{"id":247908,"date":"2021-12-13T13:29:47","date_gmt":"2021-12-13T12:29:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=247908"},"modified":"2021-12-12T16:34:29","modified_gmt":"2021-12-12T15:34:29","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-104","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-104\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA &#8211; PUNTATA 104"},"content":{"rendered":"<p><strong>FACEBOOK ANNI 90<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>AUDIO<\/strong><\/em><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-247908-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PAOLO-SOPPELSA-FACEBOOK-ANNI-90.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PAOLO-SOPPELSA-FACEBOOK-ANNI-90.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PAOLO-SOPPELSA-FACEBOOK-ANNI-90.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?attachment_id=247910\" rel=\"attachment wp-att-247910\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-247910 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ba5f9669-4025-4784-b7e5-ec332fcf9b8e-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ba5f9669-4025-4784-b7e5-ec332fcf9b8e-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ba5f9669-4025-4784-b7e5-ec332fcf9b8e-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ba5f9669-4025-4784-b7e5-ec332fcf9b8e-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ba5f9669-4025-4784-b7e5-ec332fcf9b8e.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il seminterrato di un condominio colorato di giallo che contiene una decina di garage. Con l&#8217;ingresso situato lungo una discesa che, ai tempi dell&#8217;infanzia, rappresentava il primo vero atto di coraggio ciclistico: occorreva una buona dose di ardimento per lanciarsi a bomba lungo la strada in declivio in sella alla Graziella rossa. E ancora pi\u00f9 audacia era necessaria per percorrere in piena velocit\u00e0 la curva a destra in fondo alla via dove allora c&#8217;era lo stop; ovviamente mancando clamorosamente la precedenza. E non era solamente la notevole pendenza a richiedere quel coraggio anni &#8217;80: il motivo principale, in realt\u00e0, era il fuggire di corsa da quell&#8217;ingresso tenebroso che pareva una sorta di buco nero pronto ad inghiottirci: &#8220;garage della paura&#8221; lo chiamavamo, e mai nome fu cos\u00ec perfetto. Poi, un po&#8217; alla volta, familiarizzammo con il severo garage: ma solamente perch\u00e9, al suo interno, era presente il rubinetto dell&#8217;acqua con annesso lavandino, fondamentale per dissetarsi durante le pause di quelle infinite partite di &#8220;calcio da cortile&#8221;. Poi arrivarono gli anni &#8217;90 e quei cacciatori di rubinetti condominiali divennero adolescenti e le corse in bici e gli incontri calcistici vennero sostituiti dal chiacchierare in stile &#8220;ragazzi del muretto&#8221;. Vi furono varie location utili, tutte dotate di classico muretto con ringhiera; dapprima &#8220;la curva&#8221; e poi il &#8220;metano&#8221;; che pi\u00f9 tardi divennero obsolete perch\u00e9 sostituite dal garage. Un ritrovo perfetto, appartato il giusto, al riparo dalle intemperie e, d&#8217;inverno, dispensatore di un calore del tutto &#8220;psicologico&#8221;, ma utile per riscaldarci almeno un poco in quelle gelide sere di quei lontani inverni di fine millennio. Fu la nostra tana per circa un decennio; e grazie a chiss\u00e0 quale miracolo, nessun condomino dimorante nel condominio colorato di giallo ebbe da ridire; e onestamente, se vi fosse stato qualche lamento, esso sarebbe stato pienamente giustificato.<br \/>\nQualche volta passo ancora di qui. In questo luogo che potrebbe essere ovunque. E che invece \u00e8 vicino a casa. Molto vicino. Questo posto era la chat prima dell\u2019arrivo di internet. Account facebook anni \u201990. Per dirlo in chiave moderna &#8220;# citroviamoquistasera&#8221;. Non c\u2019erano suonerie ad avvisarti che qualcuno ti cercava, bastava un fischio dalla strada. Ma quasi sempre non ce n\u2019era bisogno. Andavi l\u00ec direttamente per trovare gli amici della chat. Ed immancabilmente qualcuno trovavi. Sempre. Magari non erano 4789 seguaci come in certi profili odierni, forse erano una decina, ma erano reali. In carne ed ossa. E ci si parlava. Dalle 18 alle 19.30, poi dalle 20.45 ad oltranza. E i sabati e le domeniche dalle 14 in poi. A volte si rimaneva l\u00e0 tutta la sera, incapaci di decidere cosa fare, dove andare. O forse il non decidere era, col senno di poi, la cosa bella. Bastava stare insieme. Quante serate iniziate in quel luogo. Ed anche finite, che quando si spegnevano i lampioni all\u2019una di notte qualcuno era ancora l\u00e0. A dirsi l\u2019ultimo \u201ca domani\u201d che non era mai l\u2019ultimo, perch\u00e9 c\u2019era ancora qualcosa da raccontare, o qualche confidenza da sentire. Oppure un bacio da dare. Passando, mi sembra di rivedere i volti degli amici e delle amiche di allora. Alcuni li frequento ancora, altri so che esistono, certi sono spariti, inghiottiti dalla vita. Com\u2019\u00e8 giusto che sia. Ed allora provo un poco di nostalgia per quell\u2019et\u00e0 ormai lontana. Quando si viveva in un mondo pi\u00f9 semplice e ci si faceva bastare quello che si aveva. Ora quella chat \u00e8 chiusa da molti anni e nella via regna il silenzio. Non si sentono pi\u00f9 quelle giovani voci scherzare e discutere per scegliere il locale dove andare a passare la serata. La vita ha fatto il suo corso per tutti, ed \u00e8 giusto cos\u00ec. I ragazzi d\u2019oggi che transitano di l\u00ec, non possono immaginare che all\u2019entrata di un banale garage condominiale esistesse un piccolo mondo scomparso da oltre quindici anni. Un mondo semplice, in cui nulla era virtuale, che qualche volta riaffiora dal mare dei ricordi inerenti all&#8217;allegra vita vissuta in quell&#8217;appartato angolo della piccola citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*****<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FACEBOOK ANNI 90 AUDIO &nbsp; Il seminterrato di un condominio colorato di giallo che contiene una decina di garage. 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