{"id":244153,"date":"2021-11-21T23:59:42","date_gmt":"2021-11-21T22:59:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=244153"},"modified":"2021-11-21T19:39:33","modified_gmt":"2021-11-21T18:39:33","slug":"dal-1200-allinizio-del-1400-ghibellini-a-la-valle-agordina-la-leggenda-di-federico-barbarossa-al-casal-di-cugnago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/dal-1200-allinizio-del-1400-ghibellini-a-la-valle-agordina-la-leggenda-di-federico-barbarossa-al-casal-di-cugnago\/","title":{"rendered":"DAL 1200 ALL\u2019INIZIO DEL 1400. GHIBELLINI A LA VALLE AGORDINA. LA LEGGENDA DI FEDERICO BARBAROSSA AL CAS\u00c0L DI CUGNAGO"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?attachment_id=244154\" rel=\"attachment wp-att-244154\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-244154 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/b441e503-4126-478b-988e-ebf4a951d3ca-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/b441e503-4126-478b-988e-ebf4a951d3ca-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/b441e503-4126-478b-988e-ebf4a951d3ca-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/b441e503-4126-478b-988e-ebf4a951d3ca-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/b441e503-4126-478b-988e-ebf4a951d3ca-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/b441e503-4126-478b-988e-ebf4a951d3ca.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Tiziano De Col<\/strong><\/p>\n<p>Noi tutti, studiando la storia medioevale d\u2019Italia e d\u2019Europa, abbiamo letto delle guerre tra Guelfi e Ghibellini, sostenitori del Papa i primi, dell\u2019Imperatore i secondi. Riassumendo e semplificando: la lotta tra le due fazioni era una lotta intestina al Cristianesimo, in quanto il casato Imperiale di Svevia, ed in particolare l\u2019Imperatore Federico II, riteneva la Chiesa di Roma rappresentata dal Papa, troppo corrotta ed inefficace a difendere le sorti del Cristianesimo. Bisogna dire subito che gli Imperatori avevano preso da secoli la triste abitudine di arrogarsi la nomina dei Vescovi e volevano incidere anche sulle nomine dei Pontefici. Quando i Pontefici si opposero a questo cominciarono la guerre che, in Provincia di Belluno si protrassero fino ai primi anni del 1400 e quindi terminarono, nel 1423, grazie alla predicazione di San Bernardino da Siena. In questa alta lotta, come in tutte le guerre, si inserirono grandi e piccole litigiosit\u00e0 locali. Se una comunit\u00e0 parteggiava per i Guelfi e quindi per il Papato, era cosa abbastanza ovvia che la comunit\u00e0 antagonista parteggiasse per i Ghibellini e quindi per l\u2019Imperatore. Cos\u00ec successe nella Conca Agordina, con i da Voltago schierati in campo Guelfo con il Papa e i della Valle a fianco dell\u2019Imperatore in campo Ghibellino. Dell\u2019appartenenza dei della Valle al seguito dell\u2019Imperatore si ha la documentazione nell \u201cHistoria di Giorgio Piloni\u201d pubblicata in Venezia nel 1627. Narra il Piloni che nel 1248 il tiranno Ezzelino da Romano, dopo aver sottomesso quasi tutto il Veneto ed essersi messo al seguito dell\u2019Imperatore Federico II, si apprestasse a conquistare Belluno, ma la resistenza dei Bellunesi fu pi\u00f9 forte del previsto e Ezzelino venne respinto. Tra i pi\u00f9 valorosi difensori di Belluno, il Piloni narra ci sia stato anche Aicardino della Valle che difendeva la Porta Doiona, mentra Lancillotto della Valle combatteva in altra parte della citt\u00e0, sempre in sua difesa. Ritorn\u00f2 Ezzelino l\u2019anno seguente, 1247, a cercar di prendere Belluno e questa volta, invece di attaccare frontalmente opt\u00f2 per l\u2019assedio, cos\u00ec che Belluno dovette arrendersi e sottoscrivere un trattato di sottomissione al tiranno. Ma Ezzelino aveva notato, tra i pi\u00f9 validi difensori di Belluno, Aicardino e Lancillotto della Valle, tanto che non solo ebbero salva la vita , ma li volle tra i sui pi\u00f9 fidati e lo stesso Aicardino segu\u00ec l\u2019 Imperatore nelle battaglie contro la Lega Lombarda. I della Valle erano probabilmente arrivati a Belluno nel 1224, quando, a seguito della sentenza pacificatrice di Gabriele III da Camino, Agordo ebbe la possibilit\u00e0 di essere rappresentato nel Maggior Consiglio di Belluno. Nei documenti della Raccolta Pellegrini , riportati nella \u201cStoria dell\u2019Agordino\u201d del benemerito don Ferdinando Tamis: \u201c Lancillotto, giudice e cio\u00e8 dottore di leggi e notaio viene ricordato negli anni 1249, 1298, 1305, 1309 e viveva ancora nel 1311. Quattro dei suoi figli lasciarono memoria di s\u00e8. Bonifacino, detto dela Turre, abit\u00f2 sempre a La Valle: nel 1347 fu eletto da Giacomo Avoscano reggente dell\u2019Agordino. Lombardo, nel 1328 segu\u00ec Cangrande della Scala nell\u2019assedio di Treviso. Ainardino e Franceschino si distinsero in modo particolare: il Piloni li enumera tra i soggetti honoratissimi, di cui era copiosa, nel 1331, la citt\u00e0 di Belluno. Franceschino viveva ancora nel 1359: era padre del canonico Brancaleone, il quale era pure notaio (omissis). Ainardino, dottore di gran nome, nel 1324 venne nominato vicario della contea d\u2019Alpago\u201d. Racconta una leggenda lavallese (riportata da un\u2019anziana signora di Cugnago nata all\u2019inizio del 1900, che l\u2019aveva sentita dai \u201cvecchi\u201d della frazione fin da bambina), che Federico I di Svevia, detto il Barbarossa, dorm\u00ec nel Casal, antica costruzione fortificata ancora esistente, sicuramente esistente nel XV\u00b0 secolo e probabilmente risalente al XII\u00b0 o XIII\u00b0 secolo (1100-1200), che si trova a Col Cugnago, frazione di La Valle e il cui nucleo centrale e pi\u00f9 antico, ci dicono gli esperti, ha importanti analogie costruttive con il Castello di Andr\u00e0z. La leggenda faceva sorridere noi lavallesi, (quasi come la leggenda che voleva che il colle del Poi fosse un antico vulcano), ma quando venne raccontata a persone pi\u00f9 esperte di noi, che studiavano le miniere del Fursil e quindi la donazione che fece delle miniere Federico Barbarossa al Convento di Novacella, ci venne detto che non era poi tanto campata in aria. E\u2019 vero che in ogni leggenda c\u2019\u00e8 un nocciolo di verit\u00e0, pensammo, ma da qui a pensare il Barbarossa dormiente a La Valle ! Ci venne detto che per fare l\u2019Investitura delle miniere del Fursil al Convento di Novacella, Federico Barbarossa doveva pur essere stato in loco sul Furs\u00ecl e da qui sceso a Venezia, dove fu rilasciata la Bolla d\u2019Investitura delle Miniere al Convento di Novacella e quindi non era poi cos\u00ec peregrina l\u2019ipotesi che, scendendo per la valle del Cordevole per raggiungere Venezia, fosse passato e avesse soggiornato in un \u201cluogo fedele\u201d quale La Valle. Un\u2019altra situazione che fa pensare \u00e8 il fatto che dopo la caduta di Belluno i della Valle siano scesi in campo a fianco di Ezzelino e dell\u2019Imperatore Federico II di Svevia, dello stesso casato Imperiale di Federico I di Svevia detto il Barbarossa. Altro fatto che fa pensare \u00e8 che La Valle era probabilmente l\u2019unico nucleo ghibellino dell\u2019Agordino e un motivo ci doveva essere. <a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?attachment_id=244155\" rel=\"attachment wp-att-244155\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-244155 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/461cf166-bbb8-416b-9f90-89c38275517a-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/461cf166-bbb8-416b-9f90-89c38275517a-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/461cf166-bbb8-416b-9f90-89c38275517a-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/461cf166-bbb8-416b-9f90-89c38275517a-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/461cf166-bbb8-416b-9f90-89c38275517a.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Altra cosa che da di che pensare \u00e8 che nel territorio della Regola della Valle non esisteva alcuna investitura vescovile, anzi la Regola stessa confinava , con propri territori, con propriet\u00e0 del Vescovo, sul Talvena o montagna del Vescov\u00e0 (Vescovado). Cos\u00ec, mentre nella vicina Val di Zoldo e precisamente nella Val del Grisol, vigevano investiture Vescovili e mentre la Val di Pranper ed i Van di Cornia erano possesso del Convento di Vedana, la Regola della Valle aveva l\u2019enorme potere di citare in giudizio , con ragione, il Capitolo della Cattedrale per i transiti ed i possessi della Val Clusa (1411 e 1727) e di opporsi alla Regola Grande d\u2018Agort nel 1720-1725 con la causa, vinta, per il possesso di Calleda e Dur\u00e0n. Da cosa derivava questa forza e questo potere ? Forse non erano, i ghibellini lavallesi, semplici coloni del Vescovo come in altre parti dell\u2019Agordino ? Probabilmente no, considerato che vengono sempre definiti huomini , che nell\u2019accezione del tempo significava uomini liberi, non servi della gleba. In un prossimo articolo avremo modo anche di cercare di capire l\u2019origine dell\u2019 accezione T\u00e8k, usata spesso in senso dispregiativo dagli abitati di moli paesi agordini nei confronti degli abitanti di La Valle e che certamente non deriva da \u201c duri (= testardi) come il legno di tek\u201d in quanto l\u2019accezione risale a molto tempo prima che il t\u00e8k, legno esotico, giungesse nelle nostre zone, verosimilmente negli anni 1960-1970 del secolo scorso. Avremo anche modo di scrivere sulle fortificazioni lavallesi in epoca storica, come appunto il Cas\u00e0l di Cugnago, il Castel Canaola sul Colle delle Murae a Conaggia e i vari toponimi : La Tor(n), Cast\u00e8l, Castelet, Crot de Casamatta e Col de la Varda.<\/p>\n<p><em>(NELLE FOTO: Il Cas\u00e0l sulla sommit\u00e0 della frazione di Col Cugnago (Cugnach)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*****<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tiziano De Col Noi tutti, studiando la storia medioevale d\u2019Italia e d\u2019Europa, abbiamo letto delle guerre tra Guelfi e Ghibellini, sostenitori del Papa i primi, dell\u2019Imperatore i secondi. 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