{"id":187987,"date":"2021-01-30T15:57:41","date_gmt":"2021-01-30T14:57:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=187987"},"modified":"2021-01-31T07:42:23","modified_gmt":"2021-01-31T06:42:23","slug":"ogni-anno-spendiamo-quasi-700-miliardi-in-piu-del-recovery-fund","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/ogni-anno-spendiamo-quasi-700-miliardi-in-piu-del-recovery-fund\/","title":{"rendered":"OGNI ANNO SPENDIAMO QUASI 700 MILIARDI IN PIU\u2019 DEL RECOVERY FUND"},"content":{"rendered":"<p>La ripresa economica del nostro Paese \u00e8 sicuramente legata ai 211 miliardi di euro messi a disposizione dall\u2019Unione Europea con il Recovery Fund. Risorse importantissime che saremo chiamati a investire entro il 2026, anche se, sottolinea l\u2019Ufficio studi della CGIA, non dobbiamo dimenticare che ogni anno, al netto degli interessi sul debito, la spesa pubblica italiana si aggira attorno ai 900 miliardi di euro: quasi 700 in pi\u00f9 rispetto alle risorse che dovremo spendere in 6 anni con il Recovery Fund.<\/p>\n<p>Una spesa, quella pubblica, che per oltre il 91 per cento \u00e8 di parte corrente e viene utilizzata per liquidare gli stipendi dei dipendenti pubblici, per consentire i consumi della macchina pubblica e per pagare le prestazioni sociali.<\/p>\n<p>Ora, affidare tutte le nostre aspettative di crescita alla \u201criuscita\u201d del Recovery Plan \u00e8 una cosa estremamente giusta e doverosa, tuttavia \u00e8 altrettanto determinante che il prossimo Governo intensifichi l\u2019attenzione anche su come impiegare ogni anno questi 900 miliardi di euro e attivi, in misura pi\u00f9 incisiva di quanto \u00e8 stato fatto fino a ora, un sistema di monitoraggio pi\u00f9 attento e oculato.<\/p>\n<p><strong>Gli errori di previsioni sul Pil: Italia fanalino di coda in UE<\/strong><br \/>\nOltre ad avere una spesa pubblica spesso intrisa di sprechi e di sperperi, l\u2019Italia ha un triste primato europeo: facciamo estremamente fatica ad elaborare delle previsioni di crescita economica attendibili. Nell\u2019ultimo rapporto annuale dell\u2019European Fiscal Board (organo consultivo indipendente della Commissione Europea), pubblicato nell\u2019ottobre 2020 (quarto rapporto annuale), \u00e8 riportata un\u2019analisi sulle differenze tra la crescita effettiva del Pil e le proiezioni presentate nei programmi di stabilit\u00e0 e convergenza durante il periodo 2013-2019.<\/p>\n<p>Rispetto ai Paesi dell\u2019Area Euro, l\u2019Italia presenta il risultato pi\u00f9 critico: le previsioni di crescita sono risultate essere alte in tutti e 7 gli anni presi in esame (2013-2019). Dopo l\u2019Italia, si posizionano 5 paesi che hanno stimato previsioni pi\u00f9 elevate in 5 anni su 7. Essi sono: Belgio, Spagna, Francia, Lettonia e Slovacchia.<\/p>\n<p>Il risultato dell\u2019Italia \u00e8 altres\u00ec critico sul fronte dell\u2019errore medio delle previsioni; in questo rank negativo risultiamo secondi solamente alla Slovenia, con un errore medio annuo di stima pari all\u20191,3 per cento del Pil nominale; tale discrepanza si traduce in un impatto sul bilancio delle Amministrazioni pubbliche di oltre lo 0,5 per cento del Pil all&#8217;anno (in 7 anni circa 60 miliardi di euro sul bilancio della nostra PA).<\/p>\n<p>A tal riguardo, segnaliamo una forte incongruenza emersa proprio in queste ultime settimane. A solo un mese dall\u2019approvazione della legge finanziaria per il 2021 da 40 miliardi di euro, il Parlamento la settimana scorsa ha votato uno scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro. Non essendo successo pressocch\u00e8 nulla di nuovo rispetto ai mesi scorsi, per quale ragione non si \u00e8 deciso di anticipare questo scostamento nella legge pi\u00f9 importante che viene approvata ogni anno ? Per caso, questa decisione di rivedere la spesa pubblica \u00e8 il frutto dello stato di incertezza in cui versava sul fronte economico il governo Conte bis ?<\/p>\n<p><strong>Recovery Plan: tanti investimenti, ma con bassa reddittivit\u00e0<\/strong><br \/>\nNella bozza del \u201cPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza\u201d (il nostro Recovery Plan), approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio scorso, si evince che dei 210,9 miliardi di euro che l\u2019Unione Europea metter\u00e0 a disposizione del nostro Paese con il Recovery Fund, 65,7 miliardi verranno spesi per \u201cprogetti in essere\u201d, ovvero gi\u00e0 previsti, mentre i restanti 145,2 miliardi andranno a finanziare \u201cnuovi progetti\u201d. Pertanto, nel 2026 la crescita del Pil, anno in cui si concluder\u00e0 l\u2019azione del Piano, dovrebbe essere pi\u00f9 alta di 3 punti percentuali rispetto allo scenario che si verificherebbe senza l\u2019effetto degli investimenti aggiuntivi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 vuol dire che a fronte di 145,2 miliardi di investimenti in conto capitale, al termine del programma avremo un aumento del Pil di poco inferiore ai 60 miliardi di euro. Queste cifre, per stessa ammissione del Governo, ci dicono che la redditivit\u00e0 di questi impieghi sar\u00e0 molto contenuta. In altre parole, nel 2026 avremmo speso oltre il doppio di quanto ci \u201ctorner\u00e0\u201d dalla realizzazione di queste opere pubbliche. Probabilmente, perch\u00e9 la qualit\u00e0 degli interventi che andremo a realizzare avr\u00e0 una ricaduta economica e sociale molto bassa. Se anche in questo caso fosse confermata la specificit\u00e0 dei precedenti esecutivi italiani nel sovrastimare la crescita, nel 2026 la realt\u00e0 sar\u00e0 ancora pi\u00f9 sconfortante di quanto prevista nel Piano.<\/p>\n<p><strong>Le risorse UE sono a rischio<\/strong><br \/>\nLa conclusione appena descritta dall\u2019Ufficio studi della CGIA &#8211; tanti investimenti, ma poca redditivit\u00e0 &#8211; \u00e8, ovviamente, solo un\u2019ipotesi, visto che nel \u201cPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza\u201d, approvato il 12 gennaio scorso, non sono riportati in maniera dettagliata gli interventi che verranno realizzati con questi 145,2 miliardi di euro. Il Piano, infatti, appare ancora molto \u201cfumoso\u201d: ad oggi, infatti, \u00e8 costituito da una elencazione di linee generiche di intervento a cui sono state affiancate delle cifre. Ma, come previsto dalle ultime linee guida, Bruxelles ha stabilito queste risorse verranno erogate solo se faremo le riforme (giustizia, fisco, concorrenza, etc.) e se per ogni opera in programma dettaglieremo con grande precisione chi fa cosa, come la fa, in quanto tempo e quanto coster\u00e0 realizzarla. Senza un Governo pienamente in carica e a soli 3 mesi dalla scadenza della consegna del Piano, non sar\u00e0 per nulla facile portare a casa queste risorse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ripresa economica del nostro Paese \u00e8 sicuramente legata ai 211 miliardi di euro messi a disposizione dall\u2019Unione Europea con il Recovery Fund. 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