{"id":192656,"date":"2021-02-20T14:11:04","date_gmt":"2021-02-20T13:11:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=192656"},"modified":"2021-02-20T14:12:44","modified_gmt":"2021-02-20T13:12:44","slug":"il-commissario-della-ulss-1-dolomiti-rasi-caldogno-fa-il-punto-dopo-un-anno-di-emergenza-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/il-commissario-della-ulss-1-dolomiti-rasi-caldogno-fa-il-punto-dopo-un-anno-di-emergenza-covid\/","title":{"rendered":"IL COMMISSARIO DELLA ULSS 1 DOLOMITI RASI CALDOGNO FA IL PUNTO DOPO UN ANNO DI EMERGENZA COVID"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/il-punto-su-lemergenza-covid-19-del-direttore-generale-della-ulss-1-adriano-rasi-caldogno\/rasi-caldogno-3\/\" rel=\"attachment wp-att-175308\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-175308 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/RASI-CALDOGNO-300x207.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/RASI-CALDOGNO-300x207.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/RASI-CALDOGNO-1024x706.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/RASI-CALDOGNO-768x530.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/RASI-CALDOGNO-1536x1059.png 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/RASI-CALDOGNO.png 1650w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>BELLUNO <\/strong>A un anno da l&#8217;inizio dell&#8217;emergenza Covid-19, il commissario della Ulss 1 Dolomiti Adriano Rasi Caldogno riassume questi 365 giorni di pandemia.<\/p>\n<p><em>La pandemia ha messo a dura prova la nostra Azienda, ha cambiato le nostre abitudini e le nostre priorit\u00e0. A gennaio-febbraio 2020 eravamo partiti, come tutte le aziende sanitarie, in base alle indicazioni che provenivano da Regione e Ministero, ad approfondire il tema, a fare scorta di dispositivi di sicurezza, a fare formazione. L\u2019ipotesi del contagio, che all\u2019inizio sembrava lontana, si \u00e8 avvicinata rapidamente. Fin da subito ho capito che sarebbe stato per me e per tutti come correre una maratona: era fondamentale mantenere lucidit\u00e0 e affrontare un problema alla volta. Tante le notti insonni, le domeniche passate in ufficio, i momenti di tensione da gestire, le emozioni da trasformare in forze positive, gli sfoghi da accogliere. Prontamente tutta l\u2019Azienda tutta si \u00e8 adoperata con impegno: i sanitari in prima linea ad affrontare una malattia di cui si sapeva poco, le direzioni di struttura a coordinare la riorganizzazione dei servizi in breve tempo, l\u2019area amministrativa a svolgere un immenso lavoro per acquisti, assunzioni e logistica. L\u2019Azienda ha dimostrato di sapersi adattare con flessibilit\u00e0 all\u2019emergenza, declinando in concreto la possibilit\u00e0 di ampliare o comprimere i servizi in base alle necessit\u00e0, sia ospedalieri che territoriali. Le aree covid sono state aperte o chiuse \u201ca fisarmonica\u201d, cos\u00ec come sono state allestite rapidamente delle linee di lavoro che prima non esistevano; penso, ad esempio, alla capacit\u00e0 di eseguire e leggere tamponi, al contact tracing, alla campagna vaccinale di massa: il Servizio Igiene e Sanit\u00e0 Pubblica ha acquisito 100 nuovi professionisti in pochi mesi. Ci sono stati momenti difficili, come quando il contagio ha coinvolto le case di riposo nella prima ondata, quando eravamo meno preparati, o il picco della seconda ondata con oltre 200 persone ricoverate e 5 mila positivi in provincia. In certe giornate controllavo il cruscotto aziendale dei ricoveri ogni due ore per essere certo che ci fossero sempre posti letto disponibili. In questo anno non ho mai spento il telefono: ho diverse chat con i miei collaboratori per essere sempre aggiornato sulla situazione. Un ricordo sentito va a tutte le persone scomparse in questo periodo, confortati dalla consapevolezza della cura fino all\u2019ultimo da parte dei nostri professionisti, e al dolore dei tanti familiari che hanno dovuto necessariamente vivere il lutto senza il conforto del commiato. Ci sono stati momenti di forte emozione, come l\u2019arrivo dei primi vaccini che ha portato speranza, e ho potuto accogliere innumerevoli testimonianze di grandi valori umani durante questo percorso. Le giornate sono state scandite per mesi dalle videoconferenze con la Regione, che \u00e8 stata una solida cabina di regia, dalle riunioni online interne tra le diverse strutture dell\u2019azienda per una organizzazione efficace e dalla preparazione dei bollettini. Le dirette su Facebook per informare in modo puntale e trasparente della situazione in continuo divenire e dei comportanti necessari sono state per me uno sforzo utile e necessario. La seconda ondata, che in parte ci ha sorpreso per la sua violenza, \u00e8 iniziata in provincia prima che altrove, ha portato una pressione sugli ospedali doppia rispetto alla prima, un volume di lavoro di diagnostica e prevenzione che ha messo a dura prova la tenuta del sistema e ha condotto a sperimentare soluzioni innovative come i drive in vaccinali e gli screening di massa. Fondamentale la solidariet\u00e0 dei Cittadini che ci hanno sostenuto con le pi\u00f9 diverse modalit\u00e0, a partire dalle numerose donazioni di beni e denaro e dei Volontari, in particolare della Protezione Civile. Le Istituzioni hanno sempre assicurato una collaborazione fattiva e concreta: ottimo il rapporto con il Prefetto Cogode, con le Forze dell\u2019Ordine nonch\u00e9 con gli Enti Locali e la Protezione Civile. In fondo l\u2019Ulss \u00e8 diventata un solido riferimento per tutta la provincia in questo periodo. A mio avviso, a livello organizzativo, la pandemia ha dimostrato l\u2019imprescindibilit\u00e0 della rete tra le varie componenti del Servizio Sanitario (gli ospedali, la medicina de territorio, la prevenzione e le strutture socio sanitarie) e la necessit\u00e0 di rivedere la gerarchia della priorit\u00e0. La salute \u00e8 diritto fondamentale dell\u2019individuo e interesse della collettivit\u00e0, come recita la nostra Costituzione: il Covid ci ha insegnato quanto il singolo pu\u00f2 e deve fare per tutelare la sua salute e quella della comunit\u00e0 in cui \u00e8 inserito. Vorrei, da ultimo ma come primo pensiero, ringraziare ancora una volta il personale dell\u2019Ulss Dolomiti che, a tutti i livelli, si \u00e8 speso con la generosit\u00e0 e la determinazione della gente di montagna, risorsa straordinaria della nostra terra. Il traguardo \u00e8 vicino ma non ancora raggiunto: i segnali epidemiologici non ci permettono di abbassare la guardia e la campagna vaccinale non procede veloce come avrei voluto per difficolt\u00e0 di approvvigionamento. Andiamo avanti, con prudenza ma con fiducia, fino alla prossima curva, come insegnano i grandi maratoneti.<\/em><\/p>\n<p><strong>UN ANNO DI COVID IN ULSS 1 DOLOMITI (14 PAGINE)<\/strong><\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Un-anno-di-Covid-in-Ulss-Dolomiti_def.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-toolbar=\"top\" data-toolbar-fixed=\"on\">Un anno di Covid in Ulss Dolomiti_def<\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BELLUNO A un anno da l&#8217;inizio dell&#8217;emergenza Covid-19, il commissario della Ulss 1 Dolomiti Adriano Rasi Caldogno riassume questi 365 giorni di pandemia. 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