{"id":182347,"date":"2020-12-30T23:59:25","date_gmt":"2020-12-30T22:59:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=182347"},"modified":"2020-12-30T17:52:45","modified_gmt":"2020-12-30T16:52:45","slug":"le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/","title":{"rendered":"LE EPIDEMIE IN CADORE DAL QUATTROCENTO: ISOLAMENTO RIGOROSO UNICA ARMA DI DIFESA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Renato Bona\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel libro \u201cL\u2019Ospedale civile del Cadore\u201ddello scomparso Serafino De Lorenzo, edito nel giugno 1981 per i tipi della tipografia Tiziano di Piave di Cadore, un corposo capitolo \u00e8 dedicato alle epidemie, problema di grandissima attualit\u00e0 nel mondo per l\u2019imperversare della pandemia da virus Covid 19. De Lorenzo spiegava in apertura che la storia delle epidemie in Cadore, come dappertutto, \u201cnon ebbe solo riflessi sanitari, ma coinvolse tutto un sistema di vita e per di pi\u00f9 non limitato ai periodi funestati dai mali medesimi\u201d. Infatti, \u201cnei secoli passati le popolazioni si sentivano del tutto inermi contro i contagi, le epidemie durate anni, altre di rapido decorso, di gravi che causarono numerose vittime e di meno funeste, con pochi morti. In Cadore, per quanto se ne sa, dal Quattrocento in poi, non ebbero carattere disastroso; la pi\u00f9 funesta si registr\u00f2 nei paesi dell\u2019Oltrechiusa e in Ampezzo ma non \u00e8 noto il numero delle vittime. Altra peste nel 1563 mentre nel 1575 giungeva notizia di una grave epidemia, sempre di peste, nel limitrofo territorio del principe-vescovo di Trento e la cosa \u201cmosse tutte le misure di prevenzione, con uno stretto controllo e con l\u2019isolamento\u201d ed il male non comparve in Cadore \u201ccos\u00ec come per quella sopravvenuta l\u2019anno successivo che, pure avendo investito non solamente il ducato di Milano, ma anche altri territori dell\u2019Italia settentrionale, tra cui Venezia (in quella circostanza , morirono Tiziano e suo figlio Orazio) pass\u00f2 alla storia come \u2018peste di san Carlo Borromeo\u2019\u201d. Altri eventi: il 19 gennaio 1631 cinque morti di peste in casa di Tommaso Corte, a Valle, a causa del grave morbo manifestatosi nel centro Europa e che arriv\u00f2 in Lombardia al tempo della vicenda manzoniana dei \u201cPromessi sposi\u201d e si propag\u00f2 anche in Zoldo. Sempre Serafino De Lorenzo richiamava, da un elenco di Gabriele De Sandre, il succedersi delle epidemie in Cadore: 1234: una malattia non ben specificata preceduta da un inverno rigidissimo e da carestia che molto probabilmente ne favor\u00ec il manifestarsi; nel 1348: malattia contagiosa da invasione di cavallette e da fame; 1379: peste bubbonica partita dal Friuli, che dur\u00f2 ben 5 anni! 1361: epidemia sulla cui natura non vi sono indicazioni; dal 1398 al 1405: sette anni di contagi che \u201ccondussero a morte le persone meno forti e altre ne lasci\u00f2 permanentemente menomate\u201d; 1430: il contagio dell\u2019Oltrechiusa e Ampezzo; altri casi nel 1463 in Auronzo, 1465: in Comelico, 1506: a San Vito, 1510: a Ospitale, Termine e Davestra \u201cdove la popolazione fu decimata e in considerazione dei gravi danni subiti dai tre paesi il coniglio generale della \u201cMagnifica\u201d decise nel 1512 di erogare un sussidio alla popolazione superstite\u201d; va aggiunto che nel 1528 si manifest\u00f2 in Comelico un \u201cmal mazzucco\u201d (pazzia?) di carattere contagioso. E poi: grande diffusione in tutta Europa di un male importato dall\u2019America: la sifilide che nel XVIII secolo giunse anche in Cadore col nome di \u201cmal francese\u201d. Una \u201cvariante del male\u201d fu registrata in particolare a Falcade e quindi definita \u201cfalcadina\u201d; presto si diffuse anche in Cadore, proveniente da Longarone, e invest\u00ec Rivalgo, Perarolo, Caralte tanto che dopo uno studio del medico delle miniere di Agordo, Giorgio Callegari, incaricato dalle autorit\u00e0 provinciali, fu costruito (ed aperto il 30 luglio 1824) nella localit\u00e0 Noach in comune di La Valle dove funzion\u00f2 per 12 anni) su ordine dell\u2019imperatore d\u2019Austria Francesco I, nella sua veste di sovrano del Lombardo-Veneto, un ospedale apposito per curare i colpiti dalla sifilide. Un salto nel tempo e, sempre a proposito di epidemie, siamo nel diciannovesimo secolo. Nel 1897 si registrarono ad Auronzo alcuni casi di vajolo, che colp\u00ec 50 famiglie, e cos\u00ec nel comune dell\u2019Ansiei per la prima volta fu ordinata la vaccinazione cui \u201cil 14 ottobre 1808 i cittadini furono chiamati con suono della campana, alla presenza delle autorit\u00e0 e del pievano\u201d. Il 1817, ricordato come \u201canno della fame\u201d: in Cadore si lamentarono diversi morti per inedia a causa del flagello che impervers\u00f2 tremendo in tutto il Veneto. Casi di colera registrati tra il 1831 ed il 1865 colpirono Perarolo, Ospitale, Valle; altri casi nel 1857 e 1865. E siamo a oggi, col Covid 19 che ha presentato un conto fin qui salatissimo\u2026<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 14%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-182347 gallery-columns-7 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/134806506_1147186812380958_1509573718692128465_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134806506_1147186812380958_1509573718692128465_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/134817570_144582007264295_6840156364770552295_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134817570_144582007264295_6840156364770552295_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/134053435_185820356570111_2030118271698757853_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134053435_185820356570111_2030118271698757853_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/133937152_3656623504391854_877027601202883904_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133937152_3656623504391854_877027601202883904_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/134521593_388639068877442_2023968786221074258_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134521593_388639068877442_2023968786221074258_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/133906902_410445183535304_669760589068176438_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133906902_410445183535304_669760589068176438_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-epidemie-in-cadore-dal-quattrocento-isolamento-rigoroso-unica-arma-di-difesa\/134041750_506196933692537_6052749095568105664_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134041750_506196933692537_6052749095568105664_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>NELLE FOTO (riproduzioni dal libro \u201cL\u2019Ospedale civile del Cadore\u201d, dello scomparso Serafino De Lorenzo): affresco di anonimo di ospedale francese gestito da monache impegnate contro le epidemie; schema anatomico-Astrologico per la pratica dei salassi efficaci per la cura di varie infermit\u00e0 (Bilioteca Laurentiana di Firenze); miniature del XVI secooo con medici curanti; opera di Cesare Vecellio: un incaricato della preparazione dei morti per la sepoltura, con la veste prevista dalla Repubblica veneta; nella pala d\u2019altare della arcidiaconale di Pieve di Cadore con Madonna e Bimbo con i santi Sebastiano e Rocco, attribuita dapprima a Cesare Vecellio poi al Tiziano, San Rocco mostra un\u2019ulcera nella coscia, ma la peste si manifesta con un bubbone o all\u2019inguine o sotto un\u2019ascella (Circolo culturale cadorino).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Renato Bona\u00a0 Nel libro \u201cL\u2019Ospedale civile del Cadore\u201ddello scomparso Serafino De Lorenzo, edito nel giugno 1981 per i tipi della tipografia Tiziano di Piave di Cadore, un corposo capitolo \u00e8 dedicato alle epidemie, problema di grandissima attualit\u00e0 nel mondo per l\u2019imperversare della pandemia da virus Covid 19. 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