio. Grazie all\u2019introduzione del blocco dei licenziamenti, fortunatamente questo scenario non si \u00e8 ancora manifestato. Nonostante ci\u00f2, quest\u2019anno gli occupati in Veneto diminuiranno di 41.200 unit\u00e0 (-1,9 per cento). Un dato leggermente inferiore alla media nazionale (-2 per cento) che far\u00e0 scendere il numero degli occupati veneti a quota 2.125.600.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A causa del Covid, quest\u2019anno ogni residente in Veneto perder\u00e0 mediamente 3.000 euro (precisamente 2.982), con punte di 3.192 a Vicenza e di 3.275 euro a Padova. 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