{"id":227761,"date":"2021-08-16T13:00:17","date_gmt":"2021-08-16T11:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=227761"},"modified":"2021-08-17T05:59:35","modified_gmt":"2021-08-17T03:59:35","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-ottantottesima-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-ottantottesima-puntata\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA OTTANTOTTESIMA PUNTATA"},"content":{"rendered":"<p><strong>NEL MONDO DEL PELSA<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>AUDIO<\/strong><\/em><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-227761-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/PAOLO-SOPPELSA-NEL-MONDO-DEL-PELSA.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/PAOLO-SOPPELSA-NEL-MONDO-DEL-PELSA.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/PAOLO-SOPPELSA-NEL-MONDO-DEL-PELSA.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-ottantottesima-puntata\/2630b02b-329a-4bca-b808-cf1bce4a5a9d\/\" rel=\"attachment wp-att-227763\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227763 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2630b02b-329a-4bca-b808-cf1bce4a5a9d-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2630b02b-329a-4bca-b808-cf1bce4a5a9d-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2630b02b-329a-4bca-b808-cf1bce4a5a9d-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2630b02b-329a-4bca-b808-cf1bce4a5a9d-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2630b02b-329a-4bca-b808-cf1bce4a5a9d-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2630b02b-329a-4bca-b808-cf1bce4a5a9d.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un mondo appartato, semi-nascosto nella maestosit\u00e0 dei boschi del Pelsa. Un mondo di piccoli orti &#8220;coltivai a fasoi&#8221; e di &#8220;pile de legne&#8221; perfettamente a piombo. Ampi panorami che si aprono sulla Val del Biois e cantare gentile dell&#8217;acqua della &#8220;brenta&#8221;. Bricol \u00e8 frazione tenacemente aggrappata ai ripidi pendii dell&#8217;alta e severa montagna: un piccolo borgo formato da una casa e un tabi\u00e0, mantenuto in vita da altrettanto tenaci persone. Tutto \u00e8 curato nei dintorni della grande e antica abitazione; l&#8217;erba \u00e8 falciata e gli orti perfettamente recintati. Anche la bella strada forestale che sale dai Bastiegn \u00e8 ben tenuta: in parte cementata, permette di raggiungere con maggiore agio e sicurezza questo piccolo villaggio nascosto e silenzioso. Sono importanti le strade che permettono di raggiungere questi luoghi splendidi e complicati: quando mancano le strade, le frazioni prima si spopolano e poi cadono in rovina. C&#8217;\u00e8 ancora vita quass\u00f9 dove giungono nitidi i potenti rintocchi della Conciliare: ci sono i fiori alle finestre che raccontano di vite aggrappate alle proprie radici ed alla propria montagna. C&#8217;\u00e8 la cura dei prati e la manutenzione dei tetti: i sacchi di cemento posati in ordine accanto alla fontana raccontano un &#8220;work in progress&#8221; perenne e silenzioso. Donne e uomini che ancor oggi mantengono in vita quel mondo di ieri. E mi vengono in mente gli occhi azzurri di quell&#8217;uomo dalla voce pacata che incontrai non al Bricol, bens\u00ec dall&#8217;altra parte della valle. E poco importa dove ci siamo incontrati: quass\u00f9 la storia di questi borghi \u00e8 sempre uguale e spesso \u00e8 narrata da persone che portano lo stesso cognome. Aveva appena spento il decespugliatore quel giorno. Mi avvicinai e ci presentammo. Parlammo per una ventina di minuti di questi luoghi che con fatica ancora vivono. Mentre ascoltavo pensavo ai mille discorsi sentiti in questi anni, alle tante parole spese e alle molte pagine lette in materia di &#8220;abbandono della montagna&#8221;. L&#8217;uomo dagli occhi azzurri parlava e nel mentre osservava il suo lavoro appena terminato. Faceva caldo e l&#8217;erba gi\u00e0 iniziava a seccare quando mi guard\u00f2 e mi disse che &#8220;&#8230;l\u00e8 bel vede &#8216;n cin de net qua d&#8217;intorn\u2026&#8221;. In quel momento pensai che in queste semplici parole c&#8217;era tutta la verit\u00e0. Era costato fatica e pure qualche soldo quel lavoro eseguito a regola d&#8217;arte, e non c&#8217;era stato alcun ritorno economico. Non aveva rifoccilato il suo conto in banca, ma il suo cuore e la sua anima gioivano in silenzio ammirando il luogo dov&#8217;era nato e cresciuto tirato a lucido come quando era bambino.<br \/>\nDa Bricol si riescono a scorgere quelle frazioni ormai preda dall&#8217;avanzare del bosco che anno dopo anno ruba spazio ai prati: Pradesora, Malos e Cioit. Borghi che sono storie, &#8220;mur de sas e salesai&#8221; che parlano. Poi mi alzo dallo scalino in pietra dove sono seduto e mi preparo a continuare la mia passeggiata all&#8217;ombra dell&#8217;incombente parete del Pelsa. Prima di incamminarmi saluto con affetto il semplice lampione &#8220;vintage&#8221;: \u00e8 &#8220;la stella del Pelsa&#8221;, che di notte brilla indicando la rotta a notturni naviganti montani. Pure a Colaz, un tempo, era presente un&#8217;identica stella: ma purtroppo \u00e8 spenta da anni. Osservo il fantasma del &#8220;Campanil dele Moneghe&#8221; aldil\u00e0 della valle e poi mi inoltro lungo la &#8220;strada da trator&#8221; che si snoda lungo &#8220;la costa&#8221;. \u00c8 bosco &#8220;de fagher e de lares&#8221;, era mondo di carbonai che un tempo, in questi luoghi, producevano carbone di legna. &#8220;El troi de le ial&#8221; racconta &#8220;de poiat che fumea anca par doi setimane&#8221; e di uomini che vivevano all&#8217;addiaccio durante i giorni necessari alla produzione del prezioso carbone. Era lavoro duro, che necessitava di abilit\u00e0 e pazienza. Erano fatiche e sacrifici e &#8220;polenta e formai&#8221;. Le &#8220;ial&#8221;, ovvero quegli spiazzi dove venivano allestiti i &#8220;poiat&#8221;, raccontano quelle vite che oggi sono vecchi ricordi. Un mondo appartato a 1097 metri di quota, silente eppur vivo, dove il sole arriva tardi al mattino e dove rivive la storia dell&#8217;antico lavoro dei carbonai &#8220;de Zenzenighe&#8221;&#8230; Magiche Dolomiti!!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*****<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEL MONDO DEL PELSA AUDIO &nbsp; Un mondo appartato, semi-nascosto nella maestosit\u00e0 dei boschi del Pelsa. Un mondo di piccoli orti &#8220;coltivai a fasoi&#8221; e di &#8220;pile de legne&#8221; perfettamente a piombo. Ampi panorami che si aprono sulla Val del Biois e cantare gentile dell&#8217;acqua della &#8220;brenta&#8221;. 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