{"id":240122,"date":"2021-11-01T12:30:54","date_gmt":"2021-11-01T11:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=240122"},"modified":"2021-11-02T06:12:57","modified_gmt":"2021-11-02T05:12:57","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-novantanovesima-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-novantanovesima-puntata\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA NOVANTANOVESIMA PUNTATA"},"content":{"rendered":"<p><strong>ACQUA E VENTO<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>AUDIO<\/strong><\/em><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-240122-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/PAOLO-SOPPELSA-ACQUA-E-VENTO.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/PAOLO-SOPPELSA-ACQUA-E-VENTO.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/PAOLO-SOPPELSA-ACQUA-E-VENTO.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-novantanovesima-puntata\/7c95ac24-3fbf-4718-a160-65ae201d1682\/\" rel=\"attachment wp-att-240124\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-240124 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/7c95ac24-3fbf-4718-a160-65ae201d1682-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/7c95ac24-3fbf-4718-a160-65ae201d1682-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/7c95ac24-3fbf-4718-a160-65ae201d1682-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/7c95ac24-3fbf-4718-a160-65ae201d1682-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/7c95ac24-3fbf-4718-a160-65ae201d1682-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/7c95ac24-3fbf-4718-a160-65ae201d1682.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Domenica 28 ottobre 2018. Piove. Da sabato mattina \u00e8 arrivata quella pioggia invocata, necessaria per lo spegnimento del vasto incendio che, per tre giorni, ha divorato ettari di bosco lungo i versanti delle Pale di San Lucano. Il cielo \u00e8 plumbeo sopra Belluno e sul resto dell&#8217;intera provincia. Un&#8217;atmosfera umida, con il vento di scirocco che soffia lungo la valle del Piave e le previsioni del tempo che si fanno di ora in ora sempre pi\u00f9 pessime. Poco dopo le dieci scendo al ponte della Vittoria per osservare il livello del fiume: ne ho viste parecchie di &#8220;brentane&#8221; e nel tempo mi sono creato vari riferimenti per valutare in modo empirico la situazione. A quell&#8217;ora il Piave \u00e8 ingrossato come accaduto molte volte, e non solo in questi giorni di fine ottobre, che generalmente sono quelli buoni per le piene. Ma il cielo \u00e8 carico di nubi che portano pioggia e quel fastidioso vento di scirocco scuote l&#8217;ombrello e pure i pensieri. Poco dopo le quattordici altra ricognizione: ed ora la faccenda si sta facendo molto pi\u00f9 seria. Il Fiume Sacro ha ormai invaso l&#8217;intero alveo, l&#8217;acqua marrone sfiora l&#8217;arcata del ponte e laggi\u00f9 all&#8217;orizzonte, dove compie l&#8217;ampia curva a sinistra, sta lambendo l&#8217;orlo dell&#8217;argine. Pochi centimetri e tracima, penso mentre ricordo la grande piena dell&#8217;ottobre del 2000, quando l&#8217;acqua riusc\u00ec a spostare gli enormi parallelepipedi di cemento. Il cielo sopra i Monti del Sole \u00e8 nero e gi\u00e0 sono iniziati i problemi di viabilit\u00e0: RadioPi\u00f9 racconta della chiusura della 203 Agordina e della Provinciale del Mis. Agordino gi\u00e0 isolato, raggiungibile solamente compiendo lunghi giri sui passi Duran o Staulanza. Alle diciotto \u00e8 ormai buio e ritorno a Lambioi per l&#8217;ultima volta: ora \u00e8 temporale, l&#8217;acqua del Piave non si vede ma si sente. La voce del fiume ora \u00e8 continuo boato profondo che non promette nulla di buono; perch\u00e9 deve ancora arrivare domani. Luned\u00ec 29 ottobre 2018 ore 7. \u00c8 un&#8217;alba umida di pioggia e tiepida di scirocco. Imbocco la strada del lavoro consapevole che, molto probabilmente, verremo evacuati dalla zona industriale di Longarone. La sera precedente sui social giravano gi\u00e0 indicazioni attendibili in merito, ed infatti, intorno alle nove e mezza, l&#8217;annuncio ufficiale: ore 12.30 tutti a casa. Si discute e si commenta questa situazione per noi nuova, qualcuno \u00e8 perplesso ed \u00e8 tutto un chiedere pareri e notizie sulla situazione all&#8217;esterno. Dopo le undici, ci\u00f2 che le previsioni annuciavano, si sta avverando: tuoni potenti rimbombano sulla valle del Piave e la pioggia diventa torrenziale e, sbattendo sui lucernari, provoca un frastuono infernale che rende difficoltoso il dialogare. Si guarda di frequente l&#8217;orologio e c&#8217;\u00e8 voglia di andare a casa al pi\u00f9 presto. Alle 12.30 in punto lasciamo lo stabilimento sotto un cielo da tregenda. Prendo la strada di casa e giunto a Fortogna mi fermo per scattare una foto al Salto del Lupo, l&#8217;alta cascata che si forma quando piove copiosamente. Sono ventuno anni che ci passo davanti, ma stavolta fa davvero paura. L&#8217;acqua cade lungo la parete provocando un rombo che incute timore pure se si \u00e8 distanti ed al sicuro. Arrivato a Belluno mi fermo qualche istante nuovamente a Lambioi: il Piave pare leggermente calato di livello rispetto al pomeriggio di domenica, ma l&#8217;acqua marrone \u00e8 ugualmente impetuosa e trasporta a valle parecchi alberi. Dopo pranzo pioviggina: esco e faccio un breve giro intorno a casa. Spira ancora quel vento umido di scirocco e in direzione agordino il cielo \u00e8 completamente nero. Un nero che non ho mai visto prima d&#8217;ora: una visione che inquieta e che fa pensare al peggio in arrivo. Poi inizia a piovere, rientro in casa e mi attacco al telefonino a caccia di informazioni provenienti soprattutto dall&#8217;agordino. Mirko Mezzacasa \u00e8 sul pezzo come sempre: sulla pagina Facebook di RadioPi\u00f9 scorrono immagini sempre pi\u00f9 drammatiche. La lotta degli escavatori che tentano di mantenere aperta la 203 a Ronch de Buos, e poi le altre informazioni che giungono dagli altri luoghi che iniziano a mostrare pesanti criticit\u00e0. Poco dopo le 16 mi arriva su Messenger la foto, che poi diverr\u00e0 uno dei simboli di quei giorni, del traliccio piegato in due che si trova a San Tomaso. Provo immediatamente a contattare chi me l&#8217;ha spedita, ma non avr\u00f2 risposta: proprio in quei momenti sono saltate le reti telefoniche di quella zona e non solo. D&#8217;ora in poi le informazioni arriveranno solamente attraverso la radio. Nel frattempo il vento si intensifica. Ulula insinuandosi fra le case e i condomini della piccola citt\u00e0. Sbattono le porte e le persiane, e lungo la strada foglie e oggetti vari roteano sull&#8217;asfalto. Prima dell&#8217;ora di cena si scatena l&#8217;inferno: un fiume d&#8217;acqua scende lungo la via ed il vento soffia potente. Penso che non corro rischi abitando in questa zona, ma la testa \u00e8 in agordino, dove la situazione immagino sia drammatica. RadioPi\u00f9 ora trasmette dalla sede della Comunit\u00e0 Montana di Agordo: si percepisce l&#8217;ansia e a tratti la paura per quanto sta avvenendo. Poi di colpo sparisce pure la radio, e dall&#8217;agordino ora giunge solamente un profondo silenzio. \u00c8 strano in quest&#8217;epoca iper-connessa, vivere improvvisamente un solenne tacere dei media: \u00e8 una situazione a cui non si \u00e8 pi\u00f9 abituati e che crea disagio. Intanto la tempesta continua, tutto sbatte all&#8217;esterno ma per fortuna, da me, la corrente elettrica c&#8217;\u00e8 ancora. Sono da poco passate le ventidue quando il vento e la pioggia sembrano placarsi. Cos\u00ec, con un po&#8217; di circospezione, decido di uscire per vedere quanti e quali danni pu\u00f2 aver causato la tempesta nel quartiere. In cielo ora si vedono le stelle e sull&#8217;asfalto ci sono rami spezzati, cartoni bagnati e vasi volati dai terrazzi. E poi c&#8217;\u00e8 il rombo del Piave, che sembra scorrere di fronte a casa ed invece \u00e8 parecchio lontano. A piedi percorro la Panoramica e mi fermo nei pressi del ponte della Vittoria. C&#8217;\u00e8 la Protezione Civile che sorveglia la situazione mentre il fiume ringhia nell&#8217;oscurit\u00e0 producendo un suono cupo e assordante. La luce dei lampioni del ponte mostra un livello dell&#8217;acqua che la mia generazione non aveva mai visto finora e che sfiora le travi in ferro del ponte bailey. Si sentono rumori di sassi e piante che sbattono sui piloni in cemento armato e si attende il massimo della piena previsto intorno all&#8217;una di notte. Gli abitanti di Lambioi nel frattempo vengono sfollati per precauzione ed io ritorno a casa. Appena andato a letto ecco il mancare della corrente: poco male penso, tanto sto per dormire. In giro invece ci sar\u00e0 chi \u00e8 sfollato, chi non avr\u00e0 pi\u00f9 il tetto e forse l&#8217;intera casa. E chiss\u00e0 cosa sar\u00e0 accaduto in agordino: il primo messaggio, un caro vecchio SMS arriver\u00e0 solamente marted\u00ec pomeriggio a descrivere la situazione a San Tomaso. Il marted\u00ec mattina, mentre mi sto alzando, ecco ritornare la corrente elettrica. Poi, appena sollevate le persiane, il presentarsi di un paesaggio che da quel giorno non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*****<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ACQUA E VENTO AUDIO &nbsp; Domenica 28 ottobre 2018. Piove. 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