{"id":201148,"date":"2021-04-04T04:50:25","date_gmt":"2021-04-04T02:50:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=201148"},"modified":"2021-04-05T07:53:25","modified_gmt":"2021-04-05T05:53:25","slug":"per-il-lavoro-nero-il-2021-sara-un-anno-doro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/per-il-lavoro-nero-il-2021-sara-un-anno-doro\/","title":{"rendered":"PER IL LAVORO NERO IL 2021 SARA\u2019 UN ANNO D\u2019ORO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/per-il-lavoro-nero-il-2021-sara-un-anno-doro\/schermata-2021-04-03-alle-10-40-33\/\" rel=\"attachment wp-att-201151\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-201151 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-03-alle-10.40.33-153x300.png\" alt=\"\" width=\"153\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-03-alle-10.40.33-153x300.png 153w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-03-alle-10.40.33-522x1024.png 522w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-03-alle-10.40.33-768x1508.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-03-alle-10.40.33-782x1536.png 782w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-03-alle-10.40.33.png 872w\" sizes=\"auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px\" \/><\/a>A seguito della pesantissima crisi economica in corso, l\u2019esercito dei lavoratori in nero presente in Italia \u00e8 in forte espansione. Nell\u2019ultimo anno, ricorda l\u2019Ufficio studi della CGIA, la crisi pandemica ha provocato una perdita di circa 450 mila posti di lavoro. Con le chiusure imposte nelle ultime settimane, a tanti di questi disoccupati si sono aggiunti molti addetti del settore alberghiero e della ristorazione e altrettante finte parrucchiere ed estetiste che quotidianamente si recano nelle case degli italiani ad esercitare irregolarmente i servizi e le prestazioni pi\u00f9 disparate. Un numero di invisibili difficilmente quantificabile, anche se secondo gli ultimi dati stimati qualche anno fa dall\u2019Istat, quindi ben prima dell\u2019avvento del Covid, i lavoratori in nero presenti in Italia erano molti: circa 3,2 milioni.<br \/>\nLo sblocco dei licenziamenti allargher\u00e0 il rischio<br \/>\nNei prossimi mesi, purtroppo, la situazione \u00e8 destinata a peggiorare. Con lo sblocco dei licenziamenti previsti dapprima a fine giugno, per coloro che lavorano nelle Pmi e nelle grandi imprese, e successivamente in autunno, per quelli che sono occupati nelle micro e piccolissime aziende, c\u2019\u00e8 il pericolo che il numero dei senza lavoro aumenti in misura importante. Stiamo parlando di quelle persone che non riuscendo a trovare una nuova occupazione saranno costrette a optare per un lavoro irregolare o si improvviseranno come abusivi per integrare le magre entrate familiari.<\/p>\n<p><strong>Le chiusure in \u201czona rossa\u201d fanno crescere questa piaga<\/strong><br \/>\nNon meno impattante \u00e8 l\u2019effetto chiusura imposto dal governo nelle ultime settimane a bar, ristoranti, negozi, massaggiatori, parrucchieri e centri estetici. Soprattutto nei territori pi\u00f9 provati dalla crisi, non sono pochi, ad esempio, i camerieri che in attesa di tornare ad esercitare la propria professione si stanno improvvisando edili, dipintori, idraulici, giardinieri o addetti alle pulizie. Eseguono piccoli lavori pagati poco e in nero che, tuttavia, consentono a queste persone di portare a casa qualche decina di euro al giorno, permettendo cos\u00ec a molte famiglie di mettere assieme il pranzo con la cena. In questo momento cos\u00ec difficile, chi lavora irregolarmente per necessit\u00e0 non va assolutamente criminalizzato; ci mancherebbe. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che chi opera completamente o parzialmente in nero fa concorrenza sleale, altera i pi\u00f9 elementari princ\u00ecpi di democrazia economica, danneggiando chi lavora nel rispetto delle leggi e paga le imposte e i contributi previdenziali fino all\u2019ultimo centesimo.<\/p>\n<p><strong>A Pasqua boom di finti parrucchieri ed estetisti<\/strong><br \/>\nAltrettanto diffusa sul territorio \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 svolta da finti parrucchieri, estetisti e massaggiatori abusivi che a seguito delle chiusure di queste attivit\u00e0, causa Covid, stanno imperversando, soprattutto in questa settimana di Pasqua, recandosi nelle abitazioni dei\/delle clienti per il taglio, la messa in piega, il massaggio ayurvedico, la depilazione o la pulizia del viso. Una decisione \u2013 quella presa dal governo Draghi di chiudere in \u201czona rossa\u201d tutto il settore benessere \u2013 ritenuta immotivata. Le attivit\u00e0 di acconciatura e di estetica, tiene a sottolineare la CGIA, dal maggio dell\u2019anno scorso hanno applicato con la massima diligenza le linee guida dettate dalle autorit\u00e0 sanitarie e dal Governo precedente, intensificando le gi\u00e0 rigide misure previste dal settore sul piano igienico-sanitario e si sono riorganizzate per garantire la massima tutela della salute degli imprenditori, dei loro collaboratori e dei clienti. Lavorando su prenotazione e avendo investito notevolmente in prevenzione, non risulta che in nessuna parte del Paese si siano verificati dei focolai di contagio presso queste attivit\u00e0 tale da giustificare la decisione di chiudere tutto.<\/p>\n<p><strong>In Italia ci sono 3,2 milioni di lavoratori irregolari<\/strong><br \/>\nCome dicevamo, ad \u201cammortizzare\u201d una parte dei posti di lavoro persi a causa dell\u2019emergenza sanitaria ci sta pensando l\u2019economia sommersa. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che in Italia ci sono oltre 3,2 milioni di occupati in nero, il tasso di irregolarit\u00e01 \u00e8 del 12,9 per cento e tutte queste persone producono un valore aggiunto in nero di 77,8 miliardi di euro. Il dilagare del lavoro irregolare non comporta un danno solo alle casse dell\u2019erario e dell\u2019Inps, ma anche alle tantissime attivit\u00e0 produttive e dei servizi, le imprese artigianali e quelle commerciali che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti. I lavoratori in nero, infatti, non essendo sottoposti al prelievo previdenziale, a quello assicurativo e a quello fiscale consentono alle imprese dove prestano servizio \u2013 o a loro stessi, se operano sul mercato come falsi lavoratori autonomi \u2013 di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore e, conseguentemente, di praticare un prezzo finale del prodotto\/servizio molto contenuto. Condizioni, ovviamente, che chi rispetta le disposizioni previste dalla legge non \u00e8 in grado di offrire. Inoltre, non vanno nemmeno sottovalutate le condizioni lavorative a cui sono sottoposti gli irregolari: spesso a queste persone vengono negate le pi\u00f9 elementari tutele previste dalla legge in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e in queste condizioni, gli incidenti e le malattie professionali rischiano di essere molto frequenti.<\/p>\n<p><strong>La situazione pi\u00f9 \u201cpesante\u201d \u00e8 al Sud<\/strong><br \/>\nA livello territoriale sono le regioni del Mezzogiorno ad essere maggiormente interessate dall\u2019abusivismo e dal lavoro nero. Secondo l\u2019ultima stima redatta dell\u2019Istat e relativa al 2018, in Calabria il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 pari al 22,1 per cento (136.200 irregolari), in Campania al 19,4 per cento (362.500 lavoratori in nero), in Sicilia al 18,7 per cento (283.700), in Puglia al 16,1 per cento (222.700) e in Sardegna del 15,7 per cento (95.500). La media nazionale \u00e8 pari al 12,9 per cento. Le situazioni pi\u00f9 virtuose, come sottolineavamo pi\u00f9 sopra, si registrano nel Nordest. Se in Emilia Romagna il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 al 9,8 per cento (211.700 irregolari), in Valle d\u2019Aosta \u00e8 al 9,6 per cento (5.900), in Veneto al 9 per cento (207.300) e nella Provincia autonoma di Bolzano si attesta all\u20198,9 per cento (27.000). Come affermavamo pi\u00f9 sopra, l\u2019attivit\u00e0 in nero di queste 3,2 milioni di persone genera un valore aggiunto pari a 77,8 miliardi di euro all\u2019anno, di cui 26,7 miliardi sono prodotti nel Sud, 19,8 nel Nordovest, 17 nel Centro e 14,3 nel Nordest. A livello regionale in termini assoluti il Pil in \u201cnero\u201d pi\u00f9 importante lo riscontriamo in Lombardia (12,6 miliardi), seguono il Lazio (9,4 miliardi), la Campania (8,3 miliardi) e la Sicilia (6,2 miliardi) (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><em>1 Incidenza percentuale del numero di occupati irregolari sul totale occupati a cui si aggiungono gli occupati irregolari<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A seguito della pesantissima crisi economica in corso, l\u2019esercito dei lavoratori in nero presente in Italia \u00e8 in forte espansione. Nell\u2019ultimo anno, ricorda l\u2019Ufficio studi della CGIA, la crisi pandemica ha provocato una perdita di circa 450 mila posti di lavoro. 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