{"id":217016,"date":"2021-06-19T13:30:08","date_gmt":"2021-06-19T11:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=217016"},"modified":"2021-06-19T13:30:08","modified_gmt":"2021-06-19T11:30:08","slug":"pa-i-debiti-ammontano-ad-almeno-52-miliardi-nel-2020-forniture-non-pagate-per-10-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/pa-i-debiti-ammontano-ad-almeno-52-miliardi-nel-2020-forniture-non-pagate-per-10-miliardi\/","title":{"rendered":"PA: I DEBITI AMMONTANO AD ALMENO 52 MILIARDI. NEL 2020 FORNITURE NON PAGATE PER 10 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.38.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1120\" data-large_image_height=\"980\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-217018\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.38-300x263.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.38-300x263.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.38-1024x896.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.38-768x672.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.38.png 1120w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sebbene i tempi di pagamento della nostra Pubblica Amministrazione (PA) siano in calo, lo stock dei debiti commerciali, invece, \u00e8 in costante aumento e sfiora ormai i 52 miliardi di euro. Un importo che, segnaliamo, include la parte corrente, ma non quella in conto capitale che, da una stima molto spannometrica, ammonterebbe ad altri 6\/7 miliardi di euro. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA che ha analizzato i dati dell\u2019Eurostat relativi al 2020.<\/p>\n<p>Come mai, nonostante i ritardi di pagamento stiano scendendo, il debito complessivo continua a crescere ? Perch\u00e9 molti pagamenti continuano a non essere ancora eseguiti; pertanto, questi insoluti vanno ad aumentare lo stock di debito accumulatosi negli anni precedenti. Secondo i dati presentati la settimana scorsa dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (MEF), ad esempio, l\u2019anno scorso la nostra PA ha ricevuto dai propri fornitori fatture per un importo complessivo pari a 152,7 miliardi di euro, ma ne ha pagati 142,7, concorrendo ad aumentare il debito commerciale di altri 10 miliardi di euro.<\/p>\n<p>In Europa nessuno fa peggio di noi<br \/>\nSecondo l\u2019Eurostat, negli ultimi anni il debito commerciale di sola parte corrente della nostra PA continua a crescere. Se nel 2017 era pari a 45,2 miliardi, l\u2019anno successivo \u00e8 salito a 46,9, per toccare i 48,9 miliardi nel 2019. L\u2019anno scorso, infine, si \u00e8 attestato a 51,9 miliardi di euro (vedi Graf. 1); rapportando questi mancati pagamenti al Pil nazionale, in Italia l\u2019incidenza si attesta al 3,1 per cento: dato peggiore fra tutti i 27 Paesi UE (vedi Graf. 2). Tra i nostri principali competitor commerciali, segnaliamo che la Spagna presenta un misero 0,8 per cento (in termini assoluti il debito \u00e8 pari a 9,5 miliardi di euro), la Francia l\u20191,4 per cento (33,2 miliardi di euro) e la Germania l\u20191,6 per cento (54,2 miliardi di euro). Va altres\u00ec sottolineato che tra i paesi appena indicati, nell\u2019annus horribilis della pandemia i debiti commerciali di sola parte corrente sono diminuiti. In Italia, invece, hanno continuato a crescere, registrando un preoccupante + 6 per cento rispetto al 2019 (in valori assoluti pari a + 3 miliardi di euro).<\/p>\n<p>Siamo stati bocciati pi\u00f9 volte dalla Corte UE<br \/>\nCon la sentenza pubblicata il 28 gennaio 2020, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che l\u2019Italia ha violato l\u2019art. 4 della direttiva UE 2011\/7 sui tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra amministrazioni pubb<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.50.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1286\" data-large_image_height=\"794\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-217017\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.50-300x185.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.50-300x185.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.50-1024x632.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.50-768x474.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Schermata-2021-06-19-alle-13.25.50.png 1286w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>liche e imprese private. Sebbene in questi ultimi anni i ritardi medi con cui vengono saldate le fatture siano diminuiti, la settimana scorsa la Commissione europea ha inviato al Governo Draghi una lettera di messa in mora sul mancato rispetto delle disposizioni previste dalla direttiva europea approvata 10 anni fa. Infine, un\u2019altra procedura ancora aperta contro il nostro Paese riguarda il codice dei contratti pubblici che prevede un termine di pagamento di 45 giorni, quando a livello comunitario la scadenza, invece, \u00e8 di 30 giorni.<\/p>\n<p>La soluzione? Compensare automaticamente debiti fiscali con crediti commerciali<br \/>\nPer risolvere questa annosa questione che sta mettendo a dura prova tantissime Pmi, per la CGIA c\u2019\u00e8 solo una cosa da fare: prevedere per legge la compensazione secca, diretta e universale tra i crediti certi liquidi ed esigibili maturati da una impresa nei confronti della PA e i debiti fiscali e contributivi che la stessa deve onorare all\u2019erario. Grazie a questo automatismo risolveremmo un problema che ci trasciniamo appresso da decenni. Senza liquidit\u00e0 a disposizione, infatti, tanti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori si trovano in grave difficolt\u00e0 e, paradossalmente, rischiano di dover chiudere definitivamente l\u2019attivit\u00e0, non per debiti, ma per troppi crediti non ancora incassati.<\/p>\n<p>Nelle costruzioni, pi\u00f9 che farsi pagare la fattura \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile arrivare a emetterla<br \/>\nSebbene i tempi medi di pagamento dopo l\u2019emissione della fattura si siano accorciati, la questione rimane ancora irrisolta. Nel comparto delle costruzioni, ad esempio, le imprese appaltatrici continuano a denunciare le lungaggini a cui sono sottoposte prima di poter emettere la fattura; una situazione che allunga i tempi di pagamento a causa di una serie di procedure che intercorrono tra il momento in cui terminano i lavori e la data di invio del documento fiscale. Un caso concreto ? Se la stazione appaltante \u00e8 un Comune, ad esempio, una volta terminato il cantiere la ditta esecutrice deve presentare l\u2019ultimo Sal (Stato di avanzamento dei lavori) al direttore dei lavori. Quest\u2019ultimo lo deve avallare e successivamente deve verificare la corrispondenza tra l\u2019opera eseguita e quanto previsto dal capitolato. Semprech\u00e8 non vengano sollevate delle contestazioni, solo dopo aver \u201cconsumato\u201d questi passaggi l\u2019ufficio comunale competente d\u00e0 il via libera, consentendo all\u2019impresa appaltatrice di inoltrare la fattura. L\u2019espletamento di queste procedure, per\u00f2, richiede anche dei mesi, ritardi che, ovviamente, la piattaforma del MEF non \u00e8 in grado di registrare, ma che negli ultimi anni si stanno dilatando a dismisura, mettendo in seria difficolt\u00e0 tantissime imprese del mondo delle costruzioni.<\/p>\n<p>Solo sanit\u00e0 ed Enti pubblici nazionali pagano correttamente<br \/>\nAncorch\u00e8 siano diventati mediamente pi\u00f9 virtuosi, molti comparti pubblici continuano a saldare i propri committenti in ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla legge. Secondo i dati del MEF pubblicati la settimana scorsa, nel 2020 le Amministrazioni dello Stato hanno pagato mediamente dopo 55 giorni circa dal ricevimento della fattura, gli Enti locali (Comuni, Unione di Comuni e Comunit\u00e0 montane) dopo 50 e le Regioni-Province autonome e gli altri Enti (principalmente fondazioni) dopo poco pi\u00f9 di 30. Ricordiamo che la legge stabilisce che per questi settori il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della fattura. Gli unici 2 comparti che, invece, l\u2019anno scorso hanno rispettato la legge sono stati la sanit\u00e0, che sebbene possa pagare entro 60 giorni ha liquidato i fornitori mediamente dopo 45 giorni, e gli Enti Pubblici Nazionali (Camere di Commercio, Monopoli di Stato, Banca d\u2019Italia, Poste, Universit\u00e0, Cassa Depositi e Prestiti, etc.), con un tempo medio di 28 giorni, in anticipo di 2 rispetto al termine previsto dalla normativa per questo comparto.<\/p>\n<p>Il paradosso: l\u2019ammontare del debito non si conosce e nemmeno quanti utilizzano la piattaforma del MEF<br \/>\nNonostante le imprese che lavorano per la PA abbiano da parecchi anni l\u2019obbligo, per legge, di emettere la fattura elettronica, nessuno \u00e8 ancora in grado di affermare a quanto ammonta esattamente il debito commerciale del nostro Paese. Come funzionano i pagamenti in queste transazioni commerciali ? Una volta che il fornitore emette la fattura elettronica, questa transita attraverso una piattaforma controllata dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze detta SdI (Sistema di Interscambio) che la smista all\u2019ente o alla struttura pubblica a cui \u00e8 indirizzata. I dati della fattura elettronica vengono acquisiti dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) che dovrebbe registrare tutti i pagamenti riconducibili alle transazioni commerciali della PA. Per cercare di intercettare la totalit\u00e0 delle transazioni \u00e8 stato istituito il Siope+, un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti degli enti pubblici. Per alimentare il Siope+ tutte le amministrazioni pubbliche devono ordinare gli incassi e i pagamenti esclusivamente con modalit\u00e0 informatica. Sebbene questa procedura sia iniziata gradualmente e diventata poi operativa a tutti gli effetti a partire dal luglio del 2017, il MEF non conosce ancora adesso a quanto ammonta complessivamente il debito commerciale in capo a tutte le Amministrazioni pubbliche con i propri fornitori, molto probabilmente perch\u00e9 una buona parte dei committenti pubblici, in particolar modo gli enti periferici, continuano a effettuare i pagamenti senza transitare per la piattaforma e con scadenze ben superiori a quelle fissate dalla legge.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebbene i tempi di pagamento della nostra Pubblica Amministrazione (PA) siano in calo, lo stock dei debiti commerciali, invece, \u00e8 in costante aumento e sfiora ormai i 52 miliardi di euro. 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