{"id":195451,"date":"2021-03-06T10:11:02","date_gmt":"2021-03-06T09:11:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=195451"},"modified":"2021-03-07T07:51:28","modified_gmt":"2021-03-07T06:51:28","slug":"levasione-vale-la-meta-delle-inefficienze-che-lo-stato-scarica-su-cittadini-e-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/levasione-vale-la-meta-delle-inefficienze-che-lo-stato-scarica-su-cittadini-e-imprese\/","title":{"rendered":"L\u2019EVASIONE VALE LA META\u2019 DELLE INEFFICIENZE CHE LO STATO \u201cSCARICA\u201d SU CITTADINI E IMPRESE"},"content":{"rendered":"<p>Una provocazione, quella lanciata dall\u2019Ufficio studi della CGIA, che poggia sulla dimensione economica particolarmente significativa di due fenomeni molto sentiti dall\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Sebbene entrambi non siano comparabili da un punto di vista strettamente statistico, possiamo comunque affermare con buona approssimazione che l\u2019evasione fiscale e contributiva presente nel nostro Paese &#8211; pari, secondo i dati del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze, a circa 110 miliardi di euro all\u2019anno &#8211; ammonta a poco pi\u00f9 della met\u00e0 degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze causate dal cattiva gestione della nostra Pubblica Amministrazione (PA) che, la CGIA, stima in oltre 200 miliardi di euro all\u2019anno.<\/p>\n<p>Pertanto, nel rapporto dare\/avere tra lo Stato e il contribuente italiano, a pagare il prezzo pi\u00f9 elevato sarebbe quest\u2019ultimo. Intendiamoci, fanno sapere dalla CGIA, nessuno pu\u00f2 sostenere che l\u2019evasione fiscale sia giustificabile perch\u00e9 la nostra Pubblica Amministrazione presenta un livello di efficienza relativamente basso.<\/p>\n<p>Ci mancherebbe. Se tutti pagassero il dovuto, avremmo pi\u00f9 risorse per far funzionare meglio la macchina pubblica, garantendo cos\u00ec un livello superiore di giustizia sociale e di civilt\u00e0. Ma \u00e8 altrettanto vero che se avessimo una PA con un livello di produttivit\u00e0 e tempi di risposta a cittadini\/imprese in linea con la media europea, probabilmente avremmo anche meno evasione, perch\u00e9 chi non paga sarebbe messo nelle condizioni di farlo.<br \/>\nColoro che frodano il fisco, pertanto, vanno perseguiti e condannati, senza se e senza ma, ovunque essi si nascondano; non va per\u00f2 dimenticato \u2013 e succede invece frequentemente nell\u2019opinione pubblica &#8211; che la nostra macchina statale funziona mediamente poco e male e &#8211; come ha ricordato il Governatore della Banca d\u2019Italia Ignazio Visco &#8211; costituisce uno dei principali ostacoli alla crescita economica del nostro Paese.<\/p>\n<p>Se, infatti, fossimo in grado con un colpo di bacchetta magica di eliminare una buona parte degli sprechi e degli sperperi che si annida all\u2019interno della PA, probabilmente la spesa pubblica italiana costerebbe molto meno e, conseguentemente, il livello della pressione tributaria sarebbe pi\u00f9 contenuto, avvantaggiando proprio coloro che le tasse le versano tutte, fino all\u2019ultimo centesimo.<\/p>\n<p>Non solo. E\u2019 opinione molto diffusa che la fedelt\u00e0 fiscale di un Paese sia inversamente proporzionale anche al livello di tassazione a cui sono sottoposti i propri contribuenti. Pertanto, con un carico fiscale pi\u00f9 contenuto, anche a seguito di una spesa pubblica inferiore, probabilmente la dimensione dell\u2019evasione sarebbe nettamente al di sotto dei 110 miliardi di euro stimati.<\/p>\n<p>L\u2019efficienza della nostra spesa pubblica \u00e8 un problema che ci trasciniamo da tempo immemorabile e rischia di esserlo anche nei prossimi 6 anni, quando saremo chiamati a investire molte risorse pubbliche. Dei 210 miliardi di euro messi a disposizione dall\u2019Unione Europea, 145 serviranno per realizzare gli investimenti aggiuntivi che, &#8211; nel 2026 &#8211; garantiranno, secondo il Governo, 3 punti percentuali aggiuntivi di Pil.<\/p>\n<p>Ebbene, a fronte di questi 145 miliardi, il valore aggiunto del nostro Paese sar\u00e0, al termine dell\u2019operazione, superiore di 55 miliardi di euro. Pertanto, la redditivit\u00e0 degli interventi indicati nella bozza del \u201cPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza\u201d redatto lo scorso 12 gennaio, appare molto contenuta. Non solo. Come si \u00e8 detto pocanzi, nei prossimi sei anni l\u2019Europa ci consentir\u00e0 di investire complessivamente 210 miliardi di euro. Una cifra importante che condizioner\u00e0 il futuro del nostro Paese. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che al netto degli interessi sul debito, la nostra spesa pubblica l\u2019anno scorso \u00e8 stata di poco inferiore a 900 miliardi di euro e, per oltre il 90 per cento, \u00e8 di natura corrente (stipendi, pensioni, acquisti, funzionamento struttura, etc.).<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che dovremo spendere le risorse assegnateci con il Next Generation EU con grandissima attenzione. Ma a maggior ragione lo dobbiamo fare ogni anno, quando siamo chiamati a spendere una cifra quattro volte superiore alle risorse europee che, invece, spenderemo in sei anni.<\/p>\n<p>Dalla CGIA tengono comunque a precisare che sarebbe scorretto generalizzare e non riconoscere, ad esempio, i livelli di eccellenza che caratterizzano molti settori della nostra PA. Come, ad esempio, la sanit\u00e0, (in particolar modo nelle regioni centro-settentrionali), il settore delle telecomunicazioni, il livello di insegnamento e di professionalit\u00e0 presenti in molte Universit\u00e0\/enti di ricerca e la qualit\u00e0 del lavoro effettuato dalle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, l\u2019Ufficio studi della CGIA ha raccolto i risultati di una serie di elaborazioni sulle inefficienze, gli sprechi e la cattiva gestione che a vario titolo caratterizzano la nostra Pubblica Amministrazione. In sintesi si evidenzia che:<br \/>\nil costo annuo sostenuto dalle imprese per la gestione dei rapporti con la PA (burocrazia) \u00e8 pari a 57 miliardi di euro (Fonte: The European House Ambrosetti);<\/p>\n<p>i debiti commerciali della PA nei confronti dei propri fornitori ammontano a 53 miliardi di euro (Fonte: Banca d\u2019Italia);<br \/>\nil deficit logistico-infrastrutturale penalizza il nostro sistema economico per un importo di 40 miliardi di euro all\u2019anno (Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);<\/p>\n<p>se la giustizia civile italiana avesse gli stessi tempi di quella tedesca, il guadagno in termini di Pil sarebbe di 40 miliardi di euro all\u2019anno (Fonte: CER-Eures);<\/p>\n<p>sono 24 i miliardi di euro di spesa pubblica in eccesso che non ci consentono di abbassare la nostra pressione fiscale rispetto alla media UE (Fonte: Discussion paper 23 Commissione Europea);<\/p>\n<p>gli sprechi e la corruzione presenti nella sanit\u00e0 costano alla collettivit\u00e0 21,5 miliardi di euro ogni anno (Fonte: GIMBE);<\/p>\n<p>gli sprechi e le inefficienze presenti nel settore del trasporto pubblico locale ammontano a 12,5 miliardi di euro all\u2019anno (Fonte: The European House Ambrosetti-Ferrovie dello Stato).<\/p>\n<p>Come abbiamo messo in luce pi\u00f9 sopra, questi disservizi in capo alla nostra PA sono tratti da fonti diverse, non si possono sommare, anche perch\u00e9 in molti casi le aree di influenza di queste analisi si sovrappongono. Tuttavia, queste avvertenze non pregiudicano la correttezza della riflessione espressa pi\u00f9 sopra.<\/p>\n<p>In buona sostanza, possiamo affermare che l\u2019ammontare dell\u2019evasione fiscale sia molto inferiore agli effetti negativi generati dal cattivo funzionamento della nostra PA. Effetti che, in molte circostanze, si manifestano a seguito di una palese violazione delle norme di legge e dei regolamenti compiuta da dirigenti e funzionari pubblici poco solerti.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-06-alle-10.01.54.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1250\" data-large_image_height=\"968\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-195454\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-06-alle-10.01.54-300x232.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-06-alle-10.01.54-300x232.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-06-alle-10.01.54-1024x793.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-06-alle-10.01.54-768x595.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-06-alle-10.01.54.png 1250w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n(1) Secondo uno studio The European House Ambrosetti il sistema imprenditoriale italiano spende quasi 57,2 miliardi di euro per la gestione dei rapporti con la PA (adempimenti, permessi e tutte le altre pratiche burocratiche).<br \/>\n(2) Stima dell\u2019ammontare dei debiti commerciali della PA nel 2018; la Banca d\u2019Italia ipotizza che circa la met\u00e0 dei 53 miliardi di debiti commerciali sia imputabile ai ritardi dei pagamenti.<br \/>\n(3) Stima dei costi che il sistema economico \u00e8 costretto a subire a seguito del deficit infrastrutturale presente in Italia.<br \/>\n(4) Stima di guadagno in termini di PIL se la giustizia civile italiana si allineasse sui tempi di quella tedesca; studio CER-Eures presentato il 17 ottobre 2017 al convegno Giustizia civile, imprese e territori (Confesercenti, Roma).<br \/>\n(5) Per ridurre la pressione fiscale ad un livello paragonabile a quello dei paesi dell&#8217;Area Euro, l&#8217;Italia dovrebbe comprimere la spesa pubblica dell&#8217;1,5% del PIL (di circa 24 mld di \u20ac). Si fa presente che il lavoro esprime l&#8217;opinione di due autori della Direzione Generale degli affari economici della Commissione Europea ma non rappresenta necessariamente la posizione ufficiale della Commissione Europea.<br \/>\n(6) Stima che indica sprechi, inefficienze e la cattiva gestione nella sanit\u00e0, a partire da sovra-utilizzo (6,45 mld \u20ac), frode e abusi (4,73 mld \u20ac), acquisti a costi eccessivi (2,15 mld \u20ac), sotto-utilizzo (3,22 mld \u20ac), inefficienze amministrative (2,36 mld \u20ac) e inadeguato coordinamento dell\u2019assistenza (2,58 mld \u20ac).<br \/>\n(7) In uno studio redatto da The European House Ambrosetti e le Ferrovie dello Stato emerge che gli sprechi e le inefficienze presenti nel settore del trasporto pubblico locale ammontano a 12 miliardi di euro; lo studio ipotizza che il sistema delle citt\u00e0 metropolitane italiane si allinei, in termini di efficienza, ai best case europei (frequenza, capillarit\u00e0, qualit\u00e0, velocit\u00e0 commerciale, ecc.); in questo senso si otterrebbero vantaggi per quasi 10 miliardi di euro in termini di tempo risparmiato\/decongestionamento e di 2,5 miliardi per benefici ambientali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una provocazione, quella lanciata dall\u2019Ufficio studi della CGIA, che poggia sulla dimensione economica particolarmente significativa di due fenomeni molto sentiti dall\u2019opinione pubblica. 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