{"id":180554,"date":"2020-12-19T11:18:32","date_gmt":"2020-12-19T10:18:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=180554"},"modified":"2020-12-19T11:18:32","modified_gmt":"2020-12-19T10:18:32","slug":"pmi-il-2021-deve-essere-tax-free","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/pmi-il-2021-deve-essere-tax-free\/","title":{"rendered":"PMI: IL 2021 DEVE ESSERE \u201cTAX FREE\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.01.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"862\" data-large_image_height=\"634\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-180556\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.01-300x221.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.01-300x221.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.01-768x565.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.01.png 862w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A chiederlo nuovamente \u00e8 la CGIA: per le Pmi il 2021 deve essere \u201ctax free\u201d, l\u2019unica possibilit\u00e0 per consentire a queste attivit\u00e0, sfiancate dagli effetti economici negativi legati alla pandemia, di prendere fiato e riprogrammare la ripresa. Dichiara il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo:<\/p>\n<p>\u201cEscludendo le imposte locali, il tax free year italiano costerebbe alle casse dello Stato fino a 28 miliardi di euro. Una cifra spaventosa che, ovviamente, potrebbe essere ridotta consentendo l\u2019azzeramento del peso fiscale solo per le attivit\u00e0 con ricavi al di sotto di una certa soglia o sulla base della perdita di fatturato. Anche se il mancato gettito fosse di 28 miliardi di euro, tale importo risulterebbe comunque inferiore agli aiuti erogati direttamente quest\u2019anno al sistema produttivo e che fino ad ora ammontano a circa 30 miliardi. Con il tax free, i piccoli imprenditori sarebbero alleggeriti dal peso di un fisco spesso ingiusto, per un anno vivrebbero con meno ansia, meno stress, pi\u00f9 serenit\u00e0 e fiducia. Non solo, ma con 28 miliardi risparmiati metteremmo le basi per far ripartire l\u2019economia del Paese\u201d.<\/p>\n<p><strong>La CGIA fa notare che mai come in questo momento avremmo la necessit\u00e0 di azzerare le imposte per l\u2019 anno venturo.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSolo con un 2021 tax free e una forte iniezione di liquidit\u00e0 \u2013 dichiara il segretario Renato Mason &#8211; possiamo aiutare concretamente il nostro tessuto imprenditoriale e soprattutto il mondo delle micro e piccole imprese. Altrimenti, rischiamo una moria senza precedenti che desertificher\u00e0 tantissime zone produttive e altrettanti centri storici sia di piccole che di grandi citt\u00e0, minando la coesione sociale che \u00e8 il pilastro su cui si basa l\u2019economia del nostro Paese. Per evitare tutto questo, per\u00f2, bisogna intervenire rapidamente. Tanti artigiani e piccoli commercianti sono allo stremo, ma possono ancora risollevarsi se l\u2019Esecutivo sar\u00e0 in grado di dare loro delle risposte in tempi ragionevolmente brevi. Ovvero, consentendogli di cancellare le imposte erariali, di avere una burocrazia meno oppressiva e di disporre di risorse finanziarie sufficienti per superare questa situazione di grave difficolt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>In termini di gettito, l\u2019Ufficio studi della CGIA stima che all\u2019erario verrebbero a mancare 28,3 miliardi di euro cos\u00ec suddivisi: 22,7 miliardi di Irpef; 4,2 miliardi di Ires; 779 milioni di imposta sostitutiva versata dalle partite Iva che hanno aderito al regime forfettario e 500 milioni di euro circa di Imu sui capannoni (cat. D) (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>In base alla proposta della CGIA, le attivit\u00e0 con meno di 1 milione di euro di fatturato non pagherebbero pi\u00f9 le imposte erariali, pur continuando a pagare quelle locali per non mettere in ulteriore difficolt\u00e0 i Comuni e le Regioni. Questi ultimi, pertanto, continuerebbero a incassare le loro spettanze che ammonterebbero a 3 miliardi di Irap; 2,5 miliardi di Imu; 1,6 miliardi di addizionale regionale Irpef e 610 milioni di euro di addizionale comunale Irpef. Nel complesso, quindi, le Pmi con meno di 1 milione di fatturato l\u2019anno prossimo verrebbero cos\u00ec a versare alle Autonomie locali 7,7 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.31.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1234\" data-large_image_height=\"1014\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-180559\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.31-300x247.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.31-300x247.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.31-1024x841.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.31-768x631.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-19-alle-11.15.31.png 1234w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Bisogna semplificare anche il fisco<\/strong><br \/>\nOltre ad azzerare le imposte erariali per il 2021, la CGIA invita l\u2019Esecutivo a semplificare il sistema fiscale per le nostre Pmi. Come auspicato nei mesi scorsi anche dai vertici dell\u2019Agenzia delle Entrate, sarebbe necessario eliminare l\u2019attuale sistema degli acconti e dei saldi, consentendo alle aziende di pagare le tasse solo su quanto hanno effettivamente incassato. Un\u2019operazione trasparenza che segnerebbe il passaggio da un prelievo sugli incassi presunti a uno sugli incassi effettivi, eliminando non solo il sistema del saldo e acconto, ma pure la formazione di crediti fiscali e la conseguente attesa, da parte delle aziende, dei rimborsi.<br \/>\nIl contorto meccanismo del saldo\/acconto<br \/>\nIn Italia il principio di base \u00e8 che l\u2019artigiano o il piccolo commerciante non paga le tasse solo su ci\u00f2 che ha dichiarato l\u2019anno precedente, ma anche su quanto guadagna nell\u2019anno corrente, come \u201cacconto\u201d per il pagamento delle tasse che andranno versate nell\u2019anno seguente. Ovvero, va a credito (o a debito) con il fisco per l\u2019annualit\u00e0 che deve ancora venire. In linea di massima, questo sistema prevede che il versamento delle imposte all\u2019erario avvenga in due tranche: la prima tra fine giugno e inizio luglio, la seconda entro la fine del mese di novembre.<\/p>\n<p>L\u2019ammontare degli acconti \u00e8 pari al 100 per cento dell\u2019imposta dovuta per l\u2019anno precedente e viene solitamente versato in due rate a giugno e a novembre. Entrambe sono uguali per \u201ci soggetti ISA\u201d (cio\u00e8 coloro i quali svolgono attivit\u00e0 economiche per le quali sono stati elaborati gli Indici Sintetici di Affidabilit\u00e0), mentre per gli altri contribuenti, la prima rata corrisponde al 40 per cento del dovuto, e la seconda al 60 per cento.<\/p>\n<p>Questo meccanismo genera una situazione di scarsa trasparenza e sovente crea problemi finanziari, perch\u00e9 \u00e8 difficile per l\u2019imprenditore prevedere quanto dovr\u00e0 pagare. La situazione, infatti, \u00e8 equilibrata solo quando non vi sono evidenti differenze di reddito tra un anno e l\u2019altro, ma quando non \u00e8 cos\u00ec le cose si complicano.<\/p>\n<p>Nel caso in cui il reddito risulti essere pi\u00f9 basso di quello registrato l\u2019anno prima, l\u2019imprenditore va a credito, in quanto gli acconti di imposta sono stati calcolati su un reddito pi\u00f9 elevato. Se, invece, si verifica un forte incremento di reddito, la situazione si capovolge. Il contribuente va a debito e nella scadenza di giugno \u00e8 chiamato a pagare un saldo di imposta molto impegnativo, perch\u00e9 gli acconti calcolati l\u2019anno prima erano sottostimati. Questo spiega la ragione per cui il fisco non premia la crescita di reddito, ma, semmai, la penalizza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A chiederlo nuovamente \u00e8 la CGIA: per le Pmi il 2021 deve essere \u201ctax free\u201d, l\u2019unica possibilit\u00e0 per consentire a queste attivit\u00e0, sfiancate dagli effetti economici negativi legati alla pandemia, di prendere fiato e riprogrammare la ripresa. 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