{"id":208398,"date":"2021-05-08T12:17:21","date_gmt":"2021-05-08T10:17:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=208398"},"modified":"2021-05-08T12:18:38","modified_gmt":"2021-05-08T10:18:38","slug":"ogni-anno-spendiamo-4-recovery-fund","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/ogni-anno-spendiamo-4-recovery-fund\/","title":{"rendered":"OGNI ANNO SPENDIAMO 4 RECOVERY FUND"},"content":{"rendered":"<p>Al netto degli interessi sul debito, l\u2019anno scorso la spesa pubblica del nostro Paese \u00e8 stata pari a quasi 890 miliardi di euro: un importo oltre 4 volte superiore a quanto saremo chiamati a spendere nei prossimi 5 anni con i soldi messi a disposizione  dall\u2019Unione europea con il Recovery che, ricordiamo, ammontano a 191,5 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Intendiamoci: nessuno mette in discussione l\u2019importanza e l\u2019utilit\u00e0 delle risorse europee che saremo chiamati ad investire nei prossimi anni. Ci mancherebbe altro.  Tuttavia, vorremmo che il dibattito che si \u00e8 aperto in questi ultimi mesi nel Paese sulla necessit\u00e0 di spendere bene e presto queste risorse fosse applicato sempre; visto che, solo nell\u2019ultimo anno, le uscite pubbliche hanno sfiorato gli 890 miliardi di euro.      <\/p>\n<p>Una spesa, quella pubblica, che per il 90 per cento circa \u00e8 di parte corrente e viene utilizzata, in particolar modo, per liquidare gli stipendi dei dipendenti del pubblico impiego, per consentire i consumi della macchina pubblica e per pagare le prestazioni sociali. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p>Ora, affidare tutte le nostre aspettative di crescita alla \u201criuscita\u201d del \u201cPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza\u201d (PNRR) \u00e8 una cosa estremamente giusta e doverosa; \u00e8 comunque altrettanto determinante che il Governo Draghi intensifichi l\u2019attenzione anche su come vengono impiegati ogni anno questi 890 miliardi di euro e attivi, in misura pi\u00f9 incisiva di quanto \u00e8 stato fatto fino a ora, un sistema di monitoraggio  pi\u00f9 attento e oculato.<\/p>\n<p>PNRR: tanti investimenti, ma poca reddittivit\u00e0<br \/>\nIl nostro PNRR \u00e8 costituito da  235,6 miliardi di euro, di cui 191,5 riconducibili al Recovery Fund, 30,6 a un fondo complementare e gli altri 13,5 miliardi di euro al REACT-EU. Di questi 235,6 miliardi, 52,6 verranno investiti per \u201cprogetti in essere\u201d, ovvero gi\u00e0 previsti, mentre i restanti 183 andranno a finanziare \u201cnuovi progetti\u201d. Pertanto, nel 2026 la crescita del Pil, anno in cui si concluder\u00e0 l\u2019azione del Piano, dovrebbe essere pi\u00f9 alta di 3,6 punti percentuali rispetto allo scenario che si verificherebbe senza l\u2019effetto degli investimenti aggiuntivi.<\/p>\n<p>Una previsione, quest\u2019ultima, che viene prefigurata nello scenario ottimale, ovvero che gli investimenti vengano spesi in maniera efficiente, che le condizioni monetarie siano favorevoli e che non vi siano ripercussioni negative sul premio del rischio sovrano.  Condizioni che, ovviamente, nessuno pu\u00f2 confermarci che si verificheranno.<\/p>\n<p>Se, rispetto a quanto riportato, il quadro generale fosse meno ottimistico, il nostro PNRR ipotizza altri 2 scenari: uno medio con una crescita del Pil del 2,7 per cento e uno basso con un incremento dell\u20191,8 per cento. <\/p>\n<p>Un effetto moltiplicatore del Pil contenuto<br \/>\nAnalizzando solo lo scenario ottimale, a fronte di 183 miliardi di investimenti, nel 2026 avremo un aumento strutturale del Pil di poco inferiore ai 70 miliardi, determinando un moltiplicatore del Pil pari a 1,2.<\/p>\n<p>Un risultato non particolarmente esaltante, segnala l\u2019Ufficio studi della CGIA, se si tiene conto che, secondo uno studio della  Banca d\u2019Italia, la realizzazione delle opere pubbliche pu\u00f2 avere ripercussioni importanti sulla crescita economica di un paese se il moltiplicatore della spesa pubblica per investimenti \u00e8 compreso tra l\u20191 e il 21 .<\/p>\n<p>E\u2019 vero che l\u20191,2 per cento previsto dal Governo Draghi nel PNRR ricadrebbe nella forchetta indicata dalla Banca d\u2019Italia, ma \u00e8 altrettanto vero che raggiungeremo questo obbiettivo solo se tutto andr\u00e0 per il verso giusto; cosa che molti osservatori dubitano, vista la cronica inefficienza che caratterizza buona parte della nostra Pubblica Amministrazione, la mole di burocrazia che attanaglia il paese, l\u2019incapacit\u00e0 storica di spendere tutti i fondi europei  e i tempi di realizzazione delle opere pubbliche italiane che presentano dei ritardi che non hanno eguali nel resto d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Va ricordato, inoltre, che l\u2019Italia  non desta una elevata affidabilit\u00e0 in materia di previsioni macro economiche. I dati dell\u2019European Fiscal Board (organo consultivo indipendente della Commissione Europea) che riportiamo pi\u00f9 sotto sono impietosi: tra il 2013 e il 2019  siamo il Paese che ha \u201csbagliato\u201d di pi\u00f9. Un\u2019altra ragione per dubitare che saremo in grado di raggiungere la crescita del Pil del 3,6 per cento e, conseguentemente, disporre di un moltiplicatore dell\u20191,2.<\/p>\n<p>Previsti 750 nuovi occupati, ma in un anno ne abbiamo gi\u00e0 persi 900 mila<br \/>\nAnche sul fronte occupazionale gli effetti del PNRR non saranno particolarmente entusiasmanti. Grazie ai 235,6 miliardi di investimenti, nel 2024-2026 l\u2019occupazione in Italia \u00e8 destinata  ad aumentare di 3,2 punti percentuali che in termini assoluti equivalgono a 750 mila addetti. Una cifra sicuramente importante, anche se va tenuto conto che solo nel primo anno della pandemia abbiamo perso 900 mila posti di lavoro, nonostante sia in vigore per legge il blocco dei licenziamenti. Non osiamo pensare cosa succeder\u00e0 prossimamente, quando quasi sicuramente questa misura verr\u00e0 eliminata.  <\/p>\n<p>Gli errori di previsioni sul Pil: Italia fanalino di coda in UE<br \/>\nOltre ad avere una spesa pubblica spesso intrisa di sprechi e di sperperi, l\u2019Italia ha un triste primato europeo: facciamo estremamente fatica ad elaborare delle previsioni di crescita  economica attendibili. Nell\u2019ultimo rapporto annuale dell\u2019European Fiscal Board, pubblicato nell\u2019ottobre 2020 (quarto rapporto annuale), \u00e8 riportata un\u2019analisi sulle differenze tra la crescita effettiva del Pil e le proiezioni presentate nei programmi di stabilit\u00e0 e convergenza durante il periodo 2013-2019.<\/p>\n<p>Rispetto ai Paesi dell\u2019Area Euro, l\u2019Italia presenta il risultato pi\u00f9 critico: le previsioni di crescita sono risultate essere alte in tutti e 7 gli anni presi in esame (2013-2019). Dopo l\u2019Italia, si posizionano 5 paesi che hanno stimato previsioni pi\u00f9 elevate in 5 anni su 7. Essi sono: Belgio, Spagna, Francia, Lettonia e Slovacchia.<\/p>\n<p>Il risultato dell\u2019Italia \u00e8 altres\u00ec critico sul fronte dell\u2019errore medio delle previsioni; in questo rank negativo  risultiamo secondi solamente alla Slovenia, con un errore medio annuo di stima pari all\u20191,3 per cento del Pil nominale; tale discrepanza si traduce in un impatto sul bilancio delle Amministrazioni pubbliche di oltre lo 0,5 per cento del Pil all&#8217;anno (in 7 anni circa 60 miliardi di euro sul bilancio della nostra PA). <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al netto degli interessi sul debito, l\u2019anno scorso la spesa pubblica del nostro Paese \u00e8 stata pari a quasi 890 miliardi di euro: un importo oltre 4 volte superiore a quanto saremo chiamati a spendere nei prossimi 5 anni con i soldi messi a disposizione dall\u2019Unione europea con il Recovery che, ricordiamo, ammontano a 191,5&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":158243,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-208398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/euro-squaze.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/208398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=208398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/208398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/158243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=208398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=208398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=208398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}