{"id":280886,"date":"2022-06-11T08:52:14","date_gmt":"2022-06-11T06:52:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=280886"},"modified":"2022-06-11T08:52:14","modified_gmt":"2022-06-11T06:52:14","slug":"salario-minimo-si-solo-se-si-considera-il-tec-esonerare-lapprendistato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/salario-minimo-si-solo-se-si-considera-il-tec-esonerare-lapprendistato\/","title":{"rendered":"SALARIO MINIMO: SI\u2019, SOLO SE SI CONSIDERA IL TEC. \u201cESONERARE\u201d L\u2019APPRENDISTATO."},"content":{"rendered":"<p><strong>SONO ALMENO 1,5 MILIONI I DIPENDENTI A RISCHIO DUMPING<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Ufficio studi della CGIA esprime parere favorevole al salario minimo legale a 9 euro lordi l\u2019ora, purch\u00e9, come riferimento, si consideri il Trattamento Economico Complessivo (TEC) e non la paga oraria. Il TEC, infatti, oltre alla retribuzione lorda include anche il rateo delle mensilit\u00e0 aggiuntive (tredicesima e quattordicesima), del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), della quota dovuta agli enti bilaterali e di altri istituti di fonte contrattuale, come la Riduzione dell\u2019Orario di Lavoro (ROL), i permessi e le ferie. Ebbene, se il calcolo della retribuzione oraria tiene conto anche di queste voci che compongono il cosiddetto salario differito, \u00e8 evidente, cos\u00ec come ha avuto modo di segnalare nei giorni scorsi Confindustria, che anche le associazioni datoriali pi\u00f9 rappresentative degli artigiani e dei commercianti possono affermare con altrettanta fermezza che gli occupati in questi settori gi\u00e0 oggi ricevono una retribuzione lorda oraria superiore a 9 euro. Senza contare che, grazie alla storica cultura negoziale presente nel nostro Paese, \u00e8 sempre pi\u00f9 diffusa, soprattutto al Centro Nord, la sottoscrizione tra le parti sociali dei contratti di secondo livello (territoriali e\/o aziendali) che, assieme al ricorso del welfare aziendale, consentono alle buste paga dei dipendenti di essere ancor pi\u00f9 pesanti.<\/p>\n<p><strong>Salario minimo agli apprendisti ? No, altrimenti l\u2019istituto rischia l\u2019estinzione<\/strong><br \/>\nGli ultimi dati disponibili resi noti dall\u2019Istat, segnalano che in Italia ci sono poco pi\u00f9 di 700 mila apprendisti;\u00a0vale a dire giovani assunti con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all\u2019occupazione giovanile. La durata del contratto varia in ragione della tipologia dello stesso: mediamente oscilla tra i 3 e i 5 anni. In linea generale, inoltre, la retribuzione mensile di un apprendista si aggira attorno agli 800 euro netti. L\u2019importo \u00e8 basso perch\u00e9 risponde alla filosofia di questo istituto che, introdotto nel 1955, \u00e8 rivolto a under 30 che entrano nel mercato di lavoro senza alcuna esperienza lavorativa e al termine di questo percorso, grazie all\u2019attivit\u00e0 di tutoraggio realizzata dell\u2019azienda che li ospita, acquisiscono una professione. Per contro, l\u2019investimento realizzato dall\u2019imprenditore viene \u201cpremiato\u201d con la possibilit\u00e0 di beneficiare di un forte abbattimento del costo del lavoro. Ora, stando ai dati riportati dall\u2019Istat, oltre il 28 per cento del totale degli apprendisti presenti in Italia (in termini assoluti corrispondono a quasi 205 mila giovani) ha una retribuzione mediana oraria pari a 6,59 euro. Sono dipendenti che nella stragrande maggioranza dei casi sono stati assunti da poco; difatti questi apprendisti con retribuzione oraria sotto soglia presentano un numero medio di ore lavorate inferiore a circa il 20 per cento degli apprendisti pi\u00f9 \u201canziani\u201d che, invece, presentano una retribuzione oraria mediana pari a 9,61 euro. E\u2019 evidente che se agli apprendisti neoassunti la retribuzione minima oraria fosse innalzata a 9 euro lordi, nel giro di qualche anno registreremo un crollo dell\u2019utilizzo di questo contratto. Per le imprese, infatti, assumere un giovane alle prime armi senza alcuna esperienza alle spalle con un contratto di apprendistato non sarebbe pi\u00f9 conveniente. Altres\u00ec, va ricordato che con questo contratto sono tantissime le generazioni di lavoratori che sono diventati dapprima degli ottimi operai specializzati e poi anche degli imprenditori di successo. Anche per queste ragioni storiche e culturali, l\u2019istituto dell\u2019apprendistato va salvaguardato e, pertanto, \u201cesonerato\u201d dall\u2019applicazione del salario minimo legale a 9 euro all\u2019ora.<\/p>\n<p><strong>Sono 1,5 milioni i dipendenti a rischio dumping salariale<\/strong><br \/>\nAl netto dei dipendenti dell\u2019agricoltura e del lavoro domestico, in Italia i destinatari dei 933 CCNL vigenti alla fine del 2021 sono 12.991.632 occupati. Di questi, il 12 per cento circa (pari a poco pi\u00f9 di 1,5 milioni di dipendenti) non \u00e8 \u201criconducibile\u201d ai principali CCNL pi\u00f9 diffusi del settore che, complessivamente, ammontano a 128 contratti. Verosimilmente, stiamo parlando di CCNL sottoscritti dalle associazioni datoriali (Confindustria, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, etc.) e dalle sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil) pi\u00f9 rappresentative nel Paese. Per contro, i rimanenti 805 contratti sarebbero stati sottoscritti da realt\u00e0 imprenditoriali e sindacali \u201cminori\u201d, con livelli di rappresentativit\u00e0 molto discutibili e non sempre presenti su tutto il territorio nazionale. Lo stesso CNEL ha avuto modo di affermare che, in questi contratti:<\/p>\n<p><strong>\u201c\u00e8 molto plausibile supporre che si annidino quelli a pi\u00f9 elevato rischio di dumping\u201d .<\/strong><\/p>\n<p>In altre parole, questi 805 contratti che interessano almeno 1,5 milioni di dipendenti rappresentano un\u2019area \u201cgrigia\u201d che, rispetto ai contratti firmati dai \u201cleader\u201d, spesso consentono a molte imprese di praticare condizioni economiche al \u201cribasso\u201d e gravi \u201clesioni\u201d ai diritti dei lavoratori. In termini percentuali, i settori contrattuali pi\u00f9 interessati dalla presenza di dipendenti a rischio dumping salariale sono i poligrafici e spettacolo (32 per cento del totale del comparto), terziario\/distribuzione\/servizi (17 per cento del totale), le aziende di servizi e l\u2019Istruzione, sanit\u00e0, assistenza e cultura (entrambe con il 14 per cento sempre del totale del settore).<\/p>\n<p><strong>Attenzione all\u2019effetto trascinamento<\/strong><br \/>\nSecondo alcune stime, l\u2019applicazione del salario minimo orario per legge a 9 euro lordi comporterebbe un costo aggiuntivo in capo alle imprese di almeno 6 miliardi di euro all\u2019anno. Un importo, secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA, comunque sottostimato perch\u00e9 non terrebbe conto dell\u2019effetto trascinamento che l\u2019introduzione del salario minimo per legge avrebbe nei confronti dei livelli retributivi che oggi si trovano sopra i 9 euro lordi. Appare evidente che, se si ritoccher\u00e0 all\u2019ins\u00f9 la retribuzione per i livelli pi\u00f9 bassi, la medesima operazione dovr\u00e0 essere effettuata anche per gli inquadramenti immediatamente superiori. Diversamente, molti lavoratori si vedrebbero ridurre o addirittura azzerare il differenziale salariale con i colleghi assunti con livelli inferiori, pur essendo chiamati a svolgere mansioni superiori a questi ultimi.<\/p>\n<p><strong>Retribuzioni basse: colpa anche dell\u2019assenza delle grandi imprese<\/strong><br \/>\nE\u2019 vero. In questi ultimi 30 anni le retribuzioni medie degli italiani sono diminuite, mentre in quasi tutta UE sono aumentate. Tra le cause di questo risultato sono da annoverare la crescita economica asfittica e un basso livello della produttivit\u00e0 del lavoro che dal 1990 ha interessato il nostro Paese, soprattutto nel settore dei servizi. Una delle cause di questo risultato va ricercato anche nel fatto che, a differenza dei nostri principali competitori europei, in questo ultimo trentennio la competitivit\u00e0 del nostro Paese ha risentito dell\u2019assenza delle grandi imprese. Queste ultime sono pressoch\u00e9 scomparse, non certo per l\u2019eccessiva numerosit\u00e0 delle piccole realt\u00e0 produttive, ma a causa dell\u2019incapacit\u00e0 dei grandi player, spesso di natura pubblica, di reggere la sfida lanciata dalla globalizzazione. Sino agli inizi degli anni \u201980, infatti, l\u2019Italia era tra i leader mondiali nella chimica, nella plastica, nella gomma, nella siderurgia, nell\u2019alluminio, nell\u2019informatica, nell\u2019auto e nella farmaceutica. Grazie al ruolo e al peso di molte grandi imprese pubbliche e private (Montedison, Montefibre, Pirelli, Fiat, Italsider, Alumix, Olivetti, Angelini, etc.), la nostra economia ruotava attorno a queste realt\u00e0 e alle loro filiere che garantivano occupazione, ricerca, sviluppo, innovazione e investimenti produttivi. A distanza di oltre 40 anni, purtroppo, abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti questi settori. E ci\u00f2 \u00e8 avvenuto non a causa di un destino cinico e baro, ma a seguito di una selezione naturale compiuta dal mercato che, con l\u2019avvento della globalizzazione, ha colpito soprattutto le grandi industrie e in misura pi\u00f9 contenuta anche le nostre Pmi che, comunque, tra difficolt\u00e0, limiti e inefficienze continuano ad essere l\u2019asse portante dell\u2019economia del nostro Paese.<br \/>\n<strong>Buste paga pi\u00f9 pesanti ? Tagliare il cuneo e detassare le indennit\u00e0<\/strong><br \/>\nL\u2019introduzione di un salario minimo per legge non rappresenta l\u2019unica soluzione per rendere pi\u00f9 pesanti le buste paga, principalmente quelle pi\u00f9 basse. Sarebbe invece pi\u00f9 opportuno ridurre il cuneo, in particolar modo la componente fiscale in capo ai lavoratori dipendenti e bisognerebbe, auspicabilmente, rinnovare i contratti e dar luogo a una decisa detassazione di tutte le indennit\u00e0 (lavoro notturno, lavoro festivo e prefestivo) e di tutti i premi definiti da accordi aziendali o interaziendali (filiere e territori) in modo tale da incidere positivamente sulla produttivit\u00e0 senza alimentare l\u2019inflazione. Sono proposte di buon senso e condivise anche da molti autorevoli esponenti del Governo Draghi. Tuttavia, faticano a farsi strada: infatti, quando a dover \u201cpagare il conto\u201d \u00e8 chiamato il fisco, nel nostro Paese \u00e8 estremamente difficile passare dalle parole ai fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SONO ALMENO 1,5 MILIONI I DIPENDENTI A RISCHIO DUMPING L\u2019Ufficio studi della CGIA esprime parere favorevole al salario minimo legale a 9 euro lordi l\u2019ora, purch\u00e9, come riferimento, si consideri il Trattamento Economico Complessivo (TEC) e non la paga oraria. Il TEC, infatti, oltre alla retribuzione lorda include anche il rateo delle mensilit\u00e0 aggiuntive (tredicesima&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":49672,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-280886","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/lavoro.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=280886"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280886\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=280886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=280886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=280886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}