{"id":263867,"date":"2022-03-09T23:59:52","date_gmt":"2022-03-09T22:59:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=263867"},"modified":"2022-03-09T15:52:06","modified_gmt":"2022-03-09T14:52:06","slug":"piccolo-scrigno-darte-forse-del-13-secolo-san-tomaso-apostolo-di-san-tomaso-agordino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/piccolo-scrigno-darte-forse-del-13-secolo-san-tomaso-apostolo-di-san-tomaso-agordino\/","title":{"rendered":"\u201cPICCOLO SCRIGNO D\u2019ARTE\u201d, FORSE DEL 13. SECOLO: SAN TOMASO APOSTOLO DI SAN TOMASO AGORDINO"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPiccolo scrigno d\u2019arte\u201d. Cos\u00ec il sito Infodolomiti definisce la chiesa di San Tomaso apostolo di San Tomaso Agordino (san Tomas in ladino) che secondo la libera enciclopedia Wikipedia \u00e8 un comune sparso in quanto sede comunale nella frazione Celat, in provincia di Belluno, di poco pi\u00f9 di seicento abitanti \u201csantomasini\u201d, posto fra le valli del Biois e del Cordevole. Una singolarit\u00e0 di San Tomaso \u00e8 data dal fatto che oltre alla parrocchiale dedicata al Santo col nome del paese (ricorrenza patronale il 3 luglio) vi sono altre tre chiese minori da segnalare: \u201cquella sacramentale dell\u2019Assunta, ad Avoscan, quella dell\u2019Annunciazione, a Pecol e quella dello Spirito Santo, a Ronch\u201d. Sempre Infodolomiti spiega che \u201cIl primo luogo di culto dedicato a San Tomaso Apostolo sembra esser esistito gi\u00e0 nel XIII secolo in localit\u00e0 Porziei sopra Celat, ma di questo primo edificio non si \u00e8 trovata nessuna testimonianza architettonica. L\u2019attuale chiesa si erge, invece, sul colle di Fradola in posizione dominante e panoramica all\u2019interno del bel paesaggio delimitato dalle vette dolomitiche e dalla Val Biois e la prima testimonianza della sua esistenza risale al 1361, menzionata in un atto notarile\u201d. La torre campanaria \u00e8 stata realizzata verso la fine del \u2018400, e nel corso degli anni il complesso \u00e8 stato nuovamente oggetto di rinnovo e rifacimento. Tra il 1620 e il 1625 hanno luogo una serie di interventi di ampliamento: il coro viene abbattuto e l\u2019aula diviene pi\u00f9 ariosa, oltre alla costruzione di due altari minori; mentre nel 1747 il tempio viene arricchito con nuovi arredi e opere d\u2019arte. Perch\u00e9 \u201cpiccolo scrigno d\u2019arte\u201d? Lo stesso sito spiega: \u201cconserva alcune opere artistiche e artigianali degne di nota\u201d e cita in proposito nell\u2019altare minore di sinistra \u201cl\u2019unico pezzo originario giunto fino ai nostri giorni: l\u2019alzata secentesca realizzata dalla bottega degli Auregne, che purtroppo non conserva pi\u00f9 le sue statue e gli altorilievi a causa di un furto\u201d. Quindi, sullo sfondo la bella pala di Angelo Cimador, dove i colori accesi trovano spazio armoniosamente all\u2019interno del dipinto raffigurante la Vergine del Carmine in gloria con il Bimbo e, ai suoi piedi, i Santi Silvestro Papa, Gottardo, Giuseppe e Floriano. Sulle campate della parete di sinistra \u00e8 possibile osservare alcuni frammenti di affreschi: nel registro inferiore sono illustrati i Santi Piero, Andrea e Giacomo, mentre in quello superiore \u00e8 dipinta la \u201cResurrezione di Cristo\u201d e nello sfondo un paesaggio nitido e dettagliato, opere attribuite al pittore Giovanni da Mel. L\u2019altare maggiore risale al 1755 ed \u00e8 firmato da \u201cBatista\u201d, un autore non identificato: il dossale dell\u2019altare \u00e8 interamente scolpito e decorato e ospita una pala secentesca realizzata da Frigimelica che raffigura in primo piano i Santi Margherita, Tomaso, Bartolomeo e una taumaturga e in basso la Vergine e il Bambino. Per il Comune, Alessia Costa ha postato sul sito dell\u2019ente un sintetico ma pregevole servizio in cui ricorda che la prima chiesetta dedicata a S. Tomaso Apostolo sorgeva sopra l\u2019attuale villaggio di Celat, capoluogo del comune (sede del municipio e della chiesa stessa): di essa non rimane alcuna traccia \u201cma alcune pergamene conservate nell\u2019archivio parrocchiale testimoniano che esisteva gi\u00e0 nel secolo XIII. Non si conosce la data di costruzione dell\u2019attuale chiesa parrocchiale: il 1391 \u00e8 il primo anno in cui compare in un documento: in quell\u2019anno infatti fu riconciliata dopo una profanazione\u201d. Ancora la Costa: \u201cLa struttura attuale della chiesa fu assunta nel 1740-44 dopo vari ampliamenti e restauri subiti nel corso dei secoli, come testimonia l\u2019iscrizione a finta lapide sopra la porta laterale. Il rivestimento ligneo del coro \u00e8 del 1763. Il campanile, eretto nel 1483 fu rialzato nel 1753. Fra gli elementi di spicco della chiesa si segnalano il battistero che risale probabilmente al 1584 e porta scolpiti lo stemma e le iniziali di Jacobus Salcis, arcidiacono. La tela dell\u2019altare maggiore, di autore ignoto, che rappresenta l\u2019Assunta e arieggia nella luminosit\u00e0 quella del Tiziano, pur non avendone il respiro\u201d. Ricorda quindi che la chiesa possiede tre dipinti di Angelo Cimador, risalenti agli anni 1746-47: due collocati sugli altari laterali (del 1646, lavorati con pregevoli intagli). A sinistra \u00e8 raffigurata la Vergine con angeli e santi; a destra i santi Antonio Abate, Francesco d\u2019Assisi e Rocco; il terzo dipinto \u00e8 sopra la porta principale, a destra, e rappresenta la Beata Vergine con angeli e santi ed \u00e8 forse il migliore dei tre. La tela a sinistra sopra la porta principale, di autore ignoto, probabilmente settecentesco, rappresenta la Beata Vergine del Rosario con i santi Domenico, Caterina da Siena, Giovanni Battista e Pietro. Attorno, girano alcuni medaglioni con i misteri del rosario. Rammenta infine che \u201cnel 1801 si costru\u00ec la Cantoria sopra l\u2019ingresso principale per collocarvi, nel 1802, un pregevole organo di Gaetano Callido, restaurato nel 1999 ad opera della famiglia artigiana Fratelli Ruffatti di Padova\u201d. E noi concludiamo questa \u201cvisita\u201d alla chiesa di San Tomaso agordino ricordando che lo storico prof. Flavio Vizzutti nell\u2019ottobre 2004 ha dato alle stampe con la bellunese tipografia Piave l\u2019ottimo libro, di 159 pagine, \u201cChiese della Parrocchia di San Tomaso Agordino\u201d, e con la notizia, riportata dal sito della Provincia di Belluno, che \u201cLa chiesa fu fondata nel 1361 e consacrata nel 1437. Essendo chiesa curaziale dal 1585, nel 1799 fu eretta in parrocchia. Nel 1748 fu rifatta ed ampliata\u201d. E con Wikipedia che scrive fra l\u2019altro: \u201cI primi documenti che citano la chiesa di San Tomaso Apostolo sono datati 1361 e riguardano la riconciliazione di detta chiesa da parte di Francesco, vescovo Masticense. Fu nuovamente consacrata nel 1437. Nel 1748 fu ristrutturata ed ampliata. Al suo interno si trovano alcune pregevoli tele settecentesche di Angelo Cimador e gli affreschi pi\u00f9 recenti di Arturo Favaro, artista di Mogliano Veneto che li realizz\u00f2 nell\u2019abside nel 1948. Alcuni anni fa, inoltre, sono stati scoperti altri affreschi durante i restauri delle pareti interne, risalenti ad epoca antica\u2026 La prima domenica di settembre si ricorda la posa della prima pietra della chiesa, con la tradizionale sagra paesana\u201d. NELLE FOTO (Tripadvisor, Google, Luca P., sito del Comune di San Tomaso Agordino): panoramiche dell\u2019antica chiesa di San Tomaso Apostolo a Celat; \u201cMadonna e Bimbo in trono tra i confratelli battuti\u201d, di Giovanni da Mel, nella sala delle opere parrocchiali; Altare maggiore con pala di Francesco Frigimelica \u201cIl Vecchio\u201d; Madonna del Carmine con Bimbo e Santi\u201d di Cimador; copertina del libro di Flavio Vizzutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 25%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container 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