{"id":249060,"date":"2021-12-18T09:34:19","date_gmt":"2021-12-18T08:34:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=249060"},"modified":"2021-12-18T09:34:19","modified_gmt":"2021-12-18T08:34:19","slug":"sos-lavoro-nero-con-il-covid-e-in-aumento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sos-lavoro-nero-con-il-covid-e-in-aumento\/","title":{"rendered":"SOS LAVORO NERO: CON IL COVID E\u2019 IN AUMENTO"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Schermata-2021-12-18-alle-09.32.39.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1074\" data-large_image_height=\"1708\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-249061\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Schermata-2021-12-18-alle-09.32.39-189x300.png\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Schermata-2021-12-18-alle-09.32.39-189x300.png 189w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Schermata-2021-12-18-alle-09.32.39-644x1024.png 644w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Schermata-2021-12-18-alle-09.32.39-768x1221.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Schermata-2021-12-18-alle-09.32.39-966x1536.png 966w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Schermata-2021-12-18-alle-09.32.39.png 1074w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a>In Veneto il fenomeno ha dimensioni molto contenute, tuttavia non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia. L\u2019Ufficio studi della CGIA segnala che dei 206.500 lavoratori irregolari presenti nella nostra regione, quelli sfruttati da caporali o da organizzazioni criminali sono una piccola minoranza. Questo, ovviamente, non deve indurci a sottovalutare la gravit\u00e0 di questo drammatico fenomeno nel quale i lavoratori sono sottoposti a condizioni degradanti e disumane da parte di pseudo-imprenditori che agiscono, nei campi e talvolta anche nei cantieri, con modalit\u00e0 criminali. Anche perch\u00e9, pur non essendoci dati in grado di dimostrarlo, a seguito della crisi pandemica la situazione \u00e8 in deciso peggioramento. Pertanto, anche la stima dell\u2019Istat, che segnala in 3,2 milioni i lavoratori irregolari presenti nel Paese, di cui 206.500 nella nostra Regione, \u00e8 quasi certamente sottodimensionata.<\/p>\n<p><strong>Ma la maggioranza degli irregolari si muove in autonomia<\/strong><br \/>\nTuttavia, \u00e8 bene sottolineare che la maggioranza di chi lavora irregolarmente \u00e8 costituita, in particolar modo, da persone molto \u201cintraprendenti\u201d, che ogni giorno si recano nelle abitazioni degli italiani a fare piccoli lavori di riparazione, di manutenzione (verde, elettrica, idraulica, fabbrile, edile, etc.) o nel prestare servizi alla persona (autisti, badanti, acconciatori, estetiste, massaggiatori, etc.). Un esercito di \u201cinvisibili\u201d che, ovviamente, non sono alle \u201cdipendenze\u201d n\u00e9 di caporali n\u00e9 di imprenditori aguzzini ma, attrezzati di tutto punto, si spostano in maniera del tutto autonoma e indipendente, provocando danni economici spaventosi. Questi lavoratori irregolari sono in gran parte costituiti da pensionati, dopo-lavoristi, inattivi, disoccupati o persone in Cig che arrotondano le magre entrate con i proventi recuperati da queste attivit\u00e0 illegali.<br \/>\nConcorrenza sleale inaccettabile<br \/>\nE\u2019 altrettanto evidente che a rimetterci non sono solo le casse dell\u2019erario e dell\u2019Inps, ma anche le tantissime attivit\u00e0 produttive e dei servizi, le imprese artigianali\u00a0 e quelle commerciali regolarmente iscritte presso la Camera di Commercio che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti. I lavoratori in nero, infatti, non essendo sottoposti ai contributi previdenziali, a quelli assicurativi e a quelli fiscali consentono alle imprese dove prestano servizio \u2013 o a loro stessi se operano sul mercato come falsi lavoratori autonomi \u2013 di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore e, conseguentemente, di praticare un prezzo finale del prodotto\/servizio\u00a0 molto contenuto. Condizioni, ovviamente, che chi rispetta le disposizioni previste dalla legge non \u00e8 in grado di offrire.<\/p>\n<p><strong>Campania, Calabria e Sicilia sono le realt\u00e0 dove l\u2019economia sommersa \u00e8 pi\u00f9 diffusa<\/strong><\/p>\n<p>Il lavoro nero presente in Italia \u201cproduce\u201d ben 77,7 miliardi di euro di valore aggiunto di cui 5,5 miliardi sono ascrivibili al Veneto. Una piaga sociale ed economica, sottolinea l\u2019Ufficio studi della CGIA, che, a livello territoriale, presenta differenze molto marcate. La Lombardia, ad esempio,\u00a0sebbene conti oltre 504 mila lavoratori occupati irregolarmente, \u00e8 il territorio meno interessato da questo triste fenomeno: il tasso di irregolarit\u00e0\u00a0\u00e8 pari al 10,4 per cento, mentre l\u2019incidenza del valore aggiunto prodotto dal lavoro irregolare sul totale regionale \u00e8 pari al 3,6 per cento; il tasso pi\u00f9 basso presente nel Paese. Subito dopo scorgiamo il nostro Veneto (con un\u2019incidenza del 3,7 per cento), la provincia Autonoma di Bolzano (3,8) e il Friuli Venezia Giulia (3,9). Per contro, la situazione pi\u00f9 critica si registra nel Mezzogiorno. In Calabria, ad esempio, a fronte di \u201csoli\u201d 135.900 lavoratori irregolari, il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 del 22 per cento e l\u2019incidenza dell\u2019economia prodotta dal sommerso sul totale regionale ammonta al 9,8 per cento. Nessun\u2019altra realt\u00e0 territoriale presenta una performance cos\u00ec negativa. Altrettanto critica \u00e8 la situazione in Campania, dove gli oltre 361 mila occupati non regolari provocano un tasso di irregolarit\u00e0 del 19,3 per cento e un Pil da \u201cnero\u201d sul totale regionale dell\u20198,5 per cento. Preoccupante anche la situazione in Sicilia: a fronte di quasi 283 mila lavoratori in nero, il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 al 18,7 per cento e il valore aggiunto prodotto dall\u2019economia sommersa su quello ufficiale \u00e8 del 7,8 per cento.<br \/>\nA livello nazionale, infine, all\u2019inizio del 2019 l\u2019Istat stimava in poco pi\u00f9 di 3,2 milioni di persone\u00a0che quotidianamente per qualche ora o per l\u2019intera giornata si recavano nei campi, nelle aziende, nei cantieri edili o nelle abitazioni degli italiani per esercitare un\u2019attivit\u00e0 lavorativa irregolare. Siamo propensi a ritenere che a seguito della crisi pandemica &#8211; che ha provocato un aumento della disoccupazione, dei lavoratori in Cig e un impoverimento generale delle fasce sociali pi\u00f9 deboli \u2013 il numero dei lavoratori irregolari presenti nel Paese sia aumentato in misura importante (vedi Tab.1).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Veneto il fenomeno ha dimensioni molto contenute, tuttavia non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia. L\u2019Ufficio studi della CGIA segnala che dei 206.500 lavoratori irregolari presenti nella nostra regione, quelli sfruttati da caporali o da organizzazioni criminali sono una piccola minoranza. 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