{"id":276841,"date":"2022-05-21T09:18:35","date_gmt":"2022-05-21T07:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=276841"},"modified":"2022-05-21T09:18:35","modified_gmt":"2022-05-21T07:18:35","slug":"bonus-sono-ancora-una-quarantina-e-costeranno-allo-stato-almeno-113-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/bonus-sono-ancora-una-quarantina-e-costeranno-allo-stato-almeno-113-miliardi\/","title":{"rendered":"BONUS: SONO ANCORA UNA QUARANTINA E COSTERANNO ALLO STATO ALMENO 113 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p>Quelli principali e ancora vigenti sono poco pi\u00f9 una quarantina e in questo ultimo triennio (2020-2022) si stima che costeranno allo Stato almeno 113 miliardi di euro (per la precisione 112,7). Stiamo parlando dei bonus introdotti in buona parte dagli ultimi due esecutivi per fronteggiare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina ad alcuni comparti produttivi, alle famiglie, ai lavoratori dipendenti e agli autonomi. L\u2019analisi \u00e8 stata effettuata dall\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p><strong>Va razionalizzata la spesa<\/strong><br \/>\nSarebbe ingeneroso sostenere che gran parte di questi soldi sono stati e vengono tuttora gettati al vento, contribuendo ad aumentare in misura significativa il debito pubblico che, rispetto all\u2019avvento del Covid (2019), \u00e8 salito di oltre 21 punti percentuali di Pil. Certo, molti sussidi sono stati erogati anche a chi non ne aveva alcun bisogno, altri ancora sono stati introdotti solo per \u201criscuotere\u201d un consenso politico immediato. Tutto vero: anche se va sottolineato che molte di queste anomalie hanno interessato anche altri paesi europei. Tuttavia, riteniamo che sia giunto il momento di razionalizzarne la spesa. Lo scenario economico e sociale che si sta prefigurando \u00e8 sempre pi\u00f9 cupo, senza contare che entro la fine di quest\u2019anno andranno ad esaurirsi le misure di acquisto dei titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea e che la stessa, a seguito dell\u2019impennata dell\u2019inflazione, molto probabilmente sar\u00e0 costretta ad aumentare i tassi di interesse. Misure che potrebbero peggiorare la tenuta di nostri conti pubblici. Quindi, visto che il Governo Draghi non sembra intenzionato, almeno per ora, a ricorrere allo scostamento di bilancio per recuperare le risorse necessarie per dare un po\u2019 di ossigeno alla nostra economia, non rimane che tagliare la spesa corrente in modo da recuperare almeno una grossa parte delle risorse necessarie per fronteggiare le emergenze economiche di questi ultimi mesi. Infatti, altre strade sono difficilmente percorribili; dalla lotta all\u2019evasione le maggiori entrate che riusciamo a recuperare ogni anno sono molto contenute e un eventuale incremento di gettito attraverso un ritocco all\u2019ins\u00f9 delle imposte non sarebbe praticabile. La platea dei bonus, pertanto, dovrebbe essere quella maggiormente attenzionata per raggiungere l\u2019 obbiettivo richiamato pi\u00f9 sopra. In altre parole, solo da una \u201csforbiciata\u201d delle uscite per i bonus potremmo trovare le coperture necessarie per alimentare nuove politiche economiche di natura espansiva per contrastare, ad esempio, il caro bollette e l\u2019impennata dell\u2019inflazione.<\/p>\n<p><strong>Il pi\u00f9 oneroso \u00e8 l\u2019ex Renzi<\/strong><br \/>\nIl pi\u00f9 costoso per le casse pubbliche \u00e8 l\u2019ex bonus Renzi: nel triennio 2020-2022 l\u2019importo speso ammonter\u00e0 a 28,3 miliardi di euro. Introdotto nel 2014, dal 2020 il Governo Conte II ha innalzato questa misura a 100 euro. Compenso che veniva erogato mensilmente nelle buste paga dei lavoratori dipendenti con un livello di reddito che negli anni \u00e8 oscillato attorno ai 28 mila euro. Da marzo di quest\u2019anno l\u2019entit\u00e0 della misura versata ai lavoratori dipendenti scende drasticamente, anche se viene compensata dai meccanismi di revisione introdotti con la riforma dell\u2019Irpef che, comunque, non penalizzano economicamente i lavoratori. Un bonus, quello Renzi, che \u00e8 servito ad appesantire le buste paga degli italiani, con l\u2019obbiettivo di dare un impulso ai consumi delle famiglie. Altrettanto dispendiosi sono stati anche i bonus edilizi; secondo l\u2019Agenzia delle Entrate, tra inizio 2020 e la fine del 2021 sono costati alle casse dello Stato poco meno di 25 miliardi di euro. Ancorch\u00e8 compensato almeno in parte con l\u2019aumento della tassazione sugli extraprofitti maturati dalle aziende del settore energetico, ammonta invece a 22 miliardi di euro il costo complessivo del bonus sociale che, introdotto nella seconda met\u00e0 del 2021 e prorogato\/rafforzato pi\u00f9 volte anche in questa prima parte del 2022, viene utilizzato per calmierare gli aumenti delle bollette di luce e gas, in particolar modo, alle famiglie a basso reddito e alle imprese energivore. Altrettanto oneroso \u00e8 stato il costo per la collettivit\u00e0 del super ecobonus 110%; entrato in vigore nel luglio del 2020 per incentivare la riqualificazione energetica del nostro patrimonio abitativo, al 31 marzo di quest\u2019anno al bilancio pubblico \u00e8 costato, secondo l\u2019ENEA, 21,1 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Bisogna accelerare il \u201cdecalage\u201d dei bonus edilizi e per alcuni arrivare allo stop<\/strong><br \/>\nDei circa 113 miliardi di euro di oneri in capo allo Stato stimati dalla CGIA, ben 46 miliardi sono ascrivibili ai bonus che ruotano attorno al comparto dell\u2019edilizia. Secondo l\u2019Agenzia delle Entrate, infatti, nel biennio 2020-2021 l\u2019importo delle cessioni del credito e degli sconti in fattura ammontava a:<br \/>\n13,6 miliardi di euro per il bonus facciate;<br \/>\n5,5 miliardi di euro per l\u2019eco-bonus;<br \/>\n4,9 miliardi di euro per la ristrutturazione;<br \/>\n0,9 miliardi di euro per il sismabonus;<br \/>\n0,01 miliardi di euro per le colonnine di ricarica.<br \/>\nA questi importi che, complessivamente, totalizzano 24,9 miliardi, dobbiamo aggiungere anche le detrazioni maturate per i lavori edilizi terminati che si sono avvalsi del super ecobonus 110%. Secondo i dati dell\u2019ENEA, al 30 aprile 2022 l\u2019onere a carico dello Stato era di 21,1 miliardi di euro. Sia chiaro, nessuno disconosce il ruolo che in questi ultimi anni hanno avuto i bonus nel rilanciare l\u2019edilizia, nel far emergere il sommerso e nel migliorare l\u2019efficienza energetica delle nostre abitazioni; ci mancherebbe. Tuttavia, la convinzione di aver speso eccessivamente e di aver \u201cdrogato\u201d il mercato edilizio\/impiantistico \u00e8 molto diffusa.<\/p>\n<p>Si pensi, ad esempio, che il bonus ristrutturazione &#8211; inizialmente con una aliquota fiscale di detrazione della spesa sostenuta pari al 41 per cento &#8211; \u00e8 stato introdotto 24 anni fa, ovvero nel 1998. In virt\u00f9 del fatto che il nostro Paese ha assolutamente bisogno di risorse pubbliche per fronteggiare le emergenze di questo momento \u2013 come il prezzo delle bollette energetiche, l\u2019impennata dell\u2019inflazione e il rincaro delle materie prime &#8211; i soldi possono essere recuperati solo tagliando la spesa pubblica, ovvero cominciando a limitare progressivamente la stagione dei bonus e dei sussidi dati a pioggia, spesso anche a chi, non ne avrebbe alcun bisogno.<\/p>\n<p>Nel comparto edile, in verit\u00e0, il decalage \u00e8 gi\u00e0 stato programmato dal legislatore, ma in maniera ancora troppo lenta. Bisogna, invece, accelerare la riduzione dei vantaggi fiscali e, almeno per alcuni, arrivare al loro azzeramento, mettendo cos\u00ec fine anche alla distorsione distributiva sollevata da molti esperti: il super ecobonus del 110% e molti altri incentivi hanno dimostrato di essere regressivi, ovvero di aver avvantaggiato, in particolar modo, le fasce di reddito pi\u00f9 elevate che, pi\u00f9 delle altre, hanno beneficiato di questi \u201csconti\u201d.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.15.03.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1290\" data-large_image_height=\"1098\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-276842\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.15.03-300x255.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.15.03-300x255.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.15.03-1024x872.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.15.03-768x654.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.15.03.png 1290w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.14.41.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1282\" data-large_image_height=\"1146\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-276843\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.14.41-300x268.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.14.41-300x268.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.14.41-1024x915.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.14.41-768x687.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Schermata-2022-05-21-alle-09.14.41.png 1282w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quelli principali e ancora vigenti sono poco pi\u00f9 una quarantina e in questo ultimo triennio (2020-2022) si stima che costeranno allo Stato almeno 113 miliardi di euro (per la precisione 112,7). 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