{"id":255943,"date":"2022-01-24T23:59:07","date_gmt":"2022-01-24T22:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=255943"},"modified":"2022-01-25T05:55:14","modified_gmt":"2022-01-25T04:55:14","slug":"a-belluno-una-via-ricorda-la-nobile-figura-di-nicolo-crepadoni-sepolto-a-santo-stefano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/a-belluno-una-via-ricorda-la-nobile-figura-di-nicolo-crepadoni-sepolto-a-santo-stefano\/","title":{"rendered":"A BELLUNO UNA VIA RICORDA LA NOBILE FIGURA DI NICOL\u00d2 CREPADONI, SEPOLTO A SANTO STEFANO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RENATO BONA<\/strong><\/p>\n<p>Nel centro storico di Belluno una via porta il nome di Nicol\u00f2 Crepadoni con due targhe (una, quella sulla stradina che scende verso la via Catullo, \u00e8 davvero in pessime condizioni e andrebbe sostituita se non ripulita!). Ma chi era Crepadoni? Le notizie in proposito sono scarse almeno da quanto risulta dalla nostra modesta ricerca. Il libretto \u201cToponomastica di Belluno\u201d che \u00e8 stato stampato nel 1990 a cura del Comune spiega solo: \u201cComandante delle truppe venete nel 1487 alla battaglia di Caprile ove vinse le forze austriache. E\u2019 sepolto nella chiesa di Santo Stefano\u201d. Il sito archivio.comune.belluno.\/it si sofferma su Palazzo Crepadona-Carrer spiegando che \u201cIl complesso \u00e8 un palazzo nobiliare cinquecentesco che fu edificato da Niccol\u00f2 Crepadoni unendo una serie di edifici precedenti, di cui l\u2019altana conserva forse l\u2019impianto di una delle antiche torri, che sopravanzavano le mura cittadine. Resti degli affreschi originari si possono ancora scorgere al piano terra e al primo piano. Sotto il porticato del cortile \u00e8 stato collocato dal 1981 il sarcofago romano di C. Flavio Ostilio Sertoriano e di sua moglie Domizia, del III secolo, rinvenuto nel 1480 scavando le fondamenta del campanile di S. Stefano, gi\u00e0 precedentemente innalzato su colonne in piazza Duomo, tra cattedrale e palazzo comunale, e poi di fianco alla stessa chiesa di Santo Stefano. La Crepadona \u00e8 sede della Biblioteca civica e del centro culturale cittadino\u201d. Il progetto esecutivo degli importanti lavori ancora in atto dopo una proroga conseguente alla pandemia, era stato approvato il 12 settembre 2018 e contemplava per la nuova \u201cMediateca delle Dolomiti\u201d una spesa di 2 milioni 733 mila 503,85 euro; impresa costruttrice: Atheste costruzioni e Ranzato; progettazione architettonica architetto Antonella Milani, progettazione opere strutturali ing. Ludovico De Lotto; opere impianti meccanici ing, Pietro Canton e ing. Chiara Barattin;impianti elettrici e speciali perito Beppino Bortot: Lo stesso sito a proposito della famiglia Ceccati-Crepadoni richiama il fatto che \u201cEsponenti della famiglia sono documentati nell\u2019organo consiliare cittadino sin dal 1378, in cui furono presenti sino al 1814, anno in cui mor\u00ec l\u2019ultimo rappresentante, Giuseppe, morto senza discendenza nel 1814. Il primo della famiglia che si intitol\u00f2 \u2018Ceccatus\u2019 fu Giovanni Antonio nel 1450. Diversi esponenti appartennero all\u2019ordine militare e si fregiarono del titolo di \u2018equites\u2019, cavalieri: in particolare ricorda il Piloni al Libro VII : \u201c\u2026 sopra la galea del Generale milit\u00f2 Christoforo Cecato Bellunese della nobile famiglia Carpedona, il qual cos\u00ec valorosamente si port\u00f2 in quelle fattioni, et fu tanto grato a quel Signore, che vive ancuod\u00ec fresca la memoria appresso li descendenti del Generale\u2026 Era Christoforo stretto parente di Pietro da Pesaro Proveditor di terra ferma et sotto il suo governo havea militato per un tempo Venturiero con tre cavalli all\u2019impresa di Cremona. Fu suo pronepote Antonio Cecato il quale l\u2019anno 1571, con vinticinque soldati a proprie spese nella guerra contro Turchi servite Venturiero nell\u2019armata de Venetiani, rinfrescando con questo la memoria delli suoi Antecessori et specialmente di Niccol\u00f2 Ceccato il quale havendo in Toscana con Carlo di Montone et poi nel Perusino con il Malatesta militato eletto poi capo delle genti Bellunesi scacci\u00f2 Tedeschi che haveano preso Caprile et corseggiavano tutto quel paese\u201d. Il ramo si estinse con Giuseppe nel 1814, benefettore dell\u2019ospedale di Belluno, di cui si conserva un ritratto d\u2019ignoto e un disegno di Galezzo Monti. A tale famiglia appartenne il palazzo Crepadoni ove ha sede l\u2019attuale centro culturale di Belluno. L\u2019archivio di famiglia pervenuto consiste in quattro registri relativi alla gestione patrimoniale datati dalla met\u00e0 del \u2018500 al primo decennio del secolo XVII; nell\u2019ambito del fondo manoscritti della Biblioteca civica di Belluno sono conservate due cronache cittadine redatte nel secolo XVII. Il complesso Crepadona-Carrera \u00e8 un palazzo nobiliare cinquecentesco che fu edificato da Niccol\u00f2 Crepadoni unendo una serie di edifici precedenti, di cui l\u2019altana conserva forse l\u2019impianto di una delle antiche torri, che sopravanzavano le mura cittadine. Resti degli affreschi originari si possono ancora scorgere al piano terra e al primo piano. Sotto il porticato del cortile \u00e8 stato collocato dal 1981 il sarcofago romano di C. Flavio Ostilio Sertoriano e di sua moglie Domizia, del III secolo, rinvenuto nel 1480 scavando le fondamenta del campanile di S. Stefano, gi\u00e0 precedentemente innalzato su colonne in piazza duomo, tra cattedrale e palazzo comunale, e poi di fianco alla stessa chiesa di S. Stefano. La Crepadona \u00e8 sede della Biblioteca civica e del centro culturale cittadino\u201d. Il sito books.google.it riporta fra l\u2019altro in una \u201ccollezione di notizie\u201d compilata dal conte Florio Miari e consegnata all\u2019atto dell\u2019insediamento al vescovo Antonio Gava: \u201c\u2026 La famiglia Crepadoni componeva con altre il consiglio de\u2019 nobili nella chiusura del 27 settembre 1423. Un ramo di essa chiamossi anche Ceccati. Si estinse con Giuseppe nel 1814\u201d. E poi c\u2019 \u00e8 il sito baliatodaicoi.altervista org. curato dallo zoldano don Floriano Pellegrino, con altre notizie, ed immagini, sotto il titolo del 9 febbraio 2018: \u201cPensando al vescovo conte e ai nobili Crepadoni, degli Azzoni e Doglioni\u201d, che riguardano \u201ci luoghi del potere di Belluno\u201d che maggiormente hanno avuto a che fare con la storia del Baliato dai Coi, e fra questi il palazzo dei nobili Crepadoni allora detti Carpedoni che \u2013 fra l\u2019altro \u2013 \u201cavevano la propriet\u00e0 del colle sovrastante la chiesa di San Nicol\u00f2 di Fusine enel cui appezzamento venne ricavato il Libero Maso dei de Zanet di Col, forse loro scudieri\u2026\u201d. Il palazzo dei Crepadoni dopo l\u2019estinzione della famiglia ha subito varie vicende ed infine \u00e8 diventato il centro culturale della citt\u00e0. Quindi spiega che entrando, a pianoterra si vede una finestra murata, con uno stemma e sotto il manufatto si vede pure una porta con un bel frontone. Il palazzo \u00e8 visibile anche sul lato nord, dove pure compare un balconcino e una porta sovrastata da stemma e soprattutto sul lato est, opposto all\u2019ingresso attuale, dov\u2019era forse l\u2019ingresso primario, come appare dal grande portale con stemma. Concludiamo con due curiosit\u00e0 riportate dal sito \u201csiusa.archivi.beniculturali.it\u201d: \u201cI fratelli Antonio e Tristano Ceccati del defunto magnifico cavaliere Giovanni affrancano una pensione livellaria annua di 2 staia di frumento e un agnello per la somma di 1000 lire dal nobile Francesco Crepadoni figlio di Andrea notaio, 1601 set. 13\u201d e \u201cIl vescovo e conte di Feltre e Belluno Enrico Scarampi da Asti conferisce a Crepadono del fu Nicol\u00f2 Crepadoni cittadino bellunese il chiericato di Santa Maria di Agordo vacante dopo la morte di Vittore Fantin da Venezia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 16%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption 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una via porta il nome di Nicol\u00f2 Crepadoni con due targhe (una, quella sulla stradina che scende verso la via Catullo, \u00e8 davvero in pessime condizioni e andrebbe sostituita se non ripulita!). 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