{"id":281918,"date":"2022-06-17T05:36:39","date_gmt":"2022-06-17T03:36:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=281918"},"modified":"2022-06-17T05:54:19","modified_gmt":"2022-06-17T03:54:19","slug":"la-riflessione-allalba-di-una-nuova-invasione-turistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-riflessione-allalba-di-una-nuova-invasione-turistica\/","title":{"rendered":"LA RIFLESSIONE ALL&#8217;ALBA DI UNA NUOVA INVASIONE TURISTICA"},"content":{"rendered":"<p><strong>DI CLAUDIO PRA<\/strong><\/p>\n<p>AUDIO<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-281918-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CLAUDIO-PRA.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CLAUDIO-PRA.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CLAUDIO-PRA.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/4a78a9e5-d05d-40c1-9be1-fd532925f88a.jpg\" width=\"163\" height=\"92\" \/><\/p>\n<p>Un turismo diverso ha invaso negli ultimi anni le Dolomiti, portando in dote tante presenze ma anche tanti incidenti causati da un approccio disinvolto con un ambiente comunque severo e certamente da non sottovalutare. Si usa dire che la montagna \u00e8 di tutti, ma non ci si dovrebbe anche porre la domanda se \u00e8 per tutti? Ovviamente questo quesito appare scomodo e l&#8217;argomento viene accuratamente evitato. \u00c8 di questi giorni la notizia che a luglio ad agosto di quest&#8217;anno (ma probabilmente l&#8217;iniziativa continuer\u00e0 anche nei prossimi anni) un secondo elicottero di soccorso entrer\u00e0 in azione, &#8220;Qualit\u00e0 in pi\u00f9 per il turista&#8221;, dice Zaia. \u00c8 come se in un&#8217;ambiente di lavoro dove si verificano frequentemente degli incidenti anzich\u00e9 andare a cercare le cause della problematica si affiancasse un secondo infermiere all&#8217;unico presente. Manca, a mio avviso, una strategia di comunicazione che possa alzare il tasso di cultura e consapevolezza sulla montagna, che cerchi, oltre che di propagandare le grandi bellezze, di responsabilizzare, informare, prevenire, educare. Ma tutto ci\u00f2 non sembra interessare e allora ok, mettiamo un secondo elicottero e risolviamo cos\u00ec il problema.<\/p>\n<p>Dopo questa premessa provo molto umilmente a ricordare ai meno esperti alcune regole non scritte, ma che se rispettate possono tornare utili quando si frequenta un ambiente come quello montano: Sar\u00e1 banale ma camminare su sentieri dove spesso il terreno \u00e8 sconnesso \u00e8 molto diverso dalla camminata tradizionale. Ovviamente un&#8217; adeguata calzatura risulta importantissima, ma occorre anche una tecnica appropriata. Appoggiare il piede sulla radice di un albero bagnata significa sicuramente scivolare cos\u00ec come posare i piedi a caso anzich\u00e9 cercare piccoli appoggi. Su terreni ghiaiosi poi, specie in discesa, lo scarpone dovrebbe essere posizionato di taglio per fare pi\u00f9 presa. Le innumerevoli cadute con traumi e slogature alle caviglie nascono quasi sempre dal modo sbagliato di affrontare un terreno che per molti risulta quasi sconosciuto, dove \u00e8 fondamentale rimanere concentrati. Un aiuto importante lo possono poi dare i bastoncini che, oltre ad aiutare nella progressione, permettono un migliore equilibrio.<\/p>\n<p>Prima di intraprendere un&#8217; escursione \u00e8 fondamentale conoscere il percorso che si intende affrontare, valutandone sviluppo, dislivello e difficolt\u00e0 tecniche. Occorre quindi informarsi preventivamente tramite esperti o reperendo informazioni in rete, da fonti affidabili. Ovviamente l&#8217;escursione va scelta in base al proprio allenamento ed alla propria esperienza. Sopravvalutarsi o voler ad ogni costo raggiungere un luogo senza averne le capacit\u00e0 significa andare incontro a guai sicuri. Altra cosa importantissima \u00e8 informarsi sulle previsioni meteo, cos\u00ec come seguire una tempistica adeguata alla lunghezza del percorso, per non rischiare di ritrovarsi tardi sulla via del ritorno ma anche evitando di camminare sotto un sole cocente che svuota di energie o iniziare il giro troppo tardi rischiando di &#8220;beccare&#8221; uno dei frequenti temporali estivi pomeridiani. Ad ogni modo occorre sempre essere disposti a tornare sui propri passi in ogni momento in caso di pericoli o spossatezza. Voler raggiungere la meta a tutti i costi espone a severi rischi.<\/p>\n<p>Con se si dovrebbe portare dell&#8217;acqua ed almeno un p\u00f3 di cioccolata, che aiutano a superare i momenti di crisi di un&#8217;attivit\u00e0 fisica intensa che magari non si \u00e8 abituati a svolgere.<\/p>\n<p>Nello zaino non devono mai mancare degli indumenti per coprirsi in caso il meteo cambi. In montagna il clima muta rapidamente e gli sbalzi termici possono risultare notevolissimi anche in estate. Meglio una giacca in pi\u00f9, che magari non si utilizzer\u00e0, piuttosto che ritrovarsi al freddo.<\/p>\n<p>Questi mi paiono alcuni dei consigli pi\u00f9 importanti, dati da uno che se li \u00e8 sentiti a sua volta dare e li ha fatti suoi. In montagna un incidente pu\u00f2 succedere, eccome, anche ai pi\u00f9 esperti, ma seguendo qualche regoletta di buon senso si limiterebbe molto la possibilit\u00e0 che ci\u00f2 avvenga. Occorre essere umili, specie se inesperti, non sottovalutando le difficolt\u00e0 di un ambiente non semplice da affrontare. Tanti social, con fotografie e relazioni affascinanti, attirano verso luoghi spesso fuori portata per i pi\u00f9. La montagna \u00e8 un luogo che pu\u00f2 permettere fantastiche esperienze a prescindere, dove ognuno dovrebbe muoversi in base alle proprie capacit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 da dimostrare niente a nessuno, voler spingersi oltre le proprie possibilit\u00e1 solo per poter vantarsi con gli amici \u00e8 pericoloso oltrech\u00e9 stupido. Per finire, se posso permettermi, consiglierei di liberare la testa ed entrare in simbiosi con ambiente e cultura montana, evitando di vivere le Dolomiti come un&#8217; estensione della vita di tutti i giorni. Frequentare posti poco affollati, poco conosciuti, ma spesso bellissimi \u00e8 molto pi\u00f9 gratificante del gettarsi nel caos di alcuni luoghi ritenuti top e permette un&#8217; esperienza diversa, con la probabile visione, se non si fa chiasso, di qualche animale selvatico. Mangiare i piatti della tradizione in un rifugio, senza pretendere un men\u00f9 da ristorante, \u00e8 segno di rispetto ed un aprirsi al luogo che si sta frequentando. E quella minestra e fagioli, dopo la fatica, risulter\u00e0 il piatto pi\u00f9 prelibato che si sia mai mangiato. Tenersi in tasca il fazzolettino di carta anzich\u00e9 gettarlo perch\u00e9, spesso a torto, si pensa &#8220;Tanto \u00e8 biodegradabile&#8221; \u00e8 rispettare la montagna e gli altri, evitando di trasformare i sentieri in tappeti di fazzoletti.<br \/>\nLa montagna ha tanto da dare a chi la cerca con il giusto spirito, non mettendo al centro se stesso ma considerandosi un elemento tra gli elementi, facendo il pieno di energia e sensazioni che poi rimarranno dentro per sempre.<br \/>\nBuona montagna a tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI CLAUDIO PRA AUDIO &nbsp; Un turismo diverso ha invaso negli ultimi anni le Dolomiti, portando in dote tante presenze ma anche tanti incidenti causati da un approccio disinvolto con un ambiente comunque severo e certamente da non sottovalutare. 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