{"id":191210,"date":"2021-02-15T13:30:12","date_gmt":"2021-02-15T12:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=191210"},"modified":"2021-02-16T06:04:30","modified_gmt":"2021-02-16T05:04:30","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-sessantaduesima-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-sessantaduesima-puntata\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA SESSANTADUESIMA PUNTATA"},"content":{"rendered":"<p><strong>STORIE DI VITA <\/strong><br \/>\n<strong>IL MATRIMONIO ANNI &#8217;80<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>AUDIO<\/strong><\/em><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-191210-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/PAOLO-SOPPELSA-MATRIMONIO-ANNI-80.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/PAOLO-SOPPELSA-MATRIMONIO-ANNI-80.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/PAOLO-SOPPELSA-MATRIMONIO-ANNI-80.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-sessantaduesima-puntata\/98b8720d-ad6f-4591-89ef-8b8f1ec8ac79\/\" rel=\"attachment wp-att-191212\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-191212 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/98b8720d-ad6f-4591-89ef-8b8f1ec8ac79-235x300.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/98b8720d-ad6f-4591-89ef-8b8f1ec8ac79-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/98b8720d-ad6f-4591-89ef-8b8f1ec8ac79.jpg 504w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a>Ineluttabile arrivava l\u2019invito per un qualche matrimonio. Ed ecco allora automobili valicare il Fadalto e puntare decise verso Mareno di Piave. Destinazione Zanchetta. Il mitologico grande magazzino di abbigliamento, m\u00e8ta obbligata in caso di cerimonie. Nei giorni successivi agli acquisti le macchine da cucire giravano all\u2019impazzata nel tentativo di adattare quegli abiti nuovi di zecca. Aghi roventi cucivano orli di pantaloni con la riga e maniche di giacche con le spalline imbottite. Poi, dopo settimane d\u2019ansia, ecco il fatidico sabato. L\u2019alba vedeva risplendere fiammanti permanenti e baffi e riporti erano tirati a lucido per il grande giorno di festa. Prima tappa il rinfresco a casa di sposa o sposo. Ed i tavoli strabordavano di qualunque tipo di delizia dal dolce al salato. \u201cVuoi una tartina??&#8230;hai ventidue vassoi a di15sposizione\u2026scegli quella che ti piace\u2026\u201d E le mani si tuffavano in quel delirio di bont\u00e0, con le dita che grondavano di crema di gamberetti e olio del tonno mentre i grandi iniziavano il giro degli aperitivi. Poi la cerimonia in chiesa. Il momento serio e composto della giornata. E la Marcia Nuziale suonata dall\u2019organo era un qualcosa di trionfale che metteva i brividi. Forse valeva la pena di sposarsi solo per sentire la Marcia Nuziale. Erano momenti di commozione, con madri piangenti e padri orgogliosi. E sussurri malefici sul vestito della sposa. In chiesa mancavano sempre gli amici degli sposi. Impegnati com\u2019erano a \u201cdecorare\u201d l\u2019auto nuziale. All\u2019uscita, tonnellate di riso seppellivano i novelli coniugi che nel frattempo guardavano preoccupati la macchina addobbata meglio di un carretto siciliano. Quintali di carta igienica e centinaia di palloncini gonfiati a forza di polmoni da rimuovere per poter usufruire del mezzo. Poi tutti in auto con i clacson infuocati fino al ristorante. Ed era in quel preciso istante che ci si rendeva conto di quanti erano gli invitati. Il numero doveva coincidere con la capienza massima della sala\u2026\u201dvuoi che abbiamo meno invitati del matrimonio di Toni\u2026eh no!!!&#8230;\u201d Si prendeva posto a tavola, assenti solo i protagonisti. Impegnati com\u2019erano nel servizio fotografico in qualche localit\u00e0 sperduta e segreta. Sequestrati da un fotografo pignolo ed iper-convinto del suo fondamentale ruolo. Ovvero immortalare ogni secondo di quel giorno che sarebbe stato consegnato ai posteri in un album con la copertina in pelle costo un milione di Lire. Che nessuno avrebbe mai sfogliato. L\u2019arrivo dei giovani consorti era festeggiato con un colossale \u201cHip hip\u2026urr\u00e0\u00e0\u00e0\u00e0\u00e0\u00e0\u2026 W i spos\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u201d. A met\u00e0 antipasto si materializzava l\u2019incubo che avrebbe accompagnato il resto di quella memorabile giornata. Dapprima sommesso, poi, in un crescendo rossiniano raggiungeva un picco di decibel pressoch\u00e9 insopportabile per l\u2019orecchio umano. \u201c\u2026tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin\u2026bacio bacio bacio bacio bacio bacio bacio bacio\u2026W i spos\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec!!!!!\u201d La prima volta era pure divertente. Dopo tre minuti il tutto si ripeteva, con la variante \u201cbacio dei suoceri\u201d. E l\u2019udito ringraziava. L\u2019arrivo dei primi piatti era il trionfo della panna. Pasticcio con la panna, tortellini con la panna, tutto con la panna. Tonnellate di panna. Forse all\u2019esterno del ristorante c\u2019era un silos di panna. E cinture e cravatte cominciavano ad allentarsi gi\u00e0 all\u2019inizio della maratona calorica. Al termine dei primi si scatenava l\u2019orchestra. Ed i coni delle casse sembravano voler scoppiare mentre il rullante della batteria perforava i timpani. \u201c\u2026butta in aria le mani\u2026po po po po po po \u2026se fai come Simone\u2026\u201d Ma poi, chi cavolo era questo Simone?? Alla vista dei secondi piatti lo stomaco iniziava una sorta di ribellione. Ma bisognava farcela. A tutti i costi. E arrosti e capponi lentamente scendevano lungo l\u2019esofago accompagnati da litri d\u2019acqua, per noi bambini, e da litri di rosso per gli adulti. Ed era in quei momenti che la dignit\u00e0 faticosamente costruita in anni di vita retta iniziava a sgretolarsi. Alla fine dei secondi circolavano le prime barzellette sporche e canti improbabili. \u201c\u2026gradisce un\u2019altra coscia di pollo??&#8230;no grazie\u2026\u201d Ritornava la musica a palla dell\u2019orchestra e cominciavano i balli sfrenati. Sudore misto a profumo di appretto e fumo di sigarette impregnavano l\u2019aria. Per\u00f2 c\u2019era una gran allegria mentre si andava verso la notte. Bambini stanchi crollavano appisolati sotto i tavoli o su qualche sedia all\u2019ingresso mentre gli adulti erano sempre pi\u00f9 carichi di festa. Ed ecco, improvvisa e scintillante, la torta nuziale. A nove piani. Ricoperta ovviamente di panna. Quella delle bombolette, dal vago sapore di gas. Si riempivano i bicchieri di Moscato e si affrontava quell\u2019ultimo sforzo masticatorio. \u201c\u2026desidera una fetta da portare a casa per i bambini che stanno dormendo all\u2019ingresso??&#8230;s\u00ec grazie..gentilissima!!!\u201d Verso le due di notte anche gli adulti perdevano colpi, sfiniti dallo sforzo digestivo e dai balli. Le note dell\u2019orchestra sfumavano lentamente e si perdevano fra i saluti degli invitati. Genitori ancor brilli tentavano di raccattare figli perduti ed immersi nella fase REM e poi, a recupero ultimato, pian piano si dirigevano verso casa. La festa era finita. Ed era gi\u00e0 domenica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STORIE DI VITA IL MATRIMONIO ANNI &#8217;80 AUDIO &nbsp; Ineluttabile arrivava l\u2019invito per un qualche matrimonio. Ed ecco allora automobili valicare il Fadalto e puntare decise verso Mareno di Piave. Destinazione Zanchetta. 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