{"id":228684,"date":"2021-08-20T23:59:15","date_gmt":"2021-08-20T21:59:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=228684"},"modified":"2021-08-21T06:04:46","modified_gmt":"2021-08-21T04:04:46","slug":"le-cave-di-pietre-molari-a-sedico-in-ricordando-storia-e-immagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-cave-di-pietre-molari-a-sedico-in-ricordando-storia-e-immagini\/","title":{"rendered":"LE CAVE DI PIETRE MOLARI A SEDICO IN \u201cRICORDANDO\u201d, STORIA E IMMAGINI"},"content":{"rendered":"<p><strong>di\u00a0 RENATO BONA\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>BELLUNO\u00a0<\/strong> L\u2019Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali guidato dal prof. don Sergio Sacco ha dato alle stampe (tipografia Piave) per conto del Comune di Sedico e della Biblioteca civica, era il marzio 1986, il prezioso volume (serie Quaderni) \u201cRicordando\u201d, che propone con dovizia di particolari e numerose, bellissime fotografie, la storia e appunto immagini datate e per questo ancor pi\u00f9 apprezzabili, del comune di Sedico. Artefice del capitolo\u201dAspetto economici e culturali nel tessuto sociale di Sedico\u201d Gianni De Vecchi, un autentico personaggio, si \u00e8 occupato anche di \u201cLe cave di pietre molari\u201d che erano situate parte nel comune di Sedico e parte in quello di Belluno. E la cui scoperta nelle localit\u00e0 Valdantre (le cave pi\u00f9 antiche e diroccate), Costalunga, Narda, Bez, Collungo del comune di Belluno e Conch di Lib\u00e0no in quello di Sedico \u201csi pu\u00f2 senza dubbio collocare in tempi antichissimi\u201d. In proposito De Vecchi precisava che \u201cSolo basandosi sulla lunghezza delle gallerie scavate (con sistemi manuali fino a 30-35 anni fa) possiamo datare di molti secoli l\u2019inizio di tale attivit\u00e0 estrattiva\u201d. Non manca, considerata la meticolosit\u00e0 dell\u2019autore, un riferimento storico: \u201cIn molti film storici, negli antichi castelli, si vede spesso la mola ad acqua che serviva ad affilare le armi bianche; queste mole non potevano che provenire dalle nostre cave dal momento che, in Italia, gli unici giacimenti (di questo materiale) si trovavano nel Bellunese\u201d. Ed \u00e8 vero che molto pi\u00f9 tardi vennero aperte cave negli Appennini e nelle valli vicentine del Pasubio, ma le mole estratte erano di qualit\u00e0 scadente \u201ce quindi le bellunesi furono sempre preferite\u201d. Ancora De Vecchi a rammentare che la prima cava che la tradizione ricordi fu a cielo aperto e sarebbe stata sfruttata da antichi romani saliti fin quass\u00f9 coi carri trainati da buoi a caricare le mole. Ma la pietra di buona qualit\u00e0 era solo quella del sottosuolo e giocoforza si dovettero scavare gallerie per trovare una \u201cvena\u201d ottima, dell\u2019altezza anche di 3-4 metri. Come che sia, l\u2019estrazione delle pietre molari nelle cave di Bolzano Bellunese, Tisoi e Lib\u00e0no \u00e8 stata tra le pi\u00f9 antiche \u201cindustrie\u201d bellunesi, \u201cfavorita anche dalla vicinanza con Fisterre di Belluno dove si fabbricavano rinomate lance e spade) e l\u2019arte dei \u2018mol\u00e0s\u2019 (cavatori di pietre molari con lavoro stagionale) si tramand\u00f2 per generazioni\u201d. Nel 1800 le cave davano lavoro ad un\u2019ottantina di persone. Nel 1867 erano occupati una settantina di \u201cmol\u00e0s\u201d mentre nel 1891 le cave in esercizio erano 17 e le persone occupate per 150 giornate annue erano 85, diciotto delle quali di et\u00e0 inferiore ai 15 anni. Fin verso il 1935 i \u201cmol\u00e0s\u201d erano artigiani che cavavano in proprio la pietra e vendevano il prodotto finito ai commercianti (ricordati nel 1870 Fant Alessandro e Da Rold Giuseppe e fratelli) quindi direttamente ai clienti avendo costituito una cooperativa fra produttori, con sede a Tisoi. Successivamente, 1946, la Fant Giacomo ottenne la concessione le cave ad eccezione di poche a Lib\u00e0no, sfruttate dalla societ\u00e0 \u201cArenaria\u201d che nel 1937-39 aveva alle dipendenze 120 \u201cmol\u00e0s\u201d escavatori, costruttori e tornitori. Il lavoro risultava malsano e molti contraevano la silicosi (\u201cpusiera\u201d) a causa della polvere di silicio che si formava durante la lavorazione, interamente manuale e che richiedeva notevole esperienza visto che i blocchi dovevano essere tagliati secondo il piano della \u201cvena\u201d. Descritte le varie fasi della lavorazione, spiega che con rapidi colpi venivano fatti cadere i blocchi o la lastra, 8 x 4 metri, della \u201ctajada\u201d, dello spessore tra i 22 ed i 50 centimetri, che venivano quindi tagliati nelle misure desiderate, caricati sul \u201ccar mat\u201d, un tavolato da un metro per 1,70 che scorreva su due rulli di legno per essere trainato col suo carico all\u2019aperto, grazie ad un argano che per molto tempo venne azionato manualmente! Solo negli ultimi vent\u2019anni di attivit\u00e0 \u201cgli attrezzi rudimentali fino ad allora usati vennero sostituiti quasi del tutto con demolitori ad aria compressa per lo scavo in galleria, dal filo elicoidale per il taglio delle lastre e dai torni per la finitura delle mole all\u2019esterno; ci\u00f2 comport\u00f2 la riduzione della manodopera, i costi di produzione ed il rischio di malattie professionali\u201d. La storia volge quasi al termine: De Vecchi ricorda che negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale l\u2019attivit\u00e0 della ditta Fant Giacomo &amp; Figli conobbe una notevole espansione, occupando fino a 150 operai con ciclo di lavorazione stagionale. Le pietre molari erano prevalentemente vendute ai consorzi agrari, alle officine meccaniche, ai negozi di ferramenta, agli stabilimenti siderurgici come \u201cCogne\u201d in Val d\u2019Aosta, alle coltellerie di Maniago e sui mercati esteri: Cecoslovacchia, Svezia, Medio Oriente, Egitto, Iran Iraq. Ma\u2026 agli alti costi di produzione conseguiva la vendita delle mole naturali a prezzi di gran lunga superiori a quelli delle mole artificiali e ci\u00f2 determin\u00f2 la crisi di questa attivit\u00e0 millenaria che registr\u00f2 nel 1963 la fine definitiva delle cave \u201cpur nascondendo al loro interno ancora enormi quantit\u00e0 di materiale\u201d. La conclusione: \u201cBasterebbe trovare un metodo di estrazione e lavorazione a basso costo: le richieste di mole non mancherebbero. Le mole naturali hanno infatti pregi che quelle artificiali non possiedono. Finiscono cos\u00ec i \u2018mol\u00e0s\u2019, questa stirpe che conosceva alla perfezione l\u2019arte, affinata nei secoli, di cavare la pietra migliore per fare le mole. Ora, le cave sono adibite a fungaie\u201d. NELLE FOTO (riproduzioni dal libro: \u201cRicordando. Storie e immagini del comune di Sedico\u201d): una vecchia cava di pietre molari: si vedono i \u201cmol\u00e0s\u201d davanti agli ingressi delle gallerie di scavo e il cantiere esterno, con mole gi\u00e0 finite, altre in lavorazione e pezzi squadrati appena usciti dalle cave; anno 1930: un carico di mole del diametro di 150 centimetri, in partenza per Maniago, dove servivano alle fabbriche di coltellerie ed attrezzi agricoli; uno scorcio di Lib\u00e0no di Sedico, paese dove si estraevano mole di qualit\u00e0.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-228684 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"236376191_331567688765750_8176006952609733549_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"346\" data-large_image_height=\"206\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/236376191_331567688765750_8176006952609733549_n.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/236376191_331567688765750_8176006952609733549_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"236363949_1767275403463854_2177654011088637065_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"320\" data-large_image_height=\"203\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/236363949_1767275403463854_2177654011088637065_n.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/236363949_1767275403463854_2177654011088637065_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"237234991_1535453710119628_5081458972030802879_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"320\" data-large_image_height=\"206\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/237234991_1535453710119628_5081458972030802879_n.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/237234991_1535453710119628_5081458972030802879_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 RENATO BONA\u00a0 BELLUNO\u00a0 L\u2019Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali guidato dal prof. don Sergio Sacco ha dato alle stampe (tipografia Piave) per conto del Comune di Sedico e della Biblioteca civica, era il marzio 1986, il prezioso volume (serie Quaderni) \u201cRicordando\u201d, che propone con dovizia di particolari e numerose, bellissime fotografie, la storia&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":228685,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[104,49],"tags":[],"class_list":["post-228684","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evidenza_3","category-news-18","category-104","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/236376191_331567688765750_8176006952609733549_n.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/228684","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=228684"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/228684\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/228685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=228684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=228684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=228684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}