{"id":191892,"date":"2021-02-16T23:59:26","date_gmt":"2021-02-16T22:59:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=191892"},"modified":"2021-02-17T06:12:15","modified_gmt":"2021-02-17T05:12:15","slug":"scuole-e-asili-nel-comune-di-sedico-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/scuole-e-asili-nel-comune-di-sedico-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"SCUOLE (E ASILI) NEL COMUNE DI SEDICO di RENATO BONA"},"content":{"rendered":"<p>Il \u201cbellissimo esempio\u201d di un muratore ventenne, domestico a Belluno per poter andare alla scuola serale Nel bel libro \u201cRicordando. Storia e immagini del comune di Sedico\u201d in copertina il disegno di Sandra Rossa Argenti \u201cVilla Rudio a Landris) edito dall\u2019Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali con la collaborazione di Comune e Biblioteca civica (Tipografia Piave di Belluno, marzo 1986) il capitolo dal titolo \u201cAspetti economici e culturali del tessuto sociale di Sedico\u201d, curato con maestria da Gianni De Vecchi, dedica largo spazio, fra l\u2019altro, a: Le scuole nel comune di Sedico dal 1800 al 1943, L\u2019asilo di Sedico, L\u2019asilo di Bribano, La \u201cschola cantorum\u201d della Parrocchia. Scuole. Il problema dell\u2019istruzione &#8211; scriveva De Vecchi &#8211; fu, in genere, sempre particolarmente sentito tra la nostra gente anche se, fin verso il 1920, il numero degli analfabeti si mantenne elevato in quanto alcuni lasciavano giovanissimi la scuola per aiutare la famiglia nei lavori agricoli o per andare a \u2018past co le vache\u2019 (al pascolo con le mucche), altri, pi\u00f9 grandicelli, interrompevano gli studi per andare a Trento \u2018a servir\u2019 ( i ragazzi), a \u2018far le serve\u2019 in famiglie borghesi o benestanti il pi\u00f9 delle volte lontano da casa (le ragazze). Come che sia, le prime notizie certe sull\u2019intervento dello Stato e degli enti locali nel campo dell\u2019istruzione popolare si hanno all\u2019epoca della dominazione napoleonica in Italia, come conferma una lettera del 16 maggio 1813 (conservata negli archivi comunali di Sedico) in cui il Prefetto della Piave, vale a dire di Belluno, scrive al sindaco di Sedico informandolo di approvare la decisione di sistemare definitivamente le scuole normali del Comune e si dice d\u2019accordo \u201cche venga aperta una trattativa con qualche proprietario per l\u2019affitto di una stanza in cui attivare la scuola in Sedico\u201d. Quindi autorizza a \u201cconvocare il Consiglio comunale per fissare l\u2019annuo stipendio ai maestri\u201d. A proposito dei quali si riserva di dare l\u2019approvazione sulle nomine. Da un altro documento consultato da De Vecchi, pure datato 1813, di apprende che \u201cle scuole saranno tre: una a Sedico (anche per Bribano), una a Libano, una a Gron\u201d. Si deve arrivare al 1866, con la ritrovata libert\u00e0 dopo che ai francesi erano subentrati gli austriaci, perch\u00e9 la gente \u201creclami per s\u00e9 e per i propri figli maggiore istruzione\u201d e lo Stato, anche se alle prese con difficolt\u00e0 di ordine finanziario, and\u00f2 incontro alle richieste fra l\u2019altro istituendo per gli adulti analfabeti o semianalfabeti scuole serali e festive. Ma\u2026 \u201cIn un giornale del 1867 si legge che il Comune di Sedico ha scuole elementari pubbliche maschili\u2026 e a Bribano una privata femminile\u201d il che comporta &#8211; come giustamente annotava l\u2019autore della ricerca &#8211; che le femmine, non avendo l\u2019opportunit\u00e0 di farsi istruire, son per la pi\u00f9 parte analfabete: in complesso tra maschi e femmine 66 per cento di analfabeti\u201d! Tuttavia si registravano anche note liete come quella riportata dal giornale \u201cLa Voce delle Alpi\u201d del 2 gennaio 1868 in cui sotto il titolo \u201cUn bellissimo esempio\u201d si diceva del \u201cgiovane ventenne Giuseppe Sabbedotti, di Sedico, di condizione muratore, premuroso di approfittare della gratuita istruzione che si offre a Belluno, si partiva appositamente ogni festa da Sedico per due anni continui, facendo circa 13 miglia fra l\u2019andata e il ritorno, ed ora che la cattiva stagione e le brevi giornate gli sarebbero d\u2019ostacolo d\u2019intervenire alle nuove scuole serali, ebbe l\u2019idea di allogarsi come domestico in questa citt\u00e0, a condizione che gli fossero lasciate libere le ore in cui viene tenuta la scuola. Egli interviene quindi ad ogni lezione col consenso del padrone. E\u2019 da sperarsi che in questo stato di cose e con un esempio cos\u00ec luminoso di abnegazione, il di lui Comune vorr\u00e0 ben comprendere il compito che gli incombe di assistere per la sua parte e favorire quei buoni e volonterosi giovani che mostrano tanto amore allo studio\u201d. Ed il Comune rispose quando nella seduta del 2 marzo 1868 fiss\u00f2 un sussidio per qualche allievo che frequenta la scuola festiva di Belluno senza essere distolto dalla distanza che ha pure da percorrere di 20 chilometri fra andata e ritorno\u201d. Ma non mancheranno momenti difficili come quando la Giunta municipale il 18 aprile 1875 respinse la richiesta del Maestro di Sedico per la provvista di cinque dizionari della lingua italiana ad uso della propria scuola, e quella del maestro della scuola maschile di Bribano per la provvista della legna, \u201cper non dover adottare una misura uguale per le altre scuole del Comune, per modo che il bilancio comunale sarebbe aggravato da un\u2019ingente spesa\u201d. Gli asili. Quello di Sedico, inteso soltanto come custodia dei bambini, fu probabilmente il primo e funzion\u00f2 durante la Grande Guerra. Voluto dal parroco, era ospitato in una stanza della vecchia canonica, frequentato da bambini di tutte le et\u00e0 custoditi dalla signorina Clorinda che \u201csi prestava gratuitamente per tale incombenza\u201d. In seguito, ad iniziativa di monsignor Luigi Fiori, il 19 agosto 1921 un gruppo di persone costitu\u00ec un Comitato per l\u2019istituzione dell\u2019Asilo infantile \u201cdi cui era sentita la necessit\u00e0 dato che la maggioranza della popolazione, occupata nei lavori agricoli, aveva ben poco tempo per badare durante la giornata ai figli piccoli\u201d. Quello di Bribano. La prima a custodire dei bambini a Bribano fu Maria Gentile Giuntini, nativa della Corsica, sposata Trevissoi: ospit\u00f2 dal 1913-14 in due stanze del piano terra a casa sua, vicino alla chiesa, in cambio di una modica retta che le serviva per arrotondare il bilancio familiare, i piccoli delle famiglie pi\u00f9 agiate di Bribano (Buzzatti, Testolini eccetera). L\u2019Asilo infantile, che avrebbe ospitato bambini di Bribano e Longano, fu costruito grazie ad una donazione nel 1923 e venne affidato alle suore che si occupavano anche di una scuola di cucito, taglio e ricamo per le ragazze. E concludiamo con la \u201cSchola cantorum\u201d parrocchiale, chiamata familiarmente dai coristi \u201cLa Cantoria\u201d. De Vecchi scriveva che: \u201c\u2026 da innumerevoli anni, probabilmente oltre cento, accompagna le pi\u00f9 solenni celebrazioni liturgiche e vanta una gloriosa tradizione. Composta da una ventina di persone (in genere contadini) appassionate del canto sacro, fu diretta negli anni fra le due guerre da Modesto Comin che in giovent\u00f9 aveva studiato musica. Tappezziere, era anche il \u2018nonzol\u2019 cio\u00e8 il sacrestano della parrocchiale. I coristi erano tutti maschi. Dopo la seconda guerra direttore divenne Mario Sossai con Toni Carlin quale organista. Pi\u00f9 avanti vennero fatti entrare nel coro i bambini (le voci bianche) e, in seguito, dopo il 1970, anche le ragazze.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-191892 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"151419504_333773101323942_8655883034412122033_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"2048\" 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Storia e immagini del comune di Sedico): allievi del maestro Pietro De Mozzi visitano una piantagione del vivaio Frescura, \u00e8 l\u2019anno 1922; scolaresca di Carmegn con la maestra Zoe Mancuso: \u00e8 il 1929 ed anche i bambini indossano le divise del fascismo; scolari del Peron agli inizi del 1900; alunni della quinta classe di Sedico, anno 1924, posano con attrezzi agricoli; 1920: scolari del Peron; 1915-18 circa: i bambini del primo \u201casilo\u201d allestito in una stanza della vecchia canonica di Sedico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cbellissimo esempio\u201d di un muratore ventenne, domestico a Belluno per poter andare alla scuola serale Nel bel libro \u201cRicordando. 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