{"id":205529,"date":"2021-04-26T05:34:08","date_gmt":"2021-04-26T03:34:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=205529"},"modified":"2021-04-26T06:00:54","modified_gmt":"2021-04-26T04:00:54","slug":"pmi-poco-meno-del-50-degli-aiuti-anticovid-non-sono-stati-ancora-accreditati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/pmi-poco-meno-del-50-degli-aiuti-anticovid-non-sono-stati-ancora-accreditati\/","title":{"rendered":"PMI: POCO MENO DEL 50% DEGLI AIUTI ANTICOVID NON SONO STATI ANCORA ACCREDITATI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-24-alle-15.45.25.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"966\" data-large_image_height=\"1058\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-205533\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-24-alle-15.45.25-274x300.png\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-24-alle-15.45.25-274x300.png 274w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-24-alle-15.45.25-935x1024.png 935w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-24-alle-15.45.25-768x841.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-24-alle-15.45.25.png 966w\" sizes=\"auto, (max-width: 274px) 100vw, 274px\" \/><\/a>Anche per l\u2019anno in corso, in piccola parte sono arrivati e continueranno ad arrivare direttamente sul conto corrente delle imprese. Una parte consistente, invece, verr\u00e0 stanziata nel momento in cui le aziende attiveranno alcune specifiche operazioni.<\/p>\n<p>Tuttavia, dei 64,7 miliardi di euro di aiuti diretti1 messi a disposizione dai governi Conte e Draghi alle attivit\u00e0 economiche per fronteggiare l\u2019emergenza Covid, l\u2019Ufficio studi della CGIA stima che poco meno del 50 per cento non sia ancora stato accreditato, poich\u00e9 sono risorse in gran parte previste con la legge di Bilancio 2021.<\/p>\n<p>Ancorch\u00e9 questi 64,7 miliardi di euro costituiscono un importo molto rilevante, solo 22,8 miliardi sono le risorse erogate a fondo perduto (pari al 35,2 per cento del totale)2 . Altres\u00ec, se rapportati ai circa 350 miliardi di euro di contrazione del fatturato registrata dalle aziende italiane nel 2020, questi 64,7 miliardi \u201ccoprono\u201d solo il 18,5 per cento dei mancati incassi totali.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che il Governo Draghi deve accelerare non solo sul fronte della vaccinazioni, ma anche sulla velocit\u00e0 di erogazione delle misure a sostegno delle micro imprese e dei lavoratori autonomi. Il prossimo decreto sostegni, infatti, sar\u00e0 un banco di prova importante. Non solo perch\u00e9 la dimensione economica dovr\u00e0 essere decisamente pi\u00f9 consistente delle misure approvate precedentemente, ma anche perch\u00e9 dovranno arrivare nel conto corrente degli imprenditori in tempi rapidissimi.<\/p>\n<p>Ricordiamo che dei 35,5 miliardi di euro di aiuti fino ad ora previsti per l\u2019anno in corso, 6,5 consentiranno la decontribuzione Inps per le nuove assunzioni e altri 6,3 verranno erogati come credito di imposta per gli investimenti. Se aggiungiamo i 2,5 miliardi di decontribuzione Inps in capo alle partite Iva che l\u2019anno scorso hanno perso oltre un terzo di fatturato, questi 15,3 miliardi di euro (pari al 43 per cento del totale aiuti riferiti al 2021), difficilmente potranno essere ad appannaggio delle micro imprese e dei lavoratori autonomi che sono state le realt\u00e0 pi\u00f9 colpite dalla crisi.<\/p>\n<p>In primo luogo, perch\u00e9 in questo momento non hanno certo la necessit\u00e0 di assumere; in secondo luogo perch\u00e9 non hanno sicuramente la liquidit\u00e0 per attivare nuovi investimenti; in terzo luogo, a causa dell\u2019assenza del decreto del ministero del Lavoro che doveva essere approvato entro i primi giorni dello scorso mese di marzo, non possono ancora beneficiare dello sconto contributivo Inps.<\/p>\n<p>In altre parole, sottolinea la CGIA, il nostro principale problema non sono le chiusure imposte per decreto dal nostro Governo, visto che attualmente in tutti gli altri principali paesi europei le misure di confinamento sono pi\u00f9 stringenti delle nostre, ma gli aiuti economici, che da noi sono arrivati in misura insufficiente e con grave ritardo. Altrove, invece, sono stati erogati tempestivamente e con dimensioni molto importanti.<\/p>\n<p>Mettere in salvo le micro e piccole imprese italiane vuol dire salvaguardare una fetta importante dell\u2019economia del nostro paese. I numeri sono eloquenti. Al netto dei dipendenti del pubblico impiego, le attivit\u00e0 con meno di 20 addetti costituiscono il 98 per cento delle imprese presenti nel Paese e danno lavoro alla maggioranza degli italiani, vale a dire al 54,6 per cento degli occupati. Inoltre, queste micro realt\u00e0 producono il 37 per cento del valore aggiunto nazionale annuo, score non riscontrabile in nessun altro grande Paese dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Con un\u2019economia che si regge su imprese di piccolissima dimensione, ma con performance economiche\/occupazionali da giganti, la competitivit\u00e0 del nostro Paese risente soprattutto dell\u2019assenza delle grandi imprese. Da molti decenni, infatti, queste ultime sono scomparse, non certo per l\u2019eccessiva numerosit\u00e0 delle piccole realt\u00e0 produttive presenti in Italia, ma a causa dell\u2019incapacit\u00e0 dei grandi player, prevalentemente di natura pubblica, di reggere la sfida lanciata dalla globalizzazione.<\/p>\n<p>Sino al 1985, infatti, l\u2019Italia era tra i leader mondiali nella chimica, nella plastica, nella gomma, nella siderurgia, nell\u2019alluminio, nell\u2019informatica e nella farmaceutica. Grazie al ruolo e al peso di molte grandi imprese pubbliche e private (Montedison, Montefibre, Pirelli, Italsider, Alumix, Olivetti, Angelini, etc.), l\u2019economia del Paese ruotava attorno a questi comparti. A distanza di oltre 35 anni, invece, abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti questi settori. E ci\u00f2 \u00e8 avvenuto non a causa di un destino cinico e baro, ma a seguito di una selezione che le ha relegate fuori mercato.<\/p>\n<p>Alla luce di queste specificit\u00e0, l\u2019ufficio studi della CGIA chiede con forza che si torni a guardare con maggiore attenzione al mondo delle imprese, in particolar modo alle piccole e alle micro, visto che, ad esempio, gli effetti della pandemia si stanno abbattendo con violenza inaudita soprattutto su quelle del terziario e dei servizi che se non aiutate adeguatamente rischiano di chiudere definitivamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche per l\u2019anno in corso, in piccola parte sono arrivati e continueranno ad arrivare direttamente sul conto corrente delle imprese. Una parte consistente, invece, verr\u00e0 stanziata nel momento in cui le aziende attiveranno alcune specifiche operazioni. 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