{"id":202523,"date":"2021-04-11T14:52:59","date_gmt":"2021-04-11T12:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=202523"},"modified":"2021-04-12T06:18:34","modified_gmt":"2021-04-12T04:18:34","slug":"lockdown-alle-tasse-e-rimborsi-piu-pesanti-per-altri-80-miliardi-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/lockdown-alle-tasse-e-rimborsi-piu-pesanti-per-altri-80-miliardi-di-euro\/","title":{"rendered":"LOCKDOWN ALLE TASSE E RIMBORSI PIU\u2019  PESANTI PER ALTRI 80 MILIARDI DI EURO"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-10-alle-14.07.24.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"578\" data-large_image_height=\"488\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-202525\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-10-alle-14.07.24-300x253.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-10-alle-14.07.24-300x253.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-10-alle-14.07.24.png 578w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per allentare la tensione sociale sempre pi\u00f9 diffusa in molte categorie del lavoro autonomo, il Governo deve abbandonare la politica dei micro aiuti attuata fino adesso, sostituendola con misure straordinarie in grado di mitigare gli effetti negativi che la crisi pandemica sta producendo. Vista l\u2019urgenza, secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA \u00e8 necessario, ad esempio, \u201capplicare\u201d per l\u2019anno in corso il lockdown alle tasse erariali ed erogare rimborsi pi\u00f9 pesanti rispetto a quelli distribuiti fino ad ora. Gli artigiani mestrini stimano in altri 80 miliardi di euro le risorse che il Governo dovrebbe mettere in campo entro la fine di luglio per salvare le attivit\u00e0 economiche colpite dalla crisi pandemica. Salvo l\u2019avvento di nuove varianti, grazie alle condizioni climatiche e alla campagna vaccinale, molto probabilmente in piena estate dovremmo essere quasi definitivamente tornati alla \u201cnormalit\u00e0\u201d, ovvero alla situazione pre Covid.<\/p>\n<p><strong>Il lockdown alle tasse costerebbe 28 miliardi<\/strong><br \/>\nPer evitare che i sostegni che verranno erogati nei prossimi mesi alle imprese siano utilizzati da quest\u2019ultime per pagare imposte e contributi, \u00e8 necessario \u201cimporre\u201d il lockdown alle tasse erariali, consentendo alle partite Iva e alle piccole imprese di risparmiare quest\u2019anno attorno 28 miliardi di euro. Un importo di dimensioni importanti che, ovviamente, potrebbe essere ridimensionato consentendo l\u2019azzeramento del peso fiscale solo alle attivit\u00e0 con ricavi al di sotto di una certa soglia o sulla base della perdita di fatturato. Questo mancato gettito di 28 miliardi \u00e8 stato stimato ipotizzando di consentire a tutte le attivit\u00e0 economiche con un fatturato 2019 al di sotto del milione di euro di non versare per l\u2019anno in corso l\u2019Irpef, l\u2019Ires e l\u2019Imu sui capannoni. Queste aziende, che ammontano a circa 4,9 milioni di unit\u00e0 (pari all\u201989 per cento circa del totale nazionale), dovrebbero comunque versare le tasse locali, in modo tale da non arrecare problemi di liquidit\u00e0 ai Sindaci e ai Presidenti di regione. Alleggeriti dal peso di un fisco spesso ingiusto, per un anno vivrebbero con meno ansia, meno stress e pi\u00f9 serenit\u00e0. Non solo, ma con 28 miliardi risparmiati metteremo le basi per far ripartire l\u2019economia del Paese.<\/p>\n<p><strong>50 miliardi per rimborsi e la copertura dei costi fissi<\/strong><br \/>\nIl Premier Draghi l\u2019ha dichiarato nelle settimane scorse: &#8220;Questo \u00e8 un anno in cui non si chiedono soldi, ma si danno&#8221;. Un\u2019affermazione condivisibile che l\u2019Ufficio studi della CGIA invita ad attuare in tempi ragionevolmente brevi. Oltre all\u2019azzeramento delle tasse, auspica che l\u2019esecutivo metta sul tavolo almeno altri 50 miliardi di euro entro luglio che consentano di rimborsare in misura maggiore le perdite subite dalle aziende e permettano di compensare anche una buona parte dei costi fissi sostenuti. Modalit\u00e0, quest\u2019ultima, che la Francia e la Germania hanno applicato da alcuni mesi, avendo recepito le nuove disposizioni introdotte dall\u2019UE in materia di aiuti di stato alle imprese. Costi, quelli fissi (come gli affitti, le assicurazioni, le utenze, etc.) che, nonostante l\u2019obbligo di chiusura e il conseguente azzeramento dei ricavi, le attivit\u00e0 economiche continuano purtroppo a sostenere.<\/p>\n<p><strong>Altri 80 miliardi che si sommano ai 65 gi\u00e0 stanziati<\/strong><br \/>\nIn questo anno di Covid i governi Conte e Draghi hanno messo a disposizione delle imprese italiane 64,7 miliardi di euro di aiuti diretti. Soldi che in buona parte devono essere ancora erogati. L\u2019Ufficio studi della CGIA stima che fino a ora gli imprenditori italiani hanno beneficiato di 27 miliardi di euro, mentre le risorse ascrivibili alla legge di Bilancio 2021 e quelle riconducibili al \u201cdecreto Sostegni\u201d espleteranno i propri effetti principalmente nel corso di quest\u2019anno. Gli 80 miliardi aggiuntivi proposti in questa nota porterebbero l\u2019ammontare dei sostegni diretti alle imprese a una cifra che sfiorerebbe i 145 miliardi di euro. Un importo che inciderebbe meno dell\u20198 per cento sulla spesa pubblica sostenuta dall\u2019Italia nel biennio 2020-2021.<\/p>\n<p><strong>Il 60 per cento delle piccole imprese \u00e8 a rischio<\/strong><br \/>\nDall\u2019indagine Istat tenutasi verso la fine del 2020, il 62 per cento delle imprese intervistate ha dichiarato che prevedeva una diminuzione dei ricavi anche nei primi 6 mesi del 2021. La crisi, comunque, ha colpito soprattutto le piccole imprese. Quasi il 60 per cento delle realt\u00e0 imprenditoriali con meno di 50 addetti ha segnalato di essere a forte rischio: gli effetti di questa situazione sarebbero da ascrivere a problemi di liquidit\u00e0 (58,1 per cento) e alla caduta della domanda interna (34,1 per cento). Le difficolt\u00e0 delle piccole imprese sono presenti in tutti i settori produttivi, ma risultano relativamente pi\u00f9 diffuse nelle costruzioni, nel commercio, nella ristorazione, nell\u2019attivit\u00e0 di intrattenimento e nei servizi alla persona. La loro distribuzione sul territorio le vede concentrate in particolar modo in 11 regioni: sette sono collocate nel Sud, una nel Nord (provincia autonoma di Bolzano) e tre nel Centro Italia (Lazio, Umbria e Toscana).<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 debito pubblico per salvare l\u2019economia<\/strong><br \/>\nI dati richiamati pi\u00f9 sopra non lasciano dubbi: se non aiutiamo i piccoli imprenditori, questi ultimi rischiano di chiudere definitivamente e con loro una buona parte dei dipendenti privati rischia di trovarsi per strada. Rammentiamo che nelle aziende con meno di 50 addetti lavora, al netto dei dipendenti pubblici e dei servizi finanziari, quasi il 65 per cento circa degli italiani. Se vogliamo aiutare economicamente le imprese non abbiamo alternativa: siamo costretti a \u201cinondarli\u201d con risorse che conseguentemente faranno crescere il nostro debito pubblico a livelli impressionanti (nel 2020 \u00e8 stato del 155 per cento del Pil). Grazie soprattutto all\u2019azione della BCE, l\u2019attuale situazione \u00e8 comunque molto diversa da quella vissuta durante la crisi del 2011-2012, dove molti operatori e istituzioni internazionali misero in discussione la solvibilit\u00e0 del nostro Paese. Come abbiamo segnalato pi\u00f9 sopra, attualmente il 65 per cento circa del nostro debito \u00e8 in capo a banche\/assicurazioni, famiglie e imprese italiane. Le famiglie, inoltre, tra risparmi finanziari e patrimonio immobiliare possono contare su quasi 10 mila miliardi di euro di risorse. Una cifra superiore a circa 4 volte il valore assoluto del nostro debito pubblico. Questi numeri ci confortano e ci dicono che se vogliamo mantenere in vita le piccole imprese dobbiamo allargare i cordoni della borsa. Scelta difficile da prendere ma obbligata. Nei prossimi decenni infatti il debito pubblico lo riporteremo a livelli accettabili solo tornando a crescere, solo se riusciremo a produrre Pil. Condizioni che si verificheranno se avremo ancora le piccole imprese in vita e in grado di produrre ricchezza ed occupazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per allentare la tensione sociale sempre pi\u00f9 diffusa in molte categorie del lavoro autonomo, il Governo deve abbandonare la politica dei micro aiuti attuata fino adesso, sostituendola con misure straordinarie in grado di mitigare gli effetti negativi che la crisi pandemica sta producendo. 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