{"id":172671,"date":"2020-11-14T13:23:23","date_gmt":"2020-11-14T12:23:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=172671"},"modified":"2020-11-14T14:06:08","modified_gmt":"2020-11-14T13:06:08","slug":"asl-governatori-e-sindaci-non-pagano-i-debiti-a-rischio-le-tredicesime-dei-dipendenti-delle-imprese-fornitrici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/asl-governatori-e-sindaci-non-pagano-i-debiti-a-rischio-le-tredicesime-dei-dipendenti-delle-imprese-fornitrici\/","title":{"rendered":"ASL, GOVERNATORI E SINDACI NON PAGANO I DEBITI. A RISCHIO LE TREDICESIME DEI DIPENDENTI DELLE IMPRESE FORNITRICI"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.36.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1076\" data-large_image_height=\"812\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-172673\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.36-300x226.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.36-300x226.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.36-1024x773.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.36-768x580.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.36.png 1076w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dei 12 miliardi di euro messi a disposizione dal Governo Conte per consentire alle ASL, alle Regioni e agli Enti locali il pagamento dei debiti commerciali scaduti entro il 31 dicembre 2019, solo poco pi\u00f9 di 2 miliardi sono stati richiesti da questi soggetti pubblici alla Cassa Depositi e Prestiti per saldare i propri creditori.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Insomma, ancora<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>una volta le aziende che lavorano per la Pubblica Amministrazione (PA) sono rimaste in massima parte a bocca asciutta. L\u2019ennesima dimostrazione di un malcostume tutto italiano che,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>anche in pieno periodo Covid, non accenna a venir meno. Anzi, il rischio che la situazione regredisca ulteriormente \u00e8 alquanto probabile. Afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo:<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cTra gli effetti generali della crisi in atto, il calo degli ordinativi e i mancati pagamenti, tante aziende fornitrici degli enti pubblici denunciano insistentemente la mancanza di liquidit\u00e0 e non \u00e8 da escludere che, a dicembre, molte avranno grosse difficolt\u00e0 a pagare le tredicesime ai propri dipendenti\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Un problema, quello dei mancati pagamenti da parte dello Stato e delle sue articolazioni periferiche, che, purtroppo, ci trasciniamo da decenni.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cLa questione sarebbe risolvibile<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>&#8211; conclude Zabeo &#8211; se fosse consentita<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>per legge la compensazione secca, diretta e universale tra i debiti della PA verso le imprese e le passivit\u00e0 fiscali e contributive in capo a queste ultime. Un automatismo che ristabilirebbe un principio di civilt\u00e0 giuridica: le forniture di merci o le prestazioni di servizio devono essere onorate dal committente pubblico cos\u00ec come previsto dalla legge; entro 30 giorni o al massimo 60 in determinati settori, come quello sanitario\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tuttavia, non tutte le aziende che lavorano per le Amministrazioni pubbliche attendono tempi biblici per essere saldate. Sottolinea il segretario della CGIA Renato Mason:<\/p>\n<p class=\"p1\"><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.59.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1296\" data-large_image_height=\"1128\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-172672\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.59-300x261.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.59-300x261.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.59-1024x891.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.59-768x668.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-14-alle-13.18.59.png 1296w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cLa Corte dei Conti, infatti, ha denunciato che negli ultimi tempi gli enti pubblici stanno tendenzialmente onorando con puntualit\u00e0 le scadenze di importo maggiore, ritardando invece premeditatamente il pagamento di quelle pi\u00f9 modeste. Una condotta che, ovviamente, sta penalizzando le piccole e piccolissime aziende che, generalmente, lavorano per appalti, forniture o servizi che presentano dimensioni economiche pi\u00f9 contenute, rispetto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>a quelle assegnate alle medie- grandi imprese. Pertanto, senza liquidit\u00e0 a disposizione, tanti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori si trovano in grave difficolt\u00e0 e, ironia della sorte, molti di questi rischiano di chiudere la propria attivit\u00e0, non per debiti, ma per troppi crediti non ancora incassati\u201d.<\/p>\n<ul class=\"ul1\">\n<li class=\"li1\"><b>I flop di questi ultimi mesi<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\">Con il \u201cdecreto Rilancio\u201d il Governo ha messo a disposizione di ASL, Regioni ed Enti locali 12 miliardi di euro per liquidare almeno una parte dei debiti commerciali accumulati entro la fine del 2019. Alla scadenza del 7 luglio scorso &#8211; data entro la quale gli enti territoriali dovevano chiedere alla Cassa Depositi e Prestiti le anticipazioni di liquidit\u00e0 per pagare i vecchi debiti &#8211;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le risorse richieste hanno sfiorato i 2 miliardi di euro. A seguito di questo risultato cos\u00ec modesto, con il \u201cdecreto Agosto\u201d l\u2019Esecutivo ha riaperto i termini: dal 21 settembre fino allo scorso 9 ottobre<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>gli enti territoriali hanno avuto una nuova possibilit\u00e0 per accedere a queste risorse. Una seconda opportunit\u00e0 che, purtroppo, \u00e8 stata un fallimento. Ad attingere un prestito trentennale ad un tasso dell\u20191,22 per cento messo a<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>disposizione dalla Cassa per pagare i propri creditori ci hanno pensato pochissime Aziende sanitarie e altrettante Amministrazioni locali, per un importo complessivo di soli 110 milioni di euro.<\/p>\n<ul class=\"ul1\">\n<li class=\"li1\"><b>I debiti della PA di parte corrente continuano ad aumentare<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\">Secondo i dati presentati dall\u2019 Eurostat nell\u2019ottobre scorso, negli ultimi 4 anni i debiti commerciali nel nostro Paese di sola parte corrente sono in costante aumento. Nel 2019 lo stock ha toccato i 47,4 miliardi di euro. Nonostante le promesse politiche e gli impegni di spesa presi dalle dell\u2019Amministrazioni pubbliche, le imprese fornitrici faticano sempre pi\u00f9 a farsi pagare. Ma la cosa pi\u00f9 inammissibile di tutta questa vicenda<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8 che nessuno \u00e8 in grado di affermare a quanto assomma ufficialmente il debito commerciale complessivo della nostra PA; ovverosia aggiungere ai debiti di parte corrente anche la quota riferita al conto capitale, sebbene da qualche anno le imprese che lavorano per il pubblico<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>abbiano l\u2019obbligo di emettere la fattura elettronica. Ricordiamo, inoltre, che l\u2019avvento dell\u2019e-fattura avrebbe dovuto eliminare un altro grosso problema che assilla i fornitori degli enti pubblici: vale a dire lo <i>split payment.<\/i><\/p>\n<ul class=\"ul1\">\n<li class=\"li4\"><b>Con lo split payment doppia penalizzazione <\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p4\">Lo <i>split payment, <\/i>infatti,<i> <\/i> \u00e8 stato introdotto nel<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>2015. Questa misura ha obbligato le Amministrazioni centrali dello Stato a trattenere l\u2019Iva delle fatture ricevute e a versarla direttamente all\u2019erario. L\u2019obbiettivo dichiarato \u00e8 quello di contrastare l\u2019evasione fiscale, evitando che una volta incassato il corrispettivo dal committente pubblico, l\u2019impresa privata non versi pi\u00f9 al fisco l\u2019imposta sul valore aggiunto. Il meccanismo, sicuramente efficace nell\u2019impedire che l\u2019imprenditore disonesto non versi l\u2019Iva all\u2019erario, ha per\u00f2 provocato molti problemi finanziari a tutti coloro che con l\u2019evasione, invece, nulla hanno a che fare. Vale a dire la quasi totalit\u00e0 delle imprese che lavora per la PA.\u00a0In altre parole, da qualche anno queste imprese non riscuotono pi\u00f9 l\u2019Iva, operazione che consentiva loro di fronteggiare nel breve periodo le necessit\u00e0 di cassa, e nel frattempo il volume dei mancati pagamenti \u00e8 continuato ad aumentare.<\/p>\n<ul class=\"ul1\">\n<li class=\"li4\"><b>Alcuni numeri sui pagamenti della PA<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\">In Italia le<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>commesse pubbliche ammontano complessivamente a circa 140 miliardi di euro all\u2019anno e il numero delle imprese fornitrici sono circa un milione. Per quanto concerne l\u2019Indicatore di Tempestivit\u00e0 dei Pagamenti (ITP) dei ministeri italiani,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la situazione al 3\u00b0 trimestre 2020 \u00e8 leggermente migliorata rispetto ai periodi precedenti, anche se la situazione generale rimane ancora \u201cinaccettabile\u201d. Le condizioni pi\u00f9 critiche riguardano il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che tra luglio e settembre<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ha saldato le fatture ricevute con un ritardo medio di quasi 20 giorni, il ministero dei Beni Culturali, con 34 giorni di ritardo e il ministero dell\u2019Interno che, infine,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ha onorato i pagamenti dopo 64 giorni dalla scadenza prevista dal contratto. Altri, infine, non hanno ancora aggiornato i dati sul proprio sito internet. Ci riferiamo al ministero dell\u2019Istruzione\/Universit\u00e0, della Giustizia e della Salute: quest\u2019ultimo, addirittura,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non ha nemmeno pubblicato quelli riferiti ai primi due trimestri, sempre di quest\u2019anno (vedi Tab. 1). Si ricorda che i ministeri sono obbligati per legge, come del resto tutti gli altri enti pubblici, a inserire trimestralmente nel loro sito, tra le altre cose,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>anche l\u2019ITP.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dei 12 miliardi di euro messi a disposizione dal Governo Conte per consentire alle ASL, alle Regioni e agli Enti locali il pagamento dei debiti commerciali scaduti entro il 31 dicembre 2019, solo poco pi\u00f9 di 2 miliardi sono stati richiesti da questi soggetti pubblici alla Cassa Depositi e Prestiti per saldare i propri creditori.\u00a0&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":172678,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[51,49],"tags":[],"class_list":["post-172671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evidenza-top","category-news-18","category-51","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/pills-euro-pink-with-copy-space_130265-4496.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=172671"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172671\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/172678"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=172671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=172671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=172671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}