{"id":247657,"date":"2021-12-26T23:59:03","date_gmt":"2021-12-26T22:59:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=247657"},"modified":"2021-12-27T09:26:07","modified_gmt":"2021-12-27T08:26:07","slug":"sestadisei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sestadisei\/","title":{"rendered":"LA VALLE AGORDINA &#8211; 320 anni dalla BOA del 1701  RACCONTO IN SEI PARTI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Tiziano De Col<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><strong>Prefazione:<\/strong> Quest\u2019anno cade il 320\u00b0 anniversario della Boa di La Valle Agordina. In due successive ondate distanti qualche giorno una dall\u2019altra, provoc\u00f2 la perdita &#8220;di persone al n\u00b0 di 41, Tabiadi da feno n\u00b054, case Dominicali con gli habitanti n\u00b0 12, mollini, seghe, et altri edificy n\u00b014, campi e pradi con Arbori fruttiferi et infruttiferi numero infinito, Animali grossi e minuti quantit\u00e0 rilevante e di qualche considerazione. Ma quello che pi\u00f9 importa Due Chiese con il titolare di Santo Michiel Arcangelo, et la B.V. di Loretto con tabernacoli, suppellettili&#8230;&#8230;. &#8220;. L\u2019antica chiesa, con cappella e canoniche, sorgevano nel luogo dove oggi c\u2019\u00e8 il cimitero. Nel 1958, in occasione del 250\u00b0 anniversario della consacrazione della nuova chiesa, Don Rinaldo De Menech, allora Parroco del paese, diede alle stampe un opuscolo che distribu\u00ec a tutte le famiglie, riportante la Cronaca della Boa del 1701 tratta da un manoscritto di Giacomo Simonet il quale nacque a Lantrago tra il 1675 ed il 1680 come riportato dal dott. Corrado Da Roit, che tratt\u00f2 il tema della Boa sul libro Malore a La Val (Nuovi Sentieri 1982) . La signora Maria Del Din Dall\u2019Armi riport\u00f2 la cronaca nel suo Dissesti idrogeologici ed eventi calamitosi nell\u2019Agordino dall\u2019anno 1000 al 1966 e lo stesso Don Ferdinando Tamis la tratt\u00f2 compiutamente nella sua Storia dell\u2019Agordino. Noi vorremmo ricordare, tramite una serie di articoli, quella sciagura e portarla come monito alla gente che vive in montagna ricordando che un tal genere di accadimento non \u00e8 purtroppo irripetibile.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>PRIMA\u00a0 PARTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Definizione: <\/strong>Con il termine Boa, nella lingua locale, si definisce una grande massa di acqua, terra e macigni; il suo movimento pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno veloce in rapporto alla quantit\u00e0 d\u2019acqua che la mette in movimento.<br \/>\nLa Boa \u00e8 normalmente originata da una frana che, creando uno sbarramento nell\u2019alveo del torrente, consente un accumulo pi\u00f9 o meno grande di acqua, il quale aumentando fa collassare la diga e crea un\u2019onda di piena che travolge tutto ci\u00f2 che trova in alveo portandolo con s\u00e9 ed aumentando cos\u00ec, con macigni, terra ed alberi, la sua furia distruttrice.<br \/>\nCos\u00ec fu che, nel 1701, un modesto torrente che nei periodi di magra riesce a malapena a far girare la ruota di un mulino, in condizioni eccezionali scaten\u00f2 l\u2019inferno.<\/p>\n<p><strong>Collocazione geografica e geologica: <\/strong>Il paese di La Valle Agordina \u00e8 bagnato da due torrenti: il Bordina (o Boa) ed il Missiaga (anticamente Missaga). Mentre il Bordina nasce nella zona di Malga Moschesin, scorre ai piedi del Monte Celo e lambisce le frazioni di Conaggia, Torsas, Gaidon,Ronche per poi immettersi nel Cordevole alle Campe, il Missiaga nasce ai piedi del Monte Tamer e della Cima del Castello, taglia in due il paese passando in prossimit\u00e0 delle frazioni di Cugnago, Fades, Chiesa e Lantrago per poi immettersi nel Cordevole di fronte al villaggio di Ponte Alto .<\/p>\n<p>Quando a La Valle Agordina di parla di Boa, la mente corre subito al luogo ora chiamato La Boa. Questa zona \u00e8 situata a monte dell\u2019abitato di Conaggia, dalla zona del campo sportivo compreso, verso est, verso le sorgenti del torrente Bordina. Anche il torrente stesso viene chiamato La Boa (al posto di Bordina) dagli abitanti di Conaggia e dalla quasi totalit\u00e0 dei lavallesi. L\u2019area fu oggetto di una Boa nel 1888 e tutta la zona esondata dal torrente e detriti prese appunto il nome di Boa. Quando si parla della Boa, \u00e8 quindi logico pensare a questo luogo, mentre invece la grande Boa del 1701 si verific\u00f2 sul torrente Missiaga e provoc\u00f2 la morte di 41 persone, niente a che vedere con la Boa di Conaggia del 1888 quindi, che peraltro non provoc\u00f2 alcuna vittima anche se qualche relazione tecnica recente le attribuisce i 41 morti della Boa del 1701 verificatasi sul Missiaga.<\/p>\n<p>Nella fotografia ( foto n\u00b01) scattata da Rivamonte ed in quella ripresa dalla localit\u00e0 Prus (foto n\u00b0 3) \u00e8 stata riportata con le lettere A e B la zona dalla quale si stacc\u00f2 la massa franosa; \u00e8 stata delimitata in due sezioni perch\u00e9 la parte A fu oggetto di una nuova Boa nel 1791 &#8211; 1792 (circa un secolo dopo la grande Boa del 1701), mentre la parte B si mise in movimento nell&#8217;autunno 1888 (mentre la sopracitata Boa di Conaggia avvenne nella primavera dello stesso anno), in seguito la frana si assest\u00f2 pressoch\u00e9 nella posizione attuale senza sbarrare il corso del torrente e senza cos\u00ec promuovere la creazione di una nuova Boa. Nei Catastici e negli Estimi antecedenti al 1701 la zona franata \u00e8 denominata pradi di Nadera, pradi di Tamer, pradi di Rive, pradi della Rova. La zona denominata Rova o Roa non deve essere confusa con altri toponimi Roa presenti in altri comuni e tanto meno con l\u2019idronimo Roa. Il termine Roa in passato definiva un grande insieme di ghiaioni ed acque o meglio ghiaioni pervasi da acque, mentre con il termine grava si definiva la masnadura de creppa ossia ghiaioni non percorsi o percorsi solo in occasioni particolari da acque<br \/>\nSulla fotografia dell\u2019intera alta val Missiaga riusciamo a distinguere, sulla sinistra di chi osserva, l\u2019ampia zona di frana contornata dalla linea tratteggiata esterna, una gran parte della frana rimane nascosta nel fondovalle a sinistra. La Boa del 1701 si stacc\u00f2 (foto n\u00b0 2) presumibilmente da A (Busa dela Leida = Valle della Melma)e trascin\u00f2 con s\u00e9 tutto il versante sottostante fino ad arrestarsi tra F (attualmente localit\u00e0 Rive) e G ( Castelet) ove dopo l\u2019alluvione del 1966 sono state costruite due grandi briglie per contenere il piede dell\u2019ammasso detritico ed evitare fenomeni di incisione dell\u2019alveo che avrebbero sicuramente abbassato notevolmente l\u2019alveo provocando fenomeni importanti di scalzamento al piede dell\u2019ammasso detritico. La zona B (Crepe Rote) fran\u00f2 catastroficamente 90 anni dopo, nel 1791. Massi ciclopici precipitarono nell\u2019alveo del torrente Missiaga sempre in prossimit\u00e0 di F (Rive) ed insieme allo sfasciume di roccia sbarrarono il corso del torrente provocando dei piccoli laghetti che collassarono l\u2019anno successivo 1792 provocando la morte di tre persone che si trovavano pi\u00f9 a valle a far legna. In H si trova un grosso sperone roccioso in destra Missiaga (Crep Vert ) che restringe l\u2019alveo creando un imbuto che trattiene tutto il materiale pi\u00f9 a monte, sia quello in alveo che quello sul versante. Nel 1888 si avvi\u00f2 un nuovo fronte di frana nella zona superiore a D (Anterlade) , il materiale si coric\u00f2 nell\u2019alveo creando un a collina nella zona tra H (Crep Vert) e L (La Roa). La stessa situazione si ha in G (Castelet) dove uno sperone roccioso restringe l\u2019alveo contro il versante roccioso prospiciente, creando cos\u00ec un accumulo di materiale detritico in alvo con conseguente rapido innalzamento dell\u2019alveo stesso. In questa zona, come in H (Crep Vert) l\u2019accumulo detritico \u00e8 tale che alla strada risalente silvo pastorale l\u2019alveo sono stati imposti una serie di tornanti. Se la parte sinistra della foto (destra idrografica) ha una cos\u00ec grande e ripida copertura detritica (dolomia) sovrastante un substrato scarsamente permeabile marnoso arenaceo (strati di La Valle e strati di S.Cassiano) che ne accentua l\u2019instabilit\u00e0, cos\u00ec il versante destro della foto (sinistra idrografica) \u00e8 formato dai tufi verdastri degli Strati di Livinnallongo che si immergono nell\u2019alveo del torrente Missiaga, questa linea, lungo la quale si \u00e8 impostato l\u2019alveo del torrente \u00e8 chiamata Linea del Missiaga ed \u00e8 parallela alla pi\u00f9 importante Linea della Valsugana che si snoda ai piedi del Monte Celo.<br \/>\nIn questa valle a V con una parete ben solida ed una estremamente instabile, quest\u2019ultima rotta nella sua continuit\u00e0 trasversale dai due speroni di roccia sopra citati che fungono da imbuto, il materiale detritico, sia quello proveniente dall\u2019alta valle che quello instabile sul pendio laterale, tendono a creare degli accumuli che, in caso di grandi piene (o peggio Boe) possono creare dei pericolosi accumuli (peraltro in parte gi\u00e0 esistenti). Durante l\u2019alluvione del 1966 dava molta preoccupazione la stabilit\u00e0 dei versanti e dell\u2019alveo stesso sia in G che in H in considerazione che l\u2019accumulo creatosi in alveo a monte di H nel 1888 \u00e8 ancora presente con la sua testata in alveo e che un suo eventuale scalzamento al piede potrebbe rimetterlo completamente in moto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 50%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-247657 gallery-columns-2 gallery-size-medium'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"309deaf7-3551-4d2a-b72a-465fe68de2a9\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"583\" data-large_image_height=\"377\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/309deaf7-3551-4d2a-b72a-465fe68de2a9.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"194\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/309deaf7-3551-4d2a-b72a-465fe68de2a9-300x194.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-247658\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/309deaf7-3551-4d2a-b72a-465fe68de2a9-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/309deaf7-3551-4d2a-b72a-465fe68de2a9.jpg 583w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-247658'>\n\t\t\t\t\tFOTO 1\nLA VALLE DA RIVAMONTE &#8211; ARCHIVIO TIZIANO DE COL\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"16c75827-c657-49f7-8160-b466db990043\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1376\" data-large_image_height=\"731\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/16c75827-c657-49f7-8160-b466db990043.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"159\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/16c75827-c657-49f7-8160-b466db990043-300x159.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-247659\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/16c75827-c657-49f7-8160-b466db990043-300x159.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/16c75827-c657-49f7-8160-b466db990043-1024x544.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/16c75827-c657-49f7-8160-b466db990043-768x408.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/16c75827-c657-49f7-8160-b466db990043.jpg 1376w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-247659'>\n\t\t\t\t\tFOTO 2\nALTA VALLE DEL MISSIAGA DA PRUS\nARCHIVIO TIZIANO DE COL\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"cb27fd66-920c-45cf-a739-c5be4952befa\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"543\" data-large_image_height=\"362\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/cb27fd66-920c-45cf-a739-c5be4952befa.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/cb27fd66-920c-45cf-a739-c5be4952befa-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-247660\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/cb27fd66-920c-45cf-a739-c5be4952befa-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/cb27fd66-920c-45cf-a739-c5be4952befa.jpg 543w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-247660'>\n\t\t\t\t\tFOTO 3\nALTA VALLE DEL MISSIAGA DA PRUS \nARCHIVIO TIZIANO DE COL\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"0c37024b-0d6b-4557-9083-efb9b13ea60f\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1083\" data-large_image_height=\"472\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0c37024b-0d6b-4557-9083-efb9b13ea60f.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"131\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0c37024b-0d6b-4557-9083-efb9b13ea60f-300x131.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-247656\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0c37024b-0d6b-4557-9083-efb9b13ea60f-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0c37024b-0d6b-4557-9083-efb9b13ea60f-1024x446.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0c37024b-0d6b-4557-9083-efb9b13ea60f-768x335.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0c37024b-0d6b-4557-9083-efb9b13ea60f.jpg 1083w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-247656'>\n\t\t\t\t\tFOTO ARCHIVIO TIZIANO DE COL\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Bibliografia e note: Informatione (senza data) inviata dalla Regola della Val alla Dominante (Serenissima) Corrado Da Roit, Malore a La Val (Nuovi sentieri 1982) ; Giacomo Simonet pag. 10 La frazione Chiesa non esisteva al tempo dei fatti, crebbe infatti pian piano attorno alla nuova Chiesa e successivamente nell\u2019alveo del torrente Missiaga. Una definizione sulla differenza tra rova e grava si trova nelle deposizioni di alcuni testimoni negli Atti processuali della causa tra La Regola della Val e la Regola Grande d\u2019Agort per la confinazione sul Monte Dur\u00e0n (1722-1725). Fotografia scattata dalla curva precedente il tornante di Prus Corrado Da Roit, o.c.; La frana di Rive pag.36 Corrado Friz ed altri, Risorse idriche sotterranee di un bacino campione in ambiente dolomitico (Bacino del torrente Missiaga-Belluno); Padova 1983<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>SECONDA\u00a0 PARTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>I disegni pubblicati nell\u2019articolo provengono da un manoscritto anonimo del 1700 donato da Don Giacomo Mezzacasa a Don Ferdinando Tamis.(fotoriproduzione Tiziano De Col)<\/em><\/p>\n<p><strong>Memoria della Boa<\/strong><br \/>\nScritta da Giacomo Simonetti e copiata da Giacomo De Zordi Sabbe, e trascritta da suo nipote Giacomo Rosson l\u2019anno 1838 e scritta di nuovo da De Col Maria fu Giuseppe Biote l\u2019anno 1889. (Quest\u2019ultima era pronipote di Giacomo De Zordi).<br \/>\nDisegni tratti dal manoscritto anonimo<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-valle-agordina-320-anni-dalla-boa-del-1701-prima-di-sei-parti\/b8b9e08d-f3c5-4afc-a895-dfcefa08402e\/\" rel=\"attachment wp-att-247900\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-247900 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/b8b9e08d-f3c5-4afc-a895-dfcefa08402e-300x243.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/b8b9e08d-f3c5-4afc-a895-dfcefa08402e-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/b8b9e08d-f3c5-4afc-a895-dfcefa08402e-768x622.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/b8b9e08d-f3c5-4afc-a895-dfcefa08402e.jpg 869w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>IL GRANDE IDDIO<\/strong><\/p>\n<p>Padrone e sovrano di tutte le cose, visibili ed invisibili, che regge e governa, che premia e castiga con somma Giustizia.<br \/>\nVolendo io descrivere il flagello che Iddio mand\u00f2 nella Comune di La Valle , io credo che non sar\u00e0 successo quasi mai una cosa tale n\u00e9 vorr\u00e0 gnanche che avesse a succedere in verun luogo un castigo di tal genere nell\u2019avvenire. Dunque mi inchino davanti al mio Dio e lo supplico a volermi donar grazia di poter col mio povero talento darvi a conoscere e con il vostro agiuto accompagnarmi nel racconto con successo e spettacolo. Oh quanto siete giusto, o Signore ! Mai comparve alla meraviglia di questo disfortunato Comune di La Valle, e che sia mai avvenuto ci racconta Giacomo De Zordi, che di anni 12 principi\u00f2 ad andare a Bologna, e parlando con omini di carattere e diverse persone si dilettava di ragionare di questi spaventevoli successi; ma massime fino allora aveva mai sentito un caso simili, e preghiamo pure Iddio a volerne preservare da simili castighi, che \u00e8 impossibile a intendere massime a certi mondani libertini del secolo d\u2019adesso, che il rammemorare queste cose fa loro nausea e fastidio, quello che non faceva a quelli discrgraziati d\u2019allora, che molti per lo spavento avevano perduto perfino li sensi e divenuti quasi fuori di s\u00e9 stessi dallo spavento.<br \/>\nVivendo allora la felice memoria di S:S. Papa Urbano IX diceva alla fine di quel secolo allora ormai passato, cio\u00e8 nel 1699 ovvero nel principio dell\u2019anno venturo 1700 cio\u00e8 l\u2019anno 1701 avria avuto caro di essere al mondo ma non di essere Pontefice, che diceva che doveva succedere qualche gran calamit\u00e0 di guerra e altri disagi, il che si verific\u00f2: avvenne una guerra sotto Mantova e per Milano fra due grandissime potenze, cio\u00e8 il gran Re di Francia e la Corona Imperiale. Da noi non \u00e8 stata la guerra li nostri castighi, ma come piace al nostro sommo Creatore , che di quando in quando vuole risvegliare le sue creature con qualche castigo, giusta quando dimenticano il loro Dio, che vorrebbe salvarci tutti e che per il grande amore che ha verso di noi, discese dal cielo e si fece uomo e ha patito una passione dolorosa e una morte crudele, onde ci \u00e8 di bisogno che noi ancora per suo amore sopportiamo volentieri le disgrazie che ci manda se vogliamo essere premiati nell\u2019altra vita in Paradiso, se per sua misericordia ci far\u00e0 degni.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno dell\u2019Incarnazione di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo 1701 sotto il Pontificato di Clemente XI, e che governava la citt\u00e0 di Belluno Andrea Tiepolo, e Vescovo Giovanni Francesco Bembo, in quell\u2019anno nel tempo d\u2019inverno casc\u00f2 pochissima neve per tutta quella invernata nel principio di quella primavera. Poi alli 8 (otto) di Aprile incominci\u00f2 a venire molta neve e continu\u00f2 a fioccare in sino alli 15 (quindici) di detto mese, e alla montagna ne gera pi\u00f9 di due passi , e cos\u00ec non potendo pi\u00f9 sopportare il terreno per essere anche la stagione in primavera, si che vedendo il popolo di La Valle che l\u2019acqua chiamata Missiaga era cos\u00ec grande e intorbidita che faceva maraviglia a ciascheduno che la guardava. E in essa scorreva e menava legni di tabi\u00e0 ed arbori ed altre materia, ma non pensavano quello che poteva succedere e che \u00e8 successo. Cosicch\u00e8 dopo, l\u2019acqua conduceva questi legnami e la gente andava a raccoglierli. Essendo questo tempo giorni di giubileo, onde il giorno 11 (undici) Aprile alle ore 12 (dodici) di sera in giorno di venerd\u00ec, essendo il tempo piovoso ed il terreno gonfio d\u2019acqua e dalla neve, videro una impetuosa \u201cbova\u201d(frana) mista di neve e terra ed arbori che veniva per detta acqua detta Missiaga, e tutto il popolo si credeva tutti morti e tutti ad alta voce gridavano misericordia per il gran spavento che avevano. La \u201cbova\u201d era alta pi\u00f9 di 8 (otto) passi , e poi veniva un gran vento innanzi alla materia, il quale spiantava li alberi fruttiferi e li pi\u00f9 grandi nogari che si poteva vedere li sradicava come se fossero paglia.<br \/>\nIn quel medesimo tempo fu anche morto 48 persone tra uomini, donne e fanciulli; di pi\u00f9 dispiantava e sotterrava li edifizi che erano in detta acqua, il primo dei quali era il follo ed il molino dei follador, nella villa di Cugnago: questo era di Andrea De Cassan. In fine del luogo cos\u00ec detto Cambrusc vi era una sega ad acqua di Piero Carafia con tabi\u00e0 e casa di Bartolomeo del Valentin Monego con una sua sorella e questa rest\u00f2 morta sotto la materia ed esso pot\u00e8 scappare e salvarsi. E poi vi era un molino di uno chiamato Pietro Zart e il medesimo aveva un piccolo fanciullo il quale gridava: \u201cPadre, scampemo, scampemo, se no siamo morti\u201d. Questo aveva quattro figli con alquanti pezzi di campo e cavallo e casa con le loro sostanze e vi \u00e8 rimasto solo il padre con un figlio senza pi\u00f9 nessuna cosa e quasi ignudi. Un altro molino di Giovanni Battista Monego, con la morte di una sua nuora e di un fanciullo con tutte le loro sostanze li quali erano dirimpetto a Fad\u00e8s . In cima della villa era un molino di Pietro De Col con casa e tabi\u00e0 e cavallo e porci, e sua moglie \u00e8 stata due ore sepolta sotto la \u201cbova\u201d e poi con l\u2019ajuto di Dio e di suo fratello fu liberata; fu maccata un poco alle gambe ma al resto della vita non si fece nessun male; il peggio era che si trovava vicino al parto e questo era in cao alla villa di Fad\u00e8s. Quivi vi era anche una fusina di uno cos\u00ec detto Giovanni Friz con casa tabi\u00e0 e stalla di Simeone q.Zordi Simonetti. Dritto al campo S.Mechiele eravi la casa di Matteo Dall\u2019Acqua con tutta la sua roba e sostanze e in quell\u2019istesso luogo eravi la casa di Giacomo Dall\u2019Acqua con tutte le loro sostanze e questo aveva anche un molino, e questo era dritto la casa del Rabul e la casa del S.Corte con tre fanciulli. Dritto la casa di Pietro Crose era il molino di Florian De Col da Tors\u00e0s, ed esso rest\u00f2 privo di tutte le sue sostanze. Gi\u00f9 dritto la casa del Coda era il molino del fu Matteo De Cassan, detto Suic, e poi eravi il tabi\u00e0 del fu Michiel Zos con campi e prati e alberi ancora, massime campi in gran quantit\u00e0 e non \u00e8 possibile dare ad intendere il gran luogo che rest\u00f2 sepolto, ma vi dar\u00f2 li contrassegni e la lontananza che v\u2019era dall\u2019acqua, cio\u00e8 il suo canale, da Cugnago a l\u2019acqua due tiri di fucile, da Fad\u00e8s a l\u2019acqua due tiri di sasso. In dritto a Crostolin eravi una sega di Giuseppe Da Ronche e molino chiamato del Lovo con una donna e due fanciulle e tabi\u00e0 e stalla e animali e altre facolt\u00e0. A due ore di notte la \u201cbova\u201d \u00e8 arrivata al fiume cos\u00ec detto Cord\u00e8gol con gran spavento di quelli di Ponte Alto. La notte seguente quelli di La Valle tutti spaventati scapparono ed avevano abbandonato le proprie case, con li fanciulli in braccio recitando il \u201cMiserere\u201d e il Rosario e le Litanie raccomandandosi a Dio e a Maria e salirono su per li monti. Quelli di Cugnago gridavano ad alta voce \u201cScampa, Scampa\u201d a quelli delli altri villaggi. Quelli di Fad\u00e8s abitavano su per li Regolei e il simile quelli di Lantrago alla Forcelletta e su in Col dei Zos, i quali per il gran spasimo non si vedevano sicuri gnanche qui, quivi stettero per lo spazio di dieci (dieci) giorni prima di ritornare nelle loro case; appena andava a prendersi da mangiare e poi correva senza serrare neppure le porte. Lasciava in abbandono le bestie, le quali giacevano morte su li monti e nelle stalle. Per l\u2019acqua da farsi da mangiare si serviva di quella di Lac, cio\u00e8 qua di Lantrago, ai pie\u2019 de li colli era a Regolei e quelli di Lantrago similmente a quelli di Cugnago su a Zeidarif, ossia la piaia, e quelli di Conaja entro a Cogol, quelli di Tors\u00e0s su per la montagna, e quelli di Gaidon fuori per le Colle e fuori a Roit. Il giorno 15 (quindici) Aprile andarono a cercare li morti ma si trovarono solo teste e gambe e busti, ma nessuno intero, ma bens\u00ec tutti in pezzi, e non si conosceva pi\u00f9 da uomini o donne. Fecero poi venire la Giustizia di Belluno, due o tre volte; ma poi vedendo che la spesa andava troppo alta si fece venire un ordine da Belluno, di farsi venire il Meriga a vedere li morti, e ne hanno trovato fino a Burb\u00e0n . Il popolo allora principi\u00f2 a pensare dove si partisse tanta materia e li cadaveri insieme . E allora il popolo confuso e tramortito com\u2019era non poteva neppure andare a vedere dove si partisse tanta materia per la gran neve che era ancora in montagna. Ma i pi\u00f9 coraggiosi si sforzarono di andare a vedere e trovarono che mancavano i prati di Nadera e Tamer e Rive e fu giudicato che sia mancato per pi\u00f9 di 200 carri di fieno, andato tutto in rovina. Per 12 gioni restarono su per li colli e monti e neppur qui non si vedevano sicuri e non andavano pi\u00f9 ad abitare le proprie case. Allora \u00e8 venuto il Reverendissimo don Giovanni, nobile Miari Bellunese, Arcidiacono in Agordo , venne a La Valle a consolare il popolo, lo esort\u00f2 a ritornare nelle proprie case e cos\u00ec la maggior parte ritornarono. Ma li fanciulli sui 8 anni erano tanto impauriti che non si poteva pi\u00f9 ridurli nelle ville. Li tre villaggi di qua, cio\u00e8 Cugnago, Fad\u00e8s e Lantrago non potevano pi\u00f9 andare alla Chiesa e a Messa perch\u00e9 affondavano nella \u201cbova\u201d e disordinata materia di neve e terra mista. Tuttavia s\u2019ingegnavano con mettere tavole una dietro l\u2019altra e cos\u00ec andavano a Messa e alle funzioni. Di pi\u00f9 era allora il tempo di seminare ma ohim\u00e8!&#8230;&#8230;&#8230;nessuno si curava pi\u00f9 di seminare le loro biade. Li sacerdoti poi di La Valle, cio\u00e8 il Reverendo don Giovanni Domenico Apollonio degnissimo Parroco di questo Comune ed il Degnissimo Mansionario delle Anime don Desiderio Taio ed il Degnissimo don Bartolomeo Marchioni, Cappellano.<\/p>\n<p><em>&#8211; Con il termine Comune si intendeva la comunit\u00e0 degli abitanti e non l\u2019attuale Comune nato nel 1800. Al tempo l\u2019entit\u00e0 amministrativa era la Regola de La Val ( talvolta citata come Regola della Val o Regola della Valle)- Regulam Vallis.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Il passo bellunese corrisponde a 175 centimetri<\/em><br \/>\n<em>&#8211; al tempo era chiamata Missaga<\/em><br \/>\n<em>&#8211; per la misura del passo vedi nota n\u00b0 2<\/em><br \/>\n<em>&#8211; altre fonti parlano di 41 persone morte complessivamente tra la prima e la seconda \u201cbova\u201d<\/em><br \/>\n<em>&#8211; nel luogo dove ora si trovano i civici 1, 2, 3, 4 ed altri della frazione di Cugnago, in prossimit\u00e0 del ponte <\/em><br \/>\n<em>&#8211; aprossimativamente in un luogo vicino all\u2019attuale municipio, accanto all\u2019acqua<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Meriga era il capo Regola<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Bribano<\/em><br \/>\n<em>&#8211; ovviamente il popolo della piana bellunese<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>TERZA\u00a0 PARTE\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>I disegni pubblicati nell\u2019articolo provengono da un manoscritto anonimo del 1700 donato da Don Giacomo Mezzacasa a Don Ferdinando Tamis.(fotoriproduzione Tiziano De Col)<\/em><\/p>\n<p>Memoria della Boa Scritta da Giacomo Simonetti e copiata da Giacomo De Zordi Sabbe, e trascritta da suo nipote Giacomo Rosson l\u2019anno 1838 e scritta di nuovo da De Col Maria fu Giuseppe Biote l\u2019anno 1889. (Quest\u2019ultima era pronipote di Giacomo De Zordi).<\/p>\n<p>SI TRATTA DELLA NOVA ROVINA CHE SPIANTO\u2019 LA CHIESA E LE DUE CANONICHE. (disegno n.1)<\/p>\n<p>Ma il Dio grande padrone dell\u2019universo mondo volle compiere il destinato castigo e mand\u00f2 pure un altro castigo e flagello assai pi\u00f9 orribile del primo. Dunque li 22 Aprile in giorno di marted\u00ec alle ore tre di notte, mentre tutti erano a letto si sent\u00ec un terribile terremoto il quale fece tremare tutte le case, e cascavano li coperti delle case sicch\u00e8 tutti spasimati si raccomandavano a Dio, si levarono dal letto e cominciarono a scappare di nuovo sulli monti vicini. Sentivano che la bova correva di continuo, con gran romore ed urli spasimevoli, che si credeva si subissasse non solo La Valle, ma il mondo intero, e lo sventurato popolo pass\u00f2 tutta la notte in orazione. Giunta poi la mattina di Mercoled\u00ec incominciarono a guardar verso la Chiesa di San Michele Arcangelo, ma per via di caligine non potevano veder il loco e neppure si vedevano le Ville, quindi venuta l\u2019ora dell\u2019Avemaria e non sentendo suonarla dicevano tra loro: \u201c che cosa potr\u00e0 essere che in questo giorno non si sentono suonare le Avemarie ?\u201d. Ma venuta poi un\u2019ora di giorno cess\u00f2 la nebbia. Oh! Videro il dolorosissimo e spaventosissimo successo: che quel Preziosissimo Tesoro \u00e8 rimasto vittima della rovina insieme con le due Canoniche dei preti e dei nonzoli, e la deliciosissima Cappellina di Loreto, dispiantate al tutto d\u2019ogni cosa. Onde il popolo cominci\u00f2 a piangere amaramente e gridar misericordia vedendosi privo di cos\u00ec bel Santuario e del rimanente. Massime quelli della Villa di Conaggia subito che hanno udito il rumore lasciato da parte il timore e vestiti di zelo e coraggio si fecero incontro alla Chiesa, videro il gran flagello e udirono una lamentevole voce che gridava: \u201c ohe di Conaggia, aiuto, aiuto se no son morto! \u201c; e si avvicinarono e trovarono essere don Bartolomeo Marchioni quasi mezzo sotto la rovina. Simile era venuto alla serva del Rv.don Desiderio Taio il vento l\u2019aveva portata via senza essere neppure mossa dal letto e portata gi\u00f9 nella strada alquanti passi lontano dalla Canonica e anche dalla rovina e senza nessun danno, essa del continuo chiamava il suo padrone, ma indarno, perch\u00e9 il campanile fu rovesciato sopra la sua camera e fu trovato morto. Menarono quindi il primo prete don Bartolomeo Marchioni su a Maten e fu medicato perch\u00e9 era tutto ammaccato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-valle-agordina-320-anni-dalla-boa-del-1701-parti-2-di-6\/be0b3064-99be-4d01-b457-a2fbdb60a5ab\/\" rel=\"attachment wp-att-248924\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-248924 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/be0b3064-99be-4d01-b457-a2fbdb60a5ab-300x215.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/be0b3064-99be-4d01-b457-a2fbdb60a5ab-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/be0b3064-99be-4d01-b457-a2fbdb60a5ab-768x550.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/be0b3064-99be-4d01-b457-a2fbdb60a5ab.jpg 852w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>SI LEGGE DI QUANDO FU RITROVATO IL CORPO MORTO DEL Rv. DON DESIDERIO TAIO. (disegno n.2)<br \/>\nLa mattina seguenta il popolo della Villa di Conaggia and\u00f2 in cerca delle cose perdute della chiesa e particolarmente del sacerdote don Desiderio Taio e fu data parte in Agordo della sudetta disgrazia e della morte del prete. Quelli vennero alla Valle per levar processionalmente il cadavere, ma non potendo venir per la strada solita per via della rovina convenne andar per la strada verso le fucine nella Val Imperina e fuori per Canale fino al primo ponte poi girarono il ponte detto di S.Martin e furono venuti per il loco detto Roit e poi per la strada di Scolon e per la montagna arrivarono finalmente pieni di ammirazione al loco della rovinata Chiesa. Quivi levarono il morto e per non far la seconda volta la strada lunga si ingegnarono di porre delle tolle sopra la rovina una seguente l\u2019altra e cos\u00ec abbreviarono il tragitto e portarono il cadavere nel Cemeterio d\u2019Agordo. Furono poi trovate tutte e tre le campane, due sane e una rotta e quella mezzana era ferma sopra un pomaro poco discosto dal loco dove fu trovato il prete morto, che alquanto tempo dopo fu messa una croce per memoria e sufragio del sudetto sacerdote. Fu poi trovato il nicchio dove stava la statuina della B.Vergine di Loreto, senza essere per\u00f2 lordata, tutta bella e intiera come se fosse stata messa al sicuro, la qual dopo per qualche tempo fu messa sull\u2019altar maggiore nella piccola cappela, che il popolo si fabbric\u00f2 per celebrar Messa fino che potessero frabbricarne una nova.<br \/>\nIl popolo poi attendeva a traslocare le sue sostanze lungi dalle Ville perch\u00e9 non si vedeva sicuro.<br \/>\nIl Reverendissimo don Giovanni Apolonia Parroco vedendo il caso strano mand\u00f2 subito un messo a Cividal di Belluno a notificare all\u2019 \u201cIllustrissimo e Reverendissimo Monsignor Giovanni Francesco Bembo\u201d, che erano subissate le due Canoniche e la Chiesa Parrocchiale e la Cappellina di Loreto e di pi\u00f9 che si era smarrito il Divinissimo Sacramento dell\u2019Eucarestia. Sicch\u00e8 il Vescovo udendo quest\u2019infausta novella non pot\u00e8 trattener le lagrime, e piangeva tanto che non poteva darsi pace intendendo una cos\u00ec strana rovina. Sicch\u00e8 scrisse presto in Agordo alli Rev.Parrochi che salissero adirettura il sacro Pergamo e che raccomandassero caldamente a quel popolo li sfortunati parrocchiani di Valle, ed esortarli ad aiutar quanto potevano a quanto loro era necessario, come poi fecero quelli. Il banditore fu il Reverendissimo Signor Arcidiacono sopranominato di cognome Miari. Quindi il Signor Arcidiacono comand\u00f2 che quelli dovessero digiunare tre d\u00ec continui fuor che quelli che erano dispensati, e ci\u00f2 in memoria del S.Sepolcro, onde pregar Iddio a conceder grazia di poter ritrovare lo smarrito S.S. Sacramento; di pi\u00f9 comand\u00f2 atutte le Comuni sopra Castello e sotto Chiusa che dovessero concorrer con le loro forze ad aiutar per rintracciar il sopradetto Tesoro smarito e altre cose ancora.<\/p>\n<p>SI DICE DI QUANDO VENNERO PROCESSIONALMENTE QUELLI DI AGORDO ALLA VALLE E ALTRO (disegno n.3)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-valle-agordina-320-anni-dalla-boa-del-1701-parti-2-di-6\/c35770bd-d0be-494f-86d3-8c0560956703\/\" rel=\"attachment wp-att-248925\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-248925 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/c35770bd-d0be-494f-86d3-8c0560956703-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/c35770bd-d0be-494f-86d3-8c0560956703-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/c35770bd-d0be-494f-86d3-8c0560956703-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/c35770bd-d0be-494f-86d3-8c0560956703.jpg 866w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Prima d\u2019innoltrarmi pi\u00f9 d\u2019avantaggio nella narrazione convien dire quel che la medesima notte rivin\u00f2 ancor la rovina. Poich\u00e9 dopo spiantata la Chiesa la materia si fece da vicino alla Villa di Tors\u00e0s, venne verso la casa detta del Coda e le rovin\u00f2 un cantone di Giovanni Maria Friz; sono rimasti sotto la rovina sua moglie e due suoi putti che si credevano morti, ma con l\u2019aiuto di Dio e degli amici furono salvati senza nessuna offesa; di pi\u00f9 la casa del Titola fu scossa insieme con quella del Galina, le quali furono offese in pi\u00f9 luoghi che ancora questo anno resta di provvedere ma particolarmente quella del Titolla. La rovina gli spiant\u00f2 la scala per la quale entravano in casa e la famiglia sentendo quelle scosse si smarrirono dal timore e si levarono dal letto per fuggire. Ma non potendo pi\u00f9 discendere per la scala e, perci\u00f2 restarono novamente sorpresi e imbrogliati ma si pensarono di salire il tetto e fecero voce ai vicini. Costoro misero loro una scala appoggiata al tetto e cos\u00ec fuggirono di nottetempo. Gi\u00e0 tutti su per li monti avendo abbandonato di nuovo le loro case si ricoverano nei primi abitacoli. Intanto li signori Parroci di Agordo incominciarono a pensare qual cosa potessero fare in ajuto della disgraziata Comune di Valle. Si stabil\u00ec coll\u2019ajuto di Dio di radunare il popolo per venir processionalmente alla Valle onde dar la benedizione al tempo perch\u00e9 si aggiustasse, quindi s\u2019inchinarono e levarono il SS. Sacramento e vennero su per loco detto Naorieghe (sopra Veran) e per Buscaz e per la strada di Col e per Vadere e Rigon fino a Zeidarif e poi a Col da Lasta sopra le Chiesurette dove presentemente si vede una croce piantata per memoria, che fecero voto di visitare ogni anno come in tal giorno per rendere grazia dell\u2019ottenuto beneficio.<br \/>\nGiunti che furono, diedero la S.Benedizione col SS. Sacramento, poi il Rev.do don Bartolomeo Marchioni dottor di legge fece un bellissimo sermone per il quale il popolo gridava \u201c Misericordia, misericordia \u201c. Ma ohim\u00e8! Che nel mentre che se la passavano con divozione su quel colle la rovina di bel nuovo si mosse e torn\u00f2 a correr per il suo canale. Ci\u00f2 vedendo il popolo tutto spaventato fugg\u00ec in su temendo di restar offeso e se ne torn\u00f2 in Agordo e il misero popolo di Valle rest\u00f2 quasi del tutto orfano, senza chiesa, senza Secerdoti, senza il SS. Sacramento e tutti, confusi e avviliti per la loro disavventura parendo loro d\u2019esser abbandonati.<br \/>\nMio padre aveva allora l\u2019et\u00e0 di 75 anni, ed essendo ancor egli come altri fuggito dalla villa si ricover\u00f2 su nella Forn\u00e0s detta del Piai che ancor presentemente si vede, ed essendo desideroso del ben del prossimo e in pari tempo timoroso che le case si sommergessero di notte tempo usciva fuori della sudetta Forn\u00e0s e mirava verso le Ville e vedendole ancora ritornava al popolo, che in quel luogo dimorava e diceva che stessero tranquilli e si facessero coraggio che le case ancor rimanevano, e cos\u00ec segu\u00ec per alquante notti. Il giorno 25 detto il nostro parroco don Bartolomeo Apolonia si port\u00f2 alla Valle per consolare li suoi parrocchiani insieme con il Rev. Don Antonio Paradisi e venendo dalla parte di Lantrago tutti e due a cavallo, quando furono vicini alla Villa udirono una voce che diceva loro : \u201c fuggite, fuggite !! scampate la vitaaa!!!\u201d, e in cos\u00ec udire tutti e due discesero da cavallo e fuggirono a piedi quanto potevano, perch\u00e9 di nuovo la Bova fece un\u2019altra ributata.<br \/>\ncontinua &#8211; ( tutti i diritti sono riservati, in quanto parte di un volume in via di pubblicazione)<\/p>\n<p>&#8211; Tutte le documentazioni immediatamente posteriori alla Boa e le lapidi poste all\u2019esterno ed all\u2019interno della Chiesa riportano l\u2019avvenimento nella notte tra il 27 ed il 28 Aprile come peraltro la prima Boa, che nel manoscritto del Simonetti \u00e8 datata 11 Aprile \u00e8 invece riportata dalle fonti ufficiali (Suppliche della Regola alla Serenissima e Libri della antica Chiesa di S.Michiel) in data 15 Aprile.<br \/>\n&#8211; Un altro manoscritto, anonimo, presumibilmente del secolo XVIII (1700), dal quale sono tratte pure le illustrazioni che compaiono in questo articolo, riporta che la serva di Don Taio fu portata dal vento, nel suo letto, fino nella strada detta \u201cdi Spin\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; Il verbo \u201cattendeva\u201d indica che \u201c era intento\u201d, italianizzato dal dialetto \u201c el ghe t\u00e8ndea\u201d.<br \/>\n&#8211; Antico nome di Belluno<br \/>\n&#8211; Le notizie storiche immediatamente seguenti il fatto citano anche la Casa del Nonzolo tra le costruzioni distrutte<br \/>\n&#8211; la data corretta (secondo la nota 1) \u00e8 il 30 Aprile, 5 giorni dopo la distruzione della Chiesa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>QUARTA PARTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>I disegni pubblicati nell\u2019articolo provengono da un manoscritto anonimo del 1700 donato da Don Giacomo Mezzacasa a Don Ferdinando Tamis.(fotoriproduzione Tiziano De Col)<\/p>\n<p>Memoria della Boa<br \/>\nScritta da Giacomo Simonetti e copiata da Giacomo De Zordi Sabbe, e trascritta da suo nipote Giacomo Rosson l\u2019anno 1838 e scritta di nuovo da De Col Maria fu Giuseppe Biote l\u2019anno 1889. (Quest\u2019ultima era pronipote di Giacomo De Zordi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/320-anni-dalla-boa-del-1701-parti-2-di-6\/e43f826d-468d-4aab-ba55-b7a3043fd91c\/\" rel=\"attachment wp-att-249280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-249280 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/e43f826d-468d-4aab-ba55-b7a3043fd91c-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/e43f826d-468d-4aab-ba55-b7a3043fd91c-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/e43f826d-468d-4aab-ba55-b7a3043fd91c-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/e43f826d-468d-4aab-ba55-b7a3043fd91c.jpg 866w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>SI DICE DI QUANDO VENNERO PROCESSIONALMENTE QUELLI DI AGORDO ALLA VALLE E ALTRO (disegno n.3)<\/p>\n<p>Prima d\u2019innoltrarmi pi\u00f9 d\u2019avantaggio nella narrazione convien dire quel che la medesima notte rivin\u00f2 ancor la rovina. Poich\u00e9 dopo spiantata la Chiesa la materia si fece da vicino alla Villa di Tors\u00e0s, venne verso la casa detta del Coda e le rovin\u00f2 un cantone di Giovanni Maria Friz; sono rimasti sotto la rovina sua moglie e due suoi putti che si credevano morti, ma con l\u2019aiuto di Dio e degli amici furono salvati senza nessuna offesa; di pi\u00f9 la casa del Titola fu scossa insieme con quella del Galina, le quali furono offese in pi\u00f9 luoghi che ancora questo anno resta di provvedere ma particolarmente quella del Titolla. La rovina gli spiant\u00f2 la scala per la quale entravano in casa e la famiglia sentendo quelle scosse si smarrirono dal timore e si levarono dal letto per fuggire. Ma non potendo pi\u00f9 discendere per la scala e, perci\u00f2 restarono novamente sorpresi e imbrogliati ma si pensarono di salire il tetto e fecero voce ai vicini. Costoro misero loro una scala appoggiata al tetto e cos\u00ec fuggirono di nottetempo. Gi\u00e0 tutti su per li monti avendo abbandonato di nuovo le loro case si ricoverano nei primi abitacoli. Intanto li signori Parroci di Agordo incominciarono a pensare qual cosa potessero fare in ajuto della disgraziata Comune di Valle. Si stabil\u00ec coll\u2019ajuto di Dio di radunare il popolo per venir processionalmente alla Valle onde dar la benedizione al tempo perch\u00e9 si aggiustasse, quindi s\u2019inchinarono e levarono il SS. Sacramento e vennero su per loco detto Naorieghe (sopra Veran) e per Buscaz e per la strada di Col e per Vadere e Rigon fino a Zeidarif e poi a Col da Lasta sopra le Chiesurette dove presentemente si vede una croce piantata per memoria, che fecero voto di visitare ogni anno come in tal giorno per rendere grazia dell\u2019ottenuto beneficio.<br \/>\nGiunti che furono, diedero la S.Benedizione col SS. Sacramento, poi il Rev.do don Bartolomeo Marchioni dottor di legge fece un bellissimo srmone per il quale il popolo gridava \u201c Misericordia, misericordia \u201c. Ma ohim\u00e8! Che nel mentre che se la passavano con divozione su quel colle la rovina di bel nuovo si mosse e torn\u00f2 a correr per il suo canale. Ci\u00f2 vedendo il popolo tutto spaventato fugg\u00ec in su temendo di restar offeso e se ne torn\u00f2 in Agordo e il misero popolo di Valle rest\u00f2 quasi del tutto orfano, senza chiesa, senza Secerdoti, senza il SS. Sacramento e tutti, confusi e avviliti per la loro disavventura parendo loro d\u2019esser abbandonati.<br \/>\nMio padre aveva allora l\u2019et\u00e0 di 75 anni, ed essendo ancor egli come altri fuggito dalla villa si ricover\u00f2 su nella Forn\u00e0s detta del Piai che ancor presentemente si vede, ed essendo desideroso del ben del prossimo e in pari tempo timoroso che le case si sommergessero di notte tempo usciva fuori della sudetta Forn\u00e0s e mirava verso le Ville e vedendole ancora ritornava al popolo, che in quel luogo dimorava e diceva che stessero tranquilli e si facessero coraggio che le case ancor rimanevano, e cos\u00ec segu\u00ec per alquante notti. Il giorno 25 detto il nostro parroco don Bartolomeo Apolonia si port\u00f2 alla Valle per consolare li suoi parrocchiani insieme con il Rev. Don Antonio Paradisi e venendo dalla parte di Lantrago tutti e due a cavallo, quando furono vicini alla Villa udirono una voce che diceva loro : \u201c fuggite, fuggite !! scampate la vitaaa!!!\u201d, e in cos\u00ec udire tutti e due discesero da cavallo e fuggirono a piedi quanto potevano, perch\u00e9 di nuovo la Bova fece un\u2019altra ributata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/320-anni-dalla-boa-del-1701-parti-2-di-6\/62524d9f-1103-4df8-b4bc-67a99a1caece\/\" rel=\"attachment wp-att-249281\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-249281 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/62524d9f-1103-4df8-b4bc-67a99a1caece-300x260.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/62524d9f-1103-4df8-b4bc-67a99a1caece-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/62524d9f-1103-4df8-b4bc-67a99a1caece-768x667.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/62524d9f-1103-4df8-b4bc-67a99a1caece.jpg 893w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>SI LEGGE DI QUANDO LI POPOLI DEL DISTRETTO TROVARONO NELLA ROVINA IL SUDETTO S.S. SACRAMENTO (disegno n.4)<\/p>\n<p>Or ritorniamo alla rovinata chiesa e diciamo che dopo l\u2019ordine avuto dall\u2019Arcidiacono di agordo le vicine Comuni una al giorno si portarono al loco rovinato per lavorare e rivenire le cose perse della chiesa e particolarmente il S.S. Sacramento e sar\u00e0 stato pi\u00f9 di 400 persone al giorno che lavorava; e si lavor\u00f2 per lo spazio di giorni undici. L\u2019undecimo giorno, giorno nuovamente solenne e di allegrezza il popolo lavorava diligentemente, essendo anche presente i sacerdoti e un osservante d\u2019Agordo chiamato Doroteo, il quale diceva che si lavorasse pure finch\u00e8 si avesse la fortuna di trovar l\u2019Agustissimo Sacramento e che li regalerebbe d\u2019un paio di zecchini come poi fece. Erano presenti anche tutti li Parrochi recitando il Rosario piangenti e lacrimosi; intanto il popolo lavorava l\u00e0 dove prima del Cimitero si vedeva una croce piantata in un piedistallo di marmo e questo posto sopra un sasso e lavorando in quel luogo trovarono dei pezzetti del tabernacolo e ritrovatili lavorarono diligentemente, e s\u2019incominci\u00f2 a sentir una soavissima fragranza di Paradiso, e li sacerdoti intuonarono le Litanie e il Salmo \u201cMiserere\u201d. Intanto a lode di Dio e dei suoi Santi fu trovata la Sacra Pisside ancora chiusa e si crede nel nicchio; a ore 21 si ritrov\u00f2 il Santissimo Sacramento. Subito con grande allegrezza si inton\u00f2 il \u201cTe Deum\u201d e li sacerdoti levarono la Sacra Pisside e subito mandarono messi in Agordo a dar notizia della fortuna avuta: che alla fine s\u2019era trovato il Santissimo Sacramento. E subito suon\u00f2 le due campane che erano ancora salve.<\/p>\n<p>continua &#8211; ( tutti i diritti sono riservati, in quanto parte di un volume in via di pubblicazione)<\/p>\n<p>&#8211; la data corretta \u00e8 il 30 Aprile, 5 giorni dopo la distruzione della Chiesa<br \/>\n&#8211; Le Comuni, al femminile, era il nome dato, dai francesi nei primi anni del 1800 (sec XVII, quando fu presumibilmente scritto questo testo) alle preesistenti Regole. Talora anche durante il dominio Veneziano e precedentemente, le Regole venivano chiamate Comuni (sempre al femminile) oppure Vicin\u00ece.<br \/>\n&#8211; Luogo anche dell\u2019attuale Cimitero. L\u2019antico, distrutto dalla Boa, come di consuetudine attorniava la chiesa e veniva anche chiamato Sagrato, da cui il termine dialettale Sagr\u00e0 per indicare il Cimitero. Il Cimitero poi trov\u00f2 posto attorno alla chiesa attuale per poi venire nuovamente posizionato sui ruderi dell\u2019antico e della vecchia chiesa ove si trova attualmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>QUINTA PARTE\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>I disegni pubblicati nell\u2019articolo provengono da un manoscritto anonimo del 1700 donato da Don Giacomo Mezzacasa a Don Ferdinando Tamis.(fotoriproduzione Tiziano De Col)<\/p>\n<p>Memoria della Boa<br \/>\nScritta da Giacomo Simonetti e copiata da Giacomo De Zordi Sabbe, e trascritta da suo nipote Giacomo Rosson l\u2019anno 1838 e scritta di nuovo da De Col Maria fu Giuseppe Biote l\u2019anno 1889. (Quest\u2019ultima era pronipote di Giacomo De Zordi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SI DISCORRONO DI QUANDO E COME FU PORTATO IL S.S. SACRAMENTO IN AGORDO (disegno n\u00b0 5)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/giornale-radiopiu-23-dicembre-2021-direttore-mirko-mezzacasa\/24f45d69-b065-4d3a-8751-9207b20d7cf5\/\" rel=\"attachment wp-att-249860\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-249860 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/24f45d69-b065-4d3a-8751-9207b20d7cf5-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/24f45d69-b065-4d3a-8751-9207b20d7cf5-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/24f45d69-b065-4d3a-8751-9207b20d7cf5-768x534.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/24f45d69-b065-4d3a-8751-9207b20d7cf5.jpg 976w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Subito trovata la Sacra Pisside con l\u2019Augustissimo Sacramento si diede notizia a quelli di Agordo, e li sacerdoti presenti alla rovina e a quell\u2019ora pigliarono la Sacra Pisside e s\u2019inviarono verso la Pieve d\u2019Agordo e quelli d\u2019Agordo subito avuta la novella s\u2019inviarono con onorevolissima processione, venendo la terza volta verso la Valle, e uniti con strumenti e violini; insomma una processione d\u2019allegrezza da una parte e dall\u2019altra. Pensate voi dove in questo punto io m\u2019aggirava col pensiero. Quindi quando tutto il popolo di Valle d\u2019Agordo s\u2019invi\u00f2 con la processione, piangente e ansioso, pensando che restava del tutto orfano, cio\u00e8 senza l\u2019Augustissimo Sacramento, senza Tempio, senza sacri ministri, restava tanto afflitto e sconsolato che molti pel raccapriccio divenivano meno, e vi fu chi perdette perfino il buon senso del cervello. Quelli che si trovavano per le campagne col loro aratro lasciarono li bovi nel campo e seguirono la processione. Si racconta una meraviglia: che quelli che lasciarono l\u2019aratro nel campo con li bovi quando furono ritornati trovarono ancora il bestiame nello stesso luogo, ne pur si trov\u00f2 alcun disastro; questa senza altro \u00e8 una meraviglia !<br \/>\nFinalmente si fece molto lavoro anche per trovare li arredi della sagristia e fornimenti della chiesa; sicch\u00e8 molte cose si ritrovarono ma in pezzi e rovinate e moltissime si ritrovarono in parte e anche non si trovarono pi\u00f9, delle quali si dir\u00e0 il nome a suo tempo quando si discorrer\u00e0 dei fornimenti della chiesa e della cappellina di Loreto, per ora altro non posso dirvi se non che tutto il fin qui detto non fu se non le cose pi\u00f9 notabili e d\u2019altro io non mi sento capace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SI DISCORRONO DI QUANDO E COME IL POPOLO S\u2019INGEGNO\u2019 DI FABBRICARSI UNA CAPPELLA PER DIR MESSA ( disegno n\u00b0 6 )<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/giornale-radiopiu-23-dicembre-2021-direttore-mirko-mezzacasa\/73dff71a-894e-4dcc-b885-f20ccdfca95b\/\" rel=\"attachment wp-att-249861\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-249861 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/73dff71a-894e-4dcc-b885-f20ccdfca95b-300x187.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/73dff71a-894e-4dcc-b885-f20ccdfca95b-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/73dff71a-894e-4dcc-b885-f20ccdfca95b-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/73dff71a-894e-4dcc-b885-f20ccdfca95b-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/73dff71a-894e-4dcc-b885-f20ccdfca95b.jpg 1028w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Essendo che eravamo senza chiesa e per conseguenza senza messa, e ancor vicini alla Pentecoste, si fece fabbricar una cappella fatta di legname e il giorno di Pentecoste si celebr\u00f2 la S.Messa in questa chiesa. Passati gi\u00e0 venti giorni che erano senza chiesa fecero un capitello per le campane e il cimiterio per seppellire li morti. Il popolo di La Valle allora si era radunato per trattar dove e come si potesse fabbricar una nuova chiesa, essendo diversi i pareri, perch\u00e9 tutte le Ville la volevano a s\u00e9 vicina, vale a dire che quelli di Lantrago la volevano fora alla Forcella, Fad\u00e8s su in Pecol, Cugnago su in Cal\u00f2n, Conaggia entro a Invern, Tors\u00e0s l\u00e0 dove ella si vede, quindi essendo vicini alla Pentecoste e aspettando la visita del Vescovo si determinarono d\u2019aspettar il suo parere. Onde venuto il Vescovo in Agordo per la Visita si port\u00f2 anche alla Valle e il popolo consapevole della sua venuta and\u00f2 ad incontrarlo e a domandargli la sua santa Benedizione. Il Vescovo pianse per tenerezza vedendo un popolo tribulato e umiliato, poi lo benedisse. Finalmente arrivato alla Cappella di legno si prepar\u00f2 per la Messa; quando fu a mezza Messa si volt\u00f2 al popolo e fece un bellissimo sermone per il quale molti piangevano per tenerezza, poi si fece portare una croce di legno e diede la santa benedizione e disse queste parole:\u201d O popolo mio vi prego a seguirmi con la vostra voce e diremo cos\u00ec :<br \/>\nATTO DI CONTRIZIONE<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/giornale-radiopiu-23-dicembre-2021-direttore-mirko-mezzacasa\/71e73293-e5e8-43ec-8a04-e10fc8eb798e\/\" rel=\"attachment wp-att-249858\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-249858 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/71e73293-e5e8-43ec-8a04-e10fc8eb798e-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/71e73293-e5e8-43ec-8a04-e10fc8eb798e-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/71e73293-e5e8-43ec-8a04-e10fc8eb798e-768x573.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/71e73293-e5e8-43ec-8a04-e10fc8eb798e.jpg 896w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Signor mio Ges\u00f9 Cristo il quale ci avete con il vostro preciosissimo Sangue redenti e voleste nascer e morir per noi peccatori, sicch\u00e8 se noi siamo stati per il passato indegni con ogni umilt\u00e0 di cuore vi domandiamo umilmente perdono e Misericordia, Misericordia, Misericordia dei nostri falli e in solenne e fermo proponimento, o grande Iddio, di non peccar pi\u00f9 e mormorar mai pi\u00f9; e facciamo voto solenne di non pi\u00f9 ballar e non di non mai pi\u00f9 piantare festa da ballo.\u201d<\/p>\n<p>Finite queste parole il Vescovo diede la Benedizione e poi seguit\u00f2 la Messa, ma prima disse:<br \/>\n\u201cIo pregher\u00f2 nel Sacrificio lo Spirito Santo, il quale ci illumini dove piantar dovete la nuova chiesa, e provi ancora di scompagnarmi con le vostre orazioni, perch\u00e9 finita la Messa, piglier\u00f2 questa croce e dove lo Spirito Santo mi ispirer\u00e0 io la metter\u00f2 e ivi fabbricate la vostra chiesa\u201d.<\/p>\n<p>Terminata dunque la Messa il Vescovo fece quelle cerimonie che si deve alla Croce offerendo incenso, di poi si mise in ordine la processione e s\u2019inviarono verso la Villa di Tors\u00e0s portando il Vescovo la sudetta croce; arrivato che fu al luogo dove si vede l\u2019Altar maggiore al presente si ferm\u00f2 e ivi pose in terra la croce dicendo ad alta voce:<br \/>\n\u201cVi prego, popolo, d\u2019esser tutti contenti che io pianti qui questa croce e che piantar dovete la nuova chiesa\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/giornale-radiopiu-23-dicembre-2021-direttore-mirko-mezzacasa\/50f672bd-dde9-4540-a0eb-3e7b0524216d\/\" rel=\"attachment wp-att-249859\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-249859 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/50f672bd-dde9-4540-a0eb-3e7b0524216d-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/50f672bd-dde9-4540-a0eb-3e7b0524216d-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/50f672bd-dde9-4540-a0eb-3e7b0524216d-1024x723.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/50f672bd-dde9-4540-a0eb-3e7b0524216d-768x542.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/50f672bd-dde9-4540-a0eb-3e7b0524216d-1536x1084.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/50f672bd-dde9-4540-a0eb-3e7b0524216d.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Allora il popolo rispose ad alta voce che erano tutti contenti e allora quello che ha scritto la presente memoria il quale era presente a tutte queste cose, fu il primo a piantare il pal di ferro e a fare il buco per piantar la croce l\u00e0 dove ora risiede l\u2019altar maggiore. E cos\u00ec ad onore e gloria di Dio e della sua Madre Maria nostra Avvocata e del glorioso S.Michele Arcangelo la chiesa e casa di Dio si incominci\u00f2.<\/p>\n<p>Disegno n\u00b0 8 : &#8211; da destra &#8211; schizzo della vecchia Chiesa, della Chiesuppola di legname e della Cappellina di Loreto<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>SESTA\u00a0 PARTE\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Memoria della Boa<br \/>\nScritta da Giacomo Simonetti e copiata da Giacomo De Zordi Sabbe, e trascritta da suo nipote Giacomo Rosson l\u2019anno 1838 e scritta di nuovo da De Col Maria fu Giuseppe Biote l\u2019anno 1889. (Quest\u2019ultima era pronipote di Giacomo De Zordi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em>Statua della Beata Vergine di Loreto ritrovata tra le rovine della vecchia Chiesa e della Cappella di Loreto dopo la Boa del 1701 di La Valle.\u00a0 Ristrutturata e conservata nel Museo La Valle.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-2 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-2 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-2' class='dt-gallery-container gallery galleryid-247657 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"60164da9-c0ff-4185-8ef6-1a062edc9bd9\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1200\" data-large_image_height=\"1600\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/60164da9-c0ff-4185-8ef6-1a062edc9bd9.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/60164da9-c0ff-4185-8ef6-1a062edc9bd9-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"7cfbb0e5-6ab8-4c14-8bcd-1d956151fa29\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1200\" data-large_image_height=\"1600\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/7cfbb0e5-6ab8-4c14-8bcd-1d956151fa29.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/7cfbb0e5-6ab8-4c14-8bcd-1d956151fa29-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"Statua della Beata Vergine di Loreto ritrovata tra le rovine della vecchia Chiesa e della Cappella di Loreto dopo la Boa del 1701 di La Valle. Ristrutturata e conservata nel Museo La Valle.\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1200\" data-large_image_height=\"1600\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Statua-della-Beata-Vergine-di-Loreto-ritrovata-tra-le-rovine-della-vecchia-Chiesa-e-della-Cappella-di-Loreto-dopo-la-Boa-del-1701-di-La-Valle.-Ristrutturata-e-conservata-nel-Museo-La-Valle..jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Statua-della-Beata-Vergine-di-Loreto-ritrovata-tra-le-rovine-della-vecchia-Chiesa-e-della-Cappella-di-Loreto-dopo-la-Boa-del-1701-di-La-Valle.-Ristrutturata-e-conservata-nel-Museo-La-Valle.-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"fb8bacb5-ecbe-4fe7-adb9-d304d1cafd50\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1200\" data-large_image_height=\"1600\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fb8bacb5-ecbe-4fe7-adb9-d304d1cafd50.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fb8bacb5-ecbe-4fe7-adb9-d304d1cafd50-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"de4b33e1-21d5-43af-baba-9646da5f0aeb\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1200\" data-large_image_height=\"1600\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/de4b33e1-21d5-43af-baba-9646da5f0aeb.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/de4b33e1-21d5-43af-baba-9646da5f0aeb-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"013594ff-b57f-42b0-a350-2266d1acc69b\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1200\" data-large_image_height=\"1600\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/013594ff-b57f-42b0-a350-2266d1acc69b.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/013594ff-b57f-42b0-a350-2266d1acc69b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p><strong>GLI ORNAMENTI DELLA CHIESA VECCHIA<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa di S.Michele Arcangelo di Valle di Agordo, tempio veramente adornato di ogni ornamento chiaro e bello e luminoso, qual mai poteva essere gi\u00e0 mi vedo inciampato e incapace di distinguere ogni cosa; intanto daremo principio.<br \/>\nDirovvi come la pittura di San Michiele era cotanto bella e lavorata di oro finissimo, con le sue bilancie in mano e di puro oro anch\u2019esse senza macula alcuna, che rendeva meraviglia a chiunque la considerasse. Il capo della chiesa era posto verso Matten; e due sole porte aveva quella chiesa, la maggiore verso la villa di Fades, l\u2019altra verso la montagna dirimpetto, di fronte alla piccola chiesa di Loreto.<br \/>\nCominciamo intanto dall\u2019altar maggiore, che alla destra di San Michiele vi era la pittura di S.Pietro Apostolo, alla sinistra S.Giovanni Battista, per di sopra a queste immagini vi era il Padre Eterno e la Madonna col ciel stellato e per di sotto vi era il tabernacolo col SS. Sacramento e l\u2019altare tutto adornato di fiori di seta col suo bellissimo paravento tutto di seta e diversi Serafini dintorno all\u2019altare. La pittura del coro a destra era la resurrezione di Nostro Signore e San Valentino; l\u00e0 dove stava il cirio era la adorazione dei tre Re Magi e un gran quadro di pittura che era il Cenacolo delli Apostoli con Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo e un altro quadro era la pittura di Loreto sopra la porta della sagrestia. Vi era le sedie delli intervenienti della Chiesa, cio\u00e8 Massari e Gastaldi e sopra la cuba vi era la campanella e il zocchetto di San Michiele e alla sinistra dell\u2019altare vi era la pittura della presentazione del Re Erode con le straggi delli Innocenti. E poi vi era la pittura quando Maria Santissima present\u00f2 il suo Figliolo al tempio e poi quella di Santa Lucia, e in un quadro vi era la Madonna e Santa Rosa e San Lorenzo e San Giovanni Battista e la Nativit\u00e0 di N.S. Ges\u00f9 Cristo e sopra le sedie dei cantori vi era S.Giuseppe e la Madonna con il Bambino in braccio e montata sull\u2019asino inviati per andare in Egitto per la persecuzione di Erode, sopra le sedie dei fabbricieri di Loreto; e il volto del coro tutto dipinto con pitture delli quattro Evangelisti e altre pitture mirabili.<br \/>\nIl pavimento era poi di somassa e la cuba tutta di pietra viva e le colonne lavorate in mirabile guisa. Alla sinistra vi era la porta del campanile. In chiesa vi era la pittura della SS. Trinit\u00e0 con Maria Vergine in atto di orare, e pi\u00f9 basso vi era tre santi, cio\u00e8 San Antonio e San Gaetano e San Macari, in atto di voler pregare, e poi la Beata Vergine che intercedeva presso a sua Divina Maest\u00e0, con le lettere di stampa che uscivano dalla sua bocca, ma tutto su di un quadro.<br \/>\nSopra il coro vi era l\u2019Annunziazione dell\u2019Angelo Gabriele, alla sinistra vi era la Beata Vergine delle Grazie, veramente adattato e adornato di tante bellezze e ornamenti dei pi\u00f9 belli che si potesse vedere; vi era quella bella immagine la quale \u00e8 anche al presente, con sette angeli di rilievo con tanti serafini e angeli tutti sopra indorati, con bellissimo parapetto tutto ricamato di seta, e poi vi era di bellissimi serafini dintorno. L\u2019altare poi aveva una bellissima cancellata con colonne forti e ben lavorate che si verdeva e serrava, in cima delle quali vi erano cassette che servivano per tenere cere della Scuola delle Grazie.<br \/>\nAvvertite ( dice l\u2019autore di questa memoria \u2013ndr) che mio padre, cio\u00e8 Michele Simonetti, in quell\u2019anno delle rovine era fabbriciere della Scuola delle Grazie.<br \/>\nL\u2019altare di S.Antonio Abbate era a sinistra della chiesa, con un bellissimo tabernacolo, e in esso si conservavano le Reliquie di S.Celestino Martire, e tutto sopra indorato, con un quadro di S.Antonio da Padova.<br \/>\nFuori della Chiesa sopra la porta maggiore vi era un gran S.Cristoforo e sull\u2019altra S.Michiele Arcangelo.<br \/>\nEravi una bellissima croce d\u2019argento e una bellissima lampada con le catenelle tutte in argento. All\u2019altare delle Grazie eravi una croce d\u2019argento, con una lampada con tre candele pure d\u2019argento e una cadenella larga dove era attaccato un crocefisso, con una lampada di latone. Sopra il coro e l\u2019altare di S.Antonio Abate vi era una bellissima lampada di argento e una di latone con una bella catenella che fu fatta da Simeone Dolivier fabbro, e la fece di sua propria mano.<br \/>\nVi erano tre bellissimi gonfaloni bianchi, tutti di damasco, nuovi, li quali erano solo due anni che erano stati fatti, uno di S.Michiele, e l\u2019altro delle Grazie e uno di Loreto.<br \/>\nLa cappella di Loreto era dritto alla porta minore della Chiesa parrocchiale. L\u2019altare maggiore, cio\u00e8 la Beata Vergine di Loreto, in scoltura, come la si vede al presente nel capitello di Giovanni Battista Biotte, nella villa di Fades, con due angeli di rilievo. A man dritta dell\u2019altare vi era S.Sebastiano, e alla sinistra S.Rocco, poi vi era S.Giuseppe e la Madonna con il Bambino in braccio, e sedeva sopra del asino. Vi era poi S.Francesco nel deserto e l\u2019annunziazione di Maria Santissima; eravi San Girolamo e S.Marco e S.Lugan Vescovo di Persenon e Beata Vazza sua discepola, e poi vi era la morte e il mondo, ovvero il tempo con la lanterna e orolobio da sabi\u00f2n, e il purgatorio e l\u2019inferno e il paradiso. In essa chiesa, nella sommit\u00e0 del coro vi era S.Antonio da Padova e S.Agata e S.Cecilia e S.Margherita e S.Giuliana e la Madonna della cintura e S.Agostino. In fuori della chiesa era dipinto il crocifisso del Tirolo e poi vi era la sua campanella. Torniamo in chiesa, l\u00e0 v\u2019era una bellissima croce d\u2019argento con la catenella e due aste da torci e tutta selciata di pietra viva, e poi vi era un bellissimo cimiterio il quale era circondato da belle mura e coperto di lastre vive, con il carn\u00e8r, l\u00e0 dov\u2019era li ossi delli poveri morti e una gesu\u00f2la ove era il ritratto di Adamo ed Eva, con lettere che dicevano \u201cdi terra sono e di terra torner\u00f2, e per vostro amore, o Signore, la terr\u00e0 bacer\u00f2\u201d. Le gratelle poi erano tre, una verso Conaggia e l\u2019altra verso Matten e l\u2019altra verso Lantrago, e vi era una scalinata di pietra viva con le sue banderuole di ferro, e un poco per andare a Matten.<br \/>\nFine.<br \/>\n************<br \/>\nL\u2019autore (Giacomo Simonetti) prega di dirgli tre Pater per lui, e altri due quello che l\u2019ha copiato (Giacomo De Zordi). E De Col Maria, detta di Biotte, che l\u2019ha copiato di nuovo si contenta di un\u2019Ave Maria, ma questa vi prego di proprio recitarla.<\/p>\n<p>Note di Tiziano De Col :<br \/>\n&#8211; Somassa \u00e8 un impasto di pietrisco, calce e paglia;<br \/>\n&#8211; Diversamente da quanto scritto in alcune pubblicazioni di qualche anno fa, questa memoria del tempo afferma che la statua della Beata Vergine di Loreto era quella che fino a poco tempo fa si trovava \u201c presente nel capitello di Giovanni Battista Biotte, nella villa di Fades\u201d. Questa statua, dopo essere stata restaurata per mano della restauratrice Lavallese Stefania De Zorzi, a cura dell\u2019Amministrazione Comunale, al tempo (2005-2006) guidata dallo scrivente \u00e8 stata collocata nel Museo La Valle all\u2019ultimo piano del Municipio ed \u00e8 l\u2019icona del Museo stesso. Al suo posto, nel capitello di Fades, ha trovato giusta collocazione una ottima copia realizzata dallo scultore Lavallese , Albino Mezzacasa sempre a cura dell\u2019allora Amministrazione Comunale e Sindaco.<br \/>\n&#8211; Ringrazio l\u2019amico compianto Elvio De Col (Biote) e la sua famiglia tutta, per aver custodito per tante generazioni e tanti anni la statua della Beata Vergine di Loreto dopo che la stessa era stata tolta dalla sua posizione nella nuova attuale Chiesa per far posto ad una nuova e per averla poi concessa al Comune di La Valle per il restauro ed il suo posizionamento protetto nel Museo La Valle.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/quintadisei\/49bb32d5-e702-4f83-9872-55f8946bce9f-2\/\" rel=\"attachment wp-att-250396\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-250396 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/49bb32d5-e702-4f83-9872-55f8946bce9f-1-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/49bb32d5-e702-4f83-9872-55f8946bce9f-1-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/49bb32d5-e702-4f83-9872-55f8946bce9f-1.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Didascalia disegno: Ultima copertina del manoscritto in questione: abbigliamento tipico dell\u2019epoca nella Conca Agordina, al centro, la figura a sinistra appena visibile rappresenta un abbigliamento semplice, mentre in quella a destra, ben evidente, vi \u00e8 rappresentato un abbigliamento signorile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Tiziano De Col Prefazione: Quest\u2019anno cade il 320\u00b0 anniversario della Boa di La Valle Agordina. In due successive ondate distanti qualche giorno una dall\u2019altra, provoc\u00f2 la perdita &#8220;di persone al n\u00b0 di 41, Tabiadi da feno n\u00b054, case Dominicali con gli habitanti n\u00b0 12, mollini, seghe, et altri edificy n\u00b014, campi e pradi&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":250387,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-247657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/013594ff-b57f-42b0-a350-2266d1acc69b.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247657","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247657\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/250387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}