{"id":246234,"date":"2021-12-02T23:59:48","date_gmt":"2021-12-02T22:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=246234"},"modified":"2021-12-03T08:49:49","modified_gmt":"2021-12-03T07:49:49","slug":"augustoserafin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/augustoserafin\/","title":{"rendered":"AUGUSTO SERAFIN E RICORDI DELLA INVASIONE (1917-1918) A VODO E IN ZOLDO NEL LIBRO IBRSEC \u201cDOCUMENTI DI STORIA\u201d (ANCHE DELL\u2019ALPAGO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di\u00a0 RENATO BONA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Risale al giugno del 1978 l\u2019iniziativa del benemerito Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali che, per la serie \u201cStoria\u201d diede alle stampe con la tipografia Piave, il libro a cura di Aldo Belli dal titolo:\u201dDocumenti di storia. Cadore Zoldo e Alpago\u201d il cui tema principale sono le invasioni, anche se non mancano pagine di emigrazione, di costume e di calamit\u00e0 varie. Gli autori sono stati: Giovanni De Sandre Colombo, Giovanni Belli Nodaro, Antonio De Lotto, Nicol\u00f2 De Sandre Colombo, Augusto Serafini e Giuseppe Menegus Pel\u00e0. In questa occasione ci occupiamo del capitolo \u201cRicordi della invasione 1917-1918 a Vodo e in Zoldo\u201d, del quale \u00e8 stato autore Augusto Serafin. Questi &#8211; come ha giustamente ricordato Aldo Belli &#8211; insegn\u00f2 nelle scuole elementari di Fusine per oltre un decennio alla fine del secolo scorso. Poi pass\u00f2 a insegnare a Vodo. Nel 1917-18, mentre a San Vito il suo collega e compare maestro Matteo Del Favero Goluto scriveva il diario pubblicato da Mario Ferruccio Belli, lui a Vodo ne scrisse uno simile. Quindi una precisazione: \u201cHo avuto dal figlio Serafino l\u2019originale e ne ho tratto copia fotostatica. Il diario \u00e8 stampato senza correzioni, ma togliendo lunghe pagine di riflessioni politiche, patriottiche e moralistiche che non interessano al nostro scopo di raccogliere notizie sulla vita della nostra gente nei momenti pi\u00f9 drammatici. Ho lasciato invece le pagine dove parla dello Zoldano per un utile confronto tra le vicende delle due vallate\u201d. Ed ecco una sintesi dei ricordi di Serafin a proposito dell\u2019invasione austriaca avvenuta nell\u2019ottobre 1917 e durata fino al 3 novembre del 1918: \u201cSono a Vodo del Cadore. Cominciai il quarantesimo anno di scuola il luned\u00ec 1. ottobre. Il 2 e il 3 feci la scuola; ma dal 4 in avanti, fino ai primi di dicembre, si fece vacanza per causa dell\u2019invasione austriaca. Nessuno avrebbe creduto di vedere nuovamente gli Austriaci in queste terre; ma, fa male doverlo dire, ormai l\u2019indisciplina era entrata nel nostro esercito; e cos\u00ec doveva avvenire con vergogna e danni, dei quali sar\u00e0 ben difficile fare un calcolo esatto\u201d. Ancora all\u2019esordio: \u201cLi vedevo io passare per il Cadore con fare spavaldo, i nostri soldati, come volessero dire: &#8211; Presto getteremo le armi; e quelli che vollero la guerra, se la faranno. Non sembra vero: molte madri e molte mogli dicevano quasi pubblicamente ai loro figli e mariti: &#8211; Rifiutatevi di combattere, e cos\u00ec la guerra avr\u00e0 fine\u201d. Del 3 novembre una notizia: \u201cIl Provveditore agli Studi di Belluno telegrafa ai municipi che i maestri non credano a ci\u00f2 che si racconta, ma che restino saldi al loro posto e continuino sereni l\u2019opera loro; e molti, come me, sono rimasti\u201d. Appunto che si chiude con una nota polemica: \u201cE tu, caro signor Barilli, tu, ti sei fermato? Sei stato fermo tu e l\u2019hai continuata con serenit\u00e0, tu, l\u2019opera tua?\u201d. Ecco la ritirata: \u201c4 novembre:\u2026\u00e8 un continuo andare e venire per mettere al sicuro pi\u00f9 roba che si pu\u00f2, onde non resti al nemico\u2026 E\u2019 tutto un febbrile movimento, mi alzo verso mezzanotte, vado gi\u00e0 nella strada dove passano battaglioni su battaglioni e gran numero di carriaggi, domando del battaglione Val Piave, nel quale sono i miei figli Tiziano e Giuseppe\u2026 attendo e con me attendono molti padri e molte madri piangenti per abbracciare, forse per l\u2019ultima volta, i propri figli. Verso le 7 di mattina del 5 giungono i miei figli, sfigurati dal dolore e dall\u2019indignazione per i fatti di Caporetto. Stanno con me fino alle sera, poi partono, scongiurandomi che io stesso li avessi seguiti. Il figlio Romano non lo potei vedere, perch\u00e9 da alcuni giorni era stato trasportato dal Val Piave al 24. Fanteria, dove faceva il corso da ufficiale; n\u00e9 potei vedere il figlio Giovanni, che era di raggruppamento alpino nella valle del Cismon. Tosto che gli ultimi soldati nostri furono partiti da Vodo, il paese piomb\u00f2 nella disperazione\u2026 E\u2019 notte, i miei figli sono partiti, e Dio sa, se pi\u00f9 li vedr\u00f2. E\u2019 da impazzire; non so cosa fare, dove andare. La notte \u00e8 nera e tetra. Continua a passare gente di Cancia, di Borca, di San Vito: partono anche molti di Vodo con carri tirati da cavalli e con carri a mano; pare il finimondo\u2026\u201d. Il toccante, drammatico racconto prosegue con Serafini che ricorda: \u201c\u2026 Mi sento assalito dallo scoraggiamento, penso alla famiglia; e, come pazzo, parto per Zoldo, prendendo la via della montagna. Quando sono un po\u2019 in su, vedo distintamente le fiamme a Peaio e a San Vito (sono i magazzini militari che ardono &#8211; ndr.); e da laggi\u00f9, nella valle, odo gridi di disperazione, vedo lumi che vanno e vengono, e sento i belati del bestiame libero per la campagna; certo il bestiame delle famiglie partite. Dopo un viaggio faticoso e pericoloso, e in mezzo a tenebre fitte giungo in Zoldo a mezzanotte. Qui tutto era silenzio, come se ci\u00f2 che avveniva in questi momenti fosse da tutti ignorato. Alla mattina alle 6 mi alzo e vado a portare, dove posso, i saluti a quei genitori, a cui tanti poveri giovani mi avevano raccomandato e pregato, passando per Vodo. In Zoldo sono ancora i nostri soldati. Molti di essi lavorano anche di notte per rafforzare i ponti sul Rutorto, nella speranza di poter asportare del materiale dal forte di Rite. Lavoro inutile perch\u00e9 nulla si ebbe tempo di levare\u201d Annotazioni del 7 novembre: \u201cI figli Silvio e Mario sono partiti questa sera. Il giorno dopo seppi che pernottarono a Mezzo Canale e che la mattina dopo partirono da Longarone coll\u2019ultimo treno poco prima che si facesse saltare il ponte della ferrovia sul Ma\u00e8. Il primo di questi miei figli, segretario del nostro Comune, avrebbe dovuto presentarsi come soldato il giorno 5; l\u2019altro di 17 anni, doveva essere fatto militare colla prossima leva. Perch\u00e9 non cadessero nelle mani degli Austriaci, probabilmente come prigionieri di guerra, li ho fatti partire. Cos\u00ec potranno giovare ed essere utili alla Patria. A vederli partire, come gli altri due che son passati per Vodo, mi sentivo staccare le viscere. Tanti, nelle identiche condizioni, partirono con essi; ma molti altri, e di quelli anche che si trovavano in licenza e che avrebbero potuto e dovuto farlo, forse consigliati dalle buone madri e dalle brave mogli, se ne stettero fermi. Dappoi per\u00f2, com\u2019era da prevedere, furono presi dagli Austriaci e trascinati prigionieri nella monarchia amburghese, dove patirono ogni specie di privazioni e di disagi, e dove tanti lasciarono la pelle, sa Iddio, in seguito a quali strazi\u201d. Resta da dire che i \u201cRicordi\u201d di Augusto Serafini, preziosa testimonianza storica di vita vissuta in momenti di vita a dir poco grama, sono riportati in numerosi altri capitoli dello splendido libro: \u201cIl bombardamento di Vodo e la quiete in Zoldo\u201d; \u201cUn superstite del 1848: Matteo Santin da Casal\u201d; \u201cRequisizione del bestiame\u201d; \u201cPassano i nostri prigionieri affamati, laceri e sporchi\u201d; \u201cRequisiscono le campane\u201d; \u201cRequisiscono la biancheria\u201d; \u201cRequisiscono legname\u201d; \u201cCresce la fame e crescono i furti\u201d; \u201cPassano in fuori molti cavalli e in dentro molti treni di feriti\u201d; \u201cIl rombo del cannone e il rullo degli aerei\u201d; \u201cRequisiscono il fieno\u201d; \u201cRequisiscono il ferro vecchio e i cenci\u201d; \u201cRequisiscono le patate\u201d; \u201cRequisiscono i materassi e i cuscini di lana\u201d; \u201cLa ritirata dallo Zoldano\u201d; \u201cLa ritirata vista da Vodo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 25%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-246234 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"262305537_573039573763041_5256303929064091405_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"158\" data-large_image_height=\"225\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/262305537_573039573763041_5256303929064091405_n.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/262305537_573039573763041_5256303929064091405_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"262748271_425908262492052_8125477841247769643_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"151\" data-large_image_height=\"206\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/262748271_425908262492052_8125477841247769643_n.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/262748271_425908262492052_8125477841247769643_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"263380400_2064818760347871_1728884043670829125_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"282\" data-large_image_height=\"206\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/263380400_2064818760347871_1728884043670829125_n.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/263380400_2064818760347871_1728884043670829125_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"263192578_592402858704959_6338592301113410223_n\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"752\" data-large_image_height=\"206\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/263192578_592402858704959_6338592301113410223_n.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/263192578_592402858704959_6338592301113410223_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NELLE FOTO (riproduzioni dal libro di Aldo Belli \u201cDocumenti di storia. Cadore Zoldo e Alpago\u201d): Augusto Serafin, autore di \u201cRicordi della invasione austriaca a Vodo e in Zoldo 1917-1918\u201d (immagine di propriet\u00e0 di Gino Fiori); la famiglia di Augusto Serafin da sinistra il figlio Tiziano (1892), il figlio Virgilio (1885) e il figlio Giuseppe (1894), in mezzo la moglie Domenica Lazzari che ha per mano il nipote Giulio Serafini (la foto \u00e8 stata scattata a Dozza di Zoldo, davanti alla porta della casa paterna nel 1916, poco prima di Caporetto); anno 1898, scuole di Fornesighe: pluriclasse davanti alla casa Costantini (immagine di propriet\u00e0 di Gino Fiori); panoramica di Vodo di Cadore (immagine di propriet\u00e0 di Francesco Del Favero).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 RENATO BONA &nbsp; Risale al giugno del 1978 l\u2019iniziativa del benemerito Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali che, per la serie \u201cStoria\u201d diede alle stampe con la tipografia Piave, il libro a cura di Aldo Belli dal titolo:\u201dDocumenti di storia. Cadore Zoldo e Alpago\u201d il cui tema principale sono le invasioni, anche se&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":246236,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[104,49],"tags":[],"class_list":["post-246234","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evidenza_3","category-news-18","category-104","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/262305537_573039573763041_5256303929064091405_n.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=246234"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246234\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/246236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=246234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=246234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=246234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}