{"id":181557,"date":"2020-12-26T16:29:25","date_gmt":"2020-12-26T15:29:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=181557"},"modified":"2020-12-27T07:47:49","modified_gmt":"2020-12-27T06:47:49","slug":"nel-2020-le-pmi-venete-hanno-visto-crollare-il-fatturato-di-45-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/nel-2020-le-pmi-venete-hanno-visto-crollare-il-fatturato-di-45-miliardi\/","title":{"rendered":"NEL 2020 LE PMI VENETE HANNO VISTO CROLLARE IL FATTURATO DI 45 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-26-alle-16.25.46.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"960\" data-large_image_height=\"430\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-181558\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-26-alle-16.25.46-300x134.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-26-alle-16.25.46-300x134.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-26-alle-16.25.46-768x344.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-26-alle-16.25.46.png 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La cifra \u00e8 di quelle da far tremare i polsi: 45 miliardi di euro. A tanto ammonta la perdita di fatturato registrata quest\u2019anno dalle imprese venete a causa del Covid. La stima \u00e8 stata elaborata dall\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p>\u201cAl netto delle misure a sostegno della liquidit\u00e0 e agli effetti dello slittamento delle scadenze fiscali \u2013 denuncia il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo &#8211; il Governo quest\u2019anno ha stanziato poco meno di 3 miliardi di euro di aiuti diretti alle imprese venete colpite dalla pandemia. Ci\u00f2 vuol dire che a fronte di un crollo del fatturato dell\u2019intero sistema economico regionale di circa 45 miliardi di euro, il tasso di copertura \u00e8 stato pari al 6,6 per cento circa. Un impatto modestissimo, sebbene in termini assoluti l\u2019importo complessivo delle misure messe in campo a livello nazionale a sostegno delle attivit\u00e0 economiche abbia la dimensione di una Finanziaria\u201d (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 comunque necessario precisare \u2013 dichiara il Segretario della CGIA Renato Mason &#8211; che alle Pmi che hanno subito i contraccolpi pi\u00f9 negativi della crisi, ovvero quelle che hanno dovuto chiudere per decreto, i ristori erogati dall\u2019Esecutivo hanno coperto mediamente il 25 per cento circa del calo del fatturato. Le misure di sostegno al reddito approvate da Governo Conte, infatti, sono andate in larghissima parte alle attivit\u00e0 che hanno registrato un crollo del giro di affari di almeno il 33 per cento rispetto al 2019. Resta il fatto che anche per queste realt\u00e0 gli aiuti economici sono stati insufficienti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le filiere pi\u00f9 in affanno<\/strong><br \/>\nEscludendo gli alberghi, i ristoranti, i bar, le pasticcerie e tutte le attivit\u00e0 che ruotano attorno al settore del turismo, la CGIA elenca le aree economiche che anche in Veneto sono state maggiormente colpite dalla crisi. Vale a dire:<\/p>\n<p>&#8211; la filiera trasporto persone (taxi, ncc, bus operator);<br \/>\n&#8211; la filiera eventi (congressi, matrimoni, cerimonie, etc.);<br \/>\n&#8211; gli ambulanti, soprattutto con posteggi presso le aree interessate da eventi, stadi (i cosiddetti \u201cfieristi\u201d);<br \/>\n&#8211; la filiera sport, tempo libero, intrattenimento, discoteche, parchi divertimento e tematici (incluse le attivit\u00e0 dello spettacolo viaggiante);<br \/>\n&#8211; la filiera attivit\u00e0 culturali e spettacolo;<br \/>\n&#8211; il commercio al dettaglio, in particolar modo abbigliamento, calzature, libri e articoli di cartoleria;<br \/>\n&#8211; gli agenti di commercio.<\/p>\n<p><strong>La crisi delle citt\u00e0 d\u2019arte<\/strong><br \/>\nA livello territoriale, la crisi ha colpito indistintamente tutti, anche se il Mezzogiorno \u00e8 la ripartizione geografica del paese che sta subendo pi\u00f9 delle altre gli effetti negativi della pandemia, sia da un punto di vista economico che sociale. Tuttavia, c\u2019\u00e8 un denominatore comune che emerge lungo tutto lo stivale: la crisi delle citt\u00e0 d\u2019arte ad alta vocazione turistica. Con il \u201cdecreto Agosto\u201d il Ministero dei Beni Culturali ha individuato 29 comuni capoluogo di provincia o di citt\u00e0 metropolitana che quest\u2019anno hanno subito un crollo verticale delle presenze turistiche straniere, di questi 3 realt\u00e0 sono venete: Venezia, Verona, e Padova. A fronte di questa situazione, le filiere richiamate pi\u00f9 sopra e ubicate in queste citt\u00e0 sono risultate essere le pi\u00f9 in affanno e probabilmente continueranno ad esserlo anche nel 2021. Ebbene, se il turismo \u00e8 la prima industria del Paese ed \u00e8 anche il settore che pi\u00f9 di tutti gli altri ha subito gli effetti negativi del Covid, perch\u00e9 mai dalle bozze del \u201cRecovery Plan\u201d si evince che il Governo investir\u00e0 solo 3,1 miliardi dei 209 messi a disposizione da Bruxelles con il <strong>Next Generation EU ?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Passare dalla logica dei ristori a quella dei rimborsi<\/strong><br \/>\nIn merito alle misure a sostegno delle attivit\u00e0 costrette a chiudere completamente o parzialmente, la CGIA sottolinea che lo Stato e le Regioni hanno il diritto\/dovere di predisporre tutte le restrizioni che ritengono utili per tutelare la salute pubblica. E\u2019 altres\u00ec evidente che a fronte di provvedimenti che impongono la chiusura delle attivit\u00e0 economiche, queste ultime devono essere aiutate economicamente in misura maggiore di quanto \u00e8 stato fatto fino ad ora.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che questa ulteriore spesa corrente contribuirebbe ad aumentare il debito pubblico, ma \u00e8 altrettanto vero che se non salviamo le imprese e i posti di lavoro, non gettiamo le basi per far ripartire la crescita economica, unica condizione in grado di ridurre nei prossimi anni la mole di debito pubblico che sta minando il futuro del nostro Paese.<\/p>\n<p>Alle attivit\u00e0 chiuse per decreto non sono pi\u00f9 sufficienti dei semplici ristori, ma \u00e8 necessario uno stanziamento che compensi quasi totalmente sia i mancati incassi sia le spese correnti che continuano a sostenere. Insomma, bisogna passare dalla logica dei ristori a quella dei rimborsi.<\/p>\n<p>Lo stesso trattamento va riservato a quei comparti che seppur in attivit\u00e0 \u00e8 come se non lo fossero. Segnaliamo, in particolar modo, le imprese commerciali ed artigianali ubicate nelle cosiddette citt\u00e0 d\u2019arte che, come dicevamo pi\u00f9 sopra, hanno subito un tracollo delle presenze turistiche straniere. Particolare attenzione merita il trasporto pubblico locale non di linea (bus operator, autonoleggio con conducente e taxi) che sebbene siano sempre stati in servizio continuano ad avere i mezzi fermi nelle rimesse o nei posteggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cifra \u00e8 di quelle da far tremare i polsi: 45 miliardi di euro. A tanto ammonta la perdita di fatturato registrata quest\u2019anno dalle imprese venete a causa del Covid. 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