{"id":253134,"date":"2022-01-10T05:10:00","date_gmt":"2022-01-10T04:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=253134"},"modified":"2022-01-10T08:34:48","modified_gmt":"2022-01-10T07:34:48","slug":"lintervista-a-loris-serafini-il-nuovo-libro-su-don-antonio-della-lucia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/lintervista-a-loris-serafini-il-nuovo-libro-su-don-antonio-della-lucia\/","title":{"rendered":"L&#8217;INTERVISTA A LORIS SERAFINI. IL NUOVO LIBRO SU DON ANTONIO DELLA LUCIA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Luisa Manfroi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/lintervista-a-loris-serafini-il-nuovo-libro-su-don-antonio-della-lucia\/loris-serafini-con-una-copia-della-sua-ricerca-su-don-antonio-della-lucia-1\/\" rel=\"attachment wp-att-253135\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-253135 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Loris-Serafini-con-una-copia-della-sua-ricerca-su-don-Antonio-Della-Lucia-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Loris-Serafini-con-una-copia-della-sua-ricerca-su-don-Antonio-Della-Lucia-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Loris-Serafini-con-una-copia-della-sua-ricerca-su-don-Antonio-Della-Lucia-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Loris-Serafini-con-una-copia-della-sua-ricerca-su-don-Antonio-Della-Lucia-1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Loris-Serafini-con-una-copia-della-sua-ricerca-su-don-Antonio-Della-Lucia-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a> Quando si parla di don Antonio Della Lucia (1824 \u2013 1906) torna alla mente la foto che lo ritrae insieme ad altri, davanti alla latteria di Canale d\u2019Agordo, in abito scuro e con un cappello a cilindro in testa. La stessa immagine che fa da copertina dell\u2019ultimo lavoro di Loris Serafini \u201cIl Cavalier don Antonio Della Lucia. Biografia di un pastore rivoluzionario, filantropo e poeta\u201d (Edizioni Bellunesi nel Mondo). Un\u2019altra\u00a0 lodevole ricerca di Serafini,\u00a0 direttore della Fondazione Papa Luciani di Canale d\u2019Agordo e curatore scientifico del <strong>Museo Albino Luciani Papa Giovanni Paolo I (Musal)<\/strong> che ha gi\u00e0 all\u2019attivo una lunga serie di pubblicazioni a carattere storico.<\/p>\n<p><strong>Da dove nasce l&#8217;interesse per don Antonio Della Lucia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;interesse nasce da \u201cmia m\u00e9da\u201d Corinna Serafini. Quando era piccolo mi raccontava di come ci fosse stato a Canale un \u201cPiov\u00e0n\u201d davvero molto speciale, che sapeva ipnotizzare la gente, sia in senso figurato che in senso reale. Mi spiegava come don Antonio fosse riuscito a ipnotizzare due persone di Canale che avevano tentato di rubargli l&#8217;incasso della vendita del formaggio mentre tornava in calesse da Cencenighe in localit\u00e0 \u201cAi Forn\u201d. L&#8217;arciprete aveva poi schioccato le dita, risvegliandoli, quando era giunto in canonica. I due erano poi fuggiti per la vergogna. In secondo luogo l&#8217;interesse mi \u00e8 nato perch\u00e9 accanto a casa mia sorge la prima latteria cooperativa d&#8217;Italia da lui istituita e da piccolo, a scuola, ce la facevano visitare insieme al \u201ccas\u00e8r\u201d, \u201cel Vit\u00f2rio Luzi\u00e0ni\u201d, che sapeva &#8220;magicamente&#8221; spostare il fuoco con un sistema a leva da una parte all&#8217;altra della stanza di lavorazione del latte. Una volta cresciuto, la sua figura mi ha incuriosito molto, al punto di essermi ripromesso di scriverne una biografia, in accordo con Giorgia Menegolli, autrice del bellissimo saggio &#8220;il Maestro di papa Luciani&#8221; che parla della figura di un discepolo di don Antonio, don Filippo Carli, educatore di papa Luciani e con don Davide Fiocco, grande estimatore di don Antonio.\u00bb<\/p>\n<p>Una ventina di anni fa l\u2019allora parroco don Sirio Da Corte aveva incaricato Serafini di riordinare l\u2019archivio ed erano emersi dei carteggi significativi. La ricerca \u00e8 stata incoraggiata anche da Gianquinto Perissinotto, presidente della Fondazione Silla Ghedina di Cortina d&#8217;Ampezzo e quindi recentemente appoggiata dall\u2019&#8217;Associazione Bellunesi nel Mondo che ha voluto pubblicarla.<\/p>\n<p><strong>Nel sottotitolo della biografia di don Antonio si usano le espressioni &#8220;pastore rivoluzionario&#8221;, &#8220;filantropo&#8221; e &#8220;profeta&#8221;. Quali sono le motivazioni alla base di queste definizioni e quali sono stati i suoi meriti? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab&#8221;Pastore&#8221; perch\u00e9 oltre ad essere pienamente inserito nel contesto agricolo del suo territorio, egli si riteneva prima di tutto una guida spirituale, un sacerdote. &#8220;Rivoluzionario&#8221; perch\u00e9 rovesci\u00f2 letteralmente il punto di vista della sua gente, arroccata in una mentalit\u00e0 arretrata e controproducente, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;utilizzo delle risorse per la propria sopravvivenza. &#8220;Filantropo&#8221;. Come dice la parola greca, egli era un vero appassionato delle persone, del loro benessere spirituale ed economico. Quindi, da vero pastore evangelico, &#8220;si prendeva cura delle sue pecorelle&#8221;, condividendone ansie, gioie, speranze, problemi. Per aiutare la sua gente istitu\u00ec per primo in provincia un asilo rurale, cre\u00f2 biblioteche popolari circolanti, la cassa rurale, le cooperative di consumo e del latte e molte altre iniziative finalizzate a migliorare le condizioni di vita dei suoi parrocchiani in patria come anche in Brasile, verso cui curava l&#8217;emigrazione in modo da permettere a chi non aveva alternative, di giungere in maniera sicura nelle terre del Sud America. \u201cProfeta&#8221;, perch\u00e9 ci vide molto pi\u00f9 in l\u00e0 dei propri contemporanei, anticip\u00f2 i tempi di molti decenni, anzi di pi\u00f9 di cent&#8217;anni (quando ad esempio chiedeva l&#8217;equiparazione giuridica della donna all&#8217;uomo), prepar\u00f2 il terreno a uno sviluppo spirituale e sociale inimmaginabile. Come San Giovanni Battista prepar\u00f2 la strada al Cristo, cos\u00ec don Antonio prepar\u00f2 lo sbocciare della vocazione di Albino Luciani, senza saperlo, perch\u00e9 fu il formatore dei suoi formatori. Ma ancora meglio, don Antonio \u00e8 un profeta perch\u00e9 aveva intravisto centocinquant\u2019anni una strada per il successo anche economico di questa terra che fu parzialmente realizzata allora, ma che resta ancora da realizzare oggi. I suoi meriti sono stati quelli di aver indicato una strada da seguire, un modello di societ\u00e0 da perseguire. Ma i suoi consigli oggi sono disattesi e sono caduti nell&#8217;oblio.\u00bb<\/p>\n<p><strong>La personalit\u00e0 e l&#8217;operato di don Antonio Della Lucia hanno avuto influenze su Albino Luciani? Esiste un legame con il Pontefice di Canale d\u2019Agordo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl legame con Albino Luciani si esplicita in maniera indiretta. Lo ricorda il Cardinale Parolin nella prefazione del libro, come pure il prof. Gullino: c&#8217;\u00e8 un filo che li lega. Bortola Tancon, Filippo Carli e Felice Cappello furono battezzati ed educati da don Antonio Della Lucia. Bortola divenne la madre di Albino Luciani, don Filippo il suo parroco, padre Felice, oltre che parente, anche un punto di riferimento continuo e un maestro spirituale. Nel 1906 moriva don Antonio Della Lucia e nel 1912 nasce Albino Luciani,futuro Beato. Don Antonio\u00a0 cavalier Della Lucia aveva seminato bene!\u00bb<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le difficolt\u00e0 incontrate durante la ricerca?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe difficolt\u00e0 incontrate sono state molte. Le chiusure dovute al Covid, che impedivano l&#8217;accesso a qualche archivio, la grande mole di documentazione da vagliare, il poco tempo a disposizione, la fatica di costruire una biografia incrociando dati ricavati da lettere private e documenti personali oltre al dubbio etico sul pubblicare o meno episodi, vicende e aspetti molto personali, che riguardavano persone pur morte da pi\u00f9 di cento anni.\u00bb<\/p>\n<p><strong>&#8220;La personalit\u00e0 e l\u2019operato di don Antonio Della Lucia hanno avuto influenze su Albino Luciani? Esiste un legame con il Pontefice di Canale d\u2019Agordo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl legame con Albino Luciani si esplicita in maniera indiretta. Lo ricorda il Cardinale Parolin nella prefazione del libro, come pure il prof. Gullino e il dott. don Davide Fiocco.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Il libro, dopo le presentazioni del cardinale Pietro Parolin, di Giuseppe Gullino, del presidente dell&#8217;ABM Oscar De Bona e di don Davide Fiocco, dedica un capitolo introduttivo al contesto storico locale e nazionale. Viene poi presentata la biografia di don Antonio e la sua famiglia e analizzata la sua personalit\u00e0, la sua opera spirituale, la sua opera sociale e l&#8217;eredit\u00e0 spirituale.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>La biografia \u00e8 stata presentata a Caviola per dalle Biblioteche della Valle del Biois e dalle amministrazioni comunali, sabato 8 gennaio. Si pu\u00f2 acquistare presso l&#8217;ABM di Belluno, presso il Museo Albino Luciani di Canale d&#8217;Agordo, l&#8217;Union Ladina Val Biois, le cartolerie e librerie della Valle del Biois.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Luisa Manfroi &nbsp; Quando si parla di don Antonio Della Lucia (1824 \u2013 1906) torna alla mente la foto che lo ritrae insieme ad altri, davanti alla latteria di Canale d\u2019Agordo, in abito scuro e con un cappello a cilindro in testa. 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