{"id":175011,"date":"2020-11-25T23:59:13","date_gmt":"2020-11-25T22:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=175011"},"modified":"2020-11-26T05:52:33","modified_gmt":"2020-11-26T04:52:33","slug":"jacopo-odoardi-medico-feltrino-fra-gli-studiosi-della-pellarina-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/jacopo-odoardi-medico-feltrino-fra-gli-studiosi-della-pellarina-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"JACOPO ODOARDI, MEDICO FELTRINO FRA GLI STUDIOSI DELLA \u201cPELLARINA\u201d di RENATO BONA"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<h2>la figura del medico feltrino Odoardi che studi\u00f2 la pellagra<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p><strong>BELLUNO\u00a0<\/strong>Pellagra, nel Bellunese nota anche come \u201cpellarina\u201d. E\u2019 la malattia che colpisce chi si ciba quasi esclusivamente di polenta, come i braccianti dei campi, tanto da riconoscere il connubio pellagra-miseria e vedersi appioppare il nome di &#8220;male della miseria rurale&#8221;. Facendo ricerche telematiche e consultando varie altre fonti, abbiamo appreso che se ne occup\u00f2, nel Settecento, il medico feltrino Jacopo Odoardi al quale, non a caso, la citt\u00e0 di Feltre ha dedicato una piazzetta. Vediamo dunque di conoscere il personaggio. Jacopo venne alla luce a Feltre nel 1725 &#8211; si pu\u00f2 leggere nel prezioso libro \u201c90 profili di personaggi poco noti di una provincia da scoprire\u201d, di Paolo Conte e Marco Perale, edito da L\u2019Amico del Popolo nel 1999 e stampato dalla bellunese Tipografia Piave &#8211; in una famiglia di origine padovana che da tempo aveva una farmacia in via Mezzaterra\u201d. Ancora: \u201cPoco sappiamo degli anni della formazione scolastica avvenuta nella citt\u00e0 natale, formazione che comunque gli permise di iscriversi alla facolt\u00e0 di medicina a Padova. In questo ateneo, tra i docenti ebbe anche il professore Antonio Pujati che era stato medico primario a Feltre negli anni 1743-1754. Nella citt\u00e0 universitaria frequent\u00f2 gli ambienti scientifici e letterari divenendo noto al punto che nel 1746 fu associato alla locale Accademia dei \u2018Ricoverati\u2019. Ottenuta la laurea, Jacopo riprese la via di casa e, risiedendo a Feltre, si diede alla medicina pratica e ad altre ricerche. Ad esempio si interess\u00f2 delle malattie del bestiame, di geologia e botanica del territorio feltrino, di toponomastica&#8230; Negli anni 1755, \u201958, \u201963 pubblica raccolte di rime edite per matrimoni o commiati di personaggi importanti\u201d. E siamo al 1765 quando, vinto il concorso a primario, si trasfer\u00ec a Belluno con la moglie Rosa Alpago Novello la quale gli dette i due figli Lorenzo e Giuseppe. Evidentemente stimato, fu ammesso nell\u2019Accademia degli Anistamici i cui soci presentavano pubblicamente le loro ricerche poi date alle stampe. Il nostro lo fece nel 1764 quando parl\u00f2 su: \u201cDel rivivere che talor fanno gli annegati\u201d e in seguito \u201cDelle macchie del feto dette comunemente voglie\u201d e, nel 1772, \u201cDella cura di una Squinanzia (mal di gola) maligna del bestiame, del Cancro volante e del Vaiolo\u201d. Cinque anni prima aveva dato alle stampe a Venezia \u201cDe\u2019 corpi marini che nel feltrese distretto si trovano\u201d, dedicata ai fossili del luogo, pubblicazione che evidenziava come stesse sempre pi\u00f9 orientandosi verso la medicina veterinaria \u201cche muoveva i primi passi dopo che il medico francese Claude Bourgelat aveva fondato a Lione la prima scuola. Tramite lo stampatore bellunese Tissi, Odoardi annunci\u00f2 che avrebbe tradotto in italiano le opere del collega che le aveva stampate a Parigi nel 1769. Il 18 luglio del 1776 ad una seduta degli Anistamici, tenne una relazione sul tema: \u201cD\u2019una specie particolare di scorbuto\u201d cio\u00e8 sulla pellagra, relazione che, dedicata a Pujati al quale riconobbe il merito di avere iniziato lo studio della pellagra quando era a Feltre, e descrivendo la storia, spiegava come si manifestassero i sintomi, esaminandone le cause e proponendo i rimedi. Il 15 aprile 1784 &#8211; \u00e8 scritto in \u201c90 Profili\u201d &#8211; \u201cchiuse a Belluno la sua vita operosa consegnando alla storia della medicina scoperte e scritti importanti\u201d. Il primo medico italiano che descrive la malattia \u00e8 Francesco Frapolli, dell&#8217;ospedale Maggiore di Milano, nell&#8217;opuscolo &#8220;Animadversiones in morbum vulgo pellagram&#8221; edito a Milano, 1771. Ma se ne interessa anche l\u2019arte se \u00e8 vero che nel 1799 Goya (Francisco Jos\u00e9 de Goya y Lucientes) pubblica una serie di acquaforti chiamate &#8220;Los Caprichos&#8221;, la n.12 \u00e8 &#8220;A caza de dientes&#8221;. Mentre la Biblioteca civica di Belluno nel sito m.facebook.com ricorda che se ne occup\u00f2 anche un altro medico bellunese, infatti annota: \u201cLa raccolta ottobrina del grano assicurava al contadino la farina gialla, necessaria per preparare la polenta. Cucinata sul lar\u00ecn e servita ogni giorno due tre volte in tavola, la polenta era l\u2019alimento base in campagna. Purtroppo l\u2019esagerato uso del grano a scopo alimentare, in una dieta rurale povera di carne e priva delle necessarie proteine, favor\u00ec lo sviluppo della pellagra, la malattia della miseria che portava negli esiti finali anche alla demenza. Quanti poveri bellunesi finirono nel manicomio veneziano di S. Servolo a causa della pellagra, nonostante gli studi nel \u2018700 di Jacopo Odoardi e a fine \u2018800 di Luigi Alpago Novello! A importare il granoturco dal trevigiano fu, nel \u2018500, Odorico Piloni, padre dello storico Giorgio, ma a distribuire le sementi ai coloni provvide, nel secolo successivo, Benedetto Miari. Presto il grano soppiant\u00f2 il frumento diventando la principale fonte di sostentamento. Le sue radici profonde impoverivano il suolo, e dunque, scrive Antonio Bazolle, la pianta del mais \u2018conserv\u00f2 sempre la sua qualit\u00e0 di straniera perch\u00e9 essa qui non prospera e non produce, anzi non cresce n\u00e9 vive se non \u00e8 bene lavorata, o bene concimata\u2019. Bisognava preparare e concimare con cura il terreno: solo cos\u00ec nel 1880, dai campi ben ingrassati si potevano ricavare fino a 26 ettolitri di grano per ettaro, contro una media generale di circa 19\u201d.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 20%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-175011 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/jacopo-odoardi-medico-feltrino-fra-gli-studiosi-della-pellarina-di-renato-bona\/127541577_192424029153083_6320291798944614692_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/127541577_192424029153083_6320291798944614692_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/jacopo-odoardi-medico-feltrino-fra-gli-studiosi-della-pellarina-di-renato-bona\/127271779_762455721007370_517600389070468140_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/127271779_762455721007370_517600389070468140_n-128x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/jacopo-odoardi-medico-feltrino-fra-gli-studiosi-della-pellarina-di-renato-bona\/127243136_655399015128400_5562979657214363625_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/127243136_655399015128400_5562979657214363625_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/jacopo-odoardi-medico-feltrino-fra-gli-studiosi-della-pellarina-di-renato-bona\/127657686_385655889415819_4363269396199488879_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/127657686_385655889415819_4363269396199488879_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/jacopo-odoardi-medico-feltrino-fra-gli-studiosi-della-pellarina-di-renato-bona\/127223134_140674447418938_5790054962722675696_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/127223134_140674447418938_5790054962722675696_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>NELLE FOTO (riproduzione dal libro \u201c90 profili\u201d; Rete comuni italiani, Google, Libreria Piani): il frontespizio dell\u2019opera pi\u00f9 nota di Jacopo Odoardi; la piazzetta che gli \u00e8 stata intitolata a Feltre; una delle opere di Goya sulle conseguenze della pellagra; la copertina di una risposta del medico feltrino ad un collega; \u201cRiflessioni\u201d di Odoardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>la figura del medico feltrino Odoardi che studi\u00f2 la pellagra BELLUNO\u00a0Pellagra, nel Bellunese nota anche come \u201cpellarina\u201d. 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