{"id":176957,"date":"2020-12-05T11:19:45","date_gmt":"2020-12-05T10:19:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=176957"},"modified":"2020-12-05T12:05:19","modified_gmt":"2020-12-05T11:05:19","slug":"ristori-insufficienti-coperto-solo-il-25-delle-perdite-subite-da-artigiani-commercianti-ed-esercenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/ristori-insufficienti-coperto-solo-il-25-delle-perdite-subite-da-artigiani-commercianti-ed-esercenti\/","title":{"rendered":"RISTORI INSUFFICIENTI:  COPERTO SOLO IL 25% DELLE PERDITE SUBITE DA ARTIGIANI, COMMERCIANTI ED ESERCENTI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-05-alle-11.15.39.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1034\" data-large_image_height=\"418\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-176958\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-05-alle-11.15.39-300x121.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-05-alle-11.15.39-300x121.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-05-alle-11.15.39-1024x414.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-05-alle-11.15.39-768x310.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-05-alle-11.15.39.png 1034w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Entro dicembre sono a rischio chiusura 350 mila piccole e micro attivit\u00e0 che lasceranno senza lavoro almeno 1 milione di addetti<\/p>\n<p class=\"p1\">Lo sforzo economico messo in campo dal Governo Conte non ha precedenti. Dall\u2019inizio della crisi pandemica fino a oggi, segnala la CGIA, le risorse direttamente a sostegno delle imprese italiane ammontano a circa 35 miliardi di euro. Nonostante ci\u00f2, questi aiuti sono stati, per la gran parte dei destinatari, del tutto insufficienti. E dopo l\u2019approvazione dell\u2019ultimo DPCM, la situazione in questo periodo natalizio \u00e8 destinata a peggiorare ulteriormente.<\/p>\n<p class=\"p1\">Segnala il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo: \u201dDa alcune nostre stime emerge che i contributi a fondo perduto concessi agli artigiani, ai piccoli commercianti, ai ristoratori e agli esercenti colpiti dal Covid hanno coperto mediamente il 25 per cento circa delle perdite di fatturato subite quest\u2019anno. A seguito delle difficolt\u00e0 di questi mesi, non \u00e8 pertanto da escludere che almeno 350 mila piccole e micro aziende di questi settori chiuderanno definitivamente la saracinesca entro la fine di questo mese, lasciando senza lavoro almeno 1 milione di addetti. Pertanto, per sostenere quelle imprese che invece continueranno a tenere aperto \u00e8 necessario un cambio di marcia; passare dalla logica dei ristori a quella dei rimborsi. Come ? In primo luogo indennizzando fino al 70 per cento i mancati incassi e in secondo luogo abbattendo anche i costi fissi, cos\u00ec come ha stabilito nelle settimane scorse la Commissione Europea. Altrimenti, rischiamo una desertificazione dei centri storici e dei nostri quartieri, poich\u00e9 non potranno pi\u00f9 contare sulla presenza di tantissimi negozi di vicinato\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Se da un lato l\u2019Unione Europea ha riconosciuto alle piccole imprese con una perdita di almeno un terzo del fatturato la possibilit\u00e0 di vedersi rimborsare dai rispettivi Paesi di appartenenza fino al 90 per cento dei costi fissi,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dall\u2019altro ha introdotto una nuova definizione dello stato di inadempienza delle aziende che creer\u00e0 molti problemi soprattutto a tantissime Pmi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Afferma il segretario Renato Mason: \u201cCon tante tasse, una burocrazia intollerabile e un crollo verticale degli investimenti pubblici e privati che non ha eguali negli ultimi decenni, c\u2019\u00e8 una grossa novit\u00e0 che dal prossimo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mese di gennaio rischia di mettere in seria difficolt\u00e0 tante aziende, soprattutto di piccola dimensione. Ci riferiamo alla nuova definizione introdotta dall\u2019Unione Europea in materia di default. Dopo aver abbassato la soglia di sconfinamento per cittadini e imprese, per evitare gli effetti negativi dei crediti deteriorati Bruxelles ha imposto alle banche l\u2019azzeramento in 3 anni dei crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni per quelli con garanzia reali. E\u2019 evidente che l\u2019applicazione di questa misura, indurr\u00e0 moltissimi istituti di credito ad adottare un atteggiamento di estremo rigore nell\u2019erogare i prestiti, per evitare di dover sostenere delle perdite nel giro di pochi anni. Una soluzione, quella decisa dall\u2019UE, che sebbene abbia una sua validit\u00e0 in tempi normali, appare del tutto inopportuna in un momento cos\u00ec drammatico come quello che stiamo vivendo e, purtroppo, vivremo almeno per un altro anno\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tornando sul tema delle misure a sostegno delle attivit\u00e0 costrette a chiudere completamente o parzialmente, la CGIA sottolinea che lo Stato, le Regioni e i Comuni hanno il diritto\/dovere di predisporre tutte le limitazioni che ritengono utili per tutelare la salute pubblica. E\u2019 altres\u00ec evidente che a fronte della chiusura delle attivit\u00e0 economiche, queste ultime devono essere aiutate economicamente in misura maggiore di quanto \u00e8 stato fatto fino ad ora.<\/p>\n<p class=\"p1\">E\u2019 vero che questa ulteriore spesa corrente contribuirebbe ad aumentare il debito pubblico, ma \u00e8 altrettanto vero che se non salviamo le imprese e i posti di lavoro,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non poniamo le basi per far ripartire la crescita economica, unico \u201cstrumento\u201d in grado di ridurre la mole di debito pubblico che sta minando il futuro del nostro Paese.<\/p>\n<p class=\"p1\">La situazione odierna, per\u00f2, \u00e8 diversa da quella vissuta nella primavera scorsa. Se allora tutte le imprese erano state costrette alla chiusura ed erano rimaste aperte solo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>quelle essenziali, oggi gran parte delle attivit\u00e0 sono aperte e, in massima parte, sono state oggetto di restrizioni alcuni settori ubicati nelle regioni ritenute pi\u00f9 a rischio contagio. A queste attivit\u00e0 chiuse per decreto, pertanto, non sono pi\u00f9 sufficienti dei semplici ristori, ma \u00e8 necessario uno stanziamento che compensi quasi totalmente sia i mancati incassi sia le spese correnti che continuano a sostenere.<\/p>\n<p class=\"p1\">La stessa cosa va definita anche per quei comparti che seppur in attivit\u00e0 \u00e8 come se non lo fossero. Segnaliamo, in particolar modo,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le imprese commerciali ed artigianali ubicate nelle cosiddette citt\u00e0 d\u2019arte che hanno subito un tracollo delle presenze turistiche straniere e, in particolar modo, il trasporto pubblico locale non di linea (bus operator, autonoleggio con conducente e taxi) che sebbene in servizio hanno i mezzi fermi nelle<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>rimesse o nei posteggi.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Limitatamente alle figure artigiane e commerciali, inoltre, sarebbe necessaria<\/span> una deroga <span class=\"s1\">all&#8217;attuale<\/span> <span class=\"s1\">normativa in materia contributiva Inps,<\/span> <span class=\"s1\">eliminando<\/span> <span class=\"s1\">il<\/span> <span class=\"s1\">versamento<\/span> riferito<span class=\"s6\"> a<\/span><span class=\"s5\">l<\/span> <span class=\"s1\">minimale<\/span> <span class=\"s1\">prestabilito,<\/span> consentendo cos\u00ec agli interessati <span class=\"s5\">al<\/span> <span class=\"s1\">solo<\/span> <span class=\"s1\">versamento<\/span> <span class=\"s1\">dei<\/span> <span class=\"s1\">contributi<\/span> <span class=\"s1\">calcolati<\/span> <span class=\"s1\">sull\u2019effettivo<\/span> <span class=\"s1\">reddito prodotto negli esercizi 2020 e 2021. Ricordiamo che per l\u2019anno in corso il reddito minimale considerato per i commercianti e gli artigiani al fine della contribuzione previdenziale sfiora i 16.000 euro. Di conseguenza, poich\u00e9 i commercianti e gli artigiani hanno un\u2019aliquota del 24 per cento circa, il contributo minimale che dovrebbe essere eliminato consentirebbe un risparmio pro capite di circa 3.850 euro. Misura che potrebbe essere applicata solo per le attivit\u00e0 ubicate nelle citt\u00e0 d\u2019arte, consentendo comunque alle stesse la contribuzione figurativa in capo all\u2019Inps,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e su base volontaria, invece, per tutte le altre aziende. In questa ultima ipotesi, il mancato versamento del minimale andrebbe a condizionare il computo dell\u2019assegno pensionistico.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Alla luce di tutto ci\u00f2, risottolineamo che dal 13 ottobre scorso l\u2019Unione Europea ha modificato il <i>Temporary Framework<\/i> (quadro temporaneo per le misure degli aiuti di Stato alle imprese) procrastinandone gli effetti fino al prossimo 30 giugno 2021. Pertanto, gli Stati membri possono erogare aiuti fino al 90 per cento dei costi fissi sostenuti dalle imprese che, per effetto del Covid, abbiano subito una contrazione del fatturato di almeno il 30 per cento. Tra questi costi sono inclusi gli affitti, le bollette energetiche, le spese assicurative, etc.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entro dicembre sono a rischio chiusura 350 mila piccole e micro attivit\u00e0 che lasceranno senza lavoro almeno 1 milione di addetti Lo sforzo economico messo in campo dal Governo Conte non ha precedenti. 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