{"id":274322,"date":"2022-05-07T09:29:14","date_gmt":"2022-05-07T07:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=274322"},"modified":"2022-05-07T09:29:14","modified_gmt":"2022-05-07T07:29:14","slug":"veneto-autonomi-in-lenta-agonia-perse-2-800-attivita-aumenta-il-lavoro-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/veneto-autonomi-in-lenta-agonia-perse-2-800-attivita-aumenta-il-lavoro-nero\/","title":{"rendered":"VENETO: AUTONOMI IN LENTA AGONIA. PERSE 2.800 ATTIVITA\u2019. AUMENTA IL LAVORO NERO"},"content":{"rendered":"<p><em><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-07-alle-09.27.52.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1284\" data-large_image_height=\"762\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-274326\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-07-alle-09.27.52-300x178.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-07-alle-09.27.52-300x178.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-07-alle-09.27.52-1024x608.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-07-alle-09.27.52-768x456.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-07-alle-09.27.52.png 1284w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ormai \u00e8 una lenta agonia quella che sta vivendo il mondo del lavoro autonomo. Gli effetti economici provocati dal Covid sono stati molto pesanti. In Veneto, dalla fine del 2019 allo stesso periodo del 2021, le due categorie pi\u00f9 importanti che caratterizzano il popolo delle partite Iva, vale a dire gli artigiani e i piccoli commercianti titolari di attivit\u00e0 di vendita al dettaglio, sono diminuite complessivamente di 2.802 unit\u00e0, di cui 1.173 piccoli negozi (-2,6%) e 1.629 botteghe artigiane (-1,3%). Se poco pi\u00f9 di 2 anni fa c\u2019erano oltre 125.500 imprese artigiane, all\u2019inizio di quest\u2019anno sono scese a poco meno di 124 mila. Pi\u00f9 pesante \u00e8 stata la contrazione dei piccoli negozi commerciali. Prima della pandemia erano quasi 44.800, due anni dopo sono scesi a poco meno di 43.600. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/em><\/p>\n<p>A livello provinciale veneto, la situazione pi\u00f9 critica si \u00e8 verificata a Rovigo. In termini percentuali, sempre in questi 2 ultimi anni gli artigiani sono diminuiti del 5,4% (in valore assoluto -337), i piccoli negozi addirittura del 6,3% (-154).<strong> Male anche Belluno: -2,2% gli artigiani (-103), -3,3% i negozianti al dettaglio (-57).<\/strong> Si segnala, altres\u00ec, che quando si analizza la nati mortalit\u00e0 delle imprese, il dato di stock non coglie un aspetto importante. Ovvero, che le aziende che chiudono spesso sono strutturate organizzativamente (hanno dipendenti, storia, esperienza lavorativa, etc.), mentre quelle che nascono nella stragrande maggioranza dei casi sono costituite dal solo titolare e con nessuna esperienza imprenditoriale alle spalle.<\/p>\n<p><strong>Colpiti i pi\u00f9 fragili e gli indifesi<\/strong><br \/>\nQuesti dati dimostrano inequivocabilmente che il deterioramento del quadro economico causato dal Covid in questi ultimi 2 anni ha colpito i lavoratori pi\u00f9 fragili, quelli senza alcuna tutela, quelli privi di alcun ammortizzatore sociale; vale a dire la parte pi\u00f9 debole del nostro mercato del lavoro. Ovvero, gli artigiani, i piccoli commercianti, le partite Iva, tanti giovani liberi professionisti che a fronte dei ripetuti lockdown e della conseguente caduta dei consumi interni sono stati costretti a gettare definitivamente la spugna.<\/p>\n<p><strong>I rincari di luce e gas li pagano 2 volte<\/strong><br \/>\nL\u2019aumento esponenziale dei prezzi, il caro carburante e quello delle bollette potrebbero peggiorare notevolmente la situazione economica di tantissime famiglie, soprattutto quelle composte da autonomi. Nel ricordare che anche in Veneto il 70 per cento circa degli artigiani e dei commercianti lavora da solo, ovvero non ha n\u00e9 dipendenti n\u00e9 collaboratori familiari, moltissimi stanno pagando due volte lo straordinario aumento registrato in questi ultimi 6 mesi dalle bollette di luce e gas. La prima come utenti domestici e la seconda come micro imprenditori per riscaldare\/raffrescare e illuminare le proprie botteghe e negozi. E nonostante le misure di mitigazione introdotte in questi ultimi mesi dal Governo Draghi, i costi energetici sono esplosi, raggiungendo livelli mai visti nel recente passato. Senza aspettare Bruxelles, pertanto, bisogna che il nostro Governo intervenga subito, introducendo a livello nazionale un tetto temporaneo al prezzo del gas, cos\u00ec come hanno gi\u00e0 fatto la Spagna (nell\u2019autunno scorso) e la Francia (a inizio di quest\u2019anno).<\/p>\n<p><strong>In aumento il lavoro \u201cnero\u201d<\/strong><br \/>\nMolti di coloro che hanno chiuso definitivamente l\u2019attivit\u00e0 e non sono riusciti a trovare una nuova occupazione, probabilmente continuano a lavorare in \u201cnero\u201d. Dati ufficiali ancora non ce ne sono, ma la sensazione \u00e8 che il Covid abbia contribuito ad incrementare sensibilmente il numero degli irregolari, vale a dire di coloro che prestano la propria attivit\u00e0 abusivamente. E\u2019 il caso di tanti abusivi che si spacciano per edili, dipintori, parrucchieri\/estetiste, falegnami, idraulici ed elettricisti che in questi ultimi 2 anni hanno provocato una concorrenza sleale fortissima nei confronti di coloro che esercitano queste attivit\u00e0 in \u201cchiaro\u201d. Secondo l\u2019Istat, l\u2019esercito dei lavoratori \u201cinvisibili\u201d presenti in Veneto \u00e8 costituito da 206.500 persone che ogni giorno si recano nei campi, nei cantieri, nei capannoni o nelle case dei nostri corregionali per prestare la propria attivit\u00e0 lavorativa irregolare. Essendo sconosciuti all\u2019Inps, all\u2019Inail e al fisco, gli effetti economici negativi che producono questi soggetti sono pesantissimi: nel 2019 (ultimo dato disponibile) il valore aggiunto prodotto dal lavoro irregolare \u00e8 di 5,4 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Sempre pi\u00f9 serrande abbassate<\/strong><br \/>\nLa chiusura di tantissime piccole attivit\u00e0 economiche \u00e8 riscontrabile anche a occhio nudo; basta girare a piedi per accorgersi che sono sempre pi\u00f9 numerosi i negozi e le botteghe con le saracinesche abbassate 24 ore su 24. Un fenomeno che sta interessando sia i centri storici sia le periferie delle nostre citt\u00e0, gettando nell\u2019abbandono interi isolati, provocando un senso di vuoto e un pericoloso peggioramento della qualit\u00e0 della vita per chi abita in queste realt\u00e0. Meno visibile, ma altrettanto preoccupante, sono le chiusure che hanno interessato anche i liberi professionisti, gli avvocati, i commercialisti e i consulenti che svolgevano la propria attivit\u00e0 in uffici\/studi ubicati all\u2019interno di un condominio. Insomma, le citt\u00e0 stanno cambiando volto: con meno negozi e uffici sono meno frequentate, pi\u00f9 insicure e con livelli di degrado in aumento. La moria di attivit\u00e0 sta colpendo anche coloro che storicamente sono sempre stati in concorrenza con i negozi di vicinato; ovvero i centri commerciali. Anche la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) \u00e8 in grosse difficolt\u00e0 e non sono poche le aree commerciali al chiuso che presentano intere sezioni dell\u2019immobile precluse al pubblico, perch\u00e9 le attivit\u00e0 presenti precedentemente hanno abbassato definitivamente le saracinesche.<\/p>\n<p><strong>Subito un tavolo di crisi<\/strong><br \/>\nDa pi\u00f9 di un anno la CGIA chiede sia al Premier Draghi che ai governatori di aprire un tavolo di crisi permanente a livello nazionale e locale. Mai come in questo momento, infatti, \u00e8 necessario dare una risposta ad un mondo, quello autonomo, che sta vivendo una situazione particolarmente difficile. Intendiamoci, soluzioni a portata di mano non ce ne sono. E non dobbiamo nemmeno dimenticare che in questi ultimi due anni oltre ai ristori (ancorch\u00e9 del tutto insufficienti), gli esecutivi che si sono succeduti hanno, tra le altre cose, istituito l\u2019Iscro, l\u2019assegno universale per i figli a carico e il reddito di emergenza per chi \u00e8 ancora in attivit\u00e0. Con il recentissimo decreto aiuti, infine, anche gli autonomi con un reddito inferiore a 35 mila euro riceveranno nei prossimi mesi il bonus una tantum da 200 euro. Misure importanti, ci mancherebbe, ma insufficienti a fronteggiare le difficolt\u00e0 provocate da questa situazione di crisi cos\u00ec pesante. Per questo riteniamo indispensabile istituire presso il MISE e in ogni singola regione un tavolo di crisi permanente che affronti con maggior determinazione i problemi sopra descritti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 una lenta agonia quella che sta vivendo il mondo del lavoro autonomo. 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