{"id":245310,"date":"2021-12-15T11:43:17","date_gmt":"2021-12-15T10:43:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=245310"},"modified":"2021-12-15T11:44:58","modified_gmt":"2021-12-15T10:44:58","slug":"zeloa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/zeloa\/","title":{"rendered":"MONTE CELO (ZELO) ED ALPENFESTUNG  ARTICOLO COMPLETO IN TRE PARTI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/zeloa\/118596466_3931547650194422_2938273043449164986_n\/\" rel=\"attachment wp-att-248502\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-248502 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/118596466_3931547650194422_2938273043449164986_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/118596466_3931547650194422_2938273043449164986_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/118596466_3931547650194422_2938273043449164986_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/118596466_3931547650194422_2938273043449164986_n-768x769.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/118596466_3931547650194422_2938273043449164986_n.jpg 958w\" sizes=\"auto, (max-width: 161px) 100vw, 161px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>AUDIO tre parti<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\"><strong>VOCE DI MIKAELA\u00a0 \u00a0SEFERI<\/strong><\/span><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-245310-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/MIKAELA-COMPLETO-CELO.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/MIKAELA-COMPLETO-CELO.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/MIKAELA-COMPLETO-CELO.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Tiziano De Col<\/strong><\/p>\n<h2>PRIMA PARTE<\/h2>\n<p>La Germania Nazista appront\u00f2 in questo territorio nel periodo tra l\u2019inverno del 1944 e la primavera del 1945 dei grandi lavori per la costruzione di bunker e gallerie. Questi lavori, condotti dall\u2019 organizzazione TODT portarono alla costruzione, sul solo massiccio del Monte Celo, nella zona tra Noach e Roit, di 25 bunker finora censiti. Agli operai locali che lavoravano per la TODT, i tedeschi raccontavano che tutti questi lavori venivano realizzati per il solo scopo di tenere sotto controllo gli uomini in modo che non si aggregassero alle formazioni partigiane. Questo era vero solo in minima parte, come effetto riflesso, visto che tutti questi lavori rientravano nel progetto di Hitler di realizzare, nel territorio compreso tra il sud della Baviera, il Tirolo, il Salisburghese, il sud- Tirolo (Alto Adige) e le Dolomiti , un \u201c ridotto alpino\u201d, ossia una concentrazione di fortificazioni atte ad autodifendersi come un unico sistema fortificato. Questo progetto, la cui localizzazione era tenuta segreta, veniva per\u00f2 utilizzato dalla propaganda nazista come sprono all\u2019opinione pubblica tedesca per continuare a credere in una continuazione del Terzo Reich in un territorio iperprotetto, dal quale poi il nazismo avrebbe potuto gestire la sua riorganizzazione per riconquistare la potenza che stava perdendo. In questo territorio, Hitler contava di poter portare a termine la realizzazione della sua \u201carma segreta\u201d, probabilmente la bomba atomica nazista, con la quale capovolgere le sorti di una guerra che vedeva ormai come persa. Per fare questo serviva per\u00f2 pi\u00f9 tempo di quanto la guerra sembrava concedergli ed allora prese cos\u00ec corpo, su suggerimento di Hofer, governatore nazista del Sod-Tirolo, il progetto del \u201c ridotto alpino\u201d o \u201cfortezza alpina\u201d, denominato dai tedeschi \u201cAlpenfestung\u201d e dagli Alleati \u201cNational Redoubt\u201d o anche \u201c Nazi\u2019s last-stand\u201d ossia \u201cultimo luogo del Nazismo\u201d. L\u2019idea di una \u201cfortezza alpina\u201d nella quale far convergere le truppe tedesce in una eventuale ritirata da sud e da nord, venne ad Hofer presubibilmente durante una visita alle fortificazioni della \u201c Linea Littorio\u201d , strutture difensive anti asburgiche della Grande Guerra che erano state adattate da Mussolini nel dubbio di qualche \u201cscherzo\u201d tedesco. Hofer cap\u00ec che con poche innovazioni, la \u201cLinea Littorio\u201d e la \u201cLinea Gialla\u201d, linee italiane risalenti alla Grande Guerra, potevano essere utilizzate per la realizzazione di una cintuta difensiva intorno al \u201ccuore\u201d dell\u2019Alpenfestung. Le strutture del Monte Celo e della stretta dei Castei rientravano nella \u201cLinea Gialla\u201d della Grande Guerra e quindi anche qui si concentr\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 della TODT per riutilizzarle in senso inverso. Ritardare quindi l\u2019avanzata alleata di qualche mese e permettere cos\u00ec di protrarre la guerra fino all\u2019ottobre del 1945, mese in cui Hitler pensava fosse pronta la bomba atomica tedesca. A questo punto una domanda: considerato l\u2019uso alleato dell\u2019atomica sul Giappone dopo la caduta di Hitler, avrebbero potuto gli alleati utilizzare l\u2019atomica anche sul \u201cNazi\u2019s last-stand\u201d nel caso i nazisti fossero riusciti ad asserragliarvisi e per evitare che in qualsiasi modo la Germania nazista potesse avere il tempo di realizzare la \u201csua\u201d atomica? Certamente questa non era una felice prospettiva per le nostre vallate, considerato che i Nazisti avevano scelto nelle nostre zone, proprio le strette gole d\u2019imbocco della Valle del Mis, del Cordevole, del Ma\u00e8, del Piave per sbarrare il passo nei fondovalle agli Alleati ed erigere cos\u00ec la prima linea fortificata dell\u2019 Alpenfestung. In Agordino, nella gola dei Castei ed alle pendici del Monte Celo, per continuare fino a Forcella Moschesin ed in Val di Zoldo, trovarono posto, ricalcando le fortificazioni della Grande Guerra, bunker e gallerie per ospitare truppe, munizioni e viveri. Il sistema prevedeva la realizzazione di sistemi fortificati di fondovalle per impedire l\u2019accesso alle vallate, tali sistemi dovevano essere a prova di attacco aereo e quindi realizzati in caverna. Essi dovevano essere completamente autosufficenti e quindi predisposti per l\u2019alloggiamento degli uomini e lo stoccaggio dei viveri. Il progetto prevedeva il trasferimento nell\u2019 Alpenfestung di tutto lo stato maggiore nazista, Hitler, Goering, Goebbels e Bormann ovviamente compresi ed al loro seguito era previsto il trasferimento di circa 250.000 S.S. da utilizzare come milizia interna alla \u201c Fortezza Alpina\u201d. Nei prossimi numeri del nostro giornale analizzeremo le modalit\u00e0 con cui questo doveva avvenire e perch\u00e8 non avvenne. Considereremo inoltre le fonti di informazione ed i dubbi degli Alleati sull\u2019 Alpenfestung, divisi sul dubbio che la fortezza alpina fosse realt\u00e0 o semplice frutto della propaganda nazista.<br \/>\nPer noi, abitanti in questi luoghi, sicuramente una certezza c\u2019\u00e8, ed \u00e8 quella dei bunker presenti a pochi passi dalle case di La Valle ed anche una sensazione s\u2019impadronisce di noi pian piano che iniziamo a comprendere queste cose: la sensazione d\u2019averla scampata per poco.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 25%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-245310 gallery-columns-4 gallery-size-medium'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/zeloa\/cce03c83-7c48-43a3-a5b7-a168572b5e27\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"208\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cce03c83-7c48-43a3-a5b7-a168572b5e27-208x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-245311\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cce03c83-7c48-43a3-a5b7-a168572b5e27-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cce03c83-7c48-43a3-a5b7-a168572b5e27.jpg 609w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-245311'>\n\t\t\t\t\tBUNKER DI NOACH\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/zeloa\/68945676-4d51-42ca-9a62-52e484bfc6a1\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"191\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/68945676-4d51-42ca-9a62-52e484bfc6a1-191x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-245312\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/68945676-4d51-42ca-9a62-52e484bfc6a1-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/68945676-4d51-42ca-9a62-52e484bfc6a1.jpg 579w\" sizes=\"auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-245312'>\n\t\t\t\t\tSCALA DI USCITA\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/zeloa\/2cc2ec1b-3a13-409e-a5b3-ac8f4008d914\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"188\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2cc2ec1b-3a13-409e-a5b3-ac8f4008d914-188x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-245313\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2cc2ec1b-3a13-409e-a5b3-ac8f4008d914-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2cc2ec1b-3a13-409e-a5b3-ac8f4008d914.jpg 334w\" sizes=\"auto, (max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-245313'>\n\t\t\t\t\tUSCITA DAL BUNKER\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/zeloa\/a52e4634-258a-491f-8f0e-5603f008157d\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"203\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/a52e4634-258a-491f-8f0e-5603f008157d-203x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-245314\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/a52e4634-258a-491f-8f0e-5603f008157d-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/a52e4634-258a-491f-8f0e-5603f008157d.jpg 352w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-245314'>\n\t\t\t\t\tUSCITA DAL BUNKER\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h2>SECONDA PARTE<\/h2>\n<p>Nei primi giorni di maggio del 1945, i soldati della settima armata Americana, spingevano i Nazisti verso Innsbruck, mentre la terza armata Americana conduceva verso Linz. Gli Alleati erano conviti di dirigersi verso un complesso sistema fortificato, difficilissimo da espugnare, da loro chiamato \u201cNational Redoubt\u201d e dai Nazisti era chiamato \u201cAlpenfestung\u201d. I rapporti dell\u2019 intelligence alleata davano per certa l\u2019esistenza di questa \u201cfortezza alpina\u201d, composta da bunker e fabbriche sotterranee, nella quale i Nazisti speravano di asserragliarsi per guadagnare qualche mese di tempo per la costruzione di armi segrete con le quali poi ripartire dalle Alpi alla riconquista dell\u2019Europa. Le notizie in possesso dei servizi segreti Americani davano per certa l\u2019esistenza di questa struttura che doveva avere una larghezza longitudinale di 300 Km circa e una profondit\u00e0 latitudinale di 100 Km circa e come gi\u00e0 detto in precedenza essa aveva come baricentro la zona di Salisburgo, in questa zona, gli Alleati si attendevano una resistenza fanatica da parte dei Tedeschi, attuata con vaste azioni di guerriglia che dovevano partire dai bunker nascosti sui monti per colpire l\u2019esercito Alleato. A questo scopo, le notizie in possesso dei comandi Americani davano per certo l\u2019avvenuto trasferimento nell\u2019 Alpenfestung, dei reparti pi\u00f9 fidati ed addestrati delle SS (Schutzstaffel), in tutto circa 250.000 uomini. In effetti l\u2019esercito alleato non trov\u00f2 la resistenza prevista e quindi si pens\u00f2 e si continua a pensare che l\u2019Alpenfestung sia stato solo frutto della propaganda Nazista. Noi sappiamo che cos\u00ec non fu, considerando la grande mole di bunker presenti sul monte Celo e sulla stretta dei Castei, cos\u00ec come in Valle del Mis, a Malga Foca (in Comune di La Valle Agordina) ed a Forcella Moschesin, sul confine tra Agordino e Val di Zoldo. 23 bunker finora censiti nella zona di Noach-Roit ; 3 a Malga Foca; 7 a forcella di Forca sui Colli di Fades; 1 a Forcella Moschesin; 7 in prossimit\u00e0 del Sasso di San Martin in Comune di Rivamonte Agordino; 3 in prossimit\u00e0 di Agre in Comune di Sedico, per un totale provvisorio di 44 bunker in prossimit\u00e0 del massiccio del Monte Celo. Difficile pensare che siano puro frutto della propaganda Nazista. Gli Alleati avevano attivato un progetto di spionaggio chiamato ULTRA, con il quale intercettavano e decifravano le comunicazioni radio degli alti comandi Nazisti. Alcuni storici sono a tutt\u2019oggi convinti che Eisehower sia rimasto vittima dei propri preconcetti credendo nell\u2019esistenza dell\u2019 Alpenfestung. Il fatto di non aver trovato la resistenza attesa port\u00f2 gli Alleati a pensare che non esistesse niente, invece le strutture esistevano, ma erano in via di completamento e probabilmente il solo ritardo di un mese avrebbe permesso a Hitler di installare le sue truppe nel territorio della \u201cfortezza alpina\u201d. Infatti, alcuni dei bunker sul monte Celo, erano stati anche centinati con centine in legno e foderati con faesite e carta catramata, mentre i pavimenti erano in cemento con le canalette per drenare le infiltrazioni d\u2019acqua. Essi sono prevalentemente scavati nella dolomia principale, molto compatta ed hanno grosse coperture rocciose tali da renderli praticamente invulnerabili ai bombardamenti. Il materiale di scavo veniva disperso sul territorio esterno in modo da evitare le ricognizioni aeree. I ragazzi pi\u00f9 giovani al lavoro con la Todt, venivano occupati nel disperdere i materiale di scavo sulle scarpate e non rendere cos\u00ec identificabile dagli aerei la localizzazione dei bunker. Tant\u2019\u00e8 che anche al giorno d\u2019oggi, per alcuni bunker, si arriva davanti all\u2019ingresso o all\u2019uscita senza riscontrare tracce di sentieri d\u2019accesso o di discariche di materiale di risulta, come invece si riscontra per le postazioni in caverna della precedente Grande Guerra. In un resoconto Alleato si legge che: a partire dal maggio 1945, l\u2019Alpenfestung cess\u00f2 di essere un mistero e divent\u00f2 leggenda. Una leggenda che in parte \u00e8 disponibile ai nostri occhi, quindi una ben strana leggenda ! Alla fine della guerra, il generale Eisehower ebbe a dire che: \u201c&#8230;per molte settimane noi abbiamo ricevuto rapporti sulle intenzioni Naziste, che erano, alla fine, di trasportare la crema delle SS, Gestapo, ed altre organizzazioni fanaticamente devote ad Hitler, nelle montagne comprese tra il sud della Baviera, ovest Austria e nord Italia. Essi pensavano di bloccare i tortuosi passi montani e tenere cos\u00ec indefinitivamente contro gli Alleati&#8230;&#8230; L\u2019evidenza era chiara, che i Nazisti intendevano attuare questo ed io decisi di non dare loro l\u2019opportunit\u00e0 di attuarlo.\u201d<br \/>\nSul come gli Alleati agirono per impedire il trasferimento dei Nazisti nell\u2019Alpenfestung lo tratteremo nella prossima parte.<\/p>\n<p><em>Approfondimento: L\u2019Organizzazione Todt (chiamata comunemente TOT) Quando parliamo della Todt (comunemente chiamata Tot dai valligiani), forse non sappiamo effettivamente di che tipo di organizzazione si trattava. Queste poche righe possono aiutare a capire il funzionamento della struttura. L\u2019Organizzazione Todt prese il nome dal suo fondatore, l\u2019ingegnere Fritz Todt. Essa venne costituita nei primi anni \u201930, ma in quel periodo non divenne mai un\u2019appendice del partito Nazista, mantenendo una sua peculiarit\u00e0 ed indipendenza operativa. Era vista per\u00f2 dagli Alleati come il \u201cbraccio ingegneristico\u201d del regime Nazista, tant\u2019\u00e8 che era effettivamente era un\u2019organizzazione militare configurata come un\u2019agenzia governativa. Le due \u201cmenti\u201d dell\u2019organizzazione furono lo stesso Todt e l\u2019architetto Albert Speer che gi\u00e0 lavorava a stretto contatto con Hitler e Goering per allestire le mega-scenografie dei raduni e comizi Nazisti. Ufficialmente la Todt fu costituita il 28 giugno 1933 con la definizione di \u201cReichsautobahnen\u201d, ed al suo comando fu messo ovviamente l\u2019ing. Todt con la qualifica di Ispettore Generale. L\u2019Organizzazione costruiva acquedotti, ponti, strade, linee difensive e bunker all\u2019interno del territorio germanico. Durante la costruzione della \u201cLinea Sigfrido\u201d, nel 1938, Todt speriment\u00f2 una fattiva collaborazione tra il governo tedesco e le imprese locali, in questa collaborazione il governo forniva i materiali e la manodopera, mentre le imprese locali fornivano le basi tecniche. L\u2019ing. Todt mor\u00ec, in un dubbio incidente aereo l\u2019 8 febbraio del 1942 e le redini dell\u2019intera organizzazione furono prese in mano da Albert Speer che convert\u00ec la Todt intera alla costruzione di manufatti bellici ed introdusse dei contratti fissi tra organizzazione ed imprese per la gestione dei lavori. Cos\u00ec, tra il 1942 ed il 1943 la Todt costru\u00ec il Vallo Atlantico e le fortificazioni in Norvegia, continuando anche la costruzione di bunker nel sottosuolo tedesco. Durante gli ultimi mesi del 1944, la Todt inizi\u00f2 a lavorare anche in Agordino, nella fattispecie sulla stretta dei Castei e Monte Celo, ma anche in Valle del Mis, per la costruzione della \u201ccintura esterna\u201d, fatta di trincee e bunker a protezione dell\u2019 Alpenfestung.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Fonti: Combat Studies Institute \u2013 Kansas; L\u2019organizzazione Todt \u2013 Alessandra Belleli; Eisenhower, Berlin, and the National Redoubt \u2013 Jeff Korte; Departement of History \u2013 Universtity of Saskatchewan; Altausse \u2013 Oscar den Uijl; Il Ridotto Valtellinese \u2013 Guerracivile.it; The Alpenfestung \u2013 Jeroen Eeckelaers (Belgium); La strage dell\u2019aprile del 1945 e la resa del 75\u00b0 Corpo d\u2019armata \u2013 Ezio Manfredi (\u201cl\u2019impegno\u201d 3 dicembre 2001 \u2013 Istituto per la storia della resistenza e della societ\u00e0 contemporanea nelle province di Biella e Vercelli); History MMAS Example \u2013 Combat Studies Institute \u2013 Kansas; O Reduto Alpino \u2013 Rui Martin; American Intelligence Efforts Regarding Nazi and Early Postwar Austria \u2013 Professor Sigfried Beer (Karl Franzes Universitat \u2013 Graz \u2013 Austria); Central Europe \u2013 The U.S. Army Campaigns of World War II &#8211; General Gordon O.Sullivan \u2013 United States Army.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>TERZA PARTE<\/h2>\n<blockquote><p><em>Il mancato trasferimento dei Nazisti nell\u2019Alpenfestung<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Durante l\u2019ultimo mese di guerra, nella primavera del 1945, inspiegabilmente, gli Alleati lasciarono campo libero all\u2019Armata Rossa nel prendere Berlino. Come mai questa decisione, di lasciare ai Russi la capitale della Germania ? I comandi Alleati erano convinti che ormai fosse in atto il trasferimento dei gerarchi Nazisti verso il sud della Germania, nella zona Alpina e precisamente nell\u2019Alpenfestung, chiamato dagli Alleati anche German National Redoubt. Questa convinzione era cos\u00ec forte che si pensava che Hitler con i suoi fedelissimi fosse gi\u00e0 sulle Alpi, tanto da tralasciare Berlino per concentrarsi sul sud della Germania ? Sembrerebbe di s\u00ec !<br \/>\nGli Alleati dovevano quindi concentrarsi su un target: il centro della Germania ed il Nord, Berlino compresa, oppure il centro con il sud, ossia l\u2019Alpenfestung o ridotto Alpino.<br \/>\nLa SHAEF (Supreme Headquarters, Allied Expeditionary Force), decise quindi di concentrarsi sul sud della Germania per eliminare ogni possibilit\u00e0 di concentrazione di Nazisti sulle Alpi da dove poi sarebbe stato molto difficile snidarli e lasciare quindi la conquista di Berlino ai Russi con le conseguenze di divisione della Germania poi accadute.<br \/>\nIl cuore dell\u2019Alpenfestung era Berchtesgaden, il \u201cnido d\u2019aquila\u201d di Hitler, l\u00ec lui voleva asserragliarsi, dopo aver abbandonato Berlino, insieme ai suoi fedelissimi e da l\u00ec organizzare la resistenza Nazista. Il 22 Aprile del 1945, Hitler prese la decisione di rimanere a Berlino e non traferirsi pi\u00f9 a Berchtesgaden, il 30 Aprile si suicider\u00e0 nel bunker di Berlino con l\u2019Armata Rossa distante poche centinaia di metri. L\u2019Alpenfestung era visto dagli Alleati come probabile base del gruppo di fanatici guerriglieri chiamato WerWolf e sicuramente l\u2019area, montuosa ed impervia, era gi\u00e0 di per s\u00e8 una buona difesa per cui si fosse ritirato in quelle valli. Gli alleati trovarono opere di difesa gi\u00e0 realizzate a nord ed a sud (quindi nelle nostre zone) rispetto all\u2019Alpenfestung. Nelle zone a sud erano state utilizzate anche parte delle fortificazioni italiane della Grande Guerra, la cosiddetta Linea Gialla, che passa proprio sul Monte Celo. Gi\u00e0 dal 1943 la Wehrmacht aveva iniziato a sorvegliare e monitorare l\u2019area alpina in questione. Dopo l\u2019 8 settembre del 1943, la Wehrmacht, a seguito dello sbarco di ingenti forze alleate in Italia, diede l\u2019ordine di fortificare le Alpi meridionali, la lenta risalita degli Alleati lungo la penisola italiana diede tempo ai Nazisti di concepire qualcosa di pi\u00f9 che una semplice linea difensiva, infatti nel 1945, la ricognizione aerea da parte del SHAEF evidenziava pi\u00f9 di 20 zone nelle quali si stavano costruendo fortificazioni sotterranee, caverne artificiali nelle quali doveva venir stoccato, stando ai rapporti di spionaggio della SHAEF, materiale bellico e viveri per 200.000 persone per 18 mesi. L\u2019assenza dal fronte di alcune divisioni di SS, dopo la battaglia delle Ardenne, cominci\u00f2 a preoccupare gli Alleati, i quali pensarono ad un inizio della concentrazione di truppe nell\u2019Alpenfestung. La grande preoccupazione degli Alleati era che restasse, sulle Alpi, una grande concentrazione di fanatici Nazisti dediti ad azioni di guerriglia e pronti ad azioni suicide, in quella che doveva essere la zona di influenza Americana nel dopoguerra. La prova provata dell\u2019esistenza dell\u2019Alpenfestung era che Hitler aveva deciso di trasferirvici , ma non solo questo, si aggiunse anche che un rapporto spionistico del 10 Aprile 1945, dava per certo un numero di veicoli pari a circa 2000, in trasferimento verso Berchtesgaden, centro dell\u2019Alpenfestung. Un altro rapporto dell\u2019intelligence Alleata, dava come presenti nel sud della Germania, i due terzi di tutte le forze Naziste che potenzialmente potevano asserragliarsi nella zona Alpina, sempre rapporti segreti davano per certo l\u2019impiego di 20.000 o 30.000 operai per realizzare le opere di difesa nella zona alpina (gli operai che lavoravano per la Todt). Il perimetro della \u201cfortezza alpina\u201d percorreva, nel territorio italiano, per sommi capi, quel che era il confine di Stato prima della Grande Guerra, in questo modo i Nazisti potevano pienamente utilizzare, in senso inverso, le difese italiane del \u201915-\u201918. Mussolini volle imitare i Nazisti e pens\u00f2 di realizzare \u201cin proprio\u201d un\u2019altra \u201cfortezza alpina\u201d in Valtellina, con gli stessi presupposti di difendibilit\u00e0 che aveva l\u2019Alpenfestung, per questo fece concentrare molti uomini delle Brigate Nere proprio in quella zona, in primavera del 1945. Il piano fall\u00ec per il grande ritardo con il quale iniziarono i lavori, comunque sembra che i Nazisti fossero anche disposti ad accogliere Mussolini e quel che restava della Repubblica Sociale Italiana nell\u2019Alpenfestung. A met\u00e0 aprile del 1945, il maresciallo Kesserlin aveva dato ordine di attrezzare la difesa dell\u2019Alpenfestung, ma fu scioccato quando, recatosi a verificare di persona i lavori, vide il grande ritardo che questi avevano accumulato, la sua preoccupazione fu grande, perch\u00e8 grande era l\u2019importanza che lui dava alla \u201cfortezza alpina\u201d. Quando, verso la fine di Aprile, anche il generale Von Hangle, controll\u00f2 i lavori dell\u2019Alpenfestung, rimase attonito per il grande ritardo accumulato dai lavori e per il completo scoordinamento di truppe e mezzi all\u2019interno dell\u2019area. Il generale von Hangle, al suo arrivo, era convinto di trovare 250.000 uomini nella \u201cfortezza alpina\u201d, ma trov\u00f2 solo non combattenti e funzionari, nessuna divisione operativa era installata nell\u2019area. Quando, il 4 maggio del 1945, penetrando da nord, gli Alleati entrarono nell\u2019Alpenfestung, si trovarono di fronte circa 60.000 uomini, non sufficentemente armati e disorganizzati. La sorpresa fu per\u00f2 grande, quando, calcolate tutte le truppe tedesche che si erano arrese nell\u2019area dell\u2019Alpenfestung, nei dintorni di Salisburgo e Innsbruck, si arriv\u00f2 al numero di 250.000-300.000. La non funzionalit\u00e0 della difesa dell\u2019area fu dovuta al ritardo con cui Hitler ordin\u00f2 la sua attivazione, il 24 Aprile 1945 e del ritardo con il quale indic\u00f2 le modalit\u00e0 di attivazione, emanate il 29 Aprile. Non vi fu dunque il tempo, per i Nazisti, di organizzarsi sulle Alpi in una estrema difesa e l\u2019avanzata degli Alleati verso il centro-sud della Germania, spacc\u00f2 la stessa in due impedendo ad Hitler di muoversi da Berlino e bloccando tutti i trasferimenti verso il sud, verso le Alpi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*****<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; AUDIO tre parti VOCE DI MIKAELA\u00a0 \u00a0SEFERI &nbsp; &nbsp; di Tiziano De Col PRIMA PARTE La Germania Nazista appront\u00f2 in questo territorio nel periodo tra l\u2019inverno del 1944 e la primavera del 1945 dei grandi lavori per la costruzione di bunker e gallerie. 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