{"id":174283,"date":"2020-11-21T23:59:35","date_gmt":"2020-11-21T22:59:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=174283"},"modified":"2020-11-22T08:17:07","modified_gmt":"2020-11-22T07:17:07","slug":"il-musla-risponde-alle-osservazioni-di-luigi-guglielmi-e-luisa-manfroi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/il-musla-risponde-alle-osservazioni-di-luigi-guglielmi-e-luisa-manfroi\/","title":{"rendered":"IL MUSLA RISPONDE ALLE OSSERVAZIONI DI LUIGI GUGLIELMI E LUISA MANFROI"},"content":{"rendered":"<p><strong>RADIO PIU&#8217;<\/strong> Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera del MUSLA in seguito alle osservazioni di Luigi Guglielmi e Luisa Manfroi.<\/p>\n<p><strong>LA LETTERA<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-174283-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/MUSLA-RISPONDE.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/MUSLA-RISPONDE.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/MUSLA-RISPONDE.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/musla-il-movimento-per-lunificazione-e-standardizzazione-linguistica-dellagordino\/schermata-2020-11-11-alle-10-35-52\/\" rel=\"attachment wp-att-172003\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-172003 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-11-alle-10.35.52-300x185.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-11-alle-10.35.52-300x185.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-11-alle-10.35.52-1024x631.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-11-alle-10.35.52-768x473.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-11-alle-10.35.52.png 1490w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A seguito dell\u2019articolo pubblicato sul Corriere delle Alpi il 12 novembre 2020 e delle rispettive reazioni dei giorni successivi all\u2019intervista di Gianni Santomaso, il MUSLA desidera rispondere pubblicamente alle gradite osservazioni di Luigi Guglielmi e Luisa Manfroi. Per ovvie esigenze giornalistiche, premettiamo, l\u2019articolo si era, in tale sede, dovuto attenere a lunghezze prestabilite e, visto che siamo desiderosi di non lasciar spazio a fraintendimenti, proviamo a chiarire quanto ci sembra esser stato poco chiaro. L\u2019intervista completa pu\u00f2 comunque essere rivista e riascoltata nella sua interezza sul sito di Radio Pi\u00f9. Vorremmo esordire ricordando come il dialogo sia uno dei capisaldi del nostro movimento, motivo per cui abbiamo davvero apprezzato i tempestivi interventi di quanti ci hanno risposto. Uno sguardo alle realt\u00e0 preesistenti e l\u2019integrazione di tali conoscenze nella nostra visione sono prerequisiti che davamo addirittura per scontati. In questo senso, il MUSLA \u00e8 estremamente attento alle proprie iniziative di sensibilizzazione, vedendo la grafia e la scuola come punta di un iceberg, il quale necessita di una base solida di consapevolezze e progetti legati in modo diretto alla gente. Proprio per questo, in questi mesi, abbiamo curato la comunicazione con persone impegnate culturalmente, con le Unioni ladine e gli istituti, non solo della vallata agordina, ma anche delle vallate limitrofe (Gardena, Fassa, Ampezzo). Abbiamo seguito con passione i lavori svolti nel passato e \u201cfatto nostra\u201d la letteratura relativa alle tematiche linguistico-culturali grazie ai lavori di Giovan Battista Pellegrini, Vito Pallabazzer, Gianbattista Rossi. Tentiamo, nel nostro lavoro, di integrare tali conoscenze con quelle pi\u00f9 prettamente accademiche e \u201cmoderne\u201d che sono proprie del nostro approccio, quali la ricerca scientifica concernente le questioni di politica e pianificazione linguistica, la didattica delle lingue minoritarie, gli studi socio-linguistici e via discorrendo. Diciamo questo perch\u00e9 forse Guglielmi \u00e8 stato portato fuori strada dal titolo della nostra intervista, la quale per motivi strettamente giornalistici, affermava che il MUSLA avesse \u201cun solo obiettivo\u201d e che questo puntasse a una grafia unificata. In realt\u00e0 l\u2019idea di insegnare la linguistica dei dialetti nelle scuole e creare un sussidiario formale \u00e8 perfettamente affine alla nostra posizione. Gi\u00e0 abbiamo lavorato a progetti di sensibilizzazione e di divulgazione scientifica della linguistica dei dialetti ladino-veneti, prima ancora di pensare ad una grafia. A tal proposito, si vedano le nostre pagine Facebook e Instagram (dove si trovano contenuti della tipologia che Guglielmi proponeva, etimologie, confronti dialettali e cos\u00ec via), una presentazione fatta a scuola che proponiamo e i nostri studi pubblicati. Ne consegue che le due attivit\u00e0 vadano dunque di pari passo: grafia e scuola sono l\u2019obiettivo finale passando per una politica bottom-up (cio\u00e8 che parte dal basso, dall\u2019ascolto e dalle competenze dei parlanti). Precisiamo inoltre che il manuale \u201cScrivere in Ladino\u201d dell\u2019Istituto Ladin de la Dolomites, citato da Guglielmi, rappresenta una serie di regole ortografiche atte a risolvere i principali dubbi fonetici del ladino bellunese, ma di fatto poi ad esempio un Alleghese scriver\u00e0 diversamente da un Lavallese, come un Comelicano da un Auronzano. Una grafia polinomica come la nostra GLAC (Grafia Ladina Agordina Comune) invece, che peraltro utilizza proprio quelle regole formali ideate dall\u2019Istituto, ambisce a scrivere ogni singolo dialetto agordino nello stesso modo e lasciare libert\u00e0 di lettura secondo la propria variante di paese, eliminando il superfluo e chiedendosi \u201ccome \u00e8 possibile rappresentare tutte le varianti esistenti in un\u2019unica grafia che sia comoda, coerente e intuitiva?\u201d \u00c8 peraltro l\u2019iter seguito dalle valli di Fassa e Badia, dal basco, dal catalano e moltissime altre realt\u00e0 (con molti dialetti ma uno standard scritto rappresentativo e ufficiale), la cui efficacia \u00e8 palpabile nella stabilit\u00e0 linguistica e la competenza che hanno oggi quelle comunit\u00e0, un tempo in difficolt\u00e0, nonch\u00e9 confermata dai dati scientifici e sociologici (vd. Survey Ladins, 2006). Alla domanda dunque \u201cche senso ha andare in cerca di una grafia unica per l\u2019Agordino?\u201d rispondiamo con le parole dell\u2019Institut d\u2019Estudis Catalans: \u201cL\u2019unificazione ortografica \u00e8 un fattore essenziale per il riconoscimento di una lingua come lingua della cultura\u201d. Dove le nostre posizioni probabilmente divergono \u00e8 l\u2019ideologia di base. Il MUSLA non si propone di \u201csalvare il nostro bel dialetto dalla morte\u201d o di ritagliarsi un\u2019ora alla settimana per insegnare ai ragazzi un\u2019entit\u00e0 linguistica folkloristica. Il MUSLA lavora per garantire il diritto dei cittadini alla lingua, per concretizzare un accesso democratico e moderno agli strumenti, a internet, a scritti ufficiali e mettere i parlanti di fronte alla possibilit\u00e0 di essere informati e poter scegliere, cosa che finora non \u00e8 successa. Il MUSLA vuol far vedere cosa si pu\u00f2 fare con una lingua, far aprire gli orizzonti, dare motivi di orgoglio, pensare in grande. Stimiamo i lavori proposti in passato dalla professoressa Manfroi e siamo consapevoli di come il CLIL, con il suo utilizzo trasversale e funzionale della lingua, sia la metodologia primaria di questo grande progetto. \u00c8 vero, s\u00ec, che l\u2019amore per la propria cultura e un forte sentimento identitario partono proprio dal nucleo famigliare (come MUSLA insisteremo nel far capire ai genitori l\u2019importanza vitale di parlare ai propri figli in agordino), ma siamo convinti che questo non sia sufficiente. Genitori che non sono stati scolarizzati a stretto contatto con la lingua locale raramente saranno in grado di trasmettere non solo un sapere linguistico ampio (la competenza di una parlata), ma anche il saper riflettere sulla lingua (la coscienza linguistica). Questo punto \u00e8 fondamentale anche per la scoperta e la trasmissione del lessico, per le quali non basta l\u2019educazione famigliare, ma \u00e8 fondamentale quella formale inserita nell\u2019ambiente scolastico. Crediamo infine che guardare all\u2019erba del vicino sia in questo caso pi\u00f9 che mai un buono spunto, imparare dagli errori passati, impegnarsi per trasmettere un prodotto culturale non solo come elemento di curiosit\u00e0 per chi viene da fuori, ma soprattutto a chi lo vive nella vita di ogni giorno costruendo gli strumenti necessari per una riflessione sulla realt\u00e0 linguistico-culturale dell\u2019Agordino. In questo senso, auspichiamo ulteriori proficue e serene discussioni con chi gradir\u00e0. L\u2019attivit\u00e0 del MUSLA non vuole essere una \u201cpassione di singoli\u201d, ma \u201cpatrimonio di tutti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Nicola Cassisi<\/em><\/p>\n<p><em>Beatrice Colcuc<\/em><\/p>\n<p><em>Davide Conedera<\/em><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RADIO PIU&#8217; Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera del MUSLA in seguito alle osservazioni di Luigi Guglielmi e Luisa Manfroi. 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