{"id":171927,"date":"2020-11-11T05:55:50","date_gmt":"2020-11-11T04:55:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=171927"},"modified":"2020-11-11T06:08:46","modified_gmt":"2020-11-11T05:08:46","slug":"incubo-case-di-riposo-non-e-un-film-di-fantascienza-ma-realta-dubbi-sui-test","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/incubo-case-di-riposo-non-e-un-film-di-fantascienza-ma-realta-dubbi-sui-test\/","title":{"rendered":"INCUBO CASE DI RIPOSO: &#8220;NON E&#8217; UN FILM DI FANTASCIENZA, MA REALTA&#8217;. DUBBI SUI TEST"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>&#8220;Non sappiamo se il test \u201csierologico\u201d sia migliore del test \u201cantigenico\u201d, o se ci sia un\u2019ulteriore alternativa. Ma fino a che nessuno ci spiega le ragioni di quello che sta accadendo nelle nostre case di riposo, come facciamo a non porci queste domande?&#8221;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>AUDIO DAI NOTIZIARI DI RADIO PIU<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-171927-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/ANDREA.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/ANDREA.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/ANDREA.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/tormen-e-fiocco-contro-regione-e-ulss1-de-bernardin-contro-la-tormen-e-il-gruppo-sanita\/andrea-fiocco\/\" rel=\"attachment wp-att-43617\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-43617 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ANDREA-FIOCCO-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ANDREA-FIOCCO-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ANDREA-FIOCCO-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ANDREA-FIOCCO-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ANDREA-FIOCCO.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a>BELLUNO<\/strong> &#8220;<em>Ormai la diffusione del virus nelle strutture residenziali della provincia \u00e8 un fiume in piena, e riguarda la maggioranza delle case di riposo. Quello che colpisce maggiormente \u00e8 il numero cospicuo di casi che si vengono a verificare, sia tra gli ospiti, sia tra i lavoratori, e questo veramente non riusciamo a comprenderlo&#8221;.\u00a0<\/em> Inizia con questo preoccupante tono l&#8217;ultimo messaggio di Andrea FIocco, della Funzione Pubblica Cgil, al &#8220;fronte&#8221; la scora primavera, tra i lavoratori e gli ospiti delle case di risposo in questa seconda ondata. Nella prima c\u2019era stato un interessamento massiccio delle strutture del basso bellunese, da Puos fino ad Alano, ma solo alcune avevano registrato svariati casi. Nella seconda era atteso un interessamento pi\u00f9 del Cadore e dell\u2019Ampezzano, come inizialmente si \u00e8 verificato, con i casi di Pieve di Cadore e di Cortina (e poi Auronzo e Santo Stefano), visto l\u2019iniziale focolaio del Comelico, ma poi la diffusione a valle, con le positivit\u00e0 di Ponte nelle Alpi, prima, e Limana, Meano e Cavarzano a seguire, fanno perdere il filo logico dell\u2019onda, emergendo come una mappa a macchia di leopardo. <em>&#8220;Ma quello che pi\u00f9 di tutto impressiona &#8211; dice Fiocco &#8211;\u00a0 \u00e8 la quantit\u00e0 di casi, che a marzo-aprile non si era vista, e che impegna tantissimo chi lavora nelle strutture, anche perch\u00e9 molti, come detto, sono anche i lavoratori coinvolti, e questo grava ancor pi\u00f9 su coloro che rimangono in servizio&#8221;.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Un\u2019operatrice socio-sanitaria di una struttura che nella prima ondata aveva evitato contagi, oggi si trova in una delle aziende pi\u00f9 colpite, e dice<em> \u201cfino a che non sei dentro al problema non riesci a immaginarlo\u2026 \u00e8 un incubo\u2026 mi sembra di vivere in un film di fantascienza, invece \u00e8 realt\u00e0\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Eppure si immaginava che la seconda ondata sarebbe stata affrontata con maggior prontezza, vista l\u2019esperienza accumulata, vista la prudenza con cui si sono governate le visite parenti nel periodo di riapertura, e visto che i 5 mesi di \u201ctregua\u201d hanno permesso l\u2019approvvigionamento dei dispositivi di protezione.<em> &#8220;E invece &#8211; precisa il rappresentante della FPCGIL &#8211; le case di riposo sono molto pi\u00f9 colpite. Allora ci si chiede: cosa \u00e8 cambiato rispetto alla prima ondata? Certo non sono cambiate le abitudini dei lavoratori, che sicuramente sono pi\u00f9 consapevoli di allora. Le strutture erano pi\u00f9 preparate. Un pensiero va, ovviamente, alla virulenza del Covid, ma non ci sembra di cogliere, tra le righe degli interventi degli esperti, una grande convinzione nel sostenere che il virus oggi sia pi\u00f9 \u201ccattivo\u201d di quanto non lo fosse a primavera&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>E<\/strong><strong> allora?<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;L\u2019unica spiegazione\u00a0 sta nei test, nella loro attendibilit\u00e0. Oggi si fanno molti pi\u00f9<\/em><br \/>\n<em>tamponi che non all\u2019inizio della pandemia, ma gli anziani delle case di riposo passano preliminarmente per il cosiddetto \u201ctest rapido\u201d (il test antigenico), che, a detta di molti, ha le maglie un po\u2019 larghe. Quello che preoccupa maggiormente \u00e8 la percentuale di falsi negativi che sono quelli che, trascurati, diventano a loro<\/em><br \/>\n<em>volta \u201cdiffusori\u201d del virus. A marzo-aprile si utilizzava invece il test \u201csierologico\u201d, e anche su di esso si\u00a0 \u00a0ragionava su quanti falsi negativi o positivi ci fossero. Ma non ci sono stati, allora, cos\u00ec tanti casi. Sappiamo che si tratta di test sostanzialmente diversi, ma nessuno ci ha ancora spiegato perch\u00e9 sia migliore uno dell\u2019altro. Non pu\u00f2 essere solo la rapidit\u00e0 dell\u2019esito a far prevalere un tipo di indagine su un altro.<\/em><br \/>\n<em>Visto che l\u2019attendibilit\u00e0 accertata \u00e8 quella del test molecolare, o si ragiona sul fatto di fare lo screening degli ospiti e dei lavoratori solo con esso, oppure si ragiona su quale test di screening alternativo sia meglio lavorare, perch\u00e9 i dati sono sconcertanti. Il fatto \u00e8 che, per riuscire a fare screening con il tampone molecolare agli anziani, bisogna rivedere lo screening di massa che sta facendo l\u2019Ulss sulla popolazione, perch\u00e9 l\u2019Ulss ha risorse umane limitate, e non pu\u00f2 rispondere a tutto se non allungando i tempi di risposta&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Non sappiamo se il test \u201csierologico\u201d sia migliore del test \u201cantigenico\u201d, o se ci sia un\u2019ulteriore alternativa. 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